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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
titoli articoli (non ho link sono pdf archiviati scrupolosamente nel tempo):

Torque and Power-Velocity Relationships in Cycling: Relevance to Track Sprint Performance in World-Class Cyclists
Understanding Sprint-Cycling Performance: The Integration of Muscle Power, Resistance, and Modeling
Maximal torque- and power-pedaling rate relationships for elite sprint cyclists in laboratory and field tests
Characteristics of Track Cycling
Influence of cycling cadence on neuromuscular activity of the knee extensors in humans
Joint-Specific Power Production during Submaximal and Maximal Cycling
etc etc..
appena ho 10 minuti rispondo al resto del post
 

dangerousmav

Pignone
24 Agosto 2010
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TREK Madone
titoli articoli (non ho link sono pdf archiviati scrupolosamente nel tempo):

Torque and Power-Velocity Relationships in Cycling: Relevance to Track Sprint Performance in World-Class Cyclists
Understanding Sprint-Cycling Performance: The Integration of Muscle Power, Resistance, and Modeling
Maximal torque- and power-pedaling rate relationships for elite sprint cyclists in laboratory and field tests
Characteristics of Track Cycling
Influence of cycling cadence on neuromuscular activity of the knee extensors in humans
Joint-Specific Power Production during Submaximal and Maximal Cycling
etc etc..
appena ho 10 minuti rispondo al resto del post
Grazie! Per il resto aspetto trepidante risposta o-o
 

_echoes_

Novellino
19 Luglio 2013
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Cancello serie RaceElite 3.0
Ciao Roberto,
ti chiedo un parere e approfitto nuovamente della tua competenza.

in questa intervista Shane Sutton dice che i ciclisti amatoriali per migliorarsi devono pedalare il più possibile e che esercizi in palestra, core ecc.. sono solo cose secondarie:

“He also says there is no point in worrying about other special leg or core training exercises to get faster. “It’s about as much time in the saddle as possible. The more you ride the better you get. It’s as simple as that. Once you get that big engine you go more into specifics”


http://www.telegraph.co.uk/men/acti...ton-interview-how-to-be-a-better-cyclist.html


Invece in quest’articolo riportano i vantaggi che si ottengono per i ciclisti a seguito di un ciclo di allenamenti di forza:

Strength training improves 5-min all-out performance following 185min of cycling

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19903319

Secondo te, quindi, la palestra può essere utile per ciclisti amatori che affrontano granfondo/medio fondo? Oppure è un aspetto secondario che diventa valido solo se si è ad un “livello superiore” ed è inutile farsi tante “pippe mentali” su che esercizi fare in palestra per andare poi meglio in bici?

Spero di essere stato chiaro

Grazie in anticipo
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1

a tuo avviso quali sono i migliori esercizi in bici per aumentare i wattaggi massimali sostenibili rimanendo nell'ambito neuromuscolare? Lavori in palestra esistono a tal fine? Se si quali?


L'abilità di esprimere un elevato picco di forza (aspecifico= non in sella) è di minimo, se non scarso, aiuto se non vi è anche una componenete essenziale per generare potenza, ossia velocità/rapidità.
Eseguire "lavori di forza" aspecifici non significa quindi necessariamente ed automaticamente anche divenire più POTENTI, ANCHE per uno sprinter.
Elemento cruciale è il comprendere che un incremento di sola forza 1) non è sufficiente ad un incrmento della prestazione (anche nello sprint) 2) è necessario trasporre
[FONT=&quot]sul mezzo una capacità di generare maggiori forze in ambito aspecifico e questo comporta SEMPRE la combinazione di forza E velocità e una sola delle due componenti non è spesso sufficiente, anche se necessaria.
Esprimere elevati valori in ambito di potenza (f*v) neuromuscolare include proprio questo: nel concetto di neuromuscolare vi è la componente di rapidità e velocità che è collegata ad adattamenti che sono ANCHE extramuscolari e che non possono essere allenati SOLAMENTE con macchinari e pesi.

Paradossalmente e anedotticamente, ma per completare con un esempio "estremo", alcuni atleti trovano un gran beneficio e incremento nell'esprimere picchi di potenza (sprint) con esercizi a carico zero (es. senza catena) con ripetizioni specifiche a massima cadenza, arrivando a sostenere valori elevati di cadenza. Questa capacità NEUROmuscolare di elevata rapidità e coordinazione muscolare è spesso un fattore trascurato andando spesso (più per moda che per cognizione di causa) a privilegiare la SOLA componenete di forza*.

Se dovessi indicare un'esercizio aspecifico che può eventualmente combinare alcuni o una buona parte di benefici in questo settore rimarrei sulla pliometria piccola o media, con l'aggravante però che spesso può essere difficoltosa per i ciclisti essendo atleti non abituati a livello osseo, muscolare e articolare a impatti e azione gravitazionale, in questo caso accentuata dalle necessità di esecuzione specifica.
Oppure esercizi con sovraccarico ma non con macchinari, in quanto restringono spesso l'azione e il movimento ad un numero ristretto di gruppi muscolari quando invece l'azione della pedalata è sempre un'azione di coocrdinazione e cocontrazione di più gruppi muscolari e con coinvolgimento di più articolazioni.

*ho in elaborazione un articolo sul deallenamento che tocca tangenzialemente questo aspetto, ossia come la forza in sé sia una componenete della prestazione ma sicuramente NON la più limitante!
[/FONT]
 

dangerousmav

Pignone
24 Agosto 2010
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TREK Madone
L'abilità di esprimere un elevato picco di forza (aspecifico= non in sella) è di minimo, se non scarso, aiuto se non vi è anche una componenete essenziale per generare potenza, ossia velocità/rapidità.
Eseguire "lavori di forza" aspecifici non significa quindi necessariamente ed automaticamente anche divenire più POTENTI, ANCHE per uno sprinter.
Elemento cruciale è il comprendere che un incremento di sola forza 1) non è sufficiente ad un incrmento della prestazione (anche nello sprint) 2) è necessario trasporre [FONT=&quot]sul mezzo una capacità di generare maggiori forze in ambito aspecifico e questo comporta SEMPRE la combinazione di forza E velocità e una sola delle due componenti non è spesso sufficiente, anche se necessaria.
Esprimere elevati valori in ambito di potenza (f*v) neuromuscolare include proprio questo: nel concetto di neuromuscolare vi è la componente di rapidità e velocità che è collegata ad adattamenti che sono ANCHE extramuscolari e che non possono essere allenati SOLAMENTE con macchinari e pesi.

Paradossalmente e anedotticamente, ma per completare con un esempio "estremo", alcuni atleti trovano un gran beneficio e incremento nell'esprimere picchi di potenza (sprint) con esercizi a carico zero (es. senza catena) con ripetizioni specifiche a massima cadenza, arrivando a sostenere valori elevati di cadenza. Questa capacità NEUROmuscolare di elevata rapidità e coordinazione muscolare è spesso un fattore trascurato andando spesso (più per moda che per cognizione di causa) a privilegiare la SOLA componenete di forza*.

Se dovessi indicare un'esercizio aspecifico che può eventualmente combinare alcuni o una buona parte di benefici in questo settore rimarrei sulla pliometria piccola o media, con l'aggravante però che spesso può essere difficoltosa per i ciclisti essendo atleti non abituati a livello osseo, muscolare e articolare a impatti e azione gravitazionale, in questo caso accentuata dalle necessità di esecuzione specifica.
Oppure esercizi con sovraccarico ma non con macchinari, in quanto restringono spesso l'azione e il movimento ad un numero ristretto di gruppi muscolari quando invece l'azione della pedalata è sempre un'azione di coocrdinazione e cocontrazione di più gruppi muscolari e con coinvolgimento di più articolazioni.

*ho in elaborazione un articolo sul deallenamento che tocca tangenzialemente questo aspetto, ossia come la forza in sé sia una componenete della prestazione ma sicuramente NON la più limitante!
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Grazie della risposta Roberto.
Che la velocità fosse fondamentale me ne ero accorto dal fatto che i miei maggiori picchi li raggiungo sempre a 120-130rpm...
Dato per scontato che quindi vada curata la velocità/rapidità, quali sono invece (se ci sono) gli esercizi per aumentare il "livello di torque"? Perchè non credo che da sola la velocità/rapidità basti...
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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infatti non ho detto che sia sufficiente...ma necessaria....
Esercizi nello specifico a) non esistono a livello assoluto perchè possono essere differenti le caratteristiche dell'atleta ANCHE per medesimo "fenotipo" (es uno sprinter molto rapido è differente da uno sprinter che riesce a mantenere un elevato valore di potenza senza picco) e b) perchè l'analisi QA -del singolo atleta nel gesto specifico che vuole migliorare- permette di sintentizzare quale sono le coppie torcenti utili agli scopi specifici prefissati. Da questi dati si aprono possibilità di cominazioni potenza->cadenza o viceversa.
 

Battistata

Apprendista Velocista
19 Novembre 2011
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Pinarello paris
Ciao Roberto, volevo porti una domanda dato che partecipo a 10/15 gf all'anno, ho notato che negli ultimi 2 anni anche perché ho persi parecchio peso corporeo quando sono in gruppo specie se viaggiamo attorno ai 35km/h non riesco a tenere il ritmo. Se poi la velocità aumenta attorno ai 40km/h tendo a staccarmi non riuscendo più a raggiungere il gruppo e vedendolo a 2/300 metri davanti a me. C'è un allenamento specifico x allenarmi e sopperire a questo? Tieni presente che percorro 14000km all'anno tra allenamenti e gf. Grazie
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
generalizzando, e quindi potendo sbagliare nel tuo caso specifico, il tuo è un problema abbastanza diffuso ossia quello di allenarsi tendenzialmente spesso/troppo spesso (con relativo adattamento) solo a specifiche e ristrette intensità (che si traducono in velocità): questo porta ad un'azione tendenzialmente agevole in una fascia di sforzo (e velocità) ma nell'impossibilità, quasi immediata, di sostenere intensità anche leggermente superiori. Per ovviare a ciò valgono i 2 principi cardine dell'allenamento: specificità (anche nel migliorare propri punti deboli) e intensità, anche in questo caso specifiche su determinati obiettivi. Non esistono in assoluto esercizi specifici ma intensità obiettivo su cui insistere e lavorare per migliorarsi. Tali intensità non sono astratte me ricavabili da proprie esperienza e gara: sono quelle intensità e carichi che se non vengono svolti e ssimilati in allenamento non possono essere sosteibili in gara. Può essere il classico caso dei 14000Km...non importa quanti ma sempre COME.
 

dangerousmav

Pignone
24 Agosto 2010
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TREK Madone
infatti non ho detto che sia sufficiente...ma necessaria....
Esercizi nello specifico a) non esistono a livello assoluto perchè possono essere differenti le caratteristiche dell'atleta ANCHE per medesimo "fenotipo" (es uno sprinter molto rapido è differente da uno sprinter che riesce a mantenere un elevato valore di potenza senza picco) e b) perchè l'analisi QA -del singolo atleta nel gesto specifico che vuole migliorare- permette di sintentizzare quale sono le coppie torcenti utili agli scopi specifici prefissati. Da questi dati si aprono possibilità di cominazioni potenza->cadenza o viceversa.
Ok capito, grazie mille
 

canzo

Apprendista Velocista
15 Gennaio 2008
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Orbetello (GR)
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Cannondale r700 Bianchi 603
hanno apparentemente corso molto ma nel mezzo hanno sempre inserito stages alle Canarie. Agli effetti si sono quindi concentrati su un avvicinamento al Tour che ha portato ad una polarizzazione specifica su gare (specifiche, a tappe per i capitani) o allenamenti intensi riducendo al minimo, sempre ovviamente per gli uomini di punta, ogni gara extra e/o fuori obiettivo. Come logica e impostazione si discosta notevolmente da un classico "corro il più possibile" per fare "ritmo gara" tipico anche di una stagione professionistica anche con 2 picchi...
quindi a tuo modo di vedere non è possibile rimanere competetivi (ho detto "competitivi", non "al massimo della forma"...) da marzo a ottobre, come reclamano sempre gli affezionati del ciclismo di un tempo? Oppure sarebbe comunque possibile limitando maggiormente i giorni di corsa, operando un continuo "stacco e riattacco" (non so se l'espressione riesca a farti capire quello che intendo)?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
è teoricamente fattibile, con atleti di alto livello, una programmazione come quella operata da Sky ossia una selezione su gara/obiettivi che progressivamente portano ad un avvicinamento all'obiettivo prefissato, es utilizzare le principali corse a tappe di 1 settimana come banco di prova MA non come allenamento che invece è strutturato con situazioni di "isolamento" di gruppo nel resto della stagione. Il tutto lavora su 3 elementi: poche gare, molto allenamento NON delegato al singolo ma con mini stages con pochi e specializzati compagni, fasi di stacco tra queste alternanze. Nell'ultima biografia di Wiggins il tutto è ben illustrato. Il limite, come scritto in precedenza, è sulla ripetibilità, più sul versante mentale che fisico, di un'approccio in cui l'impegno su (poche e selezionate) gare è necessariamente sempre massimo.
 

Iceman

Apprendista Velocista
22 Febbraio 2008
1.407
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Camelot
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Legend IL RE, Scott SCALE
Dopo una pausa totale di due settimane e una ripresa graduale è lecito attendersi un calo della FTP?
Entro quali limiti è da considerarsi un calo "normale" e non preoccupante?
 

alexdelli

Apprendista Scalatore
24 Giugno 2006
2.266
70
Treviso
www.alexdelli.it
Bici
Canyon CF SL
Ciao Roberto, ho smesso di pedalare dal 29 settembre, poi ho giocato solo a calcetto.
I primi di dicembre vorrei tornare in bici, come mi consigli di comportarmi?
Mi do alla pianura e lunghi giri, oppure ci sono esercizi specifici per richiamare la muscolatura ormai "atrofizzata" ;) passami il termine?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
Dopo una pausa totale di due settimane e una ripresa graduale è lecito attendersi un calo della FTP?
Entro quali limiti è da considerarsi un calo "normale" e non preoccupante?

se attendi qualche gg (spero) di finire un brevo articolo a riguardo. In ogni caso in quel lasso di tempo è nella norma una perdita del 5-10%; l'intervallo è ampio perchè dipende dalla "bontà" del valore precedentemente raggiunto.

Ciao Roberto, ho smesso di pedalare dal 29 settembre, poi ho giocato solo a calcetto.
I primi di dicembre vorrei tornare in bici, come mi consigli di comportarmi?
Mi do alla pianura e lunghi giri, oppure ci sono esercizi specifici

non è aut aut, nulla preclude il fatto di inserire correttamente richiami di intensità pur mantenendo una predominanza di Z2/3 nel volume del microciclo.
 
Ultima modifica:

klein77

Pedivella
22 Settembre 2011
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Merida Scultura cf4
Ciao Roberto,
lunedì mi sono slogato una caviglia durante una partita di pallacanestro. Credi sia opportuno riprendere la bici appena il dolore/gonfiore si attenuano? Se possibile domenica volevo uscire in bici per non perdere tono muscolare. Ci sono controindicazioni per i legamenti della caviglia?
Grazie.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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dipende dal grado di distrosione; se di grado 0 (tilt astragalico inferiore a 8°, no rotture legamentose) non dovresti aver alcun problema considerando che il carico nel pedalare non è gravitazionale e non hai movimenti se non in flesso-estensione. Se il grado di distorsione è > meglio andare cauti e avere il parere di uno specialista che ti abbia valutato di persona, in questo secondo caso dovrai pazientare qualche giorno ma tra le varie attività la pedalata permette un carico non eccessivamente sostenuto (seduti in sella) e con movimento articolare prevalente su un solo piano ed è quindi una delle attività che possono essere riprese per prime in queste situazioni. http://www.my-personaltrainer.it/caviglia.htm
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Secondo te, quindi, la palestra può essere utile per ciclisti amatori che affrontano granfondo/medio fondo? Oppure è un aspetto secondario che diventa valido solo se si è ad un “livello superiore” ed è inutile farsi tante “pippe mentali” su che esercizi fare in palestra per andare poi meglio in bici?

Le due situazioni descritte sono discordanti ma non lo devono essere necessariamente anche nella propria, singolare, situazione e contesto. C'è poi da premettere che un singolo studio non fa certo un riferimento assoluto.

La risposta al tuo diretto quesito è ...tendenzialmente NO se non in particolari casi, perchè il fattore che limita la prestazione nello specifico degli eventi che tu citi (MF/GF) non è di "origine" neuromuscolare ma prettamente di ordine aerobico (tra l'altro la ricerca che hai linkato si è prefissa di valutare il miglioramento di prestazione in un ambito non puramente aerobico dopo 185' di carico medio-blando), ossia nella capacità di esprimere una potenza nel tempo. Elemento limitante nell'esprimere una determinata potenza nel tempo, su tempi >5-8' dove anche la componente anaerobica viene ad esaurirsi, è la capacità di fornire O2 ai muscoli per permettere di mantenere un livello di prestazione adeguata alle esigenze di gara (potenza necessaria per evento/situazione di gara) partendo da proprie possibilità (essenzialmente di ordine genetico, secondariamente allenabili ma entro certi limiti).
Il solo riuscire ad esprimere maggior forza in una breve e limitata unità di tempo non comporta un miglioramento nel sostenere e/o ripetere questa capacità di lavoro.
Un lavoro di muscolazione generale, anche a corpo libero, è consigliata e la consiglio, ai miei atleti. L'uso di macchine e/o sovraccarichi e/o esercizi di squat e/o pliometria è più indicata per atleti che a) hanno esigenze di esprimere elevati picchi di potenza ossia sprinter, (alcune) specialità pista, dh, bmx, borderline MTB in alcune sottodiscipline o b) atleti con conclamate e verificate difficoltà e deficit muscolari.
Per inciso la/e forza (media e di picco) necessaria/e per esprimere 400W a 75 rpm sono sostenibili pressochè da tutti. La differenza tra un principiante e un professionista è nel QUANTO (= con quali substrati energetici, con quale reclutamento muscolare), nel tempo ciò è sostenibile e il principale elemento discriminatorio è la nostra efficienza e capacità aerobica generale (sistema cardiaco e polmonare) e periferica (adattamenti biochimici a livello muscolare, maggior efficienza neuromuscolare, vd rapidità, cooordinazione, economia nel reclutamento delle unità motorie).
Altro fattore non trascurabile...l'allenamento aspecifico, soprattuto in un amatore *che, per definizione, utilizza il proprio tempo libero per allenarsi* sottrae tempo all'allenamento specifico (o indirettamente specifico, vd crosstraining) sui reali elementi e fattori che migliorano (o possono migliorare se non si è già raggiunto il proprio potenziale) la performance.
 

klein77

Pedivella
22 Settembre 2011
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Merida Scultura cf4
Sinceramente non conosco il grado di distorsione, non mi sono fatto visitare in quanto sono ormai avvezzo a slogature alle caviglie e non mi è parsa particolarmente grave, riesco a camminicchiare, non ho molto gonfiore e presenta solo un piccolo versamento. Se da qui a domenica si sgonfia provo a fare un uscita tranquilla in bici.
Grazie mille per la celere risposta!
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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se il problema è cronico o comunque si sta cronicizzando, anche di lieve entità per grado, è opportuno ridare tono muscolare (eventualmente anche con esercizi propriocettivi) per limitare il problema e cercare di ristabilire una funzionalità persa. Il problema infatti, per come lo descrivi, potrebbe essere cicliclo: articolazione non supportata da strutture legamentose e muscolari adeguate->distorsione->aggravarsi della situazione precedente-> strutture muscolari e legamentose ancor pù debilitate e questo ciclo si ripete.
 

klein77

Pedivella
22 Settembre 2011
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Merida Scultura cf4
Si, in effetti fin da ragazzo ho subito ripetute distorsioni con relativa facilità. Soprattutto alla caviglia destra nella quale ormai il malleolo si presenta esternamente deformato rispetto alla sinistra. Negli ultimi anni mi sono però accorto di aver sviluppato inconsciamente un riflesso che ogni qualvolta appoggio male quel piede il ginocchio mi molla. Stavolta è toccata alla sinistra meno interessata (o forse mai non ricordo precisamente) da questo problema, e forse per questo, ci ho appoggiato tutto il peso del corpo ricadendo da un salto a rimbalzo.
Sinceramente non ho mai fatto esercizi specifici ne per recuperare la funzionalità dei legamenti ne tanto meno per prevenire il fenomeno.
Sai consigliarmi? Credi debba rivolgermi ad una palestra o sono esercizi che si possono svolgere a casa?
Grazie mille.

P.S. già che ci sono ne approfitto per rivolgerti un altro quesito se possibile:
In un soggetto mediamente allenato 2/3 uscite in bici settimanali senza grandi carichi di lavoro e 2 allenamenti di sport complementare (pallacanestro amatoriale) per circa 6 ore settimanali complessive, in media, dopo quanto tempo di inattività inizia un calo nella tonicità muscolare e nella capacità aerobica?
 
Stato
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