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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
-tavolette propriocettive, bosu e attrezzi simili; il miglior strumento sarebbe un lavoro propriocettivo con Sistema Delos ma non è capillarmente diffuso in tutt'Italia ma la mia esperienza con questo sistema e metodologia è estrememente soddisfacente
- "senza grandi carichi di lavoro"= probabilmente il decadimento è nullo o marginale..per il semplice fatto che il livello specifico di adattamento probabilmente non è particolarmente alto e/o rilevante nel volume totale di attività
 

bur

Pignone
11 Maggio 2012
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BMC
Negli ultimi mesi sono tornato universitario "studiandomi" 'l'allenamento ottimale' di weineck e 'fisiologia del l'esercizio fisico e dello sport'. Che altro testo mi consigli prima della laurea :p (i libri di coogan li ho )
 

frejus82

Maglia Gialla
24 Novembre 2008
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Specialized sworks sl6
Una domandina.
Nel periodo "cross training" è normale un leggero calo della FTP (presunto dal fatto di avere ad esempio con potenza in zona z3 alta i battiti e la percezione di sforzo che si averebbe solitamente in z4) ??

Se si nella tua esperienza si può quantificare in quanto? una ventina di w?

grazie
 

_echoes_

Novellino
19 Luglio 2013
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Cancello serie RaceElite 3.0
Le due situazioni descritte sono discordanti ma non lo devono essere necessariamente anche nella propria, singolare, situazione e contesto. C'è poi da premettere che un singolo studio non fa certo un riferimento assoluto.

La risposta al tuo diretto quesito è ...tendenzialmente NO se non in particolari casi, perchè il fattore che limita la prestazione nello specifico degli eventi che tu citi (MF/GF) non è di "origine" neuromuscolare ma prettamente di ordine aerobico (tra l'altro la ricerca che hai linkato si è prefissa di valutare il miglioramento di prestazione in un ambito non puramente aerobico dopo 185' di carico medio-blando), ossia nella capacità di esprimere una potenza nel tempo. Elemento limitante nell'esprimere una determinata potenza nel tempo, su tempi >5-8' dove anche la componente anaerobica viene ad esaurirsi, è la capacità di fornire O2 ai muscoli per permettere di mantenere un livello di prestazione adeguata alle esigenze di gara (potenza necessaria per evento/situazione di gara) partendo da proprie possibilità (essenzialmente di ordine genetico, secondariamente allenabili ma entro certi limiti).
Il solo riuscire ad esprimere maggior forza in una breve e limitata unità di tempo non comporta un miglioramento nel sostenere e/o ripetere questa capacità di lavoro.
Un lavoro di muscolazione generale, anche a corpo libero, è consigliata e la consiglio, ai miei atleti. L'uso di macchine e/o sovraccarichi e/o esercizi di squat e/o pliometria è più indicata per atleti che a) hanno esigenze di esprimere elevati picchi di potenza ossia sprinter, (alcune) specialità pista, dh, bmx, borderline MTB in alcune sottodiscipline o b) atleti con conclamate e verificate difficoltà e deficit muscolari.
Per inciso la/e forza (media e di picco) necessaria/e per esprimere 400W a 75 rpm sono sostenibili pressochè da tutti. La differenza tra un principiante e un professionista è nel QUANTO (= con quali substrati energetici, con quale reclutamento muscolare), nel tempo ciò è sostenibile e il principale elemento discriminatorio è la nostra efficienza e capacità aerobica generale (sistema cardiaco e polmonare) e periferica (adattamenti biochimici a livello muscolare, maggior efficienza neuromuscolare, vd rapidità, cooordinazione, economia nel reclutamento delle unità motorie).
Altro fattore non trascurabile...l'allenamento aspecifico, soprattuto in un amatore *che, per definizione, utilizza il proprio tempo libero per allenarsi* sottrae tempo all'allenamento specifico (o indirettamente specifico, vd crosstraining) sui reali elementi e fattori che migliorano (o possono migliorare se non si è già raggiunto il proprio potenziale) la performance.

Grazie mille, davvero esauriente!! Tra l'altro complimenti anche per gli articoli presenti nel tuo sito, sono interessanti, chiari e molto ben spiegati!
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
Negli ultimi mesi sono tornato universitario "studiandomi" 'l'allenamento ottimale' di weineck e 'fisiologia del l'esercizio fisico e dello sport'. Che altro testo mi consigli prima della laurea :p (i libri di coogan li ho )

Coggan in verità ha co-scritto 1 solo libro
questo è mediamente valido http://www.amazon.com/Cutting-Edge-...8QW_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1384983140&sr=1-2
Ultimamente trovo più interessante la raccolta di articoli/ricerche scientifiche, per ora ne ho archiviati/catalogati un buon numero (quantificando >2GB, tutti in pdf quindi in un formato discretamente compresso il che è, in gergo poco tecnico, "tanta roba":mrgreen: )

Nel periodo "cross training" è normale un leggero calo della FTP [...]
Se si nella tua esperienza si può quantificare in quanto? una ventina di w?

domanda (e risposta) di 9 ore/1 pagina fa...è poco indietro.
 

bur

Pignone
11 Maggio 2012
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BMC
Coggan in verità ha co-scritto 1 solo libro
questo è mediamente valido [url]http://www.amazon.com/Cutting-Edge-Cycling-Hunter-Allen/dp/0736091092/ref=la_B001JOU8QW_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1384983140&sr=1-2[/URL]
Ultimamente trovo più interessante la raccolta di articoli/ricerche scientifiche, per ora ne ho archiviati/catalogati un buon numero (quantificando >2GB, tutti in pdf quindi in un formato discretamente compresso il che è, in gergo poco tecnico, "tanta roba":mrgreen: )

Mio erorre,ho detto Coogan invece di Hunter Allen, il libri che ho sono appunto Racing and training with a power meter e cutting edge cycling. Grazie comunque :)
 

_echoes_

Novellino
19 Luglio 2013
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Cancello serie RaceElite 3.0
Ciao Roberto,
ho trovato interessante il tuo articolo nel tuo sito, dove sostieni (corregimi se sbaglio)che le SFR non sono uno stimolo allenante in quanto aumentano la tensione muscolare dando solo una “sensazione” di maggiore espressione di forza, che però non è reale e pertanto non sono utili per un incremento della potenza che si riesce ad esprimere e quindi della prestazione.

Ora, considerando di avere a disposizione solo un cardio per controllare l’intensità del lavoro che si sta svolgendo ti chiedo 3 cose:



- come devono essere strutturati i lavori per ottenere questo aumento di potenza (in funzione di eventi come medio/granfondo)?


-Suppongo che questi lavori siano differenti se si vuole ottenere questo aumento di potenza in pianura o in salita, quali sono a grandi linee le differenze?


-In definitiva, secondo te, quindi le SFR non servono a niente?

grazie ciao
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
- non focalizzandosi sul solo elemento forza, ossia lavorando sia a basse cadenze a determinate intensità (ma non scendo mai generalmente sotto le 50 rpm) che soprattutto nell'intensità (submassimale, es Z5 e massimale con flessione capacità di esprimere potenza) combinata ANCHE a cadenze superiori rispetto a quelle autoscelte. Come ripetuto più volte P=f*v, e quindi la sola componente F non è sufficiente, metabolicamente e "neuromuscolarmente" sono coinvolte entrambe (f &v). Quali esercizi? dipende dal livello del soggetto e non posso indicarli genericamente su un forum. Un esercizio a determinate intensità e cadenze può essere valido per un soggetto e totalmente inefficiente per un altro.
- coppie torcenti, ossia anche rapporto tra contrazione e rilassamento muscolare, ossia anche differente espressione della max forza di picco anche se molto spesso queste differenze tendono a ridursi soprattutto con l'incremento della performance del soggetto (= mantenimento simili cadenze e potenze indipendentemente dalla pendenza, i pro sono esempi lampanti in tal senso ma questo avviene spesso anche in amatori ben predisposti)
- vd primo punto, in alcuni soggetti sono moderatamente utili -specie sie il livello di partenza è basso= qualsiasi cosa porta beneficio...- ma il rapporto beneficio/costo (che va fatto con ogni scelta di allenamento ed esercizi specifici) non è particolarmente rilevante se non, come già scritto più volte, è evidente e lampante un GRAVE deficit nell'espressione di forza, nelle potenze e tempistiche necessarie per uno specifico evento.
 

mag

Maglia Rosa
19 Agosto 2012
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Lontano da voi
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solo 2
ti ringrazio,vedrò di "allenare" anche questo aspetto

attualmente ho fatto alcune prove ma se conto 10 volte stando immobile mi vengono sempre numeri diversi..:cry::cry:

ti consiglio di usare uno di questi: http://www.ebay.it/itm/SATURIMETRO-..._Bellezza_e_Salute&hash=item4ac2dcc061&_uhb=1

quando suona la sveglia la mattina lo metto al dito, placo la sveglia, sto sdraiato qualche minuto (cosa che farei comunque quando suona la sveglia, a prescindere) e quando risuona guardo le fc.
Per me è comodissimo oltre che estremamente ripetibile e non influenzato da strani movimenti
riesco a dare un enorme valore alle letture di fc in relazione all'allenamento fatto ed eseguito in questo modo
con orologio non ci riuscirei assolutamente; la mattina sono estremamente molto più rintronato di quanto non avvenga nel resto della giornata :mrgreen:
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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Bici
BMC slr01 TREK Madone
Roberto ma non puo essere che la palestra possa colmare quel deficit di forza pura che con la pausa stagionale viene meno ? non è forse un "scorciatoia" per riacquisire tono muscolare perso con la pausa ma anche per lo stress della stagione appena conclusa.
perche allora anche i prof non disdegnano seduta in palestra ? è solo una apparenza o c'è del vero negli allenamenti in palestra dei prof ?

ma la mia vera domanda è un altra , in base alle tue conoscenze /studi e alla tua esperienza potresti affermare che ogni soggetto a livello muscolare è geneticamente diverso? in primo luogo per una conformazione diversa di fibre bianche e fibre rosse, ma anche vorrei capire, perche alcuni soggeti a mia impressione riescono a mantenere una stessa tonicità muscolare nel tempo , magari anche senza allenamento , e altri perdono subito questa tonicità...

Porto un esempio stupidissimo e forse poco calzante da ignorante insomma..
Perche alcuni soggetti anche dopo aver smesso di allenarsi vuoi in bici vuoi in palestra vuoi in altri sport mantengono una muscolatura definita e "soda" al tatto mentre altri devono in continuazione allenarsi per mantenere questa solidità muscolare ?? da cosa dipende.

...Roberto è una dmanda del piffero !?!?
 

frejus82

Maglia Gialla
24 Novembre 2008
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ti consiglio di usare uno di questi: http://www.ebay.it/itm/SATURIMETRO-..._Bellezza_e_Salute&hash=item4ac2dcc061&_uhb=1

quando suona la sveglia la mattina lo metto al dito, placo la sveglia, sto sdraiato qualche minuto (cosa che farei comunque quando suona la sveglia, a prescindere) e quando risuona guardo le fc.
Per me è comodissimo oltre che estremamente ripetibile e non influenzato da strani movimenti
riesco a dare un enorme valore alle letture di fc in relazione all'allenamento fatto ed eseguito in questo modo
con orologio non ci riuscirei assolutamente; la mattina sono estremamente molto più rintronato di quanto non avvenga nel resto della giornata :mrgreen:

infatti proprio quello che hai postato è in arrivo...:mrgreen:
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
da cosa dipende

un fenotipo "muscolare" dipende da genotipo e così come ogni soggetto può naturalmente tendere ad una definizione muscolare diversa da un soggetto con simili caratteristiche antropometriche (statura, peso, età, conformazione e lunghezza segmenti corporei) il mantenimento di un tono e trofismo muscolare può essere differente per una serie di fattori: endogeni es. ormonali (e quindi il genotipo influisce ancora) predisposizione nella distribuzione e plasticità, ossia shift, nel proprio bagaglio di tipologia di fibre muscolari; esogeni quali tipologia di alimentazione, carico allenante. Ciò che però crea una reale differenza più che il "tatto" e il trofismo è la specifica funzionalità muscolare, fattore non certo indagabile visivamente (non è una gara di BB) ma che soggiace a caratteristiche neuromuscolari. Un giudizio puramente estetico dettato dall'aspetto esteriore di un muscolo è alquanto limitante poiché superficiale rispetto alle reali caratteristiche che rendono FUNZIONALE un sistema (neuro)muscolare.
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
15.022
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Bici
Colnago per la strada & Kona per il fango
in linea generale con problemi ai legamenti (nel mio caso lacerazione completa crociato ant e collaterale) ha più senso usare tacchette keo di quale colore e cioè dare più o meno liberta di movimento angolare?

nel mio caso uso tacchette rosse e mi chiedevo solo se continuare così oppure se avrebbe senso provare almeno quelle grigie: non ho problemi di dolori con le rosse ma la notevole libertà angolare mi causa un posizionamento "a papera" del piede che causa un movimento probabilmente meno produttivo

ps: so quanto sia difficile\impossibile dare consigli adhoc con questi quadri clinici perciò ho iniziato dicendo in linea generale: mi interessava capire quali tacchette fossero generalmente più usate da soggetti con lesioni ai legamenti del ginocchio

grazie
 

sepica

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un fenotipo "muscolare" dipende da genotipo e così come ogni soggetto può naturalmente tendere ad una definizione muscolare diversa da un soggetto con simili caratteristiche antropometriche (statura, peso, età, conformazione e lunghezza segmenti corporei) il mantenimento di un tono e trofismo muscolare può essere differente per una serie di fattori: endogeni es. ormonali (e quindi il genotipo influisce ancora) predisposizione nella distribuzione e plasticità, ossia shift, nel proprio bagaglio di tipologia di fibre muscolari; esogeni quali tipologia di alimentazione, carico allenante. Ciò che però crea una reale differenza più che il "tatto" e il trofismo è la specifica funzionalità muscolare, fattore non certo indagabile visivamente (non è una gara di BB) ma che soggiace a caratteristiche neuromuscolari. Un giudizio puramente estetico dettato dall'aspetto esteriore di un muscolo è alquanto limitante poiché superficiale rispetto alle reali caratteristiche che rendono FUNZIONALE un sistema (neuro)muscolare.
il mio era un appunto da ignoranet, certo non mi baso solo al "tatto" pero ero curioso di sapere cosa determina questa differente tonicità muscolare delle persone.
Nel particolare era appunto curioso constatare, da aprte mia, come un mio collega con un passato di praticamnte assiduo di palestra aveva negli anni mantenuto una "durezza" muscolare (non estetica) sbalorditiva, confrontandola con ad esempio con la mia che se non mantenuta "quotidianamente" con la palestra o cmq con esercizi tende a perdere tonicità . o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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in linea generale con problemi ai legamenti (nel mio caso lacerazione completa crociato ant e collaterale) ha più senso usare tacchette keo di quale colore e cioè dare più o meno liberta di movimento angolare?

nel mio caso uso tacchette rosse e mi chiedevo solo se continuare così oppure se avrebbe senso provare almeno quelle grigie: non ho problemi di dolori con le rosse ma la notevole libertà angolare mi causa un posizionamento "a papera" del piede che causa un movimento probabilmente meno produttivo

ps: so quanto sia difficile\impossibile dare consigli adhoc con questi quadri clinici perciò ho iniziato dicendo in linea generale: mi interessava capire quali tacchette fossero generalmente più usate da soggetti con lesioni ai legamenti del ginocchio

grazie

la domanda ha un fondamento molto valido. Tendenzilamente si confonde un maggior grado di libertà, in questo caso angolare su un piano per quanto riguarda piede, articolazione tibiotarsica e in parte (in senso ascendente) per il ginocchio, come, a prescindere, qualcosa di sempre positivo. In realtà non è così perchè poi tendenzialmente non andiamo a sfruttare questa maggior ampiezza ma a fermarci su un punto di appoggio, estremo o interno rispetto a quanto concesso (es nel tuo concreto caso un piede in extrarotazione). L'ideale invece è l'utilizzo di una libertà "funzionale" ma che permetta un duplice vantaggio: avere una posizione neutra rispetto al flottaggio permesso e avere un margine di libertà qualora la posizione e l'affaticamento tendano a farci cambiare posizione. L'approccio ideale sarebbe quidi quello di 1) provare una libertà intermedia (in questo caso tacchette grigie) +2) regolando il tutto, anche assecondando asimmetricamente la regolazione sx-dx in modo che TENDENZIALMENTE la tacchetta non poggi su un fondocorsa. Questo secondo elemento richiede un pò di pazienza e tentativi/errori ed è valido anche per problematiche come quelle specifiche nel tuo caso. Una sola libertà angolare non è sufficiente, può sicuramente invece essere necessario un maggior supporto plantare (è l'errore/mancanza più diffuso/a) e/o una regolazione, anche adottando distanziali e cunei in modo asimmetrico (nessuno di noi è simmetrico) per adeguare la posizione degli arti inferiori a seconda delle loro caratteristiche, anche legate ad eventuali problemi ed infortuni passati.
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Colnago per la strada & Kona per il fango
la domanda ha un fondamento molto valido. Tendenzilamente si confonde un maggior grado di libertà, in questo caso angolare su un piano per quanto riguarda piede, articolazione tibiotarsica e in parte (in senso ascendente) per il ginocchio, come, a prescindere, qualcosa di sempre positivo. In realtà non è così perchè poi tendenzialmente non andiamo a sfruttare questa maggior ampiezza ma a fermarci su un punto di appoggio, estremo o interno rispetto a quanto concesso (es nel tuo concreto caso un piede in extrarotazione). L'ideale invece è l'utilizzo di una libertà "funzionale" ma che permetta un duplice vantaggio: avere una posizione neutra rispetto al flottaggio permesso e avere un margine di libertà qualora la posizione e l'affaticamento tendano a farci cambiare posizione. L'approccio ideale sarebbe quidi quello di 1) provare una libertà intermedia (in questo caso tacchette grigie) +2) regolando il tutto, anche assecondando asimmetricamente la regolazione sx-dx in modo che TENDENZIALMENTE la tacchetta non poggi su un fondocorsa. Questo secondo elemento richiede un pò di pazienza e tentativi/errori ed è valido anche per problematiche come quelle specifiche nel tuo caso. Una sola libertà angolare non è sufficiente, può sicuramente invece essere necessario un maggior supporto plantare (è l'errore/mancanza più diffuso/a) e/o una regolazione, anche adottando distanziali e cunei in modo asimmetrico (nessuno di noi è simmetrico) per adeguare la posizione degli arti inferiori a seconda delle loro caratteristiche, anche legate ad eventuali problemi ed infortuni passati.
innanzitutto grazie
mi pare di capire che la maggiore mobilità angolare dele tacchette rosse non sia per forza positiva per le problematiche ai legamenti del ginocchio, anzi forse è proprio il contrario: già questa è una risposta sufficiente al mio quesito

l'unico punto che non mi è chiaro è " la tacchetta non poggi su un fondocorsa.": puoi spiegarmi meglio questo punto?
vorrei, a questo punto, provare con cautela le grigie e vedere come reagisce il ginocchio

fermo restando che, ne sono cosciente, l'ottimale riuscirei ad ottenrlo con ulteriore visita biomeccanica ma sono in attesa di decidere come\se procedere chirurgicamente per entrambe le ginocchia (sull'altro lesione al menisco mediale)

ri-grazie ;)
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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fondocorsa= quando pedali non hai effettivamente libertà perchè posizioni il piede in "appoggio" ad un termine (interno o esterno) rispetto all'arco di libertà permesso. Prova a muovere il piede che percecpisci in extrarotazione, "a papera": quasi sicuramente non ha alcuna libertà ulteriore perché si ferma appoggiandosi su un punto fisso semplicemente ruotando sulla libertà concessa.
 
Stato
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