L'UCI boccia i dischi per il 2014

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faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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sempre una in meno...
Ovviamente. Solo che occorre riconoscere che il grosso del mercato non lo fanno gli appassionati dell' acciaio o del titanio, magari sono segmenti interessanti e redditizi ma numericamente molto piccoli e globalmente poco significativi.



Anche i modelli di media e bassa gamma sono perfettamente aderenti al dettato regolamentare UCI.
Ma la questione, che ho sollevato con grande scandalo ;-) qualche giorno fa, è sensibilmente diversa. La mia tesi è che le "innovazioni" (vere o presunte, non è questo il punto) vengono più facilmente accettate se ottengono un "imprimatur" da parte del mondo agonistico, che rappresenta un po' il "faro" per moltissimi utenti, anche per quelli che fanno della bici un uso tutt'altro che agonistico. Naturalmente non è automatico che l'uso da parte dei pro comporti l'adozione da parte di tutti: ma è vero il contrario, una soluzione non adottata nel mondo pro (e quindi autorizzata dall' UCI, quando è richiesto) è difficile che si diffonda a livello di massa.

e io, per smentire il tuo assunto, ti ho fatto il primo esempio che mi passava per la testa, ovvero i copertoncini . Non ne usciamo dai..:eek:
 

Fuoco

Velocista
17 Settembre 2008
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Ibrida home made
Se rileggi con calma noterai che si stava parlando di "innovazioni". Ora, a meno che un vortice spaziotemporale ci abbia tutti portati nell' 800, il copertoncino non è propriamente una novità... o-o

Infatti, se ci pensiamo, il tubeless che per un amatore potrebbe avere molti dei vantaggi del tubolare senza il problema in caso di foratura non si è diffuso molto... se i pro l'avessero adottato secondo me le cose sarebbero andate diversamente
 

Fignon

Apprendista Scalatore
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Trek Boone disc - Gravel NoBrand disc
Al riguardo dei freni a disco fonti UCI affermavano che sono in corso i test e le prove di sicurezza dalle quali poi nascerà una norma ISO a cui i costruttori dovranno adeguarsi se vogliono avere un prodotto approvato UCI.
Altro problema se li avessero approvati senza uno standard, riguarda la spesa che un organizzatore dovrebbe affrontare per avere un cambio ruote in grado di far ripartire chiunque così come richiesto nelle corse UCI.

sono daccordo! ad oggi tutti i costruttori stanno sperimentando e proponendo cio che secondo ogn'uno di loro ritiene migliore e piu performante. Penso che l'UCI si stia preoccupando di rendere il sistema feno a disco compatibile con le gare pro, questo si puo fare solo adottando uno standard unico per tutti i costruttori, uno standard unico certificato UCI e con il quale costruire biciclette che possono partecipare alle gare protour.
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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sempre una in meno...
Ovviamente. Solo che occorre riconoscere che il grosso del mercato non lo fanno gli appassionati dell' acciaio o del titanio, magari sono segmenti interessanti e redditizi ma numericamente molto piccoli e globalmente poco significativi.



Anche i modelli di media e bassa gamma sono perfettamente aderenti al dettato regolamentare UCI.
Ma la questione, che ho sollevato con grande scandalo ;-) qualche giorno fa, è sensibilmente diversa. La mia tesi è che le "innovazioni" (vere o presunte, non è questo il punto) vengono più facilmente accettate se ottengono un "imprimatur" da parte del mondo agonistico, che rappresenta un po' il "faro" per moltissimi utenti, anche per quelli che fanno della bici un uso tutt'altro che agonistico. Naturalmente non è automatico che l'uso da parte dei pro comporti l'adozione da parte di tutti: ma è vero il contrario, una soluzione non adottata nel mondo pro (e quindi autorizzata dall' UCI, quando è richiesto) è difficile che si diffonda a livello di massa.

Verissimo, l'ho scritto in precedenza anch'io.

Ma resta il fatto che se un componente non è usato nel mondo agonistico non lo compera nessuno, e questo è indipendente dal tipo di terreno che viene percorso.

L'esempio delle corone ovali non contraddice per nulla questa osservazione, come ho scritto in precedenza l'uso agonistico è condizione necessaria ma non sufficiente per la diffusione su larga scala.

Il ruolo dell' agonismo ad alto livello nelle vendite è indiscutibile, e non è certo roba di oggi: casomai qualcuno non se lo ricordasse, Coppi fu ingaggiato dalla Bianchi proprio per quello, per far vendere delle bici a chi le usava per andarci al lavoro, un uso ancora più lontano da quello agonistico di quello che quello che facciamo noi.
Se non fosse vero che esiste questo ruolo vorrebbe dire che tutti i marketing manager di tutte le aziende sono dei perfetti imbecilli, visto che investono fior di soldi in un'attività che non produce profitti.
Io sono del parere che l'uso nel mondo agonistico è una condizione necessaria perchè una determinata soluzione sia accolta dal "pubblico generalista". Necessaria ma non sufficiente, perchè è ovvio che se l'elettromeccanico va far costare la stessa identica bici 1000-1200 euro in più diventa difficile che si diffonda, tanto più sulla gamma media che è quella numericamente più cospicua.
Quale sia l'influenza di "quello che fanno i pro" è dimostrato dall'uso del casco che è aumentato esponenzialmente da quanto è obbligatorio nelle gare.
Non è questione di essere snob o di dare dell' ingenuo a nessuno: il marketing è una realtà, per quanto in molti più o meno ingenuamente vogliano ignorarlo. Prenderne atto non è snobismo ma semplicemente realismo.




Che la bdc e la mtb siano molto diverse non ci sono dubbi. Ma i meccanismi commerciali che sottintendono sono estremamente simili, fatte salve le differenze conseguenti alle diverse "culture" prevalenti nei due settori.

Ma è ovvio che con "un componente" non volevo indicare uno specifico componente quanto una soluzione, una tecnologia, come ti ho chiarito con gli esempi del post precedente (le corone ellittiche vs quelle rotonde, i materiali dei telai, i cambi elettromeccanici: o ancora le ruote in composito vs quelle in alluminio, i copertoni UST vs quelli per camera....).

Un 105 funziona esattamente come il DuraAce; c'è un comando al manubrio che tira o rilascia un cavetto che aziona un deragliatore, con componenti intercambiabili tra loro. C'è una differenza di peso, di materiali, forse (ma molto forse) di funzionalità ma sono perfettamente identici per "filosofia" e perfettamente equivalenti per l'utilizzatore finale, se sai usare il 105 col DuraAce non devi cambiare nulla e viceversa.
Altra cosa appunto nei casi elencati sopra, che sono effettivamente "diversi" nella filosofia di funzionamento o nella struttura costruttiva e "costringono" a cambiamenti effettivi (vedi alla voce pattini su ruote in carbonio).

Parlare di assurdità è un'opinione rispettabile ma che non corrisponde alla realtà dei fatti. La realtà dei fatti è che qualsiasi azienda investe una parte notevole delle proprie risorse nell' inventare, produrre e promuovere i propri prodotti in modo da convincere quanta più gente possibile a comperarli; e che nel settore dei beni legati alle attività sportive l' agonismo è il principale canale usato per la promozione.

Le ironie sui "pastori" sono altrettanto fuori luogo almeno nei miei confronti, visto che non ho mai dato della "pecora" a nessuno. Senza marketing non ci sono i prodotti, o ci sono ma non sono conosciuti (e quindi non vengono venduti), e nelle mie argomentazioni non c'è alcun tipo di giudizio "morale".
o-o
 

francesco72

Apprendista Velocista
22 Marzo 2013
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.....
No. Lo dici tu. C'è gente che spende migliaia di euro per su misura in titanio, altra che non si ritiene all'altezza di pedalare su bici da 10 mila euro e quindi ripiega serenamente per altri modelli più modesti a catalogo. Altri ancora sono attratti da modelli che non entrano nemmeno nel circuito pro uci, indipendentemente dal costo (caad 10 allez o pegoretti legend). Altri, infine, si rivolgono al negoziante più comodo che se e' concessionario di Denti o Masciarelli (tanto per fare due nomi a caso di marchi non uso ai protour) magari acquisteranno proprio quelle bici forse addirittura pagandole quanto se non più del top di gamma blasonato. Ragazzi nessuno ne abbia a male, ma mi sembra che stiamo diventando un po' troppo autoreferenziali: il fatto che a noi piacciano le bici "a la page" e consociamo a menadito tutte le dotazioni dei protour teams, non significa che altri ciclisti, che magari pedalano più e meglio di noi, anche a livelli agonistici, si facciano condizionare così pesantemente da indirizzarsi solo su prodotti UCI certified o-o e, quando non avvenga, ciò sia dovuto solo al prezzo.o-o

hai scritto:Se fosse così pedaleremmo tutti su top di gamma in carbonio, con ruote in carbonio per tubolari e saremmo tutti assistiti dal cambio elettromeccanico, mentre la realtà delle cose racconta ben altro

non credo che ci sia un ciclista che se gli offrissi un toip di gamma in carbono con tutta la tecnologia disponibile oggi al prezzo di una bici entry level rinuncerebbe ad essa...quindi come ti dicevo io: e' solo una questione di soldi
 

faberfortunae

Scalatore
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sempre una in meno...
hai scritto:Se fosse così pedaleremmo tutti su top di gamma in carbonio, con ruote in carbonio per tubolari e saremmo tutti assistiti dal cambio elettromeccanico, mentre la realtà delle cose racconta ben altro

non credo che ci sia un ciclista che se gli offrissi un toip di gamma in carbono con tutta la tecnologia disponibile oggi al prezzo di una bici entry level rinuncerebbe ad essa...quindi come ti dicevo io: e' solo una questione di soldi

...e non l'ho scritto a caso. Leggi qui [url]http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=179370&page=13[/URL] lo so, magari può darti fastidio perché rischierebbe di mettere in discussione le tue convinzioni (oltre a smentire il tuo assunto sulla (in)esistenza di ciclisti disinteressati alla tecnologia a prescindere dal vil denaro).

quindi come ti dicevo io: è solo una tua tesi o-o.
 

francesco72

Apprendista Velocista
22 Marzo 2013
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.....
...e non l'ho scritto a caso. Leggi qui [url]http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=179370&page=13[/URL] lo so, magari può darti fastidio perché rischierebbe di mettere in discussione le tue convinzioni (oltre a smentire il tuo assunto sulla (in)esistenza di ciclisti disinteressati alla tecnologia a prescindere dal vil denaro).

quindi come ti dicevo io: è solo una tua tesi o-o.

no, ma che fastidio, io personalmente se alla stessa cifra dovessi scegliere tra due biciclette una "normale" e una con tutta la tecnologia attualmente disponibile non me lo farei dire due volte

naturalmente, se la mia tesi non fa testo, come dici giustamente tu, non fa testo neanche quella di chi hai quotato, essendo semplicemente una sua tesi.
 

Fuoco

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Si ma quell utente ha avuto grossi problemi che avrebbero scoraggiato tutti nei suoi panni...


Poi siamo nel mondo delle ipotesi ma anche secondo me con budget illimitato la maggior parte prenderebbe un top di gamma "industriale" piuttosto che qualcosa di artigianale.
 

STEFANO-FAGGIAN

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CVNDSH S-WORKS, CRONO TT 56T e MTB Stumpjumper - EX GIANT TCR TEAM 1999
vedete video

le gomme(=tubolari) quasi avvicinano ai mozzi dx e sx , che pazzi, che coraggiosi, e se con dischi cosa fanno? di stare lontano ?

se con una ruota con freni tradizionali ,vai a toccare il mozzo dentro i forcellini di chi ti precede sei per terra e subito riprende.

se con una ruota con disco ,vai a toccare il disco di chi ti precede sei per terra e non subito riprende, aspettare finché arriva team per cambia ruote perché gomma tagliata dal disco.

inCycle video: Inside the sprint finish on stage 5 of the Tour de Suisse

Guarda questo video su YouTube:

http://youtu.be/QE97iUvSHk0


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francesco72

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.....
Si ma quell utente ha avuto grossi problemi che avrebbero scoraggiato tutti nei suoi panni...


Poi siamo nel mondo delle ipotesi ma anche secondo me con budget illimitato la maggior parte prenderebbe un top di gamma "industriale" piuttosto che qualcosa di artigianale.

come avevo scritto anche le persone si guastano e l'uomo e' la macchina piu' perfetta, se si guasta si ripara se e' irriparabile si sostituisce.
 

STEFANO-FAGGIAN

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CVNDSH S-WORKS, CRONO TT 56T e MTB Stumpjumper - EX GIANT TCR TEAM 1999
Ma in che lingua è scritto questo post?
Urge tladuttole...

Lingua dei cittadini international ciclismo ,
Avete visto il video ,

- in volata con freni tradizionali--> ruota tocca al mozzo, cadi per terra e riprende

- in volata con dischi--> ruota tocca al disco booooommmm
 
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STEFANO-FAGGIAN

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CVNDSH S-WORKS, CRONO TT 56T e MTB Stumpjumper - EX GIANT TCR TEAM 1999
ma e' logico che metteranno delle protezione per i dischi e anche per i comandi stile motogp, oltre che dei sensori di prossimita' che rallenteranno automaticamente la bici

No non metteranno , secondo per i prof. e i team non vogliono i dischi, perché se con i dischi in volata--> altrimenti di limitare lo spostamento (di stare lontano) il più possibile per non creare situazioni di pericolo --> gomma al disco

Guardi bene il video con freni tradizionali più sicuri in volata per vogliono stare più vicini vicini i compagni (arrivare da gomma al mozzo) che pazzi e coraggiosi ....
http://youtu.be/QE97iUvSHk0
 
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