L'UCI boccia i dischi per il 2014

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flavio-resana

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Ma il discorso e' sempre quello... tu usi una bici del genere?

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No perche' in mezzo ci sono 100 e piu' anni di piccole evoluzioni, ma non mi dire che non son servite... E poi continuate a fare riferimento al mercato ITALIA, al negoziante sotto casa... che NON e' il mercato mondiale. Qui viviamo la bdc come mezzo estetico per eccellenza, da far vedere agli amici al bar etcc.. ma ripeto, l'Italia non e' certo il centro del mondo.

grandissimo!!o-oo-oo-o
qui in Italia c'è una mentalità veramente oscena...
Avete presente le Orbea Avant MxxD?
ecco, sono importate pochissimo in Italia, ovunque in Europa stanno spopolando, prezzo accessibile, telaio ottimo in carbonio, freni a disco, e garanzia a vita.
Qui in Italia se le fila qualcuno^?
direi proprio di no...o-o
 

sembola

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22 Aprile 2004
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Fisime e marketing.

Esattamente come sono "fisime e marketing" i telai in carbonio e le 11V, senza i quali per decenni le bici da strada hanno accompagnato generazioni di ciclisti su e giù per i monti e nelle pianure.

O il marketing è cattivo sempre e lo si evita come la peste o non lo è mai, non può esserlo a giorni alterni a seconda di quello che spinge. Come dicono gli americani, non si può "essere un po' incinta". A casa mia invece si dice che "a mezzo non è buona neppure la Messa", il concetto è lo stesso ;-)
 

peggio

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grandissimo!!o-oo-oo-o
qui in Italia c'è una mentalità veramente oscena...
Avete presente le Orbea Avant MxxD?
ecco, sono importate pochissimo in Italia, ovunque in Europa stanno spopolando, prezzo accessibile, telaio ottimo in carbonio, freni a disco, e garanzia a vita.
Qui in Italia se le fila qualcuno^?
direi proprio di no...o-o

Tu l'hai comprata;nonzo%
Alhoa
 

Fabio65

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Esattamente come sono "fisime e marketing" i telai in carbonio e le 11V, senza i quali per decenni le bici da strada hanno accompagnato generazioni di ciclisti su e giù per i monti e nelle pianure.

O il marketing è cattivo sempre e lo si evita come la peste o non lo è mai, non può esserlo a giorni alterni a seconda di quello che spinge. Come dicono gli americani, non si può "essere un po' incinta". A casa mia invece si dice che "a mezzo non è buona neppure la Messa", il concetto è lo stesso ;-)

È esattamente quello che ho scritto anche io... Siamo credo più o meno tutti attrezzati molto al di sopra delle nostre vere capacità, ma non è sempre questione di "fisime e marketing" a volte sono più fisime, a volte è solo (o quasi solo) marketing.

Questa incombente "innovazione" dei dischi mi sembra al 90% marketing per gli effetti di drastico deprezzamento che potrebbero subire le bici che non ne sono equipaggiate e l'aumento generalizzato del prezzo d'acquisto, senza però portare i grossi vantaggi che ha per esempio introdotto l'uso del il carbonio nei telai o nelle ruote. Frenano meglio col bagnato. Punto. In tutto il resto sono uguali o peggiori dei caliper. Poi possiamo fare tutte le crociate di sto mondo, ma per esempio una caduta come quella di De La Cruz di ieri, dimostra che le criticità da esaminare e tentare di migliorare sono altre (sempre che sia possibile) poi ribadisco: Quando cambierò telaio tra qualche anno (spero non prima) quasi di sicura sarà con i dischi, spero solo di non dover regalare una coppia di racing speed, una di fulcrum zero ed una di 38mm in fibra artigianali... qualcosa come tremila euro di ruote che di botto potrebbero non valere più nulla...
 

faberfortunae

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sempre una in meno...
e andiamo avanti con la ipocrisia :-x:-x:-x:-x:-x:-x:-x
caro utente "faberfortunae" con il tuo ragionamento (che non fa una grinza) tu dovresti correre con una bici monomarcia, telaio stile "graziella" e ruota a 85 raggi da 20"...tanto, in discesa i freni frenano, le ruote in piano rotolano, i pedali li spingi con la forza e puoi fare un sacco di km con quella bici.
perché allora avere 22 rapporti?
perché allora avere il telaio in carbonio? in titanio? in acciaio?
perché avere le ruote da 28"?
perché avere i freni super costosi?

allora rimaniamo fermi alle bici che usavano i nostri nonni, con questa mentalità potresti benissimo correre lo stesso con una Bianchi Spillo che forse è già troppo visto che ha 27 rapporti ed i freni V-Brake!

Io, invece, credo che la vita sia fatta (e l'evoluzione) di compromessi: tecnologia evolve, il marketing ci va a fare il contorno, noi acquistiamo per puro "EGO" personale, non per REALE necessità.

Tu hai bisogno di una bici da 3000 euro per fare i tuoi giri?
Io ho bisogno di una bici coi freni a disco e cambio elettronico e telaio in carbonio T1000 e ruote tubeless per fare quei cazzuti km del piffero che faccio su un anno??
la risposta è fin troppo semplice: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Mi basterebbe una bellissima Bianchi Via nairone 8x3 velocità con freni tradizionali da 700 euro, e lo stesso giro lo farei tranquillamente.

Fatta sta pappardella di "idiozie" è lampante che anche la scelta dei dischi da strada sia volta a "tiar fuori qualcosa di nuovo", cioè il marketing sta lavorando affinché la gente senta la necessità di avere la bici nuova coi freni a disco idraulici.
Poi i discorsi sulla sicurezza ed altro li lascio stare, io penso che i freni a disco siano un grande aiuto, sia per chi come me va forte in discesa, sia per chi come mia moglie in discesa sta coi freni pinzati anche per 5 km pur di non superare i 40 orari.:-x:-x:-x:-x
Coi pattini, purtroppo, ha quasi fuso un cerchio ed è scoppiata una camera d'aira...almeno coi freni a disco "biscottava" un disco e basta, ma non rischiava di farsi del male.

Boh, ragionerò male io, ma le novità mi piacciono e credo di essere stato il primo in Italia ad avere il Di2 elettronico disc e sono pienamente convinto che ci sarà buon seguito sia da Sram (senza elettronico ancora) che Shimano con i nuovi gruppi meccanici/dischi idraulici.
o-o

E' da due anni abbondanti che sono in commercio le bici da strada coi freni a disco.
Non ho letto che molti di voi nel frattempo siano corsi a comperarle. State ancora aspettando che l'UCI le sdogani?
Anziché postare, gongolanti, foto di nuovi modelli andate dal rivenditore a comperarne una.
Perché non ci siete ancora andati?

Alcuni di voi che le possiedono, le hanno messe in vendita sul mercatino dopo averne reclamizzato e decantato le lodi nelle discussioni (strano...) senza però riuscire a venderle.

Nessuno di quelli che fin qui s'è espresso a favore mi sembra, però, si sia accodato alla chilometrica fila al negozio sotto casa di cui ho scritto nel post precedente. (a proposito, c'è anche la possibilità che il negozio "sotto casa" non sia poi così piccolino e che rappresenti più d'uno spaccato rispetto al mercato).

Sinceramente a me del mercato americano o norvegese frega assai poco. E tra l'altro chi di voi mostra di volervi fare riferimento non sembra poi nemmeno così informato al riguardo dato che pare ostinarsi a negare la disponibilità in commercio delle bici da strada coi dischi

A che gioco giochiamo ragazzi?

Io ho espresso la mia opinione, confortata anche da quella di altri utenti, molto più esperti di me.
Altri invece non perdono occasione per sottolineare solo l'arretratezza (presunta) delle posizioni differenti senza rendersi conto che essere retrogradi non significa non saper cogliere ciò che di nuovo il mercato propone, ma, al limite ragionare con clichè superati e vecchi.
Cosa che mi pare non possa essere riferita a chi, semplicemente, nutre perplessità sulla reale utilità su strada di un sistema frenante fino ad oggi già in uso a biciclette diverse da quelle da strada.
Dove sta scritto che sono il futuro? Sono già il presente! dove sta scritto che sono l'evoluzione?
E soprattutto dove sta scritto che io, che nutro perplessità, dovrei essere un retrogrado da bici di Ganna come qualcuno di voi ha preteso.
Per me, allo stato, sono semplicemente una involuzione visto il rapporto vantaggi/svantaggi per un uso stradale. Punto.
E sfido chiunque a dimostrarmi il contrario con argomenti razionali e non di bandiera.
 

sembola

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È esattamente quello che ho scritto anche io... Siamo credo più o meno tutti attrezzati molto al di sopra delle nostre vere capacità, ma non è sempre questione di "fisime e marketing" a volte sono più fisime, a volte è solo (o quasi solo) marketing.

Questa incombente "innovazione" dei dischi mi sembra al 90% marketing per gli effetti di drastico deprezzamento che potrebbero subire le bici che non ne sono equipaggiate e l'aumento generalizzato del prezzo d'acquisto, senza però portare i grossi vantaggi che ha per esempio introdotto l'uso del il carbonio nei telai o nelle ruote. Frenano meglio col bagnato. Punto. In tutto il resto sono uguali o peggiori dei caliper. Poi possiamo fare tutte le crociate di sto mondo, ma per esempio una caduta come quella di De La Cruz di ieri, dimostra che le criticità da esaminare e tentare di migliorare sono altre (sempre che sia possibile) poi ribadisco: Quando cambierò telaio tra qualche anno (spero non prima) quasi di sicura sarà con i dischi, spero solo di non dover regalare una coppia di racing speed, una di fulcrum zero ed una di 38mm in fibra artigianali... qualcosa come tremila euro di ruote che di botto potrebbero non valere più nulla...

Il ragionamento è condivisibile ma il punto che sto cercando di sottolineare è un'altro.

Con l'introduzione delle bici in carbonio quelle di alluminio non si sono svalutate andando a "valere più nulla"?
Con l'introduzione delle bici in carbonio non c'è stato un "generalizzato aumento del prezzo di acquisto"
Quando è uscito il gruppo a 11V non si è svalutato di parecchio il 10V comperato sei mesi prima?

Questo per dire che accorgersi del marketing è cosa buona e giusta, ma dev'esserlo sempre e prima di staccare l'assegno. Altrimenti facciamo la figura dei bambini capricciosi che prima vogliono il giocattolo nuovo e dopo un mese frignano perchè non è più nuovo... o-o


Per me, allo stato, sono semplicemente una involuzione visto il rapporto vantaggi/svantaggi per un uso stradale. Punto.
E sfido chiunque a dimostrarmi il contrario con argomenti razionali e non di bandiera.
Il problema è che le biciclette non sono acquistate con argomenti razionali, ma principalmente emozionali. Il "prestigio del marchio", il "mito dell'agonismo", la "tradizione"... tutte cose che non hanno alcuna base razionale. Ed i reparti mktg delle aziende sanno come sfruttare questi argomenti...
Quanto al futuro, purtroppo non dipende da noi se i freni a disco lo saranno. Lo decide l'industria, se e quando lo decideranno così sarà. Perchè nonostante tutte le lamentazioni sul marketing che ci strappa i sudati risparmi poi nessuno resiste al mezzo "a la page", è solo questione di tempo.
 
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Fabio65

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Il ragionamento è condivisibile ma il punto che sto cercando di sottolineare è un'altro.

Con l'introduzione delle bici in carbonio quelle di alluminio non si sono svalutate andando a "valere più nulla"?
Con l'introduzione delle bici in carbonio non c'è stato un "generalizzato aumento del prezzo di acquisto"
Quando è uscito il gruppo a 11V non si è svalutato di parecchio il 10V comperato sei mesi prima?

Questo per dire che accorgersi del marketing è cosa buona e giusta, ma dev'esserlo sempre e prima di staccare l'assegno. Altrimenti facciamo la figura dei bambini capricciosi che prima vogliono il giocattolo nuovo e dopo un mese frignano perchè non è più nuovo... o-o

Capisco e condivido. Mi pare però che il discorso dei dischi sia ben più sbilanciato in termini di costo/benefici. Il carbonio nel telaio ha svalutato solo il telaio, ed in modo graduale, ed ha aumentato di molto il comfort di pedalata, il gruppo 11 V è stato ancora meno invasivo (quanti di noi preferiscono ancora oggi un DA 10v piuttosto che un Ultegra 6800) ed i pacchi 11/28 come il mio ti aprono tante salite senza togliere nulla in pianura o discesa. Il disco al posto del caliper, invece, impatta in un colpo solo su telaio (attacchi) ruote (mozzi con disco) e gruppo (comandi) per il solo, piccolo vantaggio di essere un pelo più modulabile e forse un pò più affidabile da bagnato in discesa (dove i pro sanno gestirsi benissimo anche col caliper)
 

sembola

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Capisco e condivido. Mi pare però che il discorso dei dischi sia ben più sbilanciato in termini di costo/benefici. Il carbonio nel telaio ha svalutato solo il telaio, ed in modo graduale, ed ha aumentato di molto il comfort di pedalata, il gruppo 11 V è stato ancora meno invasivo (quanti di noi preferiscono ancora oggi un DA 10v piuttosto che un Ultegra 6800) ed i pacchi 11/28 come il mio ti aprono tante salite senza togliere nulla in pianura o discesa. Il disco al posto del caliper, invece, impatta in un colpo solo su telaio (attacchi) ruote (mozzi con disco) e gruppo (comandi) per il solo, piccolo vantaggio di essere un pelo più modulabile e forse un pò più affidabile da bagnato in discesa (dove i pro sanno gestirsi benissimo anche col caliper)

I rapporti costi/benefici non sono assoluti, cambiano in funzione di propensione e capacità di spesa da una parte e modo d'uso (reale o immaginato) dall' altro. Per me ad esempio non ha alcun senso cambiare la vecchia bici in alluminio con l'Ultegra coi cavi del cambio esterno perchè non voglio/posso spendere 2500-3000 euro e sono abbstanza sicuro che non mi "cambierebbe la vita"; per contro conosco persone che ogni anno o quasi cambiano bici di alta/altissima gamma nonostante che le prestazioni siano le stesse (e che non se ne facciano nulla perchè non corrono). Come ho scritto in precedenza, molte delle motivazioni dietro all' acquisto non sono razionali.

Ma detto questo, ben vengano le valutazioni di costo/beneficio: l'unica azione possibile per "difendersi dal marketing" è appunto cercare di comprare in modo consapevole. Quello che a mio modo di vedere è incoerente è pretendere che il proprio personalissimo rapporto costi/benefici debba valere per tutti, così da sostenere che "senza dischi non si va" o che "chi compera i dischi è un coglione" o-o
 
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Fabio65

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I rapporti costi/benefici non sono assoluti, cambiano in funzione di propensione e capacità di spesa da una parte e modo d'uso (reale o immaginato) dall' altro. Per me ad esempio non ha alcun senso cambiare la vecchia bici in alluminio con l'Ultegra coi cavi del cambio esterno perchè non voglio/posso spendere 2500-3000 euro e sono abbstanza sicuro che non mi "cambierebbe la vita"; per contro conosco persone che ogni anno o quasi cambiano bici di alta/altissima gamma nonostante che le prestazioni siano le stesse (e che non se ne facciano nulla perchè non corrono). Come ho scritto in precedenza, molte delle motivazioni dietro all' acquisto non sono razionali.

Ma detto questo, ben vengano le valutazioni di costo/beneficio: l'unica azione possibile per "difendersi dal marketing" è appunto cercare di comprare in modo consapevole. Quello che a mio modo di vedere è incoerente è pretendere che il proprio personalissimo rapporto costi/benefici debba valere per tutti, così da sostenere che "senza dischi non si va" o che "chi compera i dischi è un coglione" o-o

Straquoto...
 

Baracus

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Nessuno di quelli che fin qui s'è espresso a favore mi sembra, però, si sia accodato alla chilometrica fila al negozio sotto casa di cui ho scritto nel post precedente. (a proposito, c'è anche la possibilità che il negozio "sotto casa" non sia poi così piccolino e che rappresenti più d'uno spaccato rispetto al mercato).

Sinceramente a me del mercato americano o norvegese frega assai poco. E tra l'altro chi di voi mostra di volervi fare riferimento non sembra poi nemmeno così informato al riguardo dato che pare ostinarsi a negare la disponibilità in commercio delle bici da strada coi dischi


Io quello che voglio dire e' che il mercato della bici, non lo fa l'italiano. Quindi se il mercato si orientera' verso i dischi e' perche' il mercato mondiale e' interessato a quello.
Vuoi qualche numero? Nel 2012 si sono vendute in Italia 110.000 bici da corsa.
Nel mondo siamo a 10 milioni. Siamo l'1% del mercato... a maggior ragione il negozio sotto casa non rappresenta il mercato (quante ne vendera'? 1000 o 2000 l'anno?).

In conclusione: non puoi non fregartene del mercato estero, perche' sono i numeri totali a orientare le scelte future dei costruttori... E se i costruttori spingono in quella direzione e' perche' sanno che il mercato MONDIALE ha espresso interesse verso la cosa.
 

rbc

via col vento
7 Maggio 2014
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samurai
Io quello che voglio dire e' che il mercato della bici, non lo fa l'italiano. Quindi se il mercato si orientera' verso i dischi e' perche' il mercato mondiale e' interessato a quello.
Vuoi qualche numero? Nel 2012 si sono vendute in Italia 110.000 bici da corsa.
Nel mondo siamo a 10 milioni. Siamo l'1% del mercato... a maggior ragione il negozio sotto casa non rappresenta il mercato (quante ne vendera'? 1000 o 2000 l'anno?).

il mercato della bici in Italia (e tu immagino comperi in Italia) funziona che il negoziante (italiano) ad inizio anno fa le sue scelte e stila un programma. precedentemente a lui l'importatore (italiano) ha fatto un ordine al produttore. e se non ha messo dentro all'ordine più di 100 bici coi dischi, tu non vedrai in Italia più di 100 bici coi dischi di marca xyz. per questo chi decide cosa si vende in Italia sono principalmente l'importatore e il negoziante. i quali non sono abituati a basare la loro azienda su novità che "potrebbero" far vendere. si basano su ciò che si vende di sicuro. quindi ordinano tante media gamma in carbonio con gruppo meccanico (ultegra o force, niente campagnolo a meno di non avere una clientela pro campagnolo), qualche top di gamma montato veramente bene (lì magari ci sta che ordinino una bici campy anche se è una scelta coraggiosa). chi glielo fa fare di portarsi a casa bici coi dischi, oneri di manutenzione gratuita, etc etc?
non è una scelta che interessa al negoziante. a nessuno.
per quei 4 (forse) clienti ogni 100 che comprano sul web, tanto avrebbero comprato sul web comunque. inutile far concorrenza ai prezzi che si trovano online.
 

faberfortunae

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sempre una in meno...
I rapporti costi/benefici non sono assoluti, cambiano in funzione di propensione e capacità di spesa da una parte e modo d'uso (reale o immaginato) dall' altro. Per me ad esempio non ha alcun senso cambiare la vecchia bici in alluminio con l'Ultegra coi cavi del cambio esterno perchè non voglio/posso spendere 2500-3000 euro e sono abbstanza sicuro che non mi "cambierebbe la vita"; per contro conosco persone che ogni anno o quasi cambiano bici di alta/altissima gamma nonostante che le prestazioni siano le stesse (e che non se ne facciano nulla perchè non corrono). Come ho scritto in precedenza, molte delle motivazioni dietro all' acquisto non sono razionali.

Ma detto questo, ben vengano le valutazioni di costo/beneficio: l'unica azione possibile per "difendersi dal marketing" è appunto cercare di comprare in modo consapevole. Quello che a mio modo di vedere è incoerente è pretendere che il proprio personalissimo rapporto costi/benefici debba valere per tutti, così da sostenere che "senza dischi non si va" o che "chi compera i dischi è un coglione" o-o

corretto e condivisibile.
anche se a mio modo di vedere permangono oggettività difficilmente controvertibili (miglior funzionalità solo sul bagnato, maggior peso, oneri di manutenzione diversi) che spostano la valutazione su di un piano leggermente più oggettivo rispetto al "personale puro".
 

kikhit

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21 Dicembre 2004
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tra torinese e pinerolese, un po' qui e un po' lì
www.thegroupmtb.it
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una bitumiera e altri aggeggi a pedali con due ruote più o meno grasse
corretto e condivisibile.
anche se a mio modo di vedere permangono oggettività difficilmente controvertibili (miglior funzionalità solo sul bagnato, maggior peso, oneri di manutenzione diversi) che spostano la valutazione su di un piano leggermente più oggettivo rispetto al "personale puro".

Non immagini quanto l'oggettivo possa essere in realtà soggettivo! tanto per continuare su questa linea filosofica o-o
 

faberfortunae

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sempre una in meno...
I rapporti costi/benefici non sono assoluti, cambiano in funzione di propensione e capacità di spesa da una parte e modo d'uso (reale o immaginato) dall' altro. Per me ad esempio non ha alcun senso cambiare la vecchia bici in alluminio con l'Ultegra coi cavi del cambio esterno perchè non voglio/posso spendere 2500-3000 euro e sono abbstanza sicuro che non mi "cambierebbe la vita"; per contro conosco persone che ogni anno o quasi cambiano bici di alta/altissima gamma nonostante che le prestazioni siano le stesse (e che non se ne facciano nulla perchè non corrono). Come ho scritto in precedenza, molte delle motivazioni dietro all' acquisto non sono razionali.

Ma detto questo, ben vengano le valutazioni di costo/beneficio: l'unica azione possibile per "difendersi dal marketing" è appunto cercare di comprare in modo consapevole. Quello che a mio modo di vedere è incoerente è pretendere che il proprio personalissimo rapporto costi/benefici debba valere per tutti, così da sostenere che "senza dischi non si va" o che "chi compera i dischi è un coglione" o-o

Io quello che voglio dire e' che il mercato della bici, non lo fa l'italiano. Quindi se il mercato si orientera' verso i dischi e' perche' il mercato mondiale e' interessato a quello.
Vuoi qualche numero? Nel 2012 si sono vendute in Italia 110.000 bici da corsa.
Nel mondo siamo a 10 milioni. Siamo l'1% del mercato... a maggior ragione il negozio sotto casa non rappresenta il mercato (quante ne vendera'? 1000 o 2000 l'anno?).

In conclusione: non puoi non fregartene del mercato estero, perche' sono i numeri totali a orientare le scelte future dei costruttori... E se i costruttori spingono in quella direzione e' perche' sanno che il mercato MONDIALE ha espresso interesse verso la cosa.

mah guarda, io non sono uno che compera a caso.
E siccome sono un consumatore, a mio parere abbastanza costante, di bici e pezzi di ricambio, ti confesso che l'ultima variabile che considero è proprio l'andamento del mercato americano o belga (ad es) nella scelta di quel che reputo possa fare al caso mio.
Non perché non m'interessi o perché sia un inguaribile snob fighetto, ma perché non avrebbe molto senso condizionare i miei acquisti sulle propensioni, ad esempio, di un mercato proiettato a soddisfare esigenze diverse dalle mie (io ad esempio esco con la pioggia due volte l'anno massimo e mi capita di imbattermici non più di sei sette, volte l'anno generalmente a primavera o in inverno a differenza, ad esempio, di un ciclista di Edimburgo dove magari il clima è molto più imprevedibile o spietato) nonostante i miei 9/ 10 mila chilometri annui.
Guardo e leggo Bikeradar ecc.. Mi documento per quel che posso e capisco perché, essenzialmente - essendo un ciclista scarso - compenso la mia passione con un grandissimo amore per la bicicletta da corsa (o da strada).
 

faberfortunae

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Bici
sempre una in meno...
e in questa diatriba sul marketing, come vedete la mossa di SHIMANO e del suo nuovo standard proposto ?

allungherà i tempi di approvazione UCI o no ?

Denota un approccio molto più pragmatico e risolutivo da parte dei giapponesi: mette definitivamente l'Uci allo scoperto, non essendoci più apparenti motivi per non procedere, secondo me.
Però sarà un "o adesso o mai più".
Un altro rinvio significherebbe, per me, definitivo affossamento.
 

eliflap

Velocista
31 Dicembre 2007
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Pavia ma son di Firenze
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LTK gravel, Flash Di2 29er
Denota un approccio molto più pragmatico e risolutivo da parte dei giapponesi: mette definitivamente l'Uci allo scoperto, non essendoci più apparenti motivi per non procedere, secondo me.
Però sarà un "o adesso o mai più".
Un altro rinvio significherebbe, per me, definitivo affossamento.

e perchè lo definisci "risulutivo" il FM ?

ma dove è la differenza tra il FM e il PM ?

( a parte quel che si vede ovviamente )
 

sembola

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il mercato della bici in Italia (e tu immagino comperi in Italia) funziona che il negoziante (italiano) ad inizio anno fa le sue scelte e stila un programma. precedentemente a lui l'importatore (italiano) ha fatto un ordine al produttore. e se non ha messo dentro all'ordine più di 100 bici coi dischi, tu non vedrai in Italia più di 100 bici coi dischi di marca xyz. per questo chi decide cosa si vende in Italia sono principalmente l'importatore e il negoziante. i quali non sono abituati a basare la loro azienda su novità che "potrebbero" far vendere. si basano su ciò che si vende di sicuro.
Tutto vero fino al giorno in cui il produttore (internazionale) proporrà solo bici dotate di freni a disco stracatafottendosene delle richieste del mercato italiano, che è una scheggia minuscola e poco significativa a livello mondiale... A quel punto accadrà come è successo per le 29er, lo stesso negoziante le descriveva come delle stupidaggini inutili le incenserà come imprescindibili (sentito con le mie orecchie, il marchio è Specialized...)


corretto e condivisibile.
anche se a mio modo di vedere permangono oggettività difficilmente controvertibili (miglior funzionalità solo sul bagnato, maggior peso, oneri di manutenzione diversi) che spostano la valutazione su di un piano leggermente più oggettivo rispetto al "personale puro".
Certamente delle motivazioni più razionali e tendenzialmente oggettive possono esistere e dovrebbero far parte del processo di decisione (o meno) di acquisto. Per dire, controllare quanto consuma l'auto o il frigorifero nuovo... ma è anche vero che in molti non fanno queste considerazioni se non a valle di altre decisioni non razionali. Nei forum si leggono costantemente polemiche riguardanti soluzioni rifiutate a prescindere cui si cerca expost di dare motivazioni razionali...



mah guarda, io non sono uno che compera a caso...
E siccome sono un consumatore, a mio parere abbastanza costante, di bici e pezzi di ricambio, ti confesso che l'ultima variabile che considero è proprio l'andamento del mercato americano o belga (ad es) nella scelta di quel che reputo possa fare al caso mio.
Non perché non m'interessi o perché sia un inguaribile snob fighetto, ma perché non avrebbe molto senso condizionare i miei acquisti sulle propensioni, ad esempio, di un mercato proiettato a soddisfare esigenze diverse dalle mie (io ad esempio esco con la pioggia due volte l'anno massimo e mi capita di imbattermici non più di sei sette, volte l'anno generalmente a primavera o in inverno a differenza, ad esempio, di un ciclista di Edimburgo dove magari il clima è molto più imprevedibile o spietato) nonostante i miei 9/ 10 mila chilometri annui.
Guardo e leggo Bikeradar ecc.. Mi documento per quel che posso e capisco perché, essenzialmente - essendo un ciclista scarso - compenso la mia passione con un grandissimo amore per la bicicletta da corsa (o da strada).
E' quanto grassettato quello che intendo per "consumo consapevole". Senza però illudersi più di tanto, nel senso che se un prodotto esiste è sicuramente figlio di una procedura di "creazione di valore" che va sotto il nome di marketing, tanto quanto il ritrovato che riteniamo non esserci utile o-o
 

faberfortunae

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sempre una in meno...
e perchè lo definisci "risulutivo" il FM ?

ma dove è la differenza tra il FM e il PM ?

( a parte quel che si vede ovviamente )


tentativo di introdurre uno standard omologabile valevole per tutti.
elemento nuovo nella deliberazione uci in grado di superare le vecchie perplessità di carattere tecnico costruttivo, ammesso che ce ne fossero. (ovviamente non mi riferisco a quelle vulgate delle lame rotanti incandescenti di Goldrake)
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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Modena
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Bici
sempre una in meno...
Tutto vero fino al giorno in cui il produttore (internazionale) proporrà solo bici dotate di freni a disco stracatafottendosene delle richieste del mercato italiano, che è una scheggia minuscola e poco significativa a livello mondiale... A quel punto accadrà come è successo per le 29er, lo stesso negoziante le descriveva come delle stupidaggini inutili le incenserà come imprescindibili (sentito con le mie orecchie, il marchio è Specialized...)



Certamente delle motivazioni più razionali e tendenzialmente oggettive possono esistere e dovrebbero far parte del processo di decisione (o meno) di acquisto. Per dire, controllare quanto consuma l'auto o il frigorifero nuovo... ma è anche vero che in molti non fanno queste considerazioni se non a valle di altre decisioni non razionali. Nei forum si leggono costantemente polemiche riguardanti soluzioni rifiutate a prescindere cui si cerca expost di dare motivazioni razionali...




E' quanto grassettato quello che intendo per "consumo consapevole". Senza però illudersi più di tanto, nel senso che se un prodotto esiste è sicuramente figlio di una procedura di "creazione di valore" che va sotto il nome di marketing, tanto quanto il ritrovato che riteniamo non esserci utile o-o

mi piace il tuo pessimismo/nichilismo consumistico... :-)


e cmq., a scanso di equivoci, non mi ritengo immune dal mrkt anzi!!! Ho le mie brave altissimo profilo in carbonio, il mio bel telaio areo, la bici sotto i 6kg e 8 ecc... ma non per questo mi sogno di dire che a) vado più veloce b) posso fare cose che altri non riescono a fare con cancelli di ghisa c) pedalo più sicuro perché riesco ad imprimere al mezzo quell'accelerazione fondamentale ad evitare all'ultimo l'insidia imprevista
 
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