La Campagnolo delocalizza....

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
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7 Tour de France consecutivi!
Come si legge nell'altro articolo pubblicato su bdc-mag, Campagnolo aveva già due stabilimenti in Romania operativi. Il passo a delocalizzare la produzione in toto non poteva essere lontano...


Ma infatti ...siamo noi che stiamo qui a giustificare tale scelta ...che abbiano il coraggio di dire che in Romania hanno più convenienza dato tutte le varie agevolazioni, e non ci vengano poi a raccontare del "famoso" 1% che sono chiacchiere per giustificare tale scelta agli occhi dei sindacati e forze politiche locali ...storie viste e riviste nel mio recente passato lavorativo !!!


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bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
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io non intervengo piú ma c'é troppo qualunquismo nel parlare delle scelte di Campagnolo o delle varie ditte italiane che delocalizzano, rendetevi conto che metá delle ditte mondiali delocalizzano.

Io il mio pensiero l'ho espresso, giusto o sbagliato ma non mi piacciono i qualunquismi e noi italiani in questo siamo fra i primi, se non i primi.


Nessun qualunquismo , dato che so bene di cosa parlo, l'azienda/soggetto privata/o può far quel che vuole, l'importante che abbia poi il coraggio di dire come stanno le cose!
poi a me piacerebbe un paese in cui la politica abbia la forza di richiedere con gli interessi tutto quello di cui le varie aziende hanno usufruito negli anni (Cigo, Cigs, sgravi , contributi a fondo perduto regionali/nazionali , ecc ecc ) perché questi sono soldi pubblici, cioè pure miei, che io davo (indirettamente con le mie tasse) appunto per far si che il lavoro si svolgesse in Italia !!!


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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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In realtà c'è poco da dire, anche senza essere economisti è impossibile non rendersene conto: questi processi di delocalizzazione sono stati uno dei punti di trasformazione del processo produttivo che ha coinvolto tutto il mondo, e non solo l'Italia. E la cosa sta avvenendo da anni ormai.

Come dimostrato dal mercato non è un fenomeno che si andrà esaurendo, anzi: probabilmente ora per motivi legati alla crisi economica, è al suo apice.

Più che lamentarsi che ciò accada, bisognerebbe domandarsi quali saranno gli effetti nel futuro di tali scelte. Se davvero potranno aiutare le aziende ad essere più competitive sul mercato, perché è questa la partita più importante.

Ormai ha poco conto che una azienda come Campagnolo, che aveva già un piede in Romania, ce li metta entrambi. Se volessimo essere lucidi e guardare la cosa senza cadere in facili nazionalismi, il destino era già segnato.

Ora il compito dell'azienda è guardare oltre, il mercato non perdona, e se non si fanno le mosse giuste e la concorrenza ti sorpassa, potrebbe essere che tra qualche anno non esista nemmeno più il marchio Campagnolo. O che venga assorbito da qualcun altro: anche questa, insieme alla delocalizzazione, è un'altra variabile che sta accadendo sempre più spesso, alle aziende di tutto il mondo.
 

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
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In realtà c'è poco da dire, anche senza essere economisti è impossibile non rendersene conto: questi processi di delocalizzazione sono stati uno dei punti di trasformazione del processo produttivo che ha coinvolto tutto il mondo, e non solo l'Italia. E la cosa sta avvenendo da anni ormai.

Come dimostrato dal mercato non è un fenomeno che si andrà esaurendo, anzi: probabilmente ora per motivi legati alla crisi economica, è al suo apice.

Più che lamentarsi che ciò accada, bisognerebbe domandarsi quali saranno gli effetti nel futuro di tali scelte. Se davvero potranno aiutare le aziende ad essere più competitive sul mercato, perché è questa la partita più importante.

Ormai ha poco conto che una azienda come Campagnolo, che aveva già un piede in Romania, ce li metta entrambi. Se volessimo essere lucidi e guardare la cosa senza cadere in facili nazionalismi, il destino era già segnato.

Ora il compito dell'azienda è guardare oltre, il mercato non perdona, e se non si fanno le mosse giuste e la concorrenza ti sorpassa, potrebbe essere che tra qualche anno non esista nemmeno più il marchio Campagnolo. O che venga assorbito da qualcun altro: anche questa, insieme alla delocalizzazione, è un'altra variabile che sta accadendo sempre più spesso, alle aziende di tutto il mondo.


Quoto !
Anche perché il punto fondamentale non è la delocalizzazione , che al momento da un indubbio aiuto al saldo economico aziendale, ma quali politiche commerciali poi vengono attuate , perché senza queste il destino poi è segnato !


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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Infatti, la cosa che ci renderebbe realmente competitivi come Italia, sarebbe che le aziende facessero la fila (o quasi) per venire a produrre da noi, come accade nel sud-est asiatico ora, oppure nell'est Europa. Allora sai che botto per l'economia.

A quel punto, e solo a quel punto, se una Campagnolo decidesse di levare le tende, potremmo realmente rimanere stupiti e scrivere fiumi di parole e versare lacrime.

Ora no, con la situazione in cui molte altre grandi aziende italiane sono già uscite, e nessuno che bussa alla nostra porta per entrare, ci saranno altri fuggi fuggi.
 
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raccone

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Non so se e' stato gia' detto ma questa delocalizzazione quanto cambia la localizzazione complessiva della produzione campagnolo? Nel senso prima il 90% era prodotto fuori italia e ora si e' passati al 90,5% o prima era il 40 e adesso sara' il 75%? Le percentuali le o messe a caso.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Non credo sia quantificabile in percentuali, difficile dar dei numeri. Il processo produttivo è complesso, nell'articolo del bdc-mag si legge che negli stabilimenti Mechrom 1 (a Pitesti) e Mechrom 2 (a Slatina), vengono ora assemblati i componenti delle trasmissioni.

Quindi ora sembra che gli stabilimenti in Romania si occupino solo dell'assemblaggio delle trasmissioni, che è solo una parte del lavoro svolto per ottenere il prodotto finito che poi andrà sul mercato.
 

Mauro85

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Pinarello
Ti ripeto che non sono differenze tali da potere dire che uno è migliore di un altro, tra l'altro non è neanche il titolo di questo topic, ma sono peculiarità dei due gruppi !!!
Le differenze sostanziali sono nella tipologia di materiale utilizzati ed ergonomia dei comandi !

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e chi ha mai detto che uno è migliore dell'altro?

si evidenziano le differenze per far capire al pubblico che:
1-i paragoni si fermano a Dura Ace-Chorus
2-Campagnolo costa di più (anche) perché utilizza materiali più costosi e pregiati
3-offrono metodi di cambiata differenti e Campagnolo è l'unica che si differenzia tra SHimano/Sram simili tra loro nel'azionamento delle leve
 

Mauro85

Apprendista Velocista
7 Aprile 2012
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Pinarello
Personalmente trovo irritante usare il termine "boccaloni" riferendosi ai clienti, come se stessimo parlando di persone incapaci di discernere adeguatamente cosa è meglio per loro.

Boccalone posso essere anch'io cliente Campagnolo che compro il Super Record invece del Chorus (con un esborso vicino ai 1000euro) perché il primo ha i cuscinetti Cult per la guarnitura, le feritoie sulle leve freno, il perno ultra torque in titanio, la catena alleggerita.
O acqusito le Bora Ultra invece delle Bora One (con un esborso maggiore di 500 euro) per un risparmio di peso di 40g e per i cuscinetti Cult.

Boccaloni sono tutti i clienti che si fanno "intortare" da marketing e dalla pubblicità e non riescono a fermarsi alla sostanza delle cose.

A bene vedere, specialmente nell'ambito del ciclismo, un po' boccaloni lo siamo tutti.
 

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
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7 Tour de France consecutivi!
e chi ha mai detto che uno è migliore dell'altro?

si evidenziano le differenze per far capire al pubblico che:
1-i paragoni si fermano a Dura Ace-Chorus
2-Campagnolo costa di più (anche) perché utilizza materiali più costosi e pregiati
3-offrono metodi di cambiata differenti e Campagnolo è l'unica che si differenzia tra SHimano/Sram simili tra loro nel'azionamento delle leve


Costa di più perché ha molte parti in Carbonio, il resto è poco influente sul surplus di prezzo!!!



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pecosbill76

mulo passista
12 Ottobre 2007
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Settimia, la mula elettronica
Una considerazione, solo parzialmente OT.

In questa discussione è venuto fuori, leggendo qui e là e secondo me giustamente, che il Super Record è un gruppo "fuori categoria", rispetto ai top di gamma di Sram e Shimano.

Tuttavia, in questa categoria così unica ed elitaria, secondo me, il Super Record ha una grave carenza : è "pesante" !

Ci sono molti "grammomaniaci" che spendono fior di quattrini per limare 10g qui, 20g lá.

Possibile che chi è disposto a spendere migliaia e migliaia di euro per una bdc elitaria dal punto di vista del peso, debba "accontentarsi" di uno Sram Red e dei suoi "materiali poveri" ?
Come è possibile che un gruppo così "dozzinale" pesi meno dell'unico gruppo per il quale esiste una categoria a sé?

Su biciclette del genere, forse, sarebbe l'unica situazione nella quale un gruppo super elitario avrebbe motivo di esistere e costare qualsiasi cifra o quasi...
 
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bicimix

Ammiraglia
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Una considerazione, solo parzialmente OT.

In questa discussione è venuto fuori, leggendo qui e là e secondo me giustamente, che il Super Record è un gruppo "fuori categoria", rispetto ai top di gamma di Sram e Shimano.

Tuttavia, in questa categoria così unica ed elitaria, secondo me, il Super Record ha una grave carenza : è "pesante" !

Ci sono molti "grammomaniaci" che spendono fior di quattrini per limare 10g qui, 20g lá.

Possibile che chi è disposto a spendere migliaia e migliaia di euro per una bdc elitaria dal punto di vista del peso, debba "accontentarsi" di uno Sram Red e dei suoi "materiali poveri" ?
Come è possibile che un gruppo così "dozzinale" pesi meno dell'unico gruppo per il quale esiste una categoria a sé?

Su biciclette del genere, forse, sarebbe l'unica situazione nella quale un gruppo super elitario avrebbe motivo di esistere e costare qualsiasi cifra o quasi...


Se ragioniamo solo dal punto di vista del peso per giustificare la sua esistenza dovrebbe pesare parecchio meno della sua concorrenza, cosa che non ritengono campagnolo capace al momento di produrre ...io penso che l'esistenza del SR sia più un esercizio di stile ed è rivolto ad una ristrettissima nicchia di mercato che ama più la Bdc dal punto di vista estetico che dinamico , dato che a quel prezzo un vero ciclista prende l'elettronico di shimano tutta la vita !!!


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alearc66

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colnago master xlight bianchi boron xl
In realtà c'è poco da dire, anche senza essere economisti è impossibile non rendersene conto: questi processi di delocalizzazione sono stati uno dei punti di trasformazione del processo produttivo che ha coinvolto tutto il mondo, e non solo l'Italia. E la cosa sta avvenendo da anni ormai.

Come dimostrato dal mercato non è un fenomeno che si andrà esaurendo, anzi: probabilmente ora per motivi legati alla crisi economica, è al suo apice.

Più che lamentarsi che ciò accada, bisognerebbe domandarsi quali saranno gli effetti nel futuro di tali scelte. Se davvero potranno aiutare le aziende ad essere più competitive sul mercato, perché è questa la partita più importante.

Ormai ha poco conto che una azienda come Campagnolo, che aveva già un piede in Romania, ce li metta entrambi. Se volessimo essere lucidi e guardare la cosa senza cadere in facili nazionalismi, il destino era già segnato.

Ora il compito dell'azienda è guardare oltre, il mercato non perdona, e se non si fanno le mosse giuste e la concorrenza ti sorpassa, potrebbe essere che tra qualche anno non esista nemmeno più il marchio Campagnolo. O che venga assorbito da qualcun altro: anche questa, insieme alla delocalizzazione, è un'altra variabile che sta accadendo sempre più spesso, alle aziende di tutto il mondo.
Il problema è che se continuiamo cosi' tra qualche anno non esistera' piu' neanche l'Italia

Una considerazione, solo parzialmente OT.

In questa discussione è venuto fuori, leggendo qui e là e secondo me giustamente, che il Super Record è un gruppo "fuori categoria", rispetto ai top di gamma di Sram e Shimano.

Tuttavia, in questa categoria così unica ed elitaria, secondo me, il Super Record ha una grave carenza : è "pesante" !

Ci sono molti "grammomaniaci" che spendono fior di quattrini per limare 10g qui, 20g lá.

Possibile che chi è disposto a spendere migliaia e migliaia di euro per una bdc elitaria dal punto di vista del peso, debba "accontentarsi" di uno Sram Red e dei suoi "materiali poveri" ?
Come è possibile che un gruppo così "dozzinale" pesi meno dell'unico gruppo per il quale esiste una categoria a sé?

Su biciclette del genere, forse, sarebbe l'unica situazione nella quale un gruppo super elitario avrebbe motivo di esistere e costare qualsiasi cifra o quasi...
Giusto,un modello fuoriserie deve essere anche ben leggero (visto quello che si paga per un componente che pesa meno)
 

pecosbill76

mulo passista
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Settimia, la mula elettronica
Se ragioniamo solo dal punto di vista del peso per giustificare la sua esistenza dovrebbe pesare parecchio meno della sua concorrenza, cosa che non ritengono campagnolo capace al momento di produrre ...io penso che l'esistenza del SR sia più un esercizio di stile ed è rivolto ad una ristrettissima nicchia di mercato che ama più la Bdc dal punto di vista estetico che dinamico , dato che a quel prezzo un vero ciclista prende l'elettronico di shimano tutta la vita !!!


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Si...insomma, stavo cercando di dare al Super Record un motivo tecnicamente valido per esistere.

Ad esempio, come dici, c'è il DA elettronico per chi vuole la massima precisione e magari, appunto, il Super Record potrebbe ritagliarsi una nicchia acquisendo un merito VERO, cioè quello del peso...
 

Ferro1

Apprendista Velocista
24 Settembre 2014
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Trani
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Ferro Puje e Ferro Arcora
che ognuno acquisti quello che preferisce ma per la 3/4 volta ripeto, nontirate in ballo la questione prezzi e tutto il carrozzone, Shimano e Sram da prima, ma molto prima producono in paesi economicamente allettanti.
Sinceramente a me interessa poco quanto costi l'uno o l'altro gruppo, non sono un benestante, faccio l'artigiano/operaio (anche se laureato e con decine di lavori alle spalle) ma come in tutte le cose preferisco risparmiare per prendere quello che reputo per me il meglio (ia tecnicamente, come marchio, storia, ecc. ecc.) che accontentarmi.
Shimano come Sram fanno ottimi prodotti ma Campagnolo ha quel fascino che non ha prezzo.
Questo succede in tutti i settori, fotografia, auto, moda, e tutto il resto.
 

dagos

via col vento
19 Maggio 2013
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molto bella e funzionale
L'occhio vuole la sua parte... sicuro, ma il bello fine a sè stesso alla lunga stanca, specialmente se si tratta di un "attrezzo" dedito ad una funzione... io prima che bello penso alla funzionalità nonchè alla durata del bene e sinceramente Shimano non tradisce in questo... se poi confronti qualità prezzo... i jap vincono a mani basse.

Certo se vuoi qualcosa di esclusivo e che ti distingua dalla massa... il super record è la versione adatta all'uopo e forse in quest'ottica si può giustificare l'esborso non indifferente per impossessarsi di tale bene... come diceva qualcuno... cambia il valore del gioco... ma sempre un gioco rimane :mrgreen:
 

bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
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Pinifarina
Si...insomma, stavo cercando di dare al Super Record un motivo tecnicamente valido per esistere.

Ad esempio, come dici, c'è il DA elettronico per chi vuole la massima precisione e magari, appunto, il Super Record potrebbe ritagliarsi una nicchia acquisendo un merito VERO, cioè quello del peso...

la questione dei materiali è tutta qui.
oggi come oggi tutti i gruppi hanno un'affidabilità che supera di gran lunga la vita di un componente, indipendentemente dal materiale utilizzato.

qualche decennio fa utilizzare materiali diversi (il titanio, le leghe di alluminio e il carbonio) aveva un motivo "tecnico": a parità di "forma" si aveva un componente più leggero e/o resistente.

oggi la fibra di carbonio è ampiamente utilizzata anche su componenti di bassissima qualità.

quindi sull'acquirente ha molto meno appeal (anche estetico) rispetto a qualche tempo fa.

quindi il fatto che campy per il sr utilizzi il carbonio, il titanio ecc. non viene percepito come "innovativo" o "elitario" per il fatto che ormai si trova ovunque... anzi oggi sappiamo che alcune parti (la pipa per esempio) in carbonio sono peggiori dei rispettivi in lega.

solo una persona poco informata o un nostalgico degli anni 90 rimane ancorato a certe idee...

per questo ritengo che nell'ottica di un aggiornamento della gamma il sr dovrebbe essere qualcosa che dal punto di vista tecnico sia davvero innovativo (solo elettronico, magari 12v, peso bassissimo). sia insomma il manifesto della tecnologia e dello stile campy. e visto che non ha praticamente limite di prezzo (potrebbe anche costare 3500 €) potrebbe osare dove un dura ace o un red fermi a 2000 € non arriverebbero mai.

poi dovrebbe esserci la gamma "commerciale" che sfida i diretti contendenti a parità di fascia di prezzo e peso. un record al pari del dura ace, un chorus al pari dell'ultegra e un athena al pari del 105.
 

Mauro85

Apprendista Velocista
7 Aprile 2012
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Una considerazione, solo parzialmente OT.

In questa discussione è venuto fuori, leggendo qui e là e secondo me giustamente, che il Super Record è un gruppo "fuori categoria", rispetto ai top di gamma di Sram e Shimano.

Tuttavia, in questa categoria così unica ed elitaria, secondo me, il Super Record ha una grave carenza : è "pesante" !

Ci sono molti "grammomaniaci" che spendono fior di quattrini per limare 10g qui, 20g lá.

Possibile che chi è disposto a spendere migliaia e migliaia di euro per una bdc elitaria dal punto di vista del peso, debba "accontentarsi" di uno Sram Red e dei suoi "materiali poveri" ?
Come è possibile che un gruppo così "dozzinale" pesi meno dell'unico gruppo per il quale esiste una categoria a sé?

Su biciclette del genere, forse, sarebbe l'unica situazione nella quale un gruppo super elitario avrebbe motivo di esistere e costare qualsiasi cifra o quasi...

Parlando di peso e di Sram, ricordo che Contador anni fa montava il deragliatore Force perché quello del Red si deformava durante la deragliata.
Però per essere leggero era leggero...
Oltre alla cassetta pignoni "svuotata", anche quella molto leggera così come molto rumorosa.

Con un limite di 6,8 kg per bicicletta, 200g in più sul gruppo significano poco. Soprattutto se pensiamo al peso delle ruote Sram..
 

Mauro85

Apprendista Velocista
7 Aprile 2012
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Pinarello
io prima che bello penso alla funzionalità nonchè alla durata del bene e sinceramente Shimano non tradisce in questo... se poi confronti qualità prezzo... i jap vincono a mani basse.

Il Chorus costa meno del Dura Ace. Non credo che il Chorus pecchi di funzionalità.

Rapporto qualità-prezzo? Shimano Dura Ace tutto alluminio, con titanio su 6 pignoni, Campagnolo Chorus alluminio e carbonio.
Tenendo conto dei materiali impiegati, e del prezzo inferiore, qual è il gruppo più conveniente?

Eh, però il Dura Ace è piazzato da Shimano lì sopra al listino come gruppo top di gamma...
 

bach7

Velocista
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Pinifarina
Il Chorus costa meno del Dura Ace. Non credo che il Chorus pecchi di funzionalità.

Rapporto qualità-prezzo? Shimano Dura Ace tutto alluminio, con titanio su 6 pignoni, Campagnolo Chorus alluminio e carbonio.
Tenendo conto dei materiali impiegati, e del prezzo inferiore, qual è il gruppo più conveniente?

Eh, però il Dura Ace è piazzato da Shimano lì sopra al listino come gruppo top di gamma...

il chorus, se proprio vuoi paragonarlo al dura ace, pesa 150 gr in più...
quindi è vero che costa meno, ma pesa anche di più... nonostante i "materiali migliori"...

ormai il carbonio ha senso usarlo sul gruppo solo per motivi estetici e non funzionali.

e devo dire che sul sr fa tutto un altro effetto che non sul chorus...

o-o