Perché tra una bici e l'altra quei punti di appoggio rischi di non riuscire a raggiungerli, se ad esempio, hai il femore lungo, un angolo piantone avanzato non ti permetterà di arretrare la sella a dovere, con conseguente perdita di potenza, quindi velocità in salita. Uno sterzo molto basso rischia di non poter arrivare a misura anche con molti spessori. Una pipa molto corta su un orrizzontale lungo rende lo sterzo molto sensibile, cosa trascurabile in salita, ma non nella seguente discesa. Che il lavoro sia proporzionale alla resistenza opposta si impara alle medie, che abbassando il peso si diminuisca il lavoro necessario è palese. Ma i watt applicati ai pedali dipendono dagli angoli in sella e non è detto che la posizione più redditizia nel breve lo sia anche nel lungo, perché il corpo umano è soggetto a fatica. Dimentica l'aerodinamica, parliamo di posizionamento, non di posizione in se. Il posizionamento corretto é quella che bilancia prestazione, comfort e sicurezza. O meglio , se vuoi massima prestazione devi essere cosciente che sarà a sfavore di comodità e guidabilità della bici. Senza scendere nei particolari, non necessari per un principiante, bastano pochi parametri come altezza e cavallo, per stabilire se si è normo, longi o brevilinei, magari lunghezza del femore, flessibilità di schiena. Un corpo che lavora bene esprimerà più watt e per più tempo, con un vantaggio maggiore dato dal solo calo ponderale, esempio del masso nello zaino o portato a mano. A parità di watt prodotti, con una bici di tre chili più leggera si andrà più veloci, senza dubbio. Quanto? Basta fare i calcoli, ma per avere miglioramenti sensibili, non influenzati da altri fattori, la salita deve essere lunga, anche due tre minuti, su due ore di salita, altrimenti parliamo solo di pochi secondi, ma se hai mal di schiena ti passa la voglia di andare in bici.
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