Perché le bici costano così tanto?

marcus989

Apprendista Scalatore
16 Luglio 2016
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Abbiamo generalizzato il discorso, ma ovviamente ci sono situazioni diverse ed anche casi in cui non si applica. Ci sono negozi che fanno grossi volumi che hanno clienti da tanti anni, ed a volte non entrano i gioco neanche le finanziarie, ma un rapporto fiduciario cliente-negozio, tale per cui uno paga tipo 200€ al mese ed in un paio di anni ha rimborsato gran parte del dovuto. La dinamica è simile a quelle delle auto: uno "da dentro" la "vecchia" bici e prende la nuova con una differenza di 3-4000€ che appunto va a coprire con le rate. Il vantaggio per il cliente è si sente "trattato bene" perchè magari spunta uno sconto che non spunterebbe comprando occasionalmente, il vantaggio per il negozio è che ha fidelizzato il cliente.

Leggevo che, per le auto, il ciclo di sostituzione sta lentamente passando da circa 10 anni a circa 4 anni, che è appunto il lasso di tempo coperto dal giochetto anticipo / mini-rate / maxi-rata finale, con la maxi-rata che quasi mai viene corrisposta in ragione di una restituzione del veicolo ad integrazione dell'anticipo per un veicolo nuovo, e riparte il giro mini-rata / maxi-rata. Per rendere apparentemente allettante il tutto ci mettono dentro tagliandi, assicurazione, assistenza e cose del genere, per cui uno "pensa" di aver fatto un buon affare, e magari in qualche caso è anche vero, ma nella stragrande maggioranza dei casi ovviamente è a tutto vantaggio del venditore. Tant'è che, soldi in mano, è oggi difficilissimo comprare un auto nuova pagandola interamente al momento dell'acquisto (semplicemente non te la vendono, oppure ti azzerano tutti gli sconti rendendola non conveniente).

Con la bici ci si sta lentamente incamminando nelle stessa direzione. Poi, per le auto e per la bici, ci sono le eccezioni, ma, se uno guarda il trend generale, è evidente che ci si muova in questa direzione: indebitamento costante.
Sono d'accordo con tutto quanto.
 

frenzyfrenzy

Pedivella
10 Febbraio 2018
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si
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si
Trenta pagine e nessuno parla di avidità di denaro. Fa parte del capitalismo. Se posso guadagnare il 20 o 30 o 50 per cento in più perchè non farlo? In fondo i ricchi desiderano diventare sempre più ricchi come del resto quello che cercano di fare i poveri, è la società attuale che abbiamo.
 
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Antonio d.C.

via col vento
20 Febbraio 2025
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cito questo messaggio perché offre uno spunto estremamente interessante che pochi considerano e nel quale, con un po’ di esperienza, penso di poter dire la mia modestissima opinione.
Vado in bici dalla fine dei ‘90, e al tempo parlo di componentistica, Campagnolo era il top. Sviluppo, ricerca e soprattutto materiali. Ergo, il loro gruppo top, il Record, in proporzione costava ma l’acquirente aveva un componente fatto in Italia, spesso con materiali nobili (carbonio e titanio) ecc…
se sceglievi un Chorus o un Atena o peggio un Veloce, avevi un gruppo più “base” sempre buono ma la differenza di prezzo la facevano appunto i materiali.
Casa Shimano, leader indiscussa oggi, gruppi elettronici:
Il DA a fronte di un etto, due di risparmio, ha la STESSA elettronica del 105. Prezzo ENORMEMENTE più alto. E ovviamente margini e profitti per la casa nipponica, come per tutte le altre, a non finire.
Come ho scritto qualche messaggio fa, purtroppo fanno bene perché il giochino tira, perché il ciclista medio ha certe scimmie sulle spalle che tutte insieme non si trovano nemmeno nella giungla equatoriale ecc…
Sui telai non mi esprimo, conosco molto meno il carbonio, per me è quasi tutto uguale e potrei dire qualcosina solo del nobile metallo che veramente mi appassiona, il titanio.
Fatta questa doverosa premessa, mi piacerebbe in qualche fiera incontrare vari direttori commerciali delle case produttrici di componentistica semplicemente per dire loro che non siamo tutti stupidi
se funziona come dici tu e' perche' mediamente il ciclista e' un animale molto molto stupido ....


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Dopo-ultimo

Novellino
6 Febbraio 2025
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Specialized SL7
se funziona come dici tu e' perche' mediamente il ciclista e' un animale molto molto stupido ....
Beh, nella scala dell'intelligenza per me è più in alto chi spende 25€ per la borraccia aereo rispetto a chi ne spende 250€ per un movimento ceramico. Entrambi non migliorano di un centesimo di secondo la propria prestazione, ma almeno la borraccia si vede ... :-)xxxx
 

Antonio d.C.

via col vento
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Beh, nella scala dell'intelligenza per me è più in alto chi spende 25€ per la borraccia aereo rispetto a chi ne spende 250€ per un movimento ceramico. Entrambi non migliorano di un centesimo di secondo la propria prestazione, ma almeno la borraccia si vede ... :-)xxxx
mi avevano detto che all inizio era a 60 euri .....





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infatti non avevo considerato il porta (brevettato proprietario .......)
 

leandro_loi

via col vento
20 Luglio 2019
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dovunque si possa pedalare
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mia
Ovviamente, la questione della garanzia è un aspetto rilevante, dato che sarebbe a carico del negozio, ma se offrissero semplicemente una consulenza* sull'acquisto e il montaggio, potrebbe essere una proposta interessante?
E l'aspetto della responsabilità penale in caso di rotture del bene che hai venduto che magari ha causato gravi danni all'utilizzatore come la vedi?
 

bad

Velocista
22 Novembre 2006
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E l'aspetto della responsabilità penale in caso di rotture del bene che hai venduto che magari ha causato gravi danni all'utilizzatore come la vedi?
Non saprei, infatti parlavo di consulenza per un acquisto , e come dicevo non ho idea di come possa essere gestita a livello amministrativo, legale o contributivo… figuriamoci la questione che mi stai ponendo.

Diciamo che una pseudo idea ce l’ho, ma potrebbe sembrare una chiacchierata da bar, quindi me la tengo.

Però giro a te la domanda (visto che sei un venditore): se capitasse con una Colnago che vendi tu… come funziona?
Chi risponde? Chi paga? Che costo ha un'assicurazione che copre il venditore? E, se si può dire, che % sul prezzo si mette su ogni acquisto per coprire eventuali situazioni del genere?
 

WNC2

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Non saprei, infatti parlavo di consulenza per un acquisto , e come dicevo non ho idea di come possa essere gestita a livello amministrativo, legale o contributivo… figuriamoci la questione che mi stai ponendo.

Diciamo che una pseudo idea ce l’ho, ma potrebbe sembrare una chiacchierata da bar, quindi me la tengo.

Però giro a te la domanda (visto che sei un venditore): se capitasse con una Colnago che vendi tu… come funziona?
Chi risponde? Chi paga? Che costo ha un'assicurazione che copre il venditore? E, se si può dire, che % sul prezzo si mette su ogni acquisto per coprire eventuali situazioni del genere?

se il produttore è "noto" è lui responsabile, il venditore è chiamato in causa, nel caso per esempio, lui importasse roba dalla Cina e si mettesse a venderla in proprio, allora come importatore del bene è responsabile lui.

Domanda molto importante: la responsabilità civile per danni causati da un bene venduto a un consumatore è regolata in Italia (e nell’UE) da due regimi distinti, che possono coesistere.

1. Responsabilità del produttore (responsabilità da prodotto difettoso)​

  • Regolata dal Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, artt. 114 ss.), che recepisce la Direttiva UE 85/374/CEE.
  • Il produttore (chi ha fabbricato il bene o lo commercializza con il proprio marchio) è responsabile oggettivamente se il prodotto è difettoso e causa un danno alla salute o all’integrità fisica del consumatore.
  • Non serve provare la colpa del produttore: basta dimostrare il difetto del prodotto, il danno e il nesso causale.

2. Responsabilità del venditore

Il venditore può essere coinvolto in due modi:

  • Come intermediario: se il produttore non è identificabile (ad esempio, bene senza marchio, importato senza informazioni chiare), il venditore può essere chiamato in causa come responsabile.
  • Per colpa propria: se il venditore ha avuto un comportamento negligente (es. ha venduto un prodotto palesemente non sicuro, manomesso o senza avvertenze obbligatorie).
  • Inoltre, il venditore resta sempre responsabile verso il consumatore per la garanzia legale di conformità (2 anni), ma questa riguarda difetti economici/funzionali, non direttamente i danni alla persona.

3. In pratica

  • Se il prodotto causa un grave danno fisico, in via primaria è responsabile il produttore.
  • Il venditore può essere chiamato in causa se non è possibile identificare il produttore, oppure se ha avuto una sua responsabilità diretta.
  • Spesso, in giudizio, il consumatore fa causa a entrambi (produttore e venditore), e poi il tribunale ripartisce la responsabilità.
Quindi: la regola generale è che risponde il produttore, ma il venditore può essere coinvolto se il produttore non è identificabile o se ha avuto un ruolo attivo nella pericolosità del bene.

Vuoi che ti faccia un esempio pratico concreto (tipo un elettrodomestico che esplode o una bicicletta difettosa che provoca una caduta) così si capisce meglio come si applica la responsabilità?

Perfetto, mi fai l'esempio della bicicletta difettosa?

Ottimo, ti faccio l’esempio concreto sulla bicicletta difettosa, che si lega bene anche alle tue passioni ‍♂️.


Scenario​

Un consumatore compra una bici da corsa nuova in un negozio. Dopo poche uscite, mentre pedala normalmente, il telaio si spezza di colpo per un difetto strutturale non visibile, e il ciclista cade riportando gravi danni fisici.


Responsabilità del produttore

  • Il telaio era difettoso in origine (ad esempio, una saldatura fatta male o una fibra di carbonio mal stratificata).
  • Il Codice del Consumo dice che il produttore è responsabile oggettivamente dei danni causati dal prodotto difettoso.
  • Quindi il ciclista può chiedere il risarcimento diretto al produttore (ad esempio Canyon, Specialized, Trek, ecc.).
  • Non deve dimostrare che il produttore abbia colpa, basta provare:
    1. difetto del prodotto,
    2. danno subito,
    3. nesso causale tra difetto e danno.

Responsabilità del venditore

  • In linea di principio, il venditore (negozio o e-commerce) non è responsabile dei danni fisici, perché non è lui che ha progettato o costruito la bici.
  • Però:
    • Se il produttore non è identificabile (es. marchio sconosciuto o importazione senza etichette chiare), la responsabilità può ricadere sul venditore.
    • Se il venditore ha avuto una condotta negligente (es. ha venduto un telaio già richiamato per problemi di sicurezza, o manomesso la bici nel montaggio rendendola pericolosa), allora può essere ritenuto corresponsabile.
  • In ogni caso il venditore resta responsabile per la garanzia di conformità (riparazione, sostituzione, rimborso), ma questa è cosa diversa dal risarcimento dei danni alla persona.

Nella pratica legale​

  • Il ciclista può fare causa sia al produttore che al venditore.
  • Sarà poi il tribunale a stabilire chi deve rispondere e in che misura.
  • Spesso le assicurazioni delle aziende coprono queste ipotesi.

Quindi, nel caso della bici che si spezza per un difetto di fabbricazione:

  • Responsabile principale = il produttore.
  • Venditore coinvolto solo se non si può identificare il produttore o se ha avuto un ruolo attivo nel rendere pericolosa la bici.

Vuoi che ti faccia anche l’esempio inverso, cioè quando è il venditore ad avere la responsabilità diretta (ad esempio montaggio scorretto della bici o mancata segnalazione di un richiamo di sicurezza)?
 

longjnes

Maglia Gialla
10 Luglio 2008
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chi ha i soldi per la top vuole la scritta sul telaio top. Chi non ce li ha, sogna comunque la stessa scritta.
mah, il mercato sta cambiando, chi cerca il top ed è un acquirente consapevole cerca anche il top della tecnologia e dei materiali.
e non si può più dire che il primato tecnologico su ruote e telai siano dei marchi occidentali più conosciuti.
caso mai il contrario, dopo l'ultima fiera di shanghai si puo affermare che i big brand commerciali sono costretti ad inseguire su diversi ambiti. telai e ruote, ma anche settori della componentistica.
telai con laminazioni ultratecnologiche, ricerche in gallerie del vento, ruote idem dove i brand più evoluti orientali propongono già da diversi anni raggi carbon filettati, cosa che i marchi generalisti cominceranno solo dal prossimo anno a copiare.
gli equilibri si stanno ribaltando oramai.
quindi nel futuro quando un ranzani bello tronfio della sua sl8 si presenterà al bar, dovrà fare attenzione a commentare bici poco conusciute cinesi, che quanto a tecnologia, laminazione ecc sono uno o due livelli sopra. rischierà di fare solo una figura di M.
 

EliaCozzi

Scalatore
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Parto da queste vostre considerazioni, che trovo abbastanza condivisibili.

Mi sono sempre chiesto perché un negozio non si proponga di acquistare direttamente il materiale dalla Cina, montarlo e rivenderlo, invece di lasciare che ciascuno lo faccia da casa, cercando singolarmente tutti i componenti con le “complicazioni” che ne derivano.

Non ho idea di quanto costi una bici acquistata su AliExpress, se dovesse costare tra i 5.000 e i 7.000€, come accennavi, sarebbe poco conveniente, poiché verrebbe venduta a un prezzo simile a quello di marchi affermati come Canyon o Giant.

Ovviamente, la questione della garanzia è un aspetto rilevante, dato che sarebbe a carico del negozio, ma se offrissero semplicemente una consulenza* sull'acquisto e il montaggio, potrebbe essere una proposta interessante?

Naturalmente, lo smanettone preferisce sempre montare da sé, ma per chi non vuole perdere tempo a cercare tutti i componenti per adattare telai, manubri... e non ha le competenze per il montaggio, potrebbe rappresentare una valida alternativa. Inoltre, i negozi avrebbero la sicurezza di poter offrire anche la manutenzione post-vendita.

*Legalmente non sono sicuro che sia una soluzione praticabile.
Ti rispondo per esperienza e per averci ragionato sopra.
Ho sei bici comprate in Cina, assemblate in proprio. Il costo "vivo", cioè quello che ho sostenuto con dei soldi, varia tra i 1000 e i 2500 euro.
Ho sempre seguito offerte e occasioni, soprattutto per la componentistica "occidentale" (Shimano considero occidentale), magari aspettando anche mesi per il black friday.
Fin dalla prima bici ho ricevuto richieste da amici di realizzarle per loro. La mia risposta è stata: compri telaio e componenti e io le assemblo gratis.
La loro controrisposta è stata: ma se poi mi arriva qualcosa di rotto, di sbagliato, ecc. cosa faccio? Volevano sostanzialmente che io mi assumessi il rischio e lo sbattimento di questa cosa.
Ho fatto due conti: e se mi mettessi in proprio? mediamente 700 euro un telaio+spedizione preso in cina. Se mi devo assumere il rischio di eventuali problemi, resitituzioni, ecc comincio a farlo pagare il doppio. e sono 1400.
Componenti "occidentali" hanno il prezzo che hanno e se ho un'attività commerciale non posso aspettare il black friday per comprare.
Vengo al dunque: se ci metto la mano d'opera (50 euro all'ora), le tasse e l'iva la bici costa il doppio del costo vivo. quindi quella da 2500 la dovrei vendere a 5000.
Ora chi comprerebbe la mia bici cinese a 5000 euro? Quando allo stesso prezzo trovi una bici di marca nota top di gamma di due anni prima che la svendono solo perché sono cambiati i colori ?
A tutto questo devo aggiungere:
- assicurazioni per garanzie;
- e se oggi non vendo non mangio? Quindi anche una certa tutela per quei giorni un cui non vendo nulla.
- capitale investito per avere un minimo di bici da mostrare (modello, taglie, colori)
- capitale investito con cambio a 11v che dopo due anni è vecchio perché vogliono il 12v e già si parla di 14v
- rischio per quello che torna indietro ogni giorno e dice che il cambio gracchia perché lui non è in grado di regolarlo con 1/4 di giro del tensionatore

La vera questione, che secondo me tanti non hanno colto, è che la differenza tra la bici "cinese" e quella "di marca" non è nella qualità ma in tutti i costi correlati che è impossibile eliminare quando la bici diventa "di marca".
Quanto vale la mia bici cinese che costa 2500 euro ? Cioè valore messo dentro la bici: io dico 2000. Quanto vale una bici di marca che costa 5000 euro? io dico 2000. Cioè quello che paghiamo in più per una bici di marca non è dentro la bici ma in tutto il contorno, che però non si può eliminare.

Quanto vale una bottiglia di Dom Perignon? 200 euro nell'enoteca vicino a casa. Settimana scorsa in un bar di piazza San Marco a Venezia è stata fatta pagare 1730 euro. E' costata 1730, ma vale esattamente i 200 euro come quella dell'enoteca qui vicino (che già vale meno perché non è che l'enoteca lavori gratis ... il rischio "che sa di tappo" è compreso nei 200 euro).
 

fabiogerva

via col vento
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mah, il mercato sta cambiando, chi cerca il top ed è un acquirente consapevole cerca anche il top della tecnologia e dei materiali.
e non si può più dire che il primato tecnologico su ruote e telai siano dei marchi occidentali più conosciuti.
caso mai il contrario, dopo l'ultima fiera di shanghai si puo affermare che i big brand commerciali sono costretti ad inseguire su diversi ambiti. telai e ruote, ma anche settori della componentistica.
telai con laminazioni ultratecnologiche, ricerche in gallerie del vento, ruote idem dove i brand più evoluti orientali propongono già da diversi anni raggi carbon filettati, cosa che i marchi generalisti cominceranno solo dal prossimo anno a copiare.
gli equilibri si stanno ribaltando oramai.
quindi nel futuro quando un ranzani bello tronfio della sua sl8 si presenterà al bar, dovrà fare attenzione a commentare bici poco conusciute cinesi, che quanto a tecnologia, laminazione ecc sono uno o due livelli sopra. rischierà di fare solo una figura di M.

sì l'andazzo è quello in tanti settori, tecnologia inclusa. La cina è già avanti di qualche anno rispetto all'occidente, lo stiamo scoprendo piano piano. Però ecco, al bar ancora conta il marchio, perché il marchio sa usare bene comunicazione e marketing. Ci vorrà qualche anno ancora, prima di arrivare alle figurette al bar degli sworkisti.
 
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sì l'andazzo è quello in tanti settori, tecnologia inclusa. La cina è già avanti di qualche anno rispetto all'occidente, lo stiamo scoprendo piano piano. Però ecco, al bar ancora conta il marchio, perché il marchio sa usare bene comunicazione e marketing. Ci vorrà qualche anno ancora, prima di arrivare alle figurette al bar degli sworkisti.

il "marchio" conta ovunque, conta ovviamente, soprattutto sui non espertissimi del settore, ma è la parte più importante del settore di mercato, se ogni settore vendesse solo agli esperti chiuderebbe in fretta.

il vero appassionato attento anche al portafoglio, comprerà magari quel telaio che qualcuno ha nominato cinese supertecnologico con laminazione futuristica, il ciclista da bar che però poi fondamentalmente è il nocciolo del mercato continuerà a sognare Colnago, Pinarello ecc ecc

Per farti un esempio, nel mercato degli orologi, sicuramente Rolex, in primis con il Daytona e poi gli altri tecnici, è il marchio di gran lunga più ricercato, sebbene ci siano marchi di livello superiore, anche loro super blasonati con prodotti di fattura nettamente superiore, ma che non hanno tutto l'appeal che ha Rolex, nei confronti di chi cerca un orologio per "apparire"
 
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Ser pecora

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mediamente 700 euro un telaio+spedizione preso in cina. Se mi devo assumere il rischio di eventuali problemi, resitituzioni, ecc comincio a farlo pagare il doppio. e sono 1400.

Il punto è che il marchio occidentale lo fa pagare x5, non il doppio.

Ora che il mercato è fermo, i cinesi, rapidamente, hanno capito che non possono star ad aspettare le raffinate strategie di marketing dei loro clienti, e vendono direttamente coi loro brand (facendo anche un minimo di marketing dando prodotti ad influencer, ma evitando le zoccolette da Onlyfans...).

Risultato: in pochissimo tempo l'aftermarket delle ruote è andato in mano loro. Ora stanno investendo nel WT, cosa che prima non facevano per non interferire coi loro clienti, ma visto che quelli sono nella palta fino al collo ora li sostituiscono (cambiando l'etichetta sul tubo).

Il Brand Value si erode alla velocità della luce in queste condizioni. Come se Rolex si facesse arrivare i cartoni dalla Cina con gli orologi o Ferrari i container con le Purosangue dal Vietnam....
 

longjnes

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sì l'andazzo è quello in tanti settori, tecnologia inclusa. La cina è già avanti di qualche anno rispetto all'occidente, lo stiamo scoprendo piano piano. Però ecco, al bar ancora conta il marchio, perché il marchio sa usare bene comunicazione e marketing. Ci vorrà qualche anno ancora, prima di arrivare alle figurette al bar degli sworkisti.
però la bella copia della sworks già esiste e si chiama evolve cima.
il kit telaio costa circa la metà ( si ok catena di vendita, assistenza e bla bla bla)
diciamo che con 7-8k si potrebbe allestire una bella copia di una sl8 "top" che però ne costa 12-14k.
ovviamente nello specifico è solo un opinione personale, non ho tutte queste competenze per fare paragoni circostanziati.
ma era per dire che non tutti sognano più il marchio top, nel mercato di oggi oramai c'è anche chi il marchio "top" non lo prenderebbe nemmeno in considerazione se non per motivi fondati e convincenti.
 

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però la bella copia della sworks già esiste e si chiama evolve cima.
il kit telaio costa circa la metà ( si ok catena di vendita, assistenza e bla bla bla)
diciamo che con 7-8k si potrebbe allestire una bella copia di una sl8 "top" che però ne costa 12-14k.
ovviamente nello specifico è solo un opinione personale, non ho tutte queste competenze per fare paragoni circostanziati.
ma era per dire che non tutti sognano più il marchio top, nel mercato di oggi oramai c'è anche chi il marchio "top" non lo prenderebbe nemmeno in considerazione se non per motivi fondati e convincenti.

Le fasce di mercato ci sono sempre state, sia create dalla competenza dei clienti sia create dal marketing dei produttori,

c'è la dacia duster, poi c'è la jeep wrangler (leggenda immune dalle mode), poi c'è la classe G e a chi non basta poi c'è Brabus e altri che ci mettono le mani raddoppiando ulteriormente il prezzo, con in mezzo altri segmenti.

di solito quello che faticano sono quelli nel mezzo, il mercato per i superricchi è più che florido, il mercato di basso livello va bene.

Vedo una cosa simile anche a livello ristorazione qui nella mia zona, ormai sta sparendo il medio buon livello, rimangono pochi ristoranti top di grande fama e poi c'è un'invasione di pizzerie est all you can e ristoranti giapponesi-cinesi gestiti sempre da cinesi, che ormai però assumono personale italiano per cercare di salire di tono, ovviamente il cameriere italiano è più gradito della cinese che arriva "buongiono signoe...."
 

Ser pecora

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il mercato per i superricchi è più che florido

Infatti i marchi occidentali si affastellano tutti in quella fascia, non avendo altro da fare che creare "marchi di valore" con il marketing, visto che producono niente.

Ma non è un settore in cui possono convivere n-mila marchi. E comunque il coltello dalla parte del manico ce l'ha chi fa le cose per davvero. E magari è anche capace di creare un brand che piaccia ai propri connazionali e non, perché come hanno imparato a fare l'AI e mandare in orbita satelliti sapranno anche fare marketing..
 
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Infatti i marchi occidentali si affastellano tutti in quella fascia, non avendo altro da fare che creare "marchi di valore" con il marketing, visto che producono niente.

Ma non è un settore in cui possono convivere n-mila marchi. E comunque il coltello dalla parte del manico ce l'ha chi fa le cose per davvero. E magari è anche capace di creare un brand che piaccia ai propri connazionali e non, perché come hanno imparato a fare l'AI e mandare in orbita satelliti sapranno anche fare marketing..

Sono le leggi di mercato che esistono da sempre, probabilmente i marchi super blasonati europei dovrebbero smettere di vendere medio e basso livello perché questo svilisce poi il prodotto di punta, chi spende 15.000 € per una bicicletta, poi gli gira abbastanza il cazzo di trovarne una praticamente identica che però costa un quarto e la differenza la percepisce solo uno discretamente tecnico,

"belin ho visto uno con la bici uguale alla tua però mi ha detto che l'ha pagata 3000 € ti hanno fregato…" :doh:

Benché siano delle formichine già adesso rispetto ad alcuni colossi cinesi, dovrebbero ridimensionarsi e produrre solo la bicicletta di Pogacar o quella di MVDP o quella di evenepoel per un ristretta cerchia di appassionati abbienti.

Pensa quanto sarebbe felice un cliente Ferrari che ha una una macchina da magari 500.000 € se la Ferrari nella speranza di fare fatturato con una visione di marketing che non arriva al domani, si mettesse a produrre auto da 25.000 € anzi neanche produrle, ma farsele fare in Cina da qualcuno e posizionarle sul mercato, identificandole sempre col marchio Ferrari, probabilmente all'inizio qualcuno le comprerebbe per vantare di avere una Ferrari, in quel mercato i margini di guadagno sono assolutamente semi inesistenti, per poi andare a perdere clientela facoltosa nel mercato di nicchia dove c'è un valore aggiunto spaventoso, suicidio commerciale.

Ovviamente, in un mercato che punta questo, le aziende che poi non hanno più senso di esistere sono le varie Bottecchia, Fondriest, Olmo, Cinelli, ec ecc per restare solo in Italia, che ovviamente non sono (più) né carne né pesce.
 

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Infatti Colnago fa solo top di gamma. Ed è l'unico che ci campa.

Non per niente è sempre stato uno dei più svegli in questo mercato, ovviamente il top di gamma si vende perché lo pedala qualcuno famoso, lui si affida a Uae e Pogacar, che contribuiscono a far diventare il costo della bicicletta il 5x che dicevi prima, ma al target di cientela alla quale puntano, probabilmente potrebbe essere tranquillamente anche un 6X e acquisterebbero lo stesso.

ma devi saperlo fare.