Posto che, come scritto già da altri, ci possiamo basare solo su ciò che sappiamo e lasciare le speculazioni nel campo della fantasia io vado un po' controcorrente circa certe affermazioni.
Sì, vero, negli ultimi anni c'è stata una accelerazione nel miglioramento delle prestazioni su strada ma è aumentato enormemente anche l'interesse, la specializzazione dei migliori atleti fin da subito, le somme in gioco e l'ossessione da parte degli organizzatori per "apparecchiare" gare veloci.
Se guardiamo la cosa un po' più dall'alto possiamo vedere che il record nell'ultimo decennio è migliorato di 2'39", in quello prima di 2', in quello prima di 2'06, poi c'è stato un decennio di scarsi miglioramenti, poi ancora un decennio con un miglioramento di 2'....insomma è chiaro che più si migliora e più diventa difficile migliorare ma secondo me non siamo di fronte ad una competizione "drogata" dalla tecnologia.
Non guardiamo poi la progressione femminile, di fatto specialità inesistente fino agli anni '70, perchè se facciamo confronti noteremo che gli uomini sono migliorati anche poco.
Le scarpe aiutano, certo, ma non sono magiche. Io inoltre temo che l'uso massivo di queste calzature fin da giovane potrebbe nelle prossime generazioni di atleti portare degli svantaggi perchè quando corri una maratona in 2'10 e fai 250km a settimana (come faceva Massimo Magnani) con scarpe che ora usi per andare a fare gli aperitivi, volente o nolente sviluppi delle capacità e dei condizionamenti strutturali che nessuno ti può regalare