Fare Fondo

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
No, sono discorsi veri solo che vanno contestualizzati e non presi come il Vangelo. Migliorare È adattamento a stimoli che perturbano un equilibrio senza mandare troppo in crisi il sistema. Come raggiungere questo stato dipende da molti fattori, per cui la Z2 va sempre bene ma per un pro magari è l 80% del lavoro, per un amatore l 80% del lavoro in z2 magari è sotto allenante.. non c è una ricetta unica. Solo che semplificare fa sempre comodo e poi diciamocelo; nel mondo del ciclismo si va per mode, ora semplicemente è il turno della Z2
E' meglio se rileggi le prime pagine della discussione......anno 2006
 

LIUL

Apprendista Cronoman
2 Gennaio 2017
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bo
Paragonare il ciclismo amatoriale ad altri sport ha poco senso. In quanti altri sport l'obiettivo degli atleti e di buona parte degli amatori è fare prestazioni che durano 3-4-5 ore e più? ne discende che UNO degli elementi imprescindibili dell'allenamento in bici è fare della quantità, a intensità sostenibile per un tempo abbastanza lungo, e quindi non troppo elevata.
Si tratta solo di UN elemento del mix. Se sia il più importante fra tutte le componenti, oppure no, nessuno, nemmeno la scienza può dirlo con certezza, altrimenti tutti farebbero le stesse cose...

Che poi, questa cosa della popolarità recente della Z2 non nasce tanto tanto da studi comparati sulle prestazioni, quanto da studi osservazionali su quello che fanno in allenamento un numero significativo atleti di endurance di elite: e cioè un mare di attività a basso regime (per loro) e una % limitata di attività ad alto regime, limitando i livelli intermedi (che sarebbe poi il famoso polarizzato).
Ma come detto 1000 volte, questo schema può valere per loro che fanno +25 ore la settimana di allenamento. Ma per un amatore che lavora, magari anche stagionato, fare ore di pianura a basso regime NON è un dogma, è semplicemente una possibilità, da scegliere, in funzione di: tempo libero, obiettivi, età, attitudini, piacere di farlo.
Se piace e lo si ritiene produttivo, allora va bene, e probabilmente in un mix ben dosato, una parte di uscite ad andatura limitata sono utili e necessarie.
Ma se non piace, si possono anche evitare le uscite di +3 ore in pianura a 28-30 orari. In alternativa si possono fare uscite anche mosse, tenendo conto della stagione, della forma e degli obiettivi, e quindi il benedetto fondo (cioè, la durata) si farà nell'uscita lunga del fine settimana (anche con salite, magari non con 3000 m di disl. in inverno...), e poi magari anche in una o due altre uscite o rullate a intensità moderata, in settimana. Le altre uscite (sempre se ci sono...) si possono invece fare anche con un po' di allegria, su percorsi mossi, senza necessariamente fare sempre battaglia.
Diciamo che per un amatore, in una settimana, le uscite che contengono fasi di intensità è bene che non siano più di due, e il resto a intensità moderata (che non significa portare a spasso la bici ai 25 km/ora). Significa a intensità limitata.

Alla fine, qualcuno lo chiama fondo e basta, qualcuno fondo lungo, qualcun altro base Km, altri ancora lo chiamano Z2. Ma è sempre più o meno la stessa roba, uguale a quando i pro (gli amatori non esistevano) giravano in bici con la maglia di lana, in inverno si fermavano perchè faceva freddo, e quando riprendevano non andavano avanti e quindi era giocoforza fare solo del gran fondo (che allora non si chiamava Z2) prima di fare altro.
non trovo molto sensato giudicare un allenamento in base ai kmh, se pedali in trentino per fare i 25kmh devi fare 300watt medi, poi sul discorso fondo è vero che da qualche anno è venuta fori la tendenza della z2 ma il fare ore in bici è sempre stata una costante nel ciclismo, anzi anni fa se ne facevano molte di più spesso molti km erano "spazzatura", anche perchè si andava veramente bassi con i carbo e la fine dell'uscita era praticamente un trascinarsi più o meno lunga... con l'introduzione dei misuratori, dei lavori specifici anche il monte ore è diminuito dando priorità alla qualità.
Ultimo punto, non dovrebbe essere il fare ciò che piace ma ciò che serve per arrivare ad un determinato risultato/obiettivo che teoricamente ti stimola, quindi ti piace.... faccio un esempio, vuoi preparare una granfondo, non ti piace fare z4 quindi non la fai? è un problema, probabilmente non è la "specialità" adatta.
Nel caso in questione i circuiti li vedo piuttosto adatti ma non si può pensare di togliere completamente la parte aerobica, evitare uscite lunghe e blande probabilmente si ma necessitano cmq di un volume minimo settimanale, fatto da uscite brevi e (più) intense
 
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Ma nemmeno per sogno fai lo stesso lavoro, mai sentito parlare ci carico relativo, di carico interno e di carico esterno? vale per ogni sport.

Tu ragioni in termini matematici senza considerare minimamente le implicazioni biologiche; la quantità di calorie richieste per sostenere alti wattaggi per ore è già una misura del differente stress metabolico. Es: 260/280 w per 3 ore circa 3000 cal. a 165/175 w per 3 ore ne bruci circa 1800... Un ciclista con 400 watt di FTP ha un carico esterno nettamente superiore (watt espressi, Km accumulati, Joule prodotti); il carico interno è uguale se guardi ai dati quali TSS, lattato ematico, FC ecc.. e questo è il carico interno relativo. Poi c'é il carico interno assolto che riguarda: consumo di glicogeno, stress termico e cardiovascolare (pensa alla differenza di gittata cardiaca), carico endocrino e renale (pensa ai cataboliti da smaltire, alla gestione della disidratazione ecc). Quindi proprio no che è la stesa cosa. Queste sono le basi della fisiologia dello sport. ma anche esperienza pratica, ripeto, vale in ogni sport. Un atleta che stacca 300 Kg non fa gli stessi allenamenti di uno che ne stacca 180 solo perchè il 70% è una frazione proporzionale di 1 RM, perché dopo due settimane ha in sistema nervoso briciato come un fusibile. In bici vale
No, il consumo calorico sarà pressoché simile per 3 fattori:
- efficienza meccanica che fa consumare all’amatore qualcosa in più a livello calorico
- capacità di ossidazione dei grassi superiore all’amatore per il professionista
- frequenza cardiaca più alta dell’amatore per sostenere la richiesta di ossigeno: il professionista, al contrario avrà una gittata sistolica molto più elevata e una densità mitocondriale superiore, e quindi un nemero di battiti minore.

Proprio perché ci ho pensato alla differenza di gittata, ho cercato di contestualizzarla.

Ma in soldoni fai lo stesso lavoro perché se lui fa Z2 in base alle sue zone, e tu fai la tua Z2 in base ai tuoi valori, entrambi fate lo stesso lavoro: Z2. Poi che ci possa essere un consumo calorico diverso in base alle implicazioni biologiche è già un’altra questione.

Poi tu hai tirato fuori lo stress metabolico per sostenere alti wattaggi…ma io parlavo di Z2.
 
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Yamakasi

Apprendista Velocista
3 Dicembre 2024
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No, il consumo calorico sarà pressoché simile per 3 fattori:
- efficienza meccanica che fa consumare all’amatore qualcosa in più a livello calorico
- capacità di ossidazione dei grassi superiore all’amatore per il professionista
- frequenza cardiaca più alta dell’amatore per sostenere la richiesta di ossigeno: il professionista, al contrario avrà una gittata sistolica molto più elevata e una densità mitocondriale superiore, e quindi un nemero di battiti minore.

Proprio perché ci ho pensato alla differenza di gittata, ho cercato di contestualizzarla.

Ma in soldoni fai lo stesso lavoro perché se lui fa Z2 in base alle sue zone, e tu fai la tua Z2 in base ai tuoi valori, entrambi fate lo stesso lavoro: Z2. Poi che ci possa essere un consumo calorico diverso in base alle implicazioni biologiche è già un’altra questione.

Poi tu hai tirato fuori lo stress metabolico per sostenere alti wattaggi…ma io parlavo di Z2.

Considerando che il delta di efficienza tra un amatore e un pro sarà di 2 punti percentuali, ma facciamo anche 5%, è fisicamente impossibile che il consumo calorico sia lo stesso... vorrebbe dire che qualcuno stia violando le leggi della fisica eheh
 
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canserbero

los tigres no andan en manada
17 Settembre 2017
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Questo mi ha aperto una riflessione, perché io rullo ne faccio molto e per me rullo è = intensità, poi esco e incontro tanto dislivello, mi regolo male quindi l'uscita fuori è = altra intensità. Forse dovrei fare lavori più leggeri sul rullo, non necessariamente del fondo (che sul rullo sarebbe un incubo), magari anche della z4 non troppo tassante tipo 8/10'x4 o della Z 2 con qualche allungo e qualche breve visita alla Z5. Forse in questo modo l'uscita fuori non diventa necessariamente un fondo sputtanato ma un uscita anche intensa che mi diverte senza che accumuli troppo stress. pensiero delle 17:00
Penso che se vuoi fare un qualcosa di alternativo devi avere, a maggior ragione, un piano che abbia una struttura e degli obiettivi di breve-medio termine. Visto che non sei per fare del lavoro troppo blando e visto il periodo, potresti provare dei blocchi di sweet spot modificati. Vedrei buone due possibilità
1) fai una seduta di sweet spot fattibile** a giorni alterni* e vai avanti così finché non stalli (devi chiaramente prevedere una progressione a priori - intensità o volume/densita) e partire da un’intensità fattibile.
2) definisci la durata di un micro ciclo (diciamo 10-14 giorni). Parti facendo sweet spot a giorni alterni* e l’ultimo giorno del microciclo ci piazzi la seduta che vuoi, ma che sia orientata al vo2max (HIIT o intervalli continui). Qui cercherei di far precedere la seduta orientata al vo2max da almeno 1, meglio 2, giorni blandi ma attivi.

Non mi sono espresso sul cosa fare quando stalli in 1) o cosa fare tra i microcicli in 2) perché questo dipende da come starai alla fine del “trattamento“ e credo che potrai valutare il da farsi.

* nel giorno in cui non fai sweet spot vedi tu se fare attività aerobica blanda oppure no, l’importante è che se “fai gambe” in palestra, le fai il giorno del sweet spot.
** cercherei di evitare di partire da intensità oltre il 90% di ftp, se vogliamo adottare quel riferimento.
 

LIUL

Apprendista Cronoman
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Penso che se vuoi fare un qualcosa di alternativo devi avere, a maggior ragione, un piano che abbia una struttura e degli obiettivi di breve-medio termine. Visto che non sei per fare del lavoro troppo blando e visto il periodo, potresti provare dei blocchi di sweet spot modificati. Vedrei buone due possibilità
1) fai una seduta di sweet spot fattibile** a giorni alterni* e vai avanti così finché non stalli (devi chiaramente prevedere una progressione a priori - intensità o volume/densita) e partire da un’intensità fattibile.
2) definisci la durata di un micro ciclo (diciamo 10-14 giorni). Parti facendo sweet spot a giorni alterni* e l’ultimo giorno del microciclo ci piazzi la seduta che vuoi, ma che sia orientata al vo2max (HIIT o intervalli continui). Qui cercherei di far precedere la seduta orientata al vo2max da almeno 1, meglio 2, giorni blandi ma attivi.

Non mi sono espresso sul cosa fare quando stalli in 1) o cosa fare tra i microcicli in 2) perché questo dipende da come starai alla fine del “trattamento“ e credo che potrai valutare il da farsi.

* nel giorno in cui non fai sweet spot vedi tu se fare attività aerobica blanda oppure no, l’importante è che se “fai gambe” in palestra, le fai il giorno del sweet spot.
** cercherei di evitare di partire da intensità oltre il 90% di ftp, se vogliamo adottare quel riferimento.
trovo quello di una periodizzazione a blocchi un ottimo consiglio, ma ti chiedo perchè prenderesti lo ss come "stimolo dominante"? con cosi' poco tempo a disposizione non sarebbe meglio spostare il focus su vo2max per migliorare la parte aerobica?
 

canserbero

los tigres no andan en manada
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trovo quello di una periodizzazione a blocchi un ottimo consiglio, ma ti chiedo perchè prenderesti lo ss come "stimolo dominante"? con cosi' poco tempo a disposizione non sarebbe meglio spostare il focus su vo2max per migliorare la parte aerobica?
Lo scopo ultimo è creare una base utile per uno step successivo. Fare sweet spot a giorni alterni lo vedo un modo efficace in termini di utilizzo del tempo (sedute da 60’-90’) e sicuro/sostenibile per un periodo relativamente lungo che permetta di creare un qualcosa di utile e di alzare la forma in breve tempo (bisogna fare anche un po’ gli psicologi :-) ). Non mi concentrerei sul vo2max più che altro perché il lavoro utile che si può cumulare è relativamente poco e, per quanto possa essere aperto e flessibile nell’interpretare il fondo, sono dell’idea che sia necessaria una base che supporti questi lavori. Si potrebbe anche pensare di andare a ritroso, ovvero parto dal portare al limite il sistema e, una volta raggiunto il limite, costruisco i presupposti per provare a fare altri avanzamenti, però farei questo se ci sono delle necessità particolari (vedi organizzazione della vita, lavoro etc)
 

andry96

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Lo scopo ultimo è creare una base utile per uno step successivo. Fare sweet spot a giorni alterni lo vedo un modo efficace in termini di utilizzo del tempo (sedute da 60’-90’) e sicuro/sostenibile per un periodo relativamente lungo che permetta di creare un qualcosa di utile e di alzare la forma in breve tempo (bisogna fare anche un po’ gli psicologi :-) ). Non mi concentrerei sul vo2max più che altro perché il lavoro utile che si può cumulare è relativamente poco e, per quanto possa essere aperto e flessibile nell’interpretare il fondo, sono dell’idea che sia necessaria una base che supporti questi lavori. Si potrebbe anche pensare di andare a ritroso, ovvero parto dal portare al limite il sistema e, una volta raggiunto il limite, costruisco i presupposti per provare a fare altri avanzamenti, però farei questo se ci sono delle necessità particolari (vedi organizzazione della vita, lavoro etc)
Pienamente d'accordo, vo2max fatto bene è uno stimolo importante ma anche "rischioso" serve una buona base e attenzione nel dosarlo
 

pshyco otter

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No, il consumo calorico sarà pressoché simile per 3 fattori:
- efficienza meccanica che fa consumare all’amatore qualcosa in più a livello calorico
- capacità di ossidazione dei grassi superiore all’amatore per il professionista
- frequenza cardiaca più alta dell’amatore per sostenere la richiesta di ossigeno: il professionista, al contrario avrà una gittata sistolica molto più elevata e una densità mitocondriale superiore, e quindi un nemero di battiti minore.

Proprio perché ci ho pensato alla differenza di gittata, ho cercato di contestualizzarla.

Ma in soldoni fai lo stesso lavoro perché se lui fa Z2 in base alle sue zone, e tu fai la tua Z2 in base ai tuoi valori, entrambi fate lo stesso lavoro: Z2. Poi che ci possa essere un consumo calorico diverso in base alle implicazioni biologiche è già un’altra questione.

Poi tu hai tirato fuori lo stress metabolico per sostenere alti wattaggi…ma io parlavo di Z2.

Sei per caso il cucino di @sepica?

Un un professionista e un amatore avrebbero un dispendio calorico simile? possiamo anche chiuderla quì, mi pare incredibile dover spiegare questa cosa.

Comunque giusto perché un ripasso fa bene: i watt sono Joule al secondo, (1W = 1J/s) quindi più watt si esprimono e più lavoro si esprime nell'unità di tempo, il lavoro costa calorie.

Calorie = NP (w) * t (s) / 1000 * 1.05

Facciamo due esempi pratici (l ho fatto calcolare all'AI perché non avevo sbatti alle 7;40 del mattino)?

80 Km percorsi a 170 e a 270 w

Amatore 170 w

170 w * 9300 s = 1581,000 Joules = 1581 Kj * 1.05 = 1660 Kcal

Professionista 270 w

270 * 7620 s = 2.057.400 Joules = 2.057 Kj * 1.05 = 2160 Kcal

Queste non sono elucubrazioni opinioni, è termodinamica.

Ho preso il dispendio calorico come esempio proprio perché è una cosa nota e facile da capire per tutti, ma ci sono molti altri aspetti da discutere.

Penso che se vuoi fare un qualcosa di alternativo devi avere, a maggior ragione, un piano che abbia una struttura e degli obiettivi di breve-medio termine. Visto che non sei per fare del lavoro troppo blando e visto il periodo, potresti provare dei blocchi di sweet spot modificati. Vedrei buone due possibilità
1) fai una seduta di sweet spot fattibile** a giorni alterni* e vai avanti così finché non stalli (devi chiaramente prevedere una progressione a priori - intensità o volume/densita) e partire da un’intensità fattibile.
2) definisci la durata di un micro ciclo (diciamo 10-14 giorni). Parti facendo sweet spot a giorni alterni* e l’ultimo giorno del microciclo ci piazzi la seduta che vuoi, ma che sia orientata al vo2max (HIIT o intervalli continui). Qui cercherei di far precedere la seduta orientata al vo2max da almeno 1, meglio 2, giorni blandi ma attivi.

Non mi sono espresso sul cosa fare quando stalli in 1) o cosa fare tra i microcicli in 2) perché questo dipende da come starai alla fine del “trattamento“ e credo che potrai valutare il da farsi.

* nel giorno in cui non fai sweet spot vedi tu se fare attività aerobica blanda oppure no, l’importante è che se “fai gambe” in palestra, le fai il giorno del sweet spot.
** cercherei di evitare di partire da intensità oltre il 90% di ftp, se vogliamo adottare quel riferimento.
Grazie, ora me lo leggo con calma che devo uscire :)

​

 
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green dolphin

Maglia Amarillo
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Sei per caso il cucino di @sepica?

Un un professionista e un amatore avrebbero un dispendio calorico simile? possiamo anche chiuderla quì, mi pare incredibile dover spiegare questa cosa.

Comunque giusto perché un ripasso fa bene: i watt sono Joule al secondo, (1W = 1J/s) quindi più watt si esprimono e più lavoro si esprime nell'unità di tempo, il lavoro costa calorie.

Calorie = NP (w) * t (s) / 1000 * 1.05

Facciamo due esempi pratici (l ho fatto calcolare all'AI perché non avevo sbatti alle 7;40 del mattino)?

80 Km percorsi a 170 e a 270 w

Amatore 170 w

170 w * 9300 s = 1581,000 Joules = 1581 Kj * 1.05 = 1660 Kcal

Professionista 270 w

270 * 7620 s = 2.057.400 Joules = 2.057 Kj * 1.05 = 2160 Kcal

Queste non sono elucubrazioni opinioni, è termodinamica.

Ho preso il dispendio calorico come esempio proprio perché è una cosa nota e facile da capire per tutti, ma ci sono molti altri aspetti da discutere.


Grazie, ora me lo leggo con calma che devo uscire :)

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Anche io l’ho fatta calcolare all’AI, e mi dava valori pressoché identici…

Siamo messi bene :pork:

Non sono il cugino di @sepica , semmai il nonno :))):

E comunque resta il fatto che non avevo quantificato le calorie, avevo sostenuto che fanno lo stesso lavoro, ovvero Z2. E mi ero fermato lì. Che poi abbia un effetto diverso è ok, ma è tutto diverso, anche la base di partenza allora. Quindi cosa dovremmo fare, chiamarla Z2 solo per i professionisti e non per noi?!?

Comunque ho capito il discorso e sono d’accordo sui valori che scrivi a livello di consumi, non so perché l’AI mi abbia dato una risposta diversa. Ho riprovato ponendo la domanda in altri due modi, e i valori tornano. Grazie per le tue pertinenti e puntuali risposte.
 
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pshyco otter

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Anche io l’ho fatta calcolare all’AI, e mi dava valori pressoché identici…

Siamo messi bene :pork:

Non sono il cugino di @sepica , semmai il nonno :))):

E comunque resta il fatto che non avevo quantificato le calorie, avevo sostenuto che fanno lo stesso lavoro, ovvero Z2. E mi ero fermato lì. Che poi abbia un effetto diverso è ok, ma è tutto diverso, anche la base di partenza allora. Quindi cosa dovremmo fare, chiamarla Z2 solo per i professionisti e non per noi?!?

Comunque ho capito il discorso e sono d’accordo sui valori che scrivi a livello di consumi, non so perché l’AI mi abbia dato una risposta diversa. Ho riprovato ponendo la domanda in altri due modi, e i valori tornano. Grazie per le tue pertinenti e puntuali risposte.

Comunque siamo arrivati alla matematica per spiegare quello che è anche empirico ed evidente. Perché i pro si calano 1 etto di carboidrati all'ora? Molti aspetti sono esasperazioni che nascono dalla necessità legata ai consumi e all'impatto organico dello sport. Come fare la maggior parte dell'attività in Z2. Non è detto che siano in automatico trasferibili a tutti con gli stessi vantaggi.

Io la vedo così: al principiante fa tanto bene la Z2 perché non è ancora capace di sostenere l'iintensità e deve fare una base, l'intermedio è probabilmente colui che ne beneficia di meno perché non è tassante ma nemmeno troppo allenante se non sfocia in volumi altissimi, l'avanzato torna a beneficiarne proprio per il discorso collegato allo stress relativo. Ma questo è un mio pensiero.
 

pshyco otter

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Penso che se vuoi fare un qualcosa di alternativo devi avere, a maggior ragione, un piano che abbia una struttura e degli obiettivi di breve-medio termine. Visto che non sei per fare del lavoro troppo blando e visto il periodo, potresti provare dei blocchi di sweet spot modificati. Vedrei buone due possibilità
1) fai una seduta di sweet spot fattibile** a giorni alterni* e vai avanti così finché non stalli (devi chiaramente prevedere una progressione a priori - intensità o volume/densita) e partire da un’intensità fattibile.
2) definisci la durata di un micro ciclo (diciamo 10-14 giorni). Parti facendo sweet spot a giorni alterni* e l’ultimo giorno del microciclo ci piazzi la seduta che vuoi, ma che sia orientata al vo2max (HIIT o intervalli continui). Qui cercherei di far precedere la seduta orientata al vo2max da almeno 1, meglio 2, giorni blandi ma attivi.

Non mi sono espresso sul cosa fare quando stalli in 1) o cosa fare tra i microcicli in 2) perché questo dipende da come starai alla fine del “trattamento“ e credo che potrai valutare il da farsi.

* nel giorno in cui non fai sweet spot vedi tu se fare attività aerobica blanda oppure no, l’importante è che se “fai gambe” in palestra, le fai il giorno del sweet spot.
** cercherei di evitare di partire da intensità oltre il 90% di ftp, se vogliamo adottare quel riferimento.

Mi piace la proposta ed è anche aderente al mio modo di allenarmi. Faresti tutto sul rullo? un uscita fuori a settimana o anche due vorrei farle. Tipicamente io faccio 2/3 ore sui 40/70 Km, solo che fuori modulo molto male il lavoro per via delle pendenze. Potrei fare l'opzione 2 che mi piace molto e l'HIIT e intervalli metterli nell'uscita fuori dove pendenza per pendenza almeno spingo e non ci penso, mentre gli ss farli su rullo che almeno mi mantengo bene nella fascia. Cosa dici?
 

canserbero

los tigres no andan en manada
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Mi piace la proposta ed è anche aderente al mio modo di allenarmi. Faresti tutto sul rullo? un uscita fuori a settimana o anche due vorrei farle. Tipicamente io faccio 2/3 ore sui 40/70 Km, solo che fuori modulo molto male il lavoro per via delle pendenze. Potrei fare l'opzione 2 che mi piace molto e l'HIIT e intervalli metterli nell'uscita fuori dove pendenza per pendenza almeno spingo e non ci penso, mentre gli ss farli su rullo che almeno mi mantengo bene nella fascia. Cosa dici?
L’idea sarebbe quella di avere un forte controllo dell’intensità sulla parte SS perché, almeno all’inizio, se non hai quello le chances di riuscita crollano. Quindi se non tutte, almeno la maggior parte cerca di farle sul rullo, poi quando vai fuori a fare HIIT prendilo come il momento in cui fare il meglio che puoi con quello che hai: uscite mal riuscite non dovrebbero fare molti danni, visto che la parte di lavoro svolta ad alta intensità è relativamente breve.

In tutto questo, sto ragionando nell’ottica di fare sedute ed uscite mirate (quindi in un‘ipotetica uscita vo2max in esterna, fatto il lavoro si torna a casa, senza possibilità di stare in giro a fare danni - vedi aggiungendo ss, z4 e simili)
 

pshyco otter

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L’idea sarebbe quella di avere un forte controllo dell’intensità sulla parte SS perché, almeno all’inizio, se non hai quello le chances di riuscita crollano. Quindi se non tutte, almeno la maggior parte cerca di farle sul rullo, poi quando vai fuori a fare HIIT prendilo come il momento in cui fare il meglio che puoi con quello che hai: uscite mal riuscite non dovrebbero fare molti danni, visto che la parte di lavoro svolta ad alta intensità è relativamente breve.

In tutto questo, sto ragionando nell’ottica di fare sedute ed uscite mirate (quindi in un‘ipotetica uscita vo2max in esterna, fatto il lavoro si torna a casa, senza possibilità di stare in giro a fare danni - vedi aggiungendo ss, z4 e simili)
Chiaro, calcola che se sono una chiavica sul lungo l intensità la reggo molto bene, per dire con 95% FTP ci faccio i blocchi 20’x2 anche con la z5 non ho particolari problemi a fare lavori.
 
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Jerome 89

Choose life...
31 Luglio 2018
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Quella dei sogni...
Questa è la mia esperienza personale, è di conseguenza è solo una testimonianza, non vuole essere da esempio per nessuno...
Da Febbraio a Settembre, ho avuto maniera di allenarmi tanto (per me), circa 15/17 ore settimanali, distribuite in 5 uscite, dove c'era un po di tutto dentro, dai lavori al vo2, all'uscita a spasso, io posso solo dire una cosa, con l'aumentare delle ore l'approccio deve essere sempre più conservativo, quindi si z2 davanti a monte ore importanti, altrimenti ci "finiamo" troppo...
Detto questo, io ho avuto dei miglioramenti nel replicare i miei pb di potenza anche dopo tot ore di allenamento, e questo penso sia dovuto al volume, ma magari mi sbaglio
Fine
 

LIUL

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Questa è la mia esperienza personale, è di conseguenza è solo una testimonianza, non vuole essere da esempio per nessuno...
Da Febbraio a Settembre, ho avuto maniera di allenarmi tanto (per me), circa 15/17 ore settimanali, distribuite in 5 uscite, dove c'era un po di tutto dentro, dai lavori al vo2, all'uscita a spasso, io posso solo dire una cosa, con l'aumentare delle ore l'approccio deve essere sempre più conservativo, quindi si z2 davanti a monte ore importanti, altrimenti ci "finiamo" troppo...
si giustissimo ma siamo nella situazione opposta a quella di @pshyco otter , praticamente fai dieci ore in più... con questi volumi si può anche iniziare a ragionare su un polarizzato, limitando la z3. Quando ci si avvicina alle 2o ore secondo me bisogna fare anche tanta attenzione al recupero, quindi sonno, integrazione ecc. specialmente per un amatore
 

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Pienamente d'accordo, vo2max fatto bene è uno stimolo importante ma anche "rischioso" serve una buona base e attenzione nel dosarlo
verissimo ma ricordo che parliamo di 6 massimo 8 ore settimanali, creare un overeaching/overtraining è abbastanza improbabile, la ss è sicuramente un buon modo per aumentare la capacità aerobica abbastanza velocemente ma è anche molto lontano dal modello prestativo che ricerca, tipo gare a circuito
 
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verissimo ma ricordo che parliamo di 6 massimo 8 ore settimanali, creare un overeaching/overtraining è abbastanza improbabile, la ss è sicuramente un buon modo per aumentare la capacità aerobica abbastanza velocemente ma è anche molto lontano dal modello prestativo che ricerca, tipo gare a circuito
6/8 ore fatte male sono più che sufficienti per farsi del male e non migliorare o peggiorare
 

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Orbea orca
Questa è la mia esperienza personale, è di conseguenza è solo una testimonianza, non vuole essere da esempio per nessuno...
Da Febbraio a Settembre, ho avuto maniera di allenarmi tanto (per me), circa 15/17 ore settimanali, distribuite in 5 uscite, dove c'era un po di tutto dentro, dai lavori al vo2, all'uscita a spasso, io posso solo dire una cosa, con l'aumentare delle ore l'approccio deve essere sempre più conservativo, quindi si z2 davanti a monte ore importanti, altrimenti ci "finiamo" troppo...
Detto questo, io ho avuto dei miglioramenti nel replicare i miei pb di potenza anche dopo tot ore di allenamento, e questo penso sia dovuto al volume, ma magari mi sbaglio
Fine

Assolutamente d'accordo, ma infatti il mio errore è stato quello di voler inserire la Z2 senza mollare la Z4, quindi sono passato da 5/6 ore a 10 o più aumentando volume e lasciando l intensità invariata, sulla carta non era un programma folle ma magari non ho dato al corpo il tempo di adattarsi. c'é da dire che i lunghi con 32/33 gradi non hanno aiutato.

E ne abbiamo già visto un chiaro esempio....

Guarda se ti riferisci a me finché stavo sotto le 10 ore è sempre andato tutto bene.
 
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