Io speravo che questo 3D fose ad uso "esclusivo" di chi lo aveva creato o vvero Roberto Massa.
Anch' io a volte sarei intervenuto per fare la figura del saputello, ma ritengo molto piu educato lasciar aRoberto , che ci fa questo favore, il "diritto" di risposta.
In altre parle qui c'e' un solo docente tutti noi siamo alunni mentre, e sbaglia chi si erige a docente, ma non fosse altro che "inquina" la "lezione".
grazie per avermi insignito della (onerosa) carica di professore

, ma non mi reputo tale nè qui nè in altre discussioni e non mi dispiace che gli argomenti siano aperti e affrontati anche da altri, nessun problema.
Se poi volete diventare miei alunni e sostituirvi a quei "somari" che davvero ho a scuola...sarei contento (la motivazione e la voglia di conoscere, acquisire ed apprendere che ha un amatore adulto penso sia quasi impareggiabile ed è ciò che mi spinge a rispondere).
Venendo a noi:
La domanda, ovviamente, è per Roberto. Anche se è riguarda me, non voglio che venga presa per una domanda personale.
A metà settembre ho fatto un cicloergometro, perché quest'estate, a seguito di assunzione di medicinali dopanti, avevo il cuore a mille.
Il risultato è stato ottimo, per me: 300 Watt in soglia. Considerando che vengo da tre anni in cui ho fatto solo ed esclusivamente fondo, per frattura del naso (due operazioni, l'ultima nel dicembre scorso) e conseguente riabilitazione e non sono ancora al 100%; non ho più fatto forza, salvo rari casi; ho abbandonato del tutto l'agilità perché non me la potevo più permettere e anche con rapporti agilissimi più di tanto non potevo fare, mi aspettavo al massimo di arrivare a 250 (ma era grasso che colava se ci arrivavo).
Però, di questa potenza non me ne sono accorto in quest'ultimo anno, in cui sono migliorato tantissimo nella respirazione. Quando ho provato a forzare ho sentito che mi mancava qualcosa, che non avevo la pedalata dei tempi belli.
Mancanza di attitudine, risponderà Roberto, e siamo d'accordo, ma la domanda che mi sono fatto è questa: prendendo un atleta che sviluppa una buona potenza, diciamo che lo potrebbe far arrivare nel primo terzo di una granfondo o nel primo 20%, riuscirà questo atleta a esprimere tutte le sue potenzialità "da banco" anche con una buona preparazione? O la mente ricoprirà sempre un ruolo importante?
Il discorso, spero di aver capito bene e di poter sintetizzare verte sui test e la loro correlazione con ciò che viene o può essere espresso su strada.
Con la diffusione dei misuratori di potenza un test stazionario indoor è divenuto un elemento abbastanza limitato e limitante: ogni protocollo di test prevede di identificare (SE CORRETTAMENTE ESEGUITO) uno o pochi parametri che qualificano l'atleta.
Generalmente questo parametro è il valore di potenza (o FC) sostenibile per 45-60', esistono varie tipologie e protocolli in tal senso.
Il valore aggiunto di un test è la sua ripetibilità e minor influenza di fattori esterni (l'ergometro è il medesimo, il test si svolge in ambiente chiuso non influenzato da fattori ambientali).
Un test quindi è finalizzato a...quello successivo! Nel senso che può essere un termine di paragone RELATIVO a quella combinazione di fattori: test+protocollo+ergometro.
Non è inutile ma in assenza di un misuratore di potenza spesso è un elemento di oggettività (il tempo registrato sulla salita Test" può essere influenzato da un numero superiore di elementi) e di riscontro generico: un miglioramento di tale valore (potenza funzionale alla soglia) è un indice generale di miglioramento anche se non indica effettivamente come e se è presente un miglioramento in altri ambiti. Proprio in tal senso sto studiando un protocollo di test che vada a identificare tutte le componenti e intensità "riferimento" che invece identifichino più parametri di valutazione all'interno dello stesso test.
Il risultato tra test e potenziale espressione di tali valori nella performance non sempre è presente: nella letteratura spesso si citano atleti con valori sopra la norma nei test (es. Tom Danielson, team
Garmin) che però hanno difficoltà nel ripetere tali prestazioni specie se la prestazione prevede lunghezze o ripetizione successiva di tali intensità. Questo perchè appunto un test indoor valuta la prestazione "in sè" senza considerare stato di affaticamento/gestione di una prestazione su più ore, distribuzione dello sforzo, approccio emotivo all'evento, ecc ecc, i fattori sono molteplici.
Proprio per questo motivo, se e quando possibile, spesso si svolgono dei test "da campo" per valutare la prestazione non su un singolo evento ma su più fronti (es test su una salita e ripetizione di quella salita dopo x ore di allenamento a determinate intensità).
Dal lato opposto invece ci sono atleti di elevato spessore che si trovano inibiti nella prestazione di test "indoor".
Come dice saggiamente Coggan, il miglior test è la prestazione stessa.
L'esercizio per me è stato ottimo perché in questi 3 anni ho perso parecchia potenza e me ne rendo conto adesso che provo di nuovo a forzare. Infatti da questo inverno riprenderò a fare tutti quegli esercizi che facevo per riacquistarla.
Il senso del mio ragionamento nasceva dal fatto che pensavo di aver perso molta più potenza di quel che ritenevo, considerando che, ripeto, per questi 3 anni ho fatto solo ed esclusivamente fondo, faticando un sacco e spesso e volentieri arrivando a casa distrutto coi muscoli doloranti per la cattiva respirazione.
se per 3 anni hai svolto essenzialmente questi carichi, il tuo potenziale di miglioramento, probabilmente è ancora ampio
relativamente alla domanda finale, prima della risposta di roberto che sarà sicuramente più precisa (visto che ha a che fare con diversi atleti) secondo la mia esperienza ti posso dire che più o meno si arriva nel 15-20% di una gf con 3,8 - 4 w/kg a ftp.
poi ovviamente ci sono una infinità di variabili in gioco. Di sicuro non basta la potenza disponibile, ma serve anche la testa, la capacità di gestirsi e la determinazione spesso ricoprono un ruolo determinante.
variabili e tipologie di percorso sono molte ma i valori riportati sono generalmente e con buona approssimazione quelli corretti. Ciò che però sta avvenendo è che la distribuzione tra prestazione da top 50 atleti e "resto" del gruppo, soprattutto nel successivo 10-15% degli atleti si sta gradualmente ed ogni anno riducendo.
Quindi le prestazioni "top" sono più o meno stabili o in leggera crescita (anche per l'incidenza o la definiamola prevenzione di certi fattori...) ma il "popolo" alle spalle si sta sempre più migliorando e portando a distacchi minori in proporzione alla posizione assoluta di classifica.