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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
tendenzialmente allora concordo su quest'impostazione= ogni gg specifico comprende un ambito specifico di carico. Questo però necessariamente decade quando 1) si può avere a disposizione un maggior volume di tempo (nella singola seduta) e 2) la capacità di assimilare grandi dosi di carico allenante che quindi va necessariamente inserito nella/e seduta/e in modo diversificato (in questo caso Z4+richiamo Z6+finale con Z5) anche per simulare le richieste di gara (obiettivo primario).
 

NEMBO96

Apprendista Velocista
29 Luglio 2010
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MESTRE
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BIESSE
Grazie Roberto per il precedente consiglio.
Io, ora, come precedentemente scritto, i lavori specifici in Z5 li riesco a fare solo in pianura dato che le colline sono distanti. Ovviamente facendoli in pianura li riesco a fare su intensità minori (FTP 285 e li faccio a 320w/310) e su durate da 3 e 4 minuti. Secondo te sarebbe utile farne di durata di circa 5' a intensità più alte, ovviamente in salita? Mi sarebbero utili anche per un miglioramento di performance in pianura (anche cronometro di massimo 20') o sarebbero finalizzate solo per la salita?
Grazie.
o-o
 

stecene

Novellino
30 Marzo 2012
83
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31
bergamo
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Bici
kuota kharma
indipendentemente da Km e attività svolta nel ciclismo, per un atleta che svolge prevalentemente questo sport dove la contrazione muscolare è di tipo concentrico senza impatti e senza azione gravitazionale, passare SALTUARIAMENTE ad un'attività con contrazione muscolare eccentrica ed impatti a terra porterà a delle problematiche muscolari che si possono protrarre anche per 5-7 gg in base alla "aspecificità" e non allenamento al podismo. Attività che invece, se inserita con progressione (non di colpo 60') e strutturata si più richiami settimanali porterà 1) ad un adattamento muscolare senza più microlesioni 2) buon adattamento aerobico poichè la richiesta metabolica per medesima unità di tempo è, in funzione dell'intensità mantenuta, superiore al ciclismo. Un passaggio intermedio e con ottima affinità muscolare anche negli angoli di spinta è la corsa in salita (= riduzione azione eccentrica, riduzione o annullamento impatti sostenuti contro terreno).
Grazie mille Roberto :)
 

Diego

Novellino
18 Maggio 2007
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0
Liguria
www.cyclinglavagna.com
Ciao Roberto, tempo fa scrivesti che quello che fa veramente la differenza non era la forza applicata sui pedali intesa come coppia torcente, ma bensì la capacita' di utilizzare piu' O2 possibile del nostro organismo. Ora qui ti chiedo una cosa, ho visto che alcuni atleti allenano la respirazione tramite uno strumento, costosissimo!!, di nome spirotiger, ne hai gia' sentito parlare? Hai avuto modo di verificare se funziona? Non e' detto che se respiro di piu' e meglio abbia piu' O2 a disposizione, oppure mi sbaglio?
Ciao Diego
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
la capacità di trasportare/assimilare O2 è un adattamento a carattere biochimico più che meccanico.
Lo strumento menzionato o altri similari lavorano sull'allenamento "a monte" di distretti muscolari che meccanicamente possono essere allenati ad un più profondo/efficace atto respiratorio ma similmente ad un'azione elettrostimolante (= azione su un distretto e non su un più complesso sistema) manca la componente attiva e realmente presente nello sforzo fisico cioè la specificità del gesto meccanico in combinazione istantanea di richiesta o2.
Importante sottolineare come i polmoni siano uno degli organi che meno si adattano a livello sia microscopico che macrospocio all'esercizio fisico, ossia le loro dimensioni non variano, si può lavorare sulla loro efficienza e sul diminuire le limitazioni muscolari nel sistema gabbia toracica+diaframma che li circonda. Ciò che può migliorare è l'efficienza nella respirazione (max capacità ventilatoria). Ma questo aspetto richiede anche un omologa richiesta "a valle" per completare un adattamento che non sia solo meccanico ma anche biochimico (es capacità trasporto o2).
Non sono a conoscenza di ricerche specifiche - e indipendenti - che dimostrino l'efficacia sulla performance finale di tali metodiche se non in ambiti medici (= pazienti affetti da problemi cronici di respirazione) o solamente nel miglioramento dell'efficienza meccanica della respirazione.
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
4.244
223
Tannhäuser
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Ben8
DOmanda anni 90' :mrgreen: visto che mi alleno col cardio...

roberto cosa ne pensi di questo grafico di zone di fc in gara? (grafico simile alle altre dove sono andato bene per i miei limiti)

105km 1500 disl circa, posizione 133/980 quindi mio best di sempre inutile dire che l'ho fatta a tutta e non ero particolarmente distrutto alla fine.. beh almeno dopo che mi è passata la nausea per la volata.

Le zone sono calcolate in maniera classica come suggerisce l'attempato ma saggio friel quindi la soglia è tra Z4 alta e Z5 bassa. (A scanso di equivoci dico che la soglia è stata verificata più volte con conconi sui rulli e con test su strada)

Ho appena compiuto i 40 e questo è il 4° anno di gare, (12-14 mf/gf all'anno) e ho appena fatto ecocardio e test da sforzo, ed è tutto in ordine...
 

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warsaw

Passista
11 Giugno 2008
4.244
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Tannhäuser
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Bici
Ben8
Rifarò il test... Il fatto é che la soglia da me sempre rilevata è 174-176 bpm e su questo valore sono impostate le zone. E un mese fa nel test sotto sforzo indoor con prelievo di sangue per il test del lattato risultava addirittura essere 172.

Riguardando le tabelle credo che il qui-pro-quo derivi dal fatto che allen-coggan, e anche la tabella che c'è nel tuo sito, indica la Z4 tra 95%-105% di Lhtr (soglia lattato=100%), mentre sulla tabella di Friel la Z4 è indicata tra 94%-100% di Lhtr.
Ciò non toglie che andrò ancora a fare un test di 30' per controllare il mio dato. o-o
 

Diego

Novellino
18 Maggio 2007
46
0
Liguria
www.cyclinglavagna.com
la capacità di trasportare/assimilare O2 è un adattamento a carattere biochimico più che meccanico.
Lo strumento menzionato o altri similari lavorano sull'allenamento "a monte" di distretti muscolari che meccanicamente possono essere allenati ad un più profondo/efficace atto respiratorio ma similmente ad un'azione elettrostimolante (= azione su un distretto e non su un più complesso sistema) manca la componente attiva e realmente presente nello sforzo fisico cioè la specificità del gesto meccanico in combinazione istantanea di richiesta o2.
Importante sottolineare come i polmoni siano uno degli organi che meno si adattano a livello sia microscopico che macrospocio all'esercizio fisico, ossia le loro dimensioni non variano, si può lavorare sulla loro efficienza e sul diminuire le limitazioni muscolari nel sistema gabbia toracica+diaframma che li circonda. Ciò che può migliorare è l'efficienza nella respirazione (max capacità ventilatoria). Ma questo aspetto richiede anche un omologa richiesta "a valle" per completare un adattamento che non sia solo meccanico ma anche biochimico (es capacità trasporto o2).
Non sono a conoscenza di ricerche specifiche - e indipendenti - che dimostrino l'efficacia sulla performance finale di tali metodiche se non in ambiti medici (= pazienti affetti da problemi cronici di respirazione) o solamente nel miglioramento dell'efficienza meccanica della respirazione.
Grazie per la risposta precisa e immediata!!
 

Salvo@ing

Passista
23 Luglio 2011
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Messina
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Trek Emonda SL6
Ciao Roberto, tempo fa scrivesti che quello che fa veramente la differenza non era la forza applicata sui pedali intesa come coppia torcente, ma bensì la capacita' di utilizzare piu' O2 possibile del nostro organismo. Ora qui ti chiedo una cosa, ho visto che alcuni atleti allenano la respirazione tramite uno strumento, costosissimo!!, di nome spirotiger, ne hai gia' sentito parlare? Hai avuto modo di verificare se funziona? Non e' detto che se respiro di piu' e meglio abbia piu' O2 a disposizione, oppure mi sbaglio?
Ciao Diego
La scienza ha ormai da anni escluso la capacità respiratoria quale fattori limitante (o predisponente) la prestazione sportiva (aerobica), tra i tanti lo sostengono, tanto per restare in Italia, Cerretelli, Dal Monte, Faina.
Questi apparecchietti, salvo smentita scientificamente validata in campo sportivo, sembra siano molto utili, forse in forma esclusiva, in pazienti affetti da BPCO (broncopatia cronico ostruttiva). Lo scopo, come già detto da altro utente, è quello di migliorare la performance dei muscoli deputati alla respirazione onde limitare o addirittura evitare il broncospasmo.
 

ValeXX

Passista
15 Luglio 2009
3.707
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Riguardando le tabelle credo che il qui-pro-quo derivi dal fatto che allen-coggan, e anche la tabella che c'è nel tuo sito, indica la Z4 tra 95%-105% di Lhtr (soglia lattato=100%), mentre sulla tabella di Friel la Z4 è indicata tra 94%-100% di Lhtr.
Ciò non toglie che andrò ancora a fare un test di 30' per controllare il mio dato. o-o

Scusa ma con che percentuali hai individuato le tue zone??

Z1:
Z2:
Z3:
Z4:
Z5:

Mi sembra di capire che le hai individuate con percentuali differenti rispetto a quelle indicate sul sito di Roberto... ;)
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
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Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Bici
Gigiant
oggi mi sono svegliato con una serie di domande :mrgreen:
ne farò una al giorno, sperando di non dimenticarle nei prossimi :mrgreen:

la prima, (se è stato già discusso, perdonatemi, pur seguendo la discussione non posso ricordae tutto)

ci sono dei principi per la distribuzione del carico all'interno di un allenamento? Parlo di allenamenti di 3-4h dove si riescono a fare un buon numero di esercizi con il dovuto recupero. chessò effettuare prima esercizi con volume più elevato rispetto all'intensità..o seguire un andamento rispetto ad una variabile volume/intensità/forza.

Il tutto chiaramente, badando a non oltrepassare una certa soglia di intensità totale dell'allenamento (questo è poi in relazione con la seconda domanda :mrgreen:), ovvero senza andare oltre le proprie possibilità ed obbiettivi
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
ci sono dei principi per la distribuzione del carico all'interno di un allenamento? Parlo di allenamenti di 3-4h dove si riescono a fare un buon numero di esercizi con il dovuto recupero.

se parliamo di principi generali uno di essi è che i lavori di velocizzazione andrebbero svolti nella prima parte dell'uscita, poi si può lavorare sulla forza e per concludere, all'apice del superamento di questi carichi anche sulla resistenza generale. Questa strutturazione ideale e dettata da ragioni anche di disponibilità "energetica" e predisposizione metabolica allo svolgere determinati lavori prima o dopo di altri in realtà può essere totalmente stravolta se si vuole porre l'accento più su un determinato aspetto del carico specifico. Ad esempio, banale, se l'atleta x ha una flessione nella propria prestazione anaerobica nel finale dell'evento l'intento di specificità del carico sarà quello di stimolare quella "difficoltà" nel contesto del carico della seduta e quindi spostare tale carico a fine seduta quando teoricamente potrebbe essere stato più corretto inserire questa simulazione ad inizio allenamento. Si aggiungono quindi due principi: specificità del carico in funzione delle caratteristiche, in negativo e positivo, dell'atleta e simulazione dell'evento tipico di gara, se questo evento è obiettivo dell'atleta (non necessariamente un miglioramento è finalizzato ad agonismo).
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
4.244
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Tannhäuser
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Ben8
Scusa ma con che percentuali hai individuato le tue zone??

Z1:
Z2:
Z3:
Z4:
Z5:

Mi sembra di capire che le hai individuate con percentuali differenti rispetto a quelle indicate sul sito di Roberto... ;)

Come avevo scritto nel messaggio ho le zone fc ipostate come suggerisce friel: z1 65-81% lhtr (fc soglia), z2 82-88%, z3 89-93%, z4 94-100%, z5a 101-102%, z5b 103-105%, z5c 106%+

l'ultima modifica di ieri è stata accorpare z4 e z5a (su suggerimento di un amico che fa il preparatore dopo aver analizzato il file della gara) e in effetti il grafico delle zone ha più senso.
L'errore era stato mio di considerare tutta la z5 (+100% soglia) come fuorisoglia, il metabolismo non passa da aerobico ad anaerobico in un momento "puntuale" ma è un intervallo di qualche bpm.
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
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Gigiant
se parliamo di principi generali uno di essi è che i lavori di velocizzazione andrebbero svolti nella prima parte dell'uscita, poi si può lavorare sulla forza e per concludere, all'apice del superamento di questi carichi anche sulla resistenza generale. Questa strutturazione ideale e dettata da ragioni anche di disponibilità "energetica" e predisposizione metabolica allo svolgere determinati lavori prima o dopo di altri in realtà può essere totalmente stravolta se si vuole porre l'accento più su un determinato aspetto del carico specifico. Ad esempio, banale, se l'atleta x ha una flessione nella propria prestazione anaerobica nel finale dell'evento l'intento di specificità del carico sarà quello di stimolare quella "difficoltà" nel contesto del carico della seduta e quindi spostare tale carico a fine seduta quando teoricamente potrebbe essere stato più corretto inserire questa simulazione ad inizio allenamento. Si aggiungono quindi due principi: specificità del carico in funzione delle caratteristiche, in negativo e positivo, dell'atleta e simulazione dell'evento tipico di gara, se questo evento è obiettivo dell'atleta (non necessariamente un miglioramento è finalizzato ad agonismo).

Ti ringrazio,
la seconda domanda riguardava il calcolo del volume totale dell'allenamento senza un misuratore di potenza, ma dato che:
-è un informazione che mi serve solo per qualche allenamento lungo infrasettimanale che è più difficile gestire al meglio,
-in gara si da sempre il 110% a presindere :mrgreen:
-in questi allenamenti, comunque percorros strade dove conosco perfettamente i miei parametri
la relativa risposta posso ricavarla un po' "artigianalmente" da qui: http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=4013990&postcount=1032
o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
in software come GC o SportTracks puoi usare la quantificazione per TRIMPs

The basic TRIMP method

First proposed by Bannister et al in 1975, this method is a very simple way of calculating what is termed TRaining IMPulse (TRIMP). TRIMP is defined as training volume x training intensity and is specific to endurance training as it uses heart rates or heart rate zones. Initially the researchers proposed simple methods of calculating the TRIMP of a session, such as the following:

  • TRIMP = training time (minutes) x average heart rate (bpm). For example, 30 minutes at 145 bpm. TRIMP = 30 x 145 = 4350.
This method, involving simple maths, makes a great deal of sense in terms of calculating a ‘dose’ of aerobic training, and I would recommend it to the average adult exerciser. For adults looking to improve basic cardiovascular fitness by means of simple training sessions, such as continuous pedalling on an indoor bike, or an aerobics class, this calculation gives them a great monitoring tool to analyse their progress and adherence to training.
A week’s training schedule could be tabulated and calculated in Excel, as shown in table 1 below. Weekly TRIMP totals could be used as targets for general CV fitness goals or to encourage increased activity.
Table 1: a week’s training using the TRIMP method Session Time HR TRIMP Monday X-trainer 25 mins 130 3,250 Wednesday bike 40 mins 120 4,800 Saturday BodyPump class 50 mins 140 7,000 Total 15,050 The disadvantage of this system is that it does not distinguish between different levels of training, which would be a problem for a more advanced exerciser or elite athlete. For example, 30 minutes at 145 bpm gives a TRIMP score of approximately 4,500, as does 25 minutes at 180 bpm, although clearly these are very different levels of training. Assuming a max heart rate (HR) of 185 bpm, this means that one session takes place at 78% of max HR and the other at 97%. The latter will be very demanding, involving high lactate levels and a greater training load than the former.
TRIMP training zone method

To overcome this limitation, subsequent researchers refined the basic TRIMP concept, using heart rate zones to weight intensity in the calculation(2). Foster et al split intensity into five zones, as follows(3):

  1. 50-60% max HR
  2. 60-70%
  3. 70-80%
  4. 80-90%
  5. 90-100%
The zone number is used to quantify training intensity; TRIMP is calculated as the cumulative total of time spent in each training zone.
To express the a similar example to that above in these terms:

  • 30 minutes at 140 bpm. Max HR = 185 bpm. %max HR = 140/185 x 100 = 76%. Therefore, training intensity = 3. TRIMP = training volume (time) x training intensity (HR zone). 30 x 3 = 90.
  • 25 minutes at 180 bpm. Max HR = 185 bpm. %max HR = 97%. Training intensity = 5. TRIMP = 25 x 5 = 125.
As you can see, this method finds that 25 minutes of working at a very high heart rate results in a higher training load score than 30 minutes at a steady state heart rate.
The zone TRIMP calculation method can distinguish between training levels while remaining mathematically simple and I would recommend its use to serious exercisers and elite endurance athletes, especially as it can be used for quantifying interval sessions with variable heart rates. To calculate the TRIMP for the interval session, simply add up the time spent in each zone, as in the following example:

  • 5 x 3 minutes at 95% max HR with 3 minutes easy jog at 70% max HR recovery. TRIMP = 15 x 5 + 15 x 2 = 105.
 

iroma2009

Apprendista Velocista
12 Febbraio 2011
1.309
33
FlorenceForFun
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Bici
Una bionda e una mora,cerco la rossa.
Causa guasto meccanico e conseguente ritiro non ho finito(solo12km)la gara,ha senso il Lunedi fare un uscita simulandone una?Conviene riposare?Oppure un uscita impegnativa?.
Trattasi di gran fondo mtb.
Grazie.
 
Stato
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