1 domanda...1 risposta al giorno

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.

_echoes_

Novellino
19 Luglio 2013
84
5
Visita sito
Bici
Cancello serie RaceElite 3.0
Ciao Roberto,
scusami per la domanda forse un po’ troppo banale, ma ho una curiosità:
la preparazione di due atleti (entrambi che fanno MF-GF) di diverso livello, che puntano quindi a risultati differenti tipo uno alta classifica, l’altro bassa classifica la “organizzi” allo stesso modo?

Mi rendo conto che ogni atleta è diverso ed ha le sue carattestiche/background ma, in linea generale, ad esempio, per uno cercheresti di sviluppare la capacità di lavorare ad alta intensità, mentre per l’altro la priorità e costruire una base aerobica solida? Ossia nella preparazione dai priorità ad aspetti diversi per i due casi?

Oppure c’è un metodologia unica da seguire (ovviamente con carichi diversi) indipendentemente dal livello dell’atleta?

Grazie mille
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
Visita sito
Bici
n+1
questi elementi definiscono la programmmazione
*disponibilità oraria: il mio programma si adegua alle necessità dell'atleta, non viceversa
*livello atleta
*evoluzione atleta (qui sta il grande input dei dati potenza)
*calendarizzazione eventi/scelta tra essi degli eventi principali
Esistono principi generali ma non una metodologia unica soprattutto quando la diversificazione dei parametri sopra indicati diviene netta (può esserlo meno ad inizio stagione dove per un MF/GFondista non ci sono generalmente eventi in calendario)
 

_echoes_

Novellino
19 Luglio 2013
84
5
Visita sito
Bici
Cancello serie RaceElite 3.0
Veloce, chiaro ed efficace, grazie mille!

Un ultima cosa, mi potresti consigliare qualche articolo/documento in cui questi principi generali vengono descritti, secondo te, in modo chiaro e comprensibile.

Grazie ancora
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
4.244
223
Tannhäuser
Visita sito
Bici
Ben8
Perché a inizio allenamento a pari potenza espressa a volte la fc è decisamente più alta rispetto alla fase successive dell'uscita? E' un fenomeno che vedo soprattutto d'inverno. E' solo mancanza di riscaldamento oppure denota qualche carenza particolare?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
Visita sito
Bici
n+1
Giusta risposta! Cercavo semplicemente, qualcosa un po’ più sintetica e compatta!

la funzione cerca è sempre molto utile è sufficiente inserire l'argomento/parole correlata per cui si vuole approfondire. Se l'argomento manca si può sempre chiedere, posso e potrò rispondere nel limite di quanto ritengo possa essere liberamente divulgato e condiviso.

Aggiungo anche che alcuni temi sono trattati sul mio sito (link in firma).
 
Ultima modifica:

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
Visita sito
Bici
n+1
Potresti spiegarmi meglio, addio progressione intendi per l'inizio della preparazione specifica quando si interrompe l'attività di CrossTraining? Possibilità di adattamento? Grazie mille.

Ipotizziamo che l'atleta x sia in una fasae di preparazione generale con prevalenza di carico Z2/3 (con o senza crosstraining, con o senza altri rrichiami su intensità superiori, che generalmente consiglio e inserisco). Il passaggio ad un incremento di volume ("vacanze") con aggiunta di intensità sostenuta con volumi di lavori specifico, strutturato o non, dopo una fase di carico medio-basso ma graduale comporta una perdita di progressiva e lineare ricerca di un incremento di carico generale e può portare ad un prematuro affaticamento in una fase in cui questo andrebbe evitato perchè ci si trova agli inizi di una preparazione ancora generale.
 

MatteoL24

Pignone
2 Aprile 2012
200
4
Brescia
Visita sito
Bici
Zaina
Ipotizziamo che l'atleta x sia in una fasae di preparazione generale con prevalenza di carico Z2/3 (con o senza crosstraining, con o senza altri rrichiami su intensità superiori, che generalmente consiglio e inserisco). Il passaggio ad un incremento di volume ("vacanze") con aggiunta di intensità sostenuta con volumi di lavori specifico, strutturato o non, dopo una fase di carico medio-basso ma graduale comporta una perdita di progressiva e lineare ricerca di un incremento di carico generale e può portare ad un prematuro affaticamento in una fase in cui questo andrebbe evitato perchè ci si trova agli inizi di una preparazione ancora generale.

Chiarissimo. Grazie come sempre. 👍
 

_echoes_

Novellino
19 Luglio 2013
84
5
Visita sito
Bici
Cancello serie RaceElite 3.0
la funzione cerca è sempre molto utile è sufficiente inserire l'argomento/parole correlata per cui si vuole approfondire. Se l'argomento manca si può sempre chiedere, posso e potrò rispondere nel limite di quanto ritendo possa essere liberamente divulgato e condiviso.

Si infatti ritengo questa discussione e il tuo contributo utilissimi, la mia era solo una battuta.
 

Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
28.743
44.838
100
dove capita
Visita sito
Ipotizziamo che l'atleta x sia in una fasae di preparazione generale con prevalenza di carico Z2/3 (con o senza crosstraining, con o senza altri rrichiami su intensità superiori, che generalmente consiglio e inserisco). Il passaggio ad un incremento di volume ("vacanze") con aggiunta di intensità sostenuta con volumi di lavori specifico, strutturato o non, dopo una fase di carico medio-basso ma graduale comporta una perdita di progressiva e lineare ricerca di un incremento di carico generale e può portare ad un prematuro affaticamento in una fase in cui questo andrebbe evitato perchè ci si trova agli inizi di una preparazione ancora generale.

Quindi, in generale, ipotizzando un unico obiettivo stagionale, il carico intensità/volume dovrebbe aumentare progressivamente e gradualmente fino ad arrivare in prossimità dell'evento (quando si cala)?
Fare degli "stages" intensità/volume brevi ad intervalli cadenzati lo sconsigli?
 

Phoenix69

Pignone
11 Agosto 2012
102
0
Verona
Visita sito
Bici
scuro-rs
Ciao Roberto,
solo per curiosità:
Prendiamo ad esempio due atleti con gli stessi watt per kg.,
uno alto 180 per 61kg.
l'altro 167 sempre per 61 kg.
chi è avvantaggiato ciclisticamente il più alto o il più basso?
O è solo il peso che conta.

Certo di aver fatto una domanda scema.......
Ti ringrazio per la risposta
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
Visita sito
Bici
n+1
Perché a inizio allenamento a pari potenza espressa a volte la fc è decisamente più alta rispetto alla fase successive dell'uscita? E' un fenomeno che vedo soprattutto d'inverno. E' solo mancanza di riscaldamento oppure denota qualche carenza particolare?

con o senza ausilio prodotti ergogenici (es caffè)? Questo può essere un fattore determinante sulla variabilità fc -anche nell'andamento che descrivi- ed ulteriore dimostrazione di come questo parametro sia altamente sensibile a molto fattori.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
Visita sito
Bici
n+1
Quindi, in generale, ipotizzando un unico obiettivo stagionale, il carico intensità/volume dovrebbe aumentare progressivamente e gradualmente fino ad arrivare in prossimità dell'evento (quando si cala)?
Fare degli "stages" intensità/volume brevi ad intervalli cadenzati lo sconsigli?

Domanda interessante. Dovrebbe ma nella realtà il volume di un amatore "tipico" è legato a cambio ora e come sempre a disponibilità oraria settimanale.
Tanto che spesso atleti che non seguo mi riportano come in passato un incremento di volume (es cambio ora) spesso sia stato indigesto per alcune settimane. Immagino sia un elemento comune. Un ulteriore tassello, importante, che differenzia per esempio la prgrammazione tra un atleta semi (U23) o professionista, un amatore studente, un amatore lavoratore, un amatore con lavoro part-time, ecc ecc...Modulare questi 2 elementi -volume e intensità- è la difficoltà della programmazione di allenamento quando la prima è molto variabile e/o cambia adicalmente. Ipoteticamente a volume costante si deve incrementare, con una certa logica ovviamente, il carico qualitativo. All'aumentare del volume, anche in fasi e periodi momentanei (stages) il tutto è da commisurare a quanto analizzato e/o quanto riporta l'atleta -il feedback è sempre importante. Come? Se atleta e/o chi lo segue ritiene che ci possa essere un incremento combinato di entrambe i fattori (come ho recentemente fatto per un atleta che andrà in vacanza alcuni gg in una località che permette lunghe uscite/salite) questo è sempre fattibile a patto di aver chiaro e definito come l'atleta ha assimilato e risposto a quanto svolto nel recente passato (ultime 4-6 settimane). Il processo è sempre dinamico tento che ormai è mia prassi predisporre il mesociclo successivo non altermine di quello in corso (sarebbe anche impossibile avere una continuità reale) ma predisponendo il mesociclo già a metà di quello in corso.
Sugli stages: sono da sempre un promotore della "qualità" di carico ma questo proporzionalmente al volume settimanale. All'incrementare della disponibilità oraria diminuisce la densità qualitativa ma con l'accortezza, non secondaria che a maggior volume corrisponde anche minor tempo di recupero e minor specificità di carico. Un esempio concreto. Anche in questo caso è sempre una questione di equilibrio tra disponibilità, obiettivi, punto di partenza, unicità dell'atleta (un atleta negli ....anta anche con grande volume di carico/minor intensità settimanale recupera meno velocemente di un atleta giovane! Anzi spesso la qualità di carico è necessaria per compensare i decadimenti fisologici legati all'età).
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
Visita sito
Bici
n+1
Ciao Roberto,
solo per curiosità:
Prendiamo ad esempio due atleti con gli stessi watt per kg.,
uno alto 180 per 61kg.
l'altro 167 sempre per 61 kg.
chi è avvantaggiato ciclisticamente il più alto o il più basso?
O è solo il peso che conta.

Certo di aver fatto una domanda scema.......
Ti ringrazio per la risposta

teoricamente è avvantaggiato l'atleta che ha minor massa grassa per miglior dispersione termica (elemento cruciale per gli atleti che erogano grandi potenze, es i professionisti) ma anche l'atleta che ha una morfologia ectomorfa e leve maggiori (tangente storica: gli atleti "corposi" degli anni 90 sono stati spesso il frutto di metodologie e pratiche che hanno combinato emodoping e anabolismo in quanto il primo permetteva, anzi, richiedeva, una maggior disponibilità di masse muscolari). Direi che l'atleta di 180 cm è il più propenso ad essere maggiormente competitivo e completo su più terreni non essendo sfavorito eccessivamente anche dal punto di vista tecnico (bilanciamento in sella, coefficiente aerodinamico) rispetto all'atleta di statura inferiore.
 

Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
28.743
44.838
100
dove capita
Visita sito
Domanda interessante. Dovrebbe ma nella realtà il volume di un amatore "tipico" è legato a cambio ora e come sempre a disponibilità oraria settimanale.
Tanto che spesso atleti che non seguo mi riportano come in passato un incremento di volume (es cambio ora) spesso sia stato indigesto per alcune settimane. Immagino sia un elemento comune. Un ulteriore tassello, importante, che differenzia per esempio la prgrammazione tra un atleta semi (U23) o professionista, un amatore studente, un amatore lavoratore, un amatore con lavoro part-time, ecc ecc...Modulare questi 2 elementi -volume e intensità- è la difficoltà della programmazione di allenamento quando la prima è molto variabile e/o cambia adicalmente. Ipoteticamente a volume costante si deve incrementare, con una certa logica ovviamente, il carico qualitativo. All'aumentare del volume, anche in fasi e periodi momentanei (stages) il tutto è da commisurare a quanto analizzato e/o quanto riporta l'atleta -il feedback è sempre importante. Come? Se atleta e/o chi lo segue ritiene che ci possa essere un incremento combinato di entrambe i fattori (come ho recentemente fatto per un atleta che andrà in vacanza alcuni gg in una località che permette lunghe uscite/salite) questo è sempre fattibile a patto di aver chiaro e definito come l'atleta ha assimilato e risposto a quanto svolto nel recente passato (ultime 4-6 settimane). Il processo è sempre dinamico tento che ormai è mia prassi predisporre il mesociclo successivo non altermine di quello in corso (sarebbe anche impossibile avere una continuità reale) ma predisponendo il mesociclo già a metà di quello in corso.
Sugli stages: sono da sempre un promotore della "qualità" di carico ma questo proporzionalmente al volume settimanale. All'incrementare della disponibilità oraria diminuisce la densità qualitativa ma con l'accortezza, non secondaria che a maggior volume corrisponde anche minor tempo di recupero e minor specificità di carico. Un esempio concreto. Anche in questo caso è sempre una questione di equilibrio tra disponibilità, obiettivi, punto di partenza, unicità dell'atleta (un atleta negli ....anta anche con grande volume di carico/minor intensità settimanale recupera meno velocemente di un atleta giovane! Anzi spesso la qualità di carico è necessaria per compensare i decadimenti fisologici legati all'età).

Chiaro. Grazie o-o
 
Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.