... e se si viene da una fase di carico blando addio progressione e/o possibilità di adattamento. ...
Giusta risposta! Cercavo semplicemente, qualcosa un po’ più sintetica e compatta!
Potresti spiegarmi meglio, addio progressione intendi per l'inizio della preparazione specifica quando si interrompe l'attività di CrossTraining? Possibilità di adattamento? Grazie mille.
Ipotizziamo che l'atleta x sia in una fasae di preparazione generale con prevalenza di carico Z2/3 (con o senza crosstraining, con o senza altri rrichiami su intensità superiori, che generalmente consiglio e inserisco). Il passaggio ad un incremento di volume ("vacanze") con aggiunta di intensità sostenuta con volumi di lavori specifico, strutturato o non, dopo una fase di carico medio-basso ma graduale comporta una perdita di progressiva e lineare ricerca di un incremento di carico generale e può portare ad un prematuro affaticamento in una fase in cui questo andrebbe evitato perchè ci si trova agli inizi di una preparazione ancora generale.
la funzione cerca è sempre molto utile è sufficiente inserire l'argomento/parole correlata per cui si vuole approfondire. Se l'argomento manca si può sempre chiedere, posso e potrò rispondere nel limite di quanto ritendo possa essere liberamente divulgato e condiviso.
Ipotizziamo che l'atleta x sia in una fasae di preparazione generale con prevalenza di carico Z2/3 (con o senza crosstraining, con o senza altri rrichiami su intensità superiori, che generalmente consiglio e inserisco). Il passaggio ad un incremento di volume ("vacanze") con aggiunta di intensità sostenuta con volumi di lavori specifico, strutturato o non, dopo una fase di carico medio-basso ma graduale comporta una perdita di progressiva e lineare ricerca di un incremento di carico generale e può portare ad un prematuro affaticamento in una fase in cui questo andrebbe evitato perchè ci si trova agli inizi di una preparazione ancora generale.
Perché a inizio allenamento a pari potenza espressa a volte la fc è decisamente più alta rispetto alla fase successive dell'uscita? E' un fenomeno che vedo soprattutto d'inverno. E' solo mancanza di riscaldamento oppure denota qualche carenza particolare?
Si infatti ritengo questa discussione e il tuo contributo utilissimi, la mia era solo una battuta.
Quindi, in generale, ipotizzando un unico obiettivo stagionale, il carico intensità/volume dovrebbe aumentare progressivamente e gradualmente fino ad arrivare in prossimità dell'evento (quando si cala)?
Fare degli "stages" intensità/volume brevi ad intervalli cadenzati lo sconsigli?
Ciao Roberto,
solo per curiosità:
Prendiamo ad esempio due atleti con gli stessi watt per kg.,
uno alto 180 per 61kg.
l'altro 167 sempre per 61 kg.
chi è avvantaggiato ciclisticamente il più alto o il più basso?
O è solo il peso che conta.
Certo di aver fatto una domanda scema.......
Ti ringrazio per la risposta
Domanda interessante. Dovrebbe ma nella realtà il volume di un amatore "tipico" è legato a cambio ora e come sempre a disponibilità oraria settimanale.
Tanto che spesso atleti che non seguo mi riportano come in passato un incremento di volume (es cambio ora) spesso sia stato indigesto per alcune settimane. Immagino sia un elemento comune. Un ulteriore tassello, importante, che differenzia per esempio la prgrammazione tra un atleta semi (U23) o professionista, un amatore studente, un amatore lavoratore, un amatore con lavoro part-time, ecc ecc...Modulare questi 2 elementi -volume e intensità- è la difficoltà della programmazione di allenamento quando la prima è molto variabile e/o cambia adicalmente. Ipoteticamente a volume costante si deve incrementare, con una certa logica ovviamente, il carico qualitativo. All'aumentare del volume, anche in fasi e periodi momentanei (stages) il tutto è da commisurare a quanto analizzato e/o quanto riporta l'atleta -il feedback è sempre importante. Come? Se atleta e/o chi lo segue ritiene che ci possa essere un incremento combinato di entrambe i fattori (come ho recentemente fatto per un atleta che andrà in vacanza alcuni gg in una località che permette lunghe uscite/salite) questo è sempre fattibile a patto di aver chiaro e definito come l'atleta ha assimilato e risposto a quanto svolto nel recente passato (ultime 4-6 settimane). Il processo è sempre dinamico tento che ormai è mia prassi predisporre il mesociclo successivo non altermine di quello in corso (sarebbe anche impossibile avere una continuità reale) ma predisponendo il mesociclo già a metà di quello in corso.
Sugli stages: sono da sempre un promotore della "qualità" di carico ma questo proporzionalmente al volume settimanale. All'incrementare della disponibilità oraria diminuisce la densità qualitativa ma con l'accortezza, non secondaria che a maggior volume corrisponde anche minor tempo di recupero e minor specificità di carico. Un esempio concreto. Anche in questo caso è sempre una questione di equilibrio tra disponibilità, obiettivi, punto di partenza, unicità dell'atleta (un atleta negli ....anta anche con grande volume di carico/minor intensità settimanale recupera meno velocemente di un atleta giovane! Anzi spesso la qualità di carico è necessaria per compensare i decadimenti fisologici legati all'età).

con o senza ausilio prodotti ergogenici (es caffè)? Questo può essere un fattore determinante sulla variabilità fc -anche nell'andamento che descrivi- ed ulteriore dimostrazione di come questo parametro sia altamente sensibile a molto fattori.