mica mi offendo ma mi pare poco utile pubblicare dati che saranno palesemente a posto, pensate veramente che se per caso un giorno ha l'ematocrito a 49 lo pubblicano?! stessa cosa vale per armstrong e company, perchè piuttosto se vogliono proprio far vedere che sono puliti non pubblicano i dati dei risultati dei controlli uci e wada? chissà come mai questi si e quelli no per motivi di privacy.
Ciao Danny,
i dati del passaporto biologico pubblicati sono quelli ufficiali dei controlli previsti dal controllo. Certo il passaporto biologico dovrebbe essere un passo avanti rispetto al valore soglia scelto per limitare l'uso di doping ematico (il fatidico 50% di ematocrito). Con quel valore comunque chi aveva valori alti poteva erroneamente essere fermato per tutela della salute... con il passaporto biologico invece ogni atleta viene misurato in base alla sua variabilità. Certo tutte le cose che si dicono sul forum possono essere interessanti, ma molte volte la gente parla tanto per parlare. La metodica di misura della massa emoglobinica magari eticamente non è accettata da tutti per il discorso che l'alteta deve "respirare" una miscela di gas "tossico", però fino ad ora è uno dei pochi sistemi semplici per misurare un parametro interessante. Certo se tutte le sostanze avessero un tracciante sarebbe tutto più semplice.
Come ho già detto mi fido solo di me stesso, però se non hai fiducia in nessuno TUTTO può essere messo in discussione.
E' facile attaccare una persona soprattutto se ha già sbagliato in passato. Ciò non toglie che è lecito permettere ad un atleta di ritornare e cercare di dimostrare a se stesso ed agli altri che si può correre puliti. E' un'arma a doppio taglio certo: se andrà forte si dirà che è ancora carico, se andrà piano si dirà che senza carico non va avanti...
A parte tutti i motivi mediatici che stanno dietro a figure come quella di Basso, Armstrong od altri atleti il problema che bisogna cercare nel proprio piccolo di essere puliti, dal professionismo al dilettantismo fino al cicloturismo. La cosa difficile è questa. Se pensate che ci sono amatori che si caricano per vincere la corsa della domenica...
Il problema di un ciclista professionista è che è un simbolo, un qualcosa da imitare e quindi quando sbaglia crea delusione, rabbia, antipatia. Ed i media riescono molto facilmente (e cpon stile) a trasformare un mito in un flop o viceversa, prima magari decantandolo e poi dandogli il colpo di grazia quando è portato via in manette...
Saluti
Andrea