Alla fine mi sono deciso, mi sono fatto violenza da solo e ci ho provato. Partendo, ovviamente, da casa in modalità soft per non arrivare alla deviazione di Pontepietra (oltre 40 km) già spompo. Rapporti più agili del solito (usavo il 7 anzichè l'8, chissene della media) cercando di fare girare la gamba senza affaticarmi troppo, ma volevo arrivare fresco alla partenza. In questa modalità, senza forzare, ho fatto un paio di PR su Strada Pianca. Non so veramente come sia stato possibile, evidentemente le volte scorse ero ancora più fermo.
A poco più di 40km su strada Coazze, prima del bivio per Pontepietra faccio la mia prima fermata: pipì, bevo e prendo anticipatamente il mio gel dopante. Cazzeggio 5-10 minuti in modo tale da partire fresco per il pezzo forte del giro di oggi.
L'Aquila da Giaveno è una salita situata nella regione Torino. Ha una lunghezza di 10.3 km, un dislivello di 742 m e una pendenza media del 7.2%. La salit
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L'obiettivo è percorrerlo lentamente - ma non potrei certo fare diversamente! - ma tutto d'un fiato evitando fermate intermedie. Fino alla Maddalena la strada è tranquillissima e super pedalabile, anche l'asfalto è ottimo. Dopo questa frazione il profilo di salita diventa più strong ma, stranamente, non me ne sono subito accorto, al punto tale da temere di aver sbagliato strada. Arrivo quindi alla frazione Verna e la pendenza inizia a togliermi ogni dubbio: da qui in avanti diventa tutta a doppia cifra, con punta massima 15/16% visti sul
Garmin e confermati dal profilo. Da qui metto il 34-34 e non lo tolgo più fino in cima, dove arrivo senza fermarmi.
Facendo il conto dei km mancanti, credevo mancassero ancora 500m ma vedo in lontananza, come un miraggio, l'albergo-ristorante di Alpe Colombino!

Tutti lo criticano, alcuni auspicano venga abbattuto e riscostruito da zero. Oggi, invece, quando l'ho visto mi è sembrato bellissimo e più bello di un hotel 5 stelle!

Alla fine, salita dura ma comunque fattibile. Temevo di non riuscire a salire e, soprattutto, di dover mettere il piede a terra senza riuscire a staccarlo dai pedali, finendo rovinosamente a terra. Per fortuna, è andato tutto bene.
La discesa, invece, l'ho patita più della salita: strada tutta distrutta, ho usato tanto/troppo i freni fino alla Maddalena. Dopo, l'asfalto è in ottime condizioni e si può lasciar scorrere, complici anche pendenze più contenute.
Arrivato a valle, ho continuato a salire facendo il giro di Coazze per prendere acqua e sono rientrato a casa.
Bel giro di oltre 100km, dislivello non eccessivo (1.350m) ma con la salita centrale bella tosta. Sono soddisfatto!
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