sull'assumersi le responsabilità avrei qualche dubbio...
Nella fattispecie sono riportate informazioni contraddittorie, non validate contro un povero cristo che è ammalato. Il tutto ammantato da una "conoscenza dovuta al lavorare nella sanità pubblica".
L'ultima cosa di cui c'è bisogno è istigare alla ricerca di colpevoli/untori ed aizzare gli animi, specialmente in un caso come questo.
tutta la tesi del post è che il paziente 1, in piena consapevolezza, ha voluto gabbare (chissà perche) i medici e far ammalare la popolazione perche non ha detto di avere un virus di cui ignorava l'esistenza e che per 2 volte in pronto soccorso nessuno ha riconosciuto (forse la situazione non era cosi evidente e chiara anche per personale in teoria preparatissimo a fronteggiare il problema?).
La sua colpa è quella che avrebbe dovuto sapere che il suo amico era tornato dalla Cina e comunicarlo. Tu pensa poi che il suo amico si è rivelato essere sano e non ha contagiato nessuno, quindi il contagio è avvenuto per altra causa da qualcuno non individuato e che forse ha contribuito a diffondere il contagio. Ma la colpa è di questo poveretto che "ha pensato bene, negato e confessato".
E se il poveretto il contagio lo avesse preso in ospedale in una di quelle due visite? Magari per imperizia del personale? Pensa come cambierebbe la storia... e la distribuzione di colpe e di "denunce penali"
pur non amando la testata..
Coronavirus, medico di Castiglione d'Adda: "Troppe polmoniti strane già prima del paziente 1: il virus circola da settimane" - Il Fatto Quotidiano
“I casi sono cominciati ben prima del paziente uno. Io la settimana prima avevo visto tante polmoniti insolite fra i miei assistiti: buona parte è risultata essere da coronavirus”. A raccontarlo è medico di famiglia in quarantena a Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi, epicentro dei contagi...
mi pare un interessante spunto di riflessione per chi cercava di linciare/denunciare il "paziente 1"
Anche per chi ha "conoscenza dovuta al lavorare nella sanità pubblica".
CRONACA
Coronavirus, medico di Castiglione d’Adda: “Troppe polmoniti strane già prima del paziente 1: il virus circola da settimane”
La ricostruzione di una dottoressa - ora in isolamento volontario - all'AdnKronos Salute: "Tutto ciò che dovevamo fare, da protocollo, era chiedere ai pazienti se erano stati in Cina". Ma nessuno dei positivi aveva avuto contatti con il Paese asiatico. "Fra i primi ammalati ci sono medici. Questo è indicativo: non è che in 10 minuti di visita lo prendi. Il virus girava già, almeno da una dieci giorni"
di F. Q. | 25 FEBBRAIO 2020
“I casi sono cominciati ben prima del paziente uno. Io la settimana prima avevo vistotante polmoniti insolite fra i miei assistiti: buona parte è risultata essere da coronavirus”. A raccontarlo è medico di famiglia in quarantena a Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi, epicentro dei contagi in Lombardia. Quando il 38enne ricoverato a Codogno, il cosiddetto “paziente 1” ha svelato a tutti la presenza del nuovo coronavirus in Lombardia, il virus, secondo la dottoressa “circolava già da un po’”, spiega intervistata dall’Adnkronos Salute. La dottoressa poi racconta di essere “in quarantena” precauzionale insieme a una collega nel suo studio medico perché è stata in contatto con almeno una ventina di suoi pazienti risultati positivi al nuovo coronavirus: “Dormiamo qui da venerdì”.
“Nell’ultima settimana – spiega la dottoressa – c’era state queste brutte polmoniti, alcune delle quali avevano richiesto ricoveri. Le abbiamo viste nonostante quest’anno l’epidemia di influenza fosse bassa. Però non c’erano particolari allerte”. Tutto quello il protocollo per il nuovo coronavirus imponeva, spiega, era “chiedere agli assistiti se venivano dalla Cina: e non è che in una cittadina piccola come Castiglione d’Adda ci fosse tutta questa ressa di pazienti rientrati dalla Cina. I nostri assistiti quando facevamo la domanda si mettevano a ridere”. Nessuno dei pazienti poi risultato positivo al nuovo coronavirus, però, aveva avuto contatti con la Cina. “È stato assodato che si è trattato di contatti di secondo o terzo livello“. In pochi giorni si è assistito all’esplosione di casi positivi. “E fra i primi ammalati ci sono medici. Questo è indicativo: non è che in 10 minuti di visita lo prendi. Il virus girava già, almeno da una settimana, dieci giorni”.Anche secondo l’epidemiologo Luigi Lopalco, docente all’Università di Pisa, il virus potrebbe circolare in Lombardia già da gennaio: quindi, quelli che vengono identificati ora, sono la ‘terza generazione’ di contagi. La cronaca sembrerebbe avvalorare l’ipotesi della dottoressa: l’anziana che è stata ricoverata al Policlinico san Martino di Genova perché positiva al test per il coronavirus proviene da Castiglione d’Adda e faceva parte di un gruppo i turisti provenienti sia da Castiglione d’Addache da Codogno. La donna si era fatta curare in pronto soccorso l’11 febbraio al pronto soccorso di Albenga, in provincia di Savona, prima che emergessero i casi lombardi e quindi prima che venisse emanata l’ordinanza regionale di tutela. Lo ha confermato il governatore Giovanni Toti: “La paziente è entrata in contatto con il personale del pronto soccorso prima che scattasse l’ordinanza. Sono già stati individuati i professionisti con cui la paziente è entrata in contatto”.
