Fare Fondo

philthyphil

via col vento
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No io riposto ad un post dove mi si diceva che chi non si allena con il PM e' un dilettante . Ho citato 3 casi di professionisti ai massimi livelli che non hanno mai usato PM se non in qualche prriodo dell' anno . Io non sono contro la tecnologia tipo PM e metodi di allenamento ( nel 1990 usavo l'SRM ) dico che nel ciclismo ci vuole il giusto mix fra conoscenza del passato e presente. Poi se qualcuno non vuol capire perche' deve mettere il cappello alla discussione e'un suo problema non mio

ma chi ci dice che erano ai massimi livelli? non avremo mai una risposta, ma cosa sarebbe successo se avessero usato sempre il pm e seguito tabelle alla lettera?
perché loro non lo utilizzavano e vincevano non vuol dire che fosse comunque la cosa migliore....
 
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NiBBleS_AL3

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6 Ottobre 2018
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Purtroppo nei forum succede sempre così. Su 100 post, 5 sono utili, gli altri 95 sono il bar...
Fine OT

Il fondo lo fai stando in Z2. Se fai salite noterai però che in Z2 sei praticamente fermo, allora anche se sconfini nel medio (Z3) non succede nulla...

Ok, almeno ho capito la zona in cui stare.
Ora devo capire quante sono le zone e a che range di frequenze corrispondono.

Grazie, mi farò un po' di cultura.
 
22 Marzo 2007
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Ora devo capire quante sono le zone e a che range di frequenze corrispondono.
Considera che può essere solo una indicazione di massima perché una variazione di frequenza cardiaca dipende anche da fattori ambientali (es. in salita velocità più bassa e minor trasmissione di calore con l'ambiente) e al contorno (es. idratazione).
Il solo assicurarsi di restare in un certo intervallo di frequenze cardiache potrebbe non essere sufficiente a definire cosa sta effettivamente succedendo (potrebbe esserci una deriva verso l'alto a pari percezione, oppure una accresciuta percezione a pari o ridotta frequenza, man mano che passa il tempo durante l'attività). Quindi di base non fissarti troppo rigidamente su numeri definiti in modo generico, ma usali come riferimento approssimativo (tenendo conto di quanto detto prima) affiancato alla percezione dello sforzo (quanto impegno ti richiede ciò che stai facendo), in modo da poter completare una attività abbastanza estesa nel tempo accumulando affaticamento in modo controllato e non eccessivo (a parte in caso di durate decisamente più estese di ciò a cui sei abituato).
Mi pare evidente che con ulteriori informazioni (come la potenza) la gestione abbia maggiori possibilità di venire meglio :) (dalla quantificazione di ciò che ho effettivamente fatto, alla progressione dello stimolo, alla risposta allo stimolo stesso)
 
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Novellino
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ma chi ci dice che erano ai massimi livelli? non avremo mai una risposta, ma cosa sarebbe successo se avessero usato sempre il pm e seguito tabelle alla lettera?
perché loro non lo utilizzavano e vincevano non vuol dire che fosse comunque la cosa migliore....
Contador lo usava per i lavori specifici un paio di mesi anno . Molti professionisti fanno cosi' tuttora . Ma mi si puo' raccontarla fin che si vuole su tecnologia e metodi di allenamento, qualcosa hanno portato ma fino a prova contraria la biciletta ha sempre due ruote, pedali , pignoni e va spinta come andava spinta 100 anni fa e il corpo umano ha dei limiti invalicabili , tecnologia aiuta? Certamente ma in piccola percentuale . Ora se qualcuno mi vuole rispondere su alcune mie domande ! 1) dove sta la differenza fra FL e Z1 , FLN e Z2 , FM, e Z3 ,FVL e Z4 , SGL e Z5 , Max e Z5 ? Domanda 2 ) Conconi ha il merito di aver scoperto la soglia con il test omonimo , quindi i corridori nell' era di Coppi non conoscevano la Soglia? Quindi andavano a tutta in allenamento? Si allenavano male?

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NiBBleS_AL3

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Considera che può essere solo una indicazione di massima perché una variazione di frequenza cardiaca dipende anche da fattori ambientali (es. in salita velocità più bassa e minor trasmissione di calore con l'ambiente) e al contorno (es. idratazione).
Il solo assicurarsi di restare in un certo intervallo di frequenze cardiache potrebbe non essere sufficiente a definire cosa sta effettivamente succedendo (potrebbe esserci una deriva verso l'alto a pari percezione, oppure una accresciuta percezione a pari o ridotta frequenza, man mano che passa il tempo durante l'attività). Quindi di base non fissarti troppo rigidamente su numeri definiti in modo generico, ma usali come riferimento approssimativo (tenendo conto di quanto detto prima) affiancato alla percezione dello sforzo (quanto impegno ti richiede ciò che stai facendo), in modo da poter completare una attività abbastanza estesa nel tempo accumulando affaticamento in modo controllato e non eccessivo (a parte in caso di durate decisamente più estese di ciò a cui sei abituato).
Mi pare evidente che con ulteriori informazioni (come la potenza) la gestione abbia maggiori possibilità di venire meglio :) (dalla quantificazione di ciò che ho effettivamente fatto, alla progressione dello stimolo, alla risposta allo stimolo stesso)
Sono concorde a quanto scrivi, ma capisco anche che se non possiedo dei riferimenti (frequenza e cadenza) e delle zone di lavoro essendo un principiante mi viene difficile andare completamente a percezione. Ripeto anche che non ho nessuna aspirazione a diventare professionista o far gare, ma vorrei fare degli allenamenti che al momento mi permettano di far gamba e resistenza di ossigeno per poter poi affrontare percorsi più impegnativi alzando anche la mia media di velocità.
 
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Sono concorde a quanto scrivi, ma capisco anche che se non possiedo dei riferimenti (frequenza e cadenza) e delle zone di lavoro essendo un principiante mi viene difficile andare completamente a percezione. Ripeto anche che non ho nessuna aspirazione a diventare professionista o far gare, ma vorrei fare degli allenamenti che al momento mi permettano di far gamba e resistenza di ossigeno per poter poi affrontare percorsi più impegnativi alzando anche la mia media di velocità.
Voleva solo essere una considerazione utile, una volta che hai individuato e provato i possibili riferimento, a non fossilizzarsi sui numeri senza interrogarsi su ciò che rappresentano :)
 
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Contador lo usava per i lavori specifici un paio di mesi anno . Molti professionisti fanno cosi' tuttora . Ma mi si puo' raccontarla fin che si vuole su tecnologia e metodi di allenamento, qualcosa hanno portato ma fino a prova contraria la biciletta ha sempre due ruote, pedali , pignoni e va spinta come andava spinta 100 anni fa e il corpo umano ha dei limiti invalicabili
Si tratta di aumentare la sensibilità delle scelte e capire meglio quali sono gli aspetti su cui intervenire, ed aumentare la probabilità di poter sfruttare il proprio meglio nel momento opportuno. Aspetti non secondari neppure per loro (anzi soprattutto per loro, noi comuni mortali sicuramente meno evoluti abbiamo molti più modi per elevare il nostro livello). Non è automatico riuscirci neppure col misuratore ma un uso continuo aumenta certamente la sensibilità ed il grado di controllo e di ripetibilità.
1) dove sta la differenza fra FL e Z1 , FLN e Z2 , FM, e Z3 ,FVL e Z4 , SGL e Z5 , Max e Z5 ?
Se è un confronto fra zone cardiache e di potenza devi considerare che la frequenza cardiaca è correlata all'intensità ma NON è una misura di intensità, di cui rappresenta una stima impropria. La differenza principale sta nel fatto che se per la frequenza cardiaca devi necessariamente accontentarti di una prescrizione generica su un intervallo (siccome la lettura dipende da altri aspetti), con la potenza potrebbe avere senso la prescrizione del singolo valore effettivo (nei limiti di precisione dello strumento, chiaramente) visto che il numero ha un significato fisico ben preciso. Le zone di potenza, di fatto, hanno un significato più descrittivo che prescrittivo.
Se interessa, a me le zone "classiche" non sono mai piaciute :mrgreen:
2 ) Conconi ha il merito di aver scoperto la soglia con il test omonimo , quindi i corridori nell' era di Coppi non conoscevano la Soglia? Quindi andavano a tutta in allenamento? Si allenavano male?
Servirebbero più conoscenze storiche che non ho. Sicuramente non potevano quantificare altrettanto bene cosa stava succedendo, e gestire altrettanto bene come chi è venuto dopo avendo a disposizione altri strumenti e i concetti correlati applicabili sul campo. La novità è utile se aiuta a rendersi conto dei motivi per cui quello che si faceva prima è migliorabile, correggendo di conseguenza ciò che si faceva prima. Il citato test di Conconi, ad esempio, è superato essendosi rivelato piuttosto impreciso in relazione a ciò che vuole individuare, e considerando ciò che si può fare adesso (volendo anche per un amatore).
 
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NiBBleS_AL3

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Ho dato un occhiata ai link che mi hai dato, ma parlano tutti in funzione di potenza e non di cardio. Il misuratore di potenza non ce l'ho, hai un link dove posso trovare le zone di FC?
 

maurocip

Scalatore
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guarda, fondamentalmente sono le prime 5 della potenza, quindi puoi regolarti con quelle.
comunque devi conoscere:
- i tuoi battiti massimi (lo puoi sapere solo tu, quando sei sotto sforzo massimo)
- la tua soglia (questa te la dice il dottore quando fai la visita agonistica, la formula 220-età non vale nulla)
 
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Si tratta di aumentare la sensibilità delle scelte e capire meglio quali sono gli aspetti su cui intervenire, ed aumentare la probabilità di poter sfruttare il proprio meglio nel momento opportuno. Aspetti non secondari neppure per loro (anzi soprattutto per loro, noi comuni mortali sicuramente meno evoluti abbiamo molti più modi per elevare il nostro livello). Non è automatico riuscirci neppure col misuratore ma un uso continuo aumenta certamente la sensibilità ed il grado di controllo e di ripetibilità.

Se è un confronto fra zone cardiache e di potenza devi considerare che la frequenza cardiaca è correlata all'intensità ma NON è una misura di intensità, di cui rappresenta una stima impropria. La differenza principale sta nel fatto che se per la frequenza cardiaca devi necessariamente accontentarti di una prescrizione generica su un intervallo (siccome la lettura dipende da altri aspetti), con la potenza potrebbe avere senso la prescrizione del singolo valore effettivo (nei limiti di precisione dello strumento, chiaramente) visto che il numero ha un significato fisico ben preciso. Le zone di potenza, di fatto, hanno un significato più descrittivo che prescrittivo.
Se interessa, a me le zone "classiche" non sono mai piaciute :mrgreen:

Servirebbero più conoscenze storiche che non ho. Sicuramente non potevano quantificare altrettanto bene cosa stava succedendo, e gestire altrettanto bene come chi è venuto dopo avendo a disposizione altri strumenti e i concetti correlati applicabili sul campo. La novità è utile se aiuta a rendersi conto dei motivi per cui quello che si faceva prima è migliorabile, correggendo di conseguenza ciò che si faceva prima. Il citato test di Conconi, ad esempio, è superato essendosi rivelato piuttosto impreciso in relazione a ciò che vuole individuare, e considerando ciò che si può fare adesso (volendo anche per un amatore).
I grandi del passato facevano giri d'italia che non erano mai sotto i 250 km per arrivare alle montagne con tappe di 300 km . Come si puo dire che non erano preparati bene? Ritengo che al giorno d'oggi ci siano strumenti che aiutano certamente , ma che non sono poi cosi' fondamentali come si vuol fare credere , sono anche convinto che nel ciclismo di oggi serva un mix di conoscenze del passato, presente, tecnologia. Il passato insegna ad essere istintivi , quello che manca oggi al ciclismo moderno . Contador mi pare che abbia espresso piu'ovolte la convinzione che il ciclismo deve fare qualche passo indietro (troppa tecnologia in gara e troppa scienza nella preparazione. Ritengo che il giusto mix sia istinto , conoscenza del proprio corpo, tecnologia ma limitata ai mesi in cui si fanno lavori di qualita' e servono dati precisi sulla forza , poi nella stagione agonistica mollare le briglie e andare a sensazione . Ciao

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Si tratta di aumentare la sensibilità delle scelte e capire meglio quali sono gli aspetti su cui intervenire, ed aumentare la probabilità di poter sfruttare il proprio meglio nel momento opportuno. Aspetti non secondari neppure per loro (anzi soprattutto per loro, noi comuni mortali sicuramente meno evoluti abbiamo molti più modi per elevare il nostro livello). Non è automatico riuscirci neppure col misuratore ma un uso continuo aumenta certamente la sensibilità ed il grado di controllo e di ripetibilità.

Se è un confronto fra zone cardiache e di potenza devi considerare che la frequenza cardiaca è correlata all'intensità ma NON è una misura di intensità, di cui rappresenta una stima impropria. La differenza principale sta nel fatto che se per la frequenza cardiaca devi necessariamente accontentarti di una prescrizione generica su un intervallo (siccome la lettura dipende da altri aspetti), con la potenza potrebbe avere senso la prescrizione del singolo valore effettivo (nei limiti di precisione dello strumento, chiaramente) visto che il numero ha un significato fisico ben preciso. Le zone di potenza, di fatto, hanno un significato più descrittivo che prescrittivo.
Se interessa, a me le zone "classiche" non sono mai piaciute :mrgreen:

Servirebbero più conoscenze storiche che non ho. Sicuramente non potevano quantificare altrettanto bene cosa stava succedendo, e gestire altrettanto bene come chi è venuto dopo avendo a disposizione altri strumenti e i concetti correlati applicabili sul campo. La novità è utile se aiuta a rendersi conto dei motivi per cui quello che si faceva prima è migliorabile, correggendo di conseguenza ciò che si faceva prima. Il citato test di Conconi, ad esempio, è superato essendosi rivelato piuttosto impreciso in relazione a ciò che vuole individuare, e considerando ciò che si può fare adesso (volendo anche per un amatore).
Su test conconi si puo dire che non e' preciso, ma nemmeno l' ftp . I test che si fanno ora in fin dei conti sono dei test conconi con i watt invece che fc quindi la base rimane sempre quella . Poi sulla potenza ho alcune riserve , vero e' che la forza e' un dato piu' affidabile della fc , ma quando ci si allena si deve tener conto di tutte due le variabili, per esempio se al medio sai di avere 260 watt e ti alleni a quei watt e il cuore non risponde , succede che ai watt ti sei allenato bene ma con il cuore ti sei spompato. Una cosa che ho notato, che servirebbe un equilibrio fra watt e fc . Una cosa che aiuta molto e' un tempo , quantificato in 1 ora di fondo lungo

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ValeXX

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15 Luglio 2009
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Solo che la suddivisione in "zone" basate sulla frequenza cardiaca non mi ha mai dato un livello di controllo del tutto soddisfacente.

Ah, questo si, anche io... E ancor più facendo anche altri sport oltre al ciclismo per cui mi trovo a volte a pedalare il giorno dopo aver corso a piedi o aver aftto trekking/alpinismo ed il cuore da solo diventa meno attendibile, infatti associo al cardio la sensazione rpe 10, ed in questo modo mi trovo meglio... ;) Una cosa di sicuro l'ho imparata: gambe pesanti e cuore che sale poco spingendo e pecezione di sforzo alta = lascia perdere e fatti un giretto rapido guardando il panorama che è meglio... :)
 
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Cooperman

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16 Settembre 2016
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guarda, fondamentalmente sono le prime 5 della potenza, quindi puoi regolarti con quelle.
comunque devi conoscere:
- i tuoi battiti massimi (lo puoi sapere solo tu, quando sei sotto sforzo massimo)
- la tua soglia (questa te la dice il dottore quando fai la visita agonistica, la formula 220-età non vale nulla)
Mai visto una visita medica sportiva in cui viene fatto un test sul lattato.
 

Cooperman

Pignone
16 Settembre 2016
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niente
e come la calcoli la soglia scusa ?

Se un soggetto non è allenato per quello sport non ha proprio senso utilizzare il cardio.

Lo si mette, spesso, giusto per vedere i miglioramenti del muscolo, ma non è un indice da valutare.

Mi spiego meglio:

In bici, da quando l'ho acquistata 3 anni fa, avrò fatto a dir tanto 350km. Solo da metà giugno ho iniziato ad usarla un minimo con una uscita domenica di 65km, ieri di 22 con una salita di circa 8km di notevole impegno. Nonostante io non sia minimamente allenato in bici avevo le pulsazioni bassissime ( 137 massime ) nonostante non potessi aumentare di più il ritmo ( non riuscivo proprio a livello di gambe ).
Questo a cosa è dovuto ?
Possono essere due casi:
- soggetto molto allenato dal lato cardiaco, ma non allenato a quel tipo di sforzo
- soggetto non allenato in nulla e quindi va subito in affanno

Da casa è oggettivamente impossibile da valutare, o quasi, e quindi io sconsiglio sempre di valutare, a chi non ha abbastanza km in quello sport, di valutare l'andatura in base alle pulsazioni.
 
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maurocip

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io non la calcolo...
il mio medico sportivo, che mi segue da anni dopo tutti gli esami, alla fine della visita mi ha detto che la mia soglia è 160.
Fa quello di professione, vede centinaia di atleti (molto più atleti di me) e direi che è affidabile, molto più di una formuletta che non dice nulla.
Poi sei un atleta d'elite e ti segue un preparatore? beh allora fai tutti i test stagionali necessari, ma quella è una dimensione diversa da quella di un amatore che calcola la sua frequenza massima con una formuletta. Ed io rispondevo a quello ;-)