Si tratta di aumentare la sensibilità delle scelte e capire meglio quali sono gli aspetti su cui intervenire, ed aumentare la probabilità di poter sfruttare il proprio meglio nel momento opportuno. Aspetti non secondari neppure per loro (anzi soprattutto per loro, noi comuni mortali sicuramente meno evoluti abbiamo molti più modi per elevare il nostro livello). Non è automatico riuscirci neppure col misuratore ma un uso continuo aumenta certamente la sensibilità ed il grado di controllo e di ripetibilità.
Se è un confronto fra zone cardiache e di potenza devi considerare che la frequenza cardiaca è correlata all'intensità ma NON è una misura di intensità, di cui rappresenta una stima impropria. La differenza principale sta nel fatto che se per la frequenza cardiaca devi necessariamente accontentarti di una prescrizione generica su un intervallo (siccome la lettura dipende da altri aspetti), con la potenza potrebbe avere senso la prescrizione del singolo valore effettivo (nei limiti di precisione dello strumento, chiaramente) visto che il numero ha un significato fisico ben preciso. Le zone di potenza, di fatto, hanno un significato più descrittivo che prescrittivo.
Se interessa, a me le zone "classiche" non sono mai piaciute
Servirebbero più conoscenze storiche che non ho. Sicuramente non potevano quantificare altrettanto bene cosa stava succedendo, e gestire altrettanto bene come chi è venuto dopo avendo a disposizione altri strumenti e i concetti correlati applicabili sul campo. La novità è utile se aiuta a rendersi conto dei motivi per cui quello che si faceva prima è migliorabile, correggendo di conseguenza ciò che si faceva prima. Il citato test di Conconi, ad esempio, è superato essendosi rivelato piuttosto impreciso in relazione a ciò che vuole individuare, e considerando ciò che si può fare adesso (volendo anche per un amatore).