La corsa non la fanno i Pogacar e Roglic, salvo forse quelle 2/3 tappe clou. Loro la corsa la vincono e ne nobilitano col loro nome l'albo d'oro. La corsa la fa il gruppo. La rende appassionante e tecnicamente valida il gruppo a prescindere dal percorso, se questo non è del tutto assurdo.
La presenza dei big di classifica, comporta che la squadra ci tiene e quindi porta anche quelli che li supportano al top. Le tappe intermedie sono nobilitate dai migliori per le tappe, ma se anche questi non ci sono (in questo caso a parte MVDP che probabilmente userà il Giro per recuperare quello che non ha pedalato in inverno), a loro volta non ci sono quelli che possono aiutarli. Dei migliori in volata c'è solo Ewan, uno fra l'altro che la volata se la fa abbastanza da solo, gli altri non sono (o non lo sono più) il top delle volate, non lo sono i loro compagni e quindi difficilmente ci saranno quei 3/4 treni dominanti o tante squadre a tenere cucita la corsa con andature folli.
Fatta la somma, mancano quei 60/70 corridori che rendono il Tour, quando ne hanno voglia e non riposano pure lì, una mattanza. Certo che se la differenza con un livello top, la si fa solo con Pogacar, Roglic e Van Aert, (ma anche Alaphilippe, Evenepoel ad esempio) allora sembra ne manchino solo 3 e sembra poco. Così non è.