Folin,
ti offro una mia chiave di lettura ovviamente personale e discutibile.
Si vede lontano un miglio che sei un eclettico, un curioso, una persona accesa su tanti fronti. E meno male, perchè questo ti rende oggettivamente speciale anche per chi (come me) ti conosce solo virtualmente.
Man mano che si va avanti con l'età, questo modo illuminato di vivere la vita acquisisce sempre più valore, perchè si può contare su tante risorse (fisiche, mentali, culturali, affettive etc.) a cui fare appello per vivere una vita piena e interessante. Ma c'è un costo che emerge in modo chiaro: si hanno sempre meno energie per fare tutto al massimo. E bisogna prenderne atto con serenità, facendo delle scelte. Non bisogna azzerare dei fronti, bisogna avere la capacità di inquadrarli in prospettive diverse.
Nei fatti, è evidente che tu lo sport lo hai già inquadrato in una prospettiva ben diversa da chi pianifica le proprie giornate in funzione della stagione e delle gare X, Y, Z. Si vede da come hai gestito l'inverno in termini multidisciplinari, armoniosi e divertenti. Andando avanti, questa mancanza di specificità unita alle tante altre cose che fai e all'età che avanza cambia completamente le carte in tavola.
Guarda, ho imparato sulla mia pellaccia che da qualche anno non basta più alternare con buonsenso carico e scarico: sono emersi limiti che prima non conoscevo e che hanno a che vedere con l'età e con la mia determinazione assoluta a fare tante altre cose oltre lo sport.
E allora... fottitene: ci sta che passi attraverso periodi in cui paghi dazio. In quel caso, ti riposi, recuperi e basta. Perdi la gamba che avevi costruito? Primo: sti caxxi. Secondo: non è vero perchè si riprende.
La vera implicazione, dura e difficile, è che diventa praticamente impossibile programmare. Invece di dire: punto a un bel picco di forma per la seconda metà di giugno, bisogna entrare nell'ordine di idee del tipo: aò, mi sta salendo una bella condizione... adesso mi butto nella prima gara comoda.
IMHO, ovviamente.