Capisco bene ciò che mi dici ma la scienza non dice come te!!!
Nella pratica ciclistica saper dosare le giuste quantità dei singoli nutrienti è di fondamentale importanza; da uno studio compiuto all'Università di Copenaghen, ad esempio, è stata verificata l'importanza dei carboidrati nella dieta. Due gruppi di sedentari sono stati sottoposti a due regimi alimentari diversi: il gruppo A dieta con alta percentuale di carboidrati (65% Carb. - 18% Gras. - 17% Prot.), il gruppo B dieta con alta percentuale di grassi (65% Gras. - 18% Carb. - 17 % Prot.).
Dopo sette settimane di allenamento identico il gruppo A ha sviluppato un miglioramento della resistenza del 191%, il gruppo B del 86%. Inoltre da un'analisi della frequenza cardiaca rilevata all'85% del Vo2Max risulta un battito di 159 bpm del gruppo A contro 174 bpm del gruppo B.
Fonte: Pianeta Bici
dice poco questo studio perché non spiega QUANDO vengono introdotti i carbo, e di che tipo. Poi è molto difficile riuscire a far fare lo stesso identico allenamento per 7 settimane a due gruppi di... quante persone? Insomma, a mio personale parere, fa un po' acqua.
Secondo me, il metodo migliore è sempre provare e poi tirare le conclusioni. Io da agosto 2010 in low-carb (o giusto carbo come diceva qualcuno) quando ho iniziato a spingere di più mi sono accorto che dovevo stare più alto di carbo, soprattutto nel post a mezzogiorno. E a volte anche di sera.
Sull'aumento dell'endurance e della potenza lipidica, la differenza è stata evidente, l'ho detto già altre volte, prima fame tossica esagerata durante e dopo, crisi di zuccheri durante i giri, ora se sto basso di carbo sono un gran diesel ma se devo aprire il gas (leggi soglia e fuorisoglia) mi accorgo nettamente della differenza tra quando sono carico o scarico di carboidrati.
Sul post, è ancora più facile imparare a capirsi: quando lo faccio scarso (alle 12), intorno alle 17 vago alla ricerca di brioches e strudelini. Se lo faccio giusto (anche senza pesare, così a occhio) anche dopo i giri più duri e a ritmo più elevato, tiro fino alle 21 senza il minimo problema.
Ogni organismo reagisce in modo lievemente differente dall'altro, ognuno ha un'età e un metabolismo diverso, quindi non è detto che tutti abbiano le stesse senzazioni, per questo bisogna sperimentare.
A livello di prestazioni, non c'è molta differenza, sono migliorato rispetto allo scorso anno perché è normale dopo il primo anno di gare (12), e non penso proprio che la prestazione dipenda dall'alimentazione. Non direttamente. L'alimentazione aiuta il recupero, questo si, si nota subito. E mi permette maggiore autonomia. Mi fa star bene, e questo mi pare ok.
Quindi mi potranno dire ovunque che chi va forte fa colazione con la pasta, ma io resto con le uova perché per me hanno fatto la differenza, tanto non andrò mai forte lo stesso
