Secondo me dimentichiamo un fatto fondamentale: fuori dalle gare, durante gli allenamenti, è un comune cittadino su strada pubblica, esattamente come me o qualsiasi altra persona. Quindi, come ha il diritto lui di stare su strada, ho il diritto io o chiunque altro.
Ed è nelle sue facoltà chiedere di essere lasciato solo, così come è nelle mie facoltà chiedere due metri quadri liberi intorno a me in metropolitana durante l’ora di punta o chiedere che le persone in fila davanti a me si spostino e mi cedano il passo. Se trovo persone gentili, magari mi accontentano, ma è nelle loro facoltà infischiarsene delle mie richieste, perché in quel momento hanno esattamente i miei stessi diritti.
Sul fatto che lui stia lavorando non è una giustificazione, perché ci sono tante categorie che lavorano sulla strada e far passare questo principio significherebbe giustificare il camion che ti fa il pelo perché sta lavorando, o il tassista che ti taglia la strada perché sta lavorando.
E non capisco nemmeno i tanti che dicono di non volere sconosciuti a ruota: la strada è libera ed è di tutti. Se siamo arrivati a un tale senso di asocialità, statevene a casa: stare in giro non fa per voi. E se il problema è la presenza di altri, la gestione spetta a chi prova il disagio, non a chi esercita un diritto legittimo, esattamente come lo state esercitando voi stando in strada.
Sull’essere famoso, questo è il rovescio della medaglia della loro professione: io, per lavoro, sono costretto ad avere interazioni con persone che detesto e che manderei al diavolo, ma lo devo fare perché mi pagano per farlo e perché fa parte del mio lavoro. Lui e tutto i pro sono costretti alla stessa cosa, solo che loro possono dire di no ai tifosi se non hanno voglia.
E tornando alla questione principale è mia facoltà chiedere una foto, un video o un autografo se incontro un pro e pensare “che stronzo che è” nel caso mi venga negato, e allo stesso modo è sua facoltà chiedere un trattamento speciale in strada mentre si allena e pensare “che stronzo che è” nel caso non gli venga concesso.