lascia perdere il mercato italiano che è tutto a fatti suoi, comparato al resto del mondo ...
noi non ci sappiamo divertire.
io però mi diverto ancora come un ragazzino

lascia perdere il mercato italiano che è tutto a fatti suoi, comparato al resto del mondo ...
noi non ci sappiamo divertire.

tendenzialmente l'amatore medio da 3-4 mila km l'anno non fa neanche mai discese da 20 km. a sentire i sostenitori dei freni a disco sembra che bisogni scendere tutti i giorni dal Mortirolo, da Punta Veleno o dallo Zoncolan... e per giunta sempre nelle peggiori condizioni atmosferiche.è proprio su questo che mi permetto di dissentire... se in effetti i freni a disco aumentano la sicurezza, all'amatore medio da 3/ 4 mila km anno non interessa perché
a) tendenzialmente non spinge in discesa alla ricerca della prestazione e del tempo (e coi caliper non si scrocia anche se va in bici da dieci giorni, basta esser prudenti) b) difficilmente esce in condizioni meteo avverse (dove il vantaggio in termini di sicurezza potrebbe essere certamente tangibile) e men che meno è alla rincorsa di ruote in carbonio pattini in sughero o altro... . poi, per l'amor di Dio, ci sarà pure quello che con tre gradi parte da Bormio e va sullo Stelvio in una giornata di pioggia solo perché può uscire quella domenica... però a quel punto non è più un problema di freni caliper o freni a disco...
in che punto del lavazè eri a 70 all'ora con neve e pioggia? è una discesa che conosco molto bene. Sei anche uno che rilancia molto in fretta, non ci sono rettilinei molto lunghi per raggiungere i 70... con brutte condizioni poi...io (ma anche i miei amici) mi reputo/reputano un discesista nato, ed è vero, non freno quasi mai in discesa, riesco a piegare quasi al limite e sento subito quando sono lì per la scivolata, una dote che ho naturalmente, così come quando scendo in presa bassa vado davvero forte, me ne vanto ma lo faccio solo dove so di andare in sicurezza.
Io sono sceso dal Lavazè a 70 orari con neve e pioggia, ruote Marchisio T800 e pattini dedicati, ho frenato solo sui tornanti e sulle curve più insidiose, il resto ho preferito farlo a tutta per non rischiare...alla fine è così! meno freni meno rischi.
Sono riuscito a fare un confronto, seppur parziale a dire il vero, su una discesa di 3 km impegnativa con 2 miei amici che di certo in discesa piano non vanno: sulle frenate guadagnavo mediamente 100-150 metri, frenavo praticamente da 70 orari molto dopo dove frenavo di solito coi pattini.
Ai fini pratici mi cambia poco frenare 80 metri dopo...ma su discese come il san Pellegrino, Pordoi, Giau e Falzarego (ecc ecc) avere una potenza frenante maggiore aiuta ed aiuta avere anche quella sensibilità in più.
Cmq nessuno dice siano "la scelta obbligata", ma che aiutino a sentirsi più sicuri in qualsiasi condizioni quello si.
E cmq credo che ci si stia scannando per nulla, alla fine una volta che anche Campagnolo sarà pronta ecco che di colpo ci saranno i dischi coi prof e via andare il marketing!![]()
in che punto del lavazè eri a 70 all'ora con neve e pioggia? è una discesa che conosco molto bene. Sei anche uno che rilancia molto in fretta, non ci sono rettilinei molto lunghi per raggiungere i 70... con brutte condizioni poi...![]()
e nella mountain in Italia la quasi totalità di bici vendute nel 2013 è stata front (senza contare la gamma bassa allora il divario si allarga ancora di più).
qualche full da xc, qualche full da freeride. nicchia.
io (ma anche i miei amici) mi reputo/reputano un discesista nato, ed è vero, non freno quasi mai in discesa, riesco a piegare quasi al limite e sento subito quando sono lì per la scivolata, una dote che ho naturalmente, così come quando scendo in presa bassa vado davvero forte, me ne vanto ma lo faccio solo dove so di andare in sicurezza.
Io sono sceso dal Lavazè a 70 orari con neve e pioggia, ruote Marchisio T800 e pattini dedicati, ho frenato solo sui tornanti e sulle curve più insidiose, il resto ho preferito farlo a tutta per non rischiare...alla fine è così! meno freni meno rischi.
Sono riuscito a fare un confronto, seppur parziale a dire il vero, su una discesa di 3 km impegnativa con 2 miei amici che di certo in discesa piano non vanno: sulle frenate guadagnavo mediamente 100-150 metri, frenavo praticamente da 70 orari molto dopo dove frenavo di solito coi pattini.
Ai fini pratici mi cambia poco frenare 80 metri dopo...ma su discese come il san Pellegrino, Pordoi, Giau e Falzarego (ecc ecc) avere una potenza frenante maggiore aiuta ed aiuta avere anche quella sensibilità in più.
Cmq nessuno dice siano "la scelta obbligata", ma che aiutino a sentirsi più sicuri in qualsiasi condizioni quello si.
E cmq credo che ci si stia scannando per nulla, alla fine una volta che anche Campagnolo sarà pronta ecco che di colpo ci saranno i dischi coi prof e via andare il marketing!![]()
Non discuto le tue doti da pilota, ma per guadagnare 150m in una frenata bisogna avere una frenata di almeno 300m. Io non sono un pilota come te, ma dai 70 ai 25 (velocità con cui fai un tornante) mi bastano meno di 100mAffermazione che assomiglia pericolosamente a quella che tutti vogliono l'elettromeccanico ed i dischi...
Se parliamo del mercato agonistico o paraagonistico senza dubbio la bici da fuoristrada è front al 95%. Peccato che tale mercato, benchè interessantissimo per la cadenza di ricambio ed il costo unitario medio, è meno che minoritario nei confronti del corpus dei praticanti.
Ovviamente poi esistono differenze geografiche (per dire, a Ravenna di una full non te ne fai nulla) ma "la quasi totalità" è un'affermazione perlomeno un bel po' esagerata.
Ma per me sono tutti liberi di fare quel che vogliono. Io guardo a me, non giudico gli altri e me ne frego dei giudizi altrui. In campo ciclistico, basta che guardi la mia bici.guarda che a me non interessa quanti passeranno ai dischi
a me basta averlo fatto io 1 anno fa
ma tu dovrai accettare le pecore che lo faranno quando UCI li approva e i pro li useranno
una cosa è sicura:quandi i prof li useranno il mercato andra' tutto lì, e voi tutti quando la cambierete la prenderete con i dischi, come è sempre successo.....il marketing ci muove come burattini, bisognerebbe usare piu' la testa....

grazie
quindi il fatto che io li abbia già da un anno automaticamente mi toglie dal gregge.
nessun pro li usa , quindi non è marketing .... il mio.

Non discuto le tue doti da pilota, ma per guadagnare 150m in una frenata bisogna avere una frenata di almeno 300m. Io non sono un pilota come te, ma dai 70 ai 25 (velocità con cui fai un tornante) mi bastano meno di 100m
nessun pro li usa , quindi non è marketing .... il mio.

Non discuto le tue doti da pilota, ma per guadagnare 150m in una frenata bisogna avere una frenata di almeno 300m. Io non sono un pilota come te, ma dai 70 ai 25 (velocità con cui fai un tornante) mi bastano meno di 100m
Che i dischi non siano necessari, è assodato.
Anche le 9-10-11 vel non sono indispensabili, basta avere un paco pignoni 8 vel ben scalato, e si va veramente dappertutto.
Però si tratta di miglioramenti tecnici che ampliano le possibilità di scelta e di utilizzo della bicicletta da parte nostra.
Con la speranza che le Case non releghino i vecchi freni caliper meccanici nel segmento di bassa-media gamma, film già visto con le MTB 26" vs 27.5" e 29".
La cosa è soggettiva.insomma :angrymod:
se i giri prevedono un pignone max di 26 tra 8 e 11 non si sente molto la differenza ma se si necessita di altri due pignoni 28 -30/32 allora in pianura si soffre