Medio al posto dei classici "lunghi"

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
14.555
649
Milano Milano
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Bici
Feathery Princess & Dark Mistress
Watts, ma non puoi guardare uno senza guardare l'altro.

Per esempio stamattina avevo un range tra i 210 e 240 W da seguire. Il cardio mi ha detto quanto bene avessi recuperato da ieri e indicato di stare nella parte alta. Poi alla fine il cuore era stabile le sensazioni buone ho pure allungato. Se guardi solo i W non contestualizzi.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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Bici
n+1
1h30+risc/def a 240W medi (Z3 bassa) con qualche breve allungo di 30" in Z6, nulla di particolarmente intenso, come detto da Clodovico la risposta al carico (cioè FC) va sempre contestualizzata: nel mio caso oggi inaspettatamente bene (linearità tra zone fc e W quasi perfetta) nonostante 5 gg di vacanza totale e relativi +2kg... quindi ho lavorato nel range superiore previsto.
Domattina distanza "di gruppo" sempre che la temperatura non scenda troppo sotto lo zero (max di oggi +2).
I lavori ad un'intensità superiore hanno anche, anedotticamente, il vantaggio di permettere una minor perdita di condizione nel breve termine.
 

sunboy

Maglia Gialla
15 Ottobre 2007
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864
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Per curiosità ho provato il tuo (roberto) tabata al posto di un'uscita blanda, non avevo molta voglia e tempo...
avevo impostato 6 ripetute
saranno stati i +2 gradi o il "lavoro" insolito per mè in questo periodo ma la bocca era sempre spalancata :mrgreen: nei 10 sec di recupero i battiti scendevano al max di 4-5 e a parte il primo dove ho un pò preso le misure, poi sono riuscito per un pò ad aumentare la velocità media (spazio) mentre già all'ultimo davo segni di cedimento ed ero a posto o-o
 

Plata

Apprendista Cronoman
9 Giugno 2008
3.690
46
Staffoli (PI)
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Bici
Carro scopa
Mi è venuta in mente una domanda che non so se trova in questo thread una giusta collocazione, ma credo di si...

Preparandosi un po' alla carlona (quindi con tanti lunghi lenti, più quantità che qualità) arriva un certo punto dove si rende necessario fare un po' di ritmo. Ovvero prendere parte a qualche gara (in circuito per esempio) per cercare di arrivare alla prima Gf con il motore già un po' scarburato e con certe andature nelle gambe...
Ora, io mi chiedo, con una metodologia basata più sull'intensità che sulla durata che ruolo ha il "fare ritmo" nella preparazione? Questi lavori intensi sono già un primo tassello?
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
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Bici
Feathery Princess & Dark Mistress
Leggevo un interessante articolo in cui si diceva che la condizione si perde con la stessa velocita' con la quale la si acquista, al di la' di effetti a brevissimo termine che pero' si recuperano nello stesso identico periodo di tempo. Effetti generati, in primis, dalla diminuzione di volume del sangue circolante e conseguente aumento della FC. Volume che si perde in 5 giorni e si recupera in 5 giorni.
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
8.895
347
Pampas Lacustre.
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Mi è venuta in mente una domanda che non so se trova in questo thread una giusta collocazione, ma credo di si...

Preparandosi un po' alla carlona (quindi con tanti lunghi lenti, più quantità che qualità) arriva un certo punto dove si rende necessario fare un po' di ritmo. Ovvero prendere parte a qualche gara (in circuito per esempio) per cercare di arrivare alla prima Gf con il motore già un po' scarburato e con certe andature nelle gambe...
Ora, io mi chiedo, con una metodologia basata più sull'intensità che sulla durata che ruolo ha il "fare ritmo" nella preparazione? Questi lavori intensi sono già un primo tassello?

La tua domanda puo' risultare troppo generica.

per chi è in posesso già di una buona base e di un buon motore.
fare dei lunghi il sabato e alla domenica, con opportuni recupreri e lavorare durante la settimana per periodi brevi che vanno dalla 1.30alle 2.30 ore aal giorno, con richiami ad impegno elevato. Magari anche con 2 sole sedute.
Diventa piu' che sufficente per peresentarsi alle prime gare.. Poi è gareggiando che si ottiene la condizione.

Per chi deve costruirsi le bsasi, il discorso cambia.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
Ora, io mi chiedo, con una metodologia basata più sull'intensità che sulla durata che ruolo ha il "fare ritmo" nella preparazione? Questi lavori intensi sono già un primo tassello?

Sono IL tassello (sempre nell'ottica di <12-15h/settimana) al pari della distribuzione di carico all'interno del microciclo e del mesociclo (es scarichi pre gara).
All'aumentare dell'intensità prevista aumenta il grado di finezza nell'impostare la distribuzione degli allenamenti, paradossalmente è più facile preparare un atleta con molto tempo a disposizione che viceversa.
 

Plata

Apprendista Cronoman
9 Giugno 2008
3.690
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Staffoli (PI)
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Bici
Carro scopa
Sono IL tassello (sempre nell'ottica di <12-15h/settimana) al pari della distribuzione di carico all'interno del microciclo e del mesociclo (es scarichi pre gara).
All'aumentare dell'intensità prevista aumenta il grado di finezza nell'impostare la distribuzione degli allenamenti, paradossalmente è più facile preparare un atleta con molto tempo a disposizione che viceversa.

Quindi lavorare a intensità maggiori, quando si ha poco tempo, consente di arrivare più preparati alla gara anche senza passare dal ritmo?
E l'ultimo discorso non lo capisco... forse volevi scrivere il contrario? o-o
 

Big_63

Passista
28 Maggio 2009
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622
Bergamo
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no, confermo che è più facile allenare chi ha molto tempo a disposizione
So per certo che l'ottimo biker bergamasco Milesi R. si allena con intensità ma relativamente poco rispetto ad atleti come Cattaneo e Celestino e approfitto della tua esperienza x chiederti:
se si allenasse 25 hr/settimana, rispetto alle 12 che +o- dedica, quanto varierebbero il profilo di potenza ed il recupero in generale?
 

canzo

Apprendista Velocista
15 Gennaio 2008
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Orbetello (GR)
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Bici
Cannondale r700 Bianchi 603
Lavorando solo ad alte intensità diventi una macchina divora glicogeno perché lo stimolo che dai a livello energetico è quello di massimizzare la glicolisi che utilizza esclusivamente glucidi come substrato. Quindi se non compensato da un lavoro mirato al metabolismo dei grassi, anche in gare da un'ora la vedo dura....o-o
e non sarebbe sufficiente assumere carboidrati in gara (più del normale ovviamente)?

altra questione: New chiedeva se, per mancanza di tempo poteva eliminare il lungo e fare solo medio. Io invece chiedo (e integro): ma il lungo non si potrebbe fare più in là, quando le giornate si sono allungate? In effetti alcune teorie più recenti ridimensionano il ruolo del fondo lungo ad inizio preparazione a favore di intensità più elevate.
 
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Genovina

via col vento
31 Dicembre 2010
31
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Bici
Marin da corsa
e non sarebbe sufficiente assumere carboidrati in gara (più del normale ovviamente)?

altra questione: New chiedeva se, per mancanza di tempo poteva eliminare il lungo e fare solo medio. Io invece chiedo (e integro): ma il lungo non si potrebbe fare più in là, quando le giornate si sono allungate? In effetti alcune teorie più recenti ridimensionano il ruolo del fondo lungo ad inizio preparazione a favore di intensità più elevate.

Ci sono diverse teorie, ti dico, io fino quando correvo, il lungo lo potevo fare solo la domenica durante l'inverno, in quanto lavorando, le uscite infrasettimanali erano al massimo di 40/50 km, poi quando si cambiava l'ora, si poteva iniziare a fare 70/80 km.. il lavoro che facevo in inverno era di potenza, (palestra, spinning, rulli) e nelle uscite del sabato e la domenica SFR.

Ciao.
 
22 Marzo 2007
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Bici
human-powered
come detto da Clodovico la risposta al carico (cioè FC) va sempre contestualizzata: nel mio caso oggi inaspettatamente bene (linearità tra zone fc e W quasi perfetta) nonostante 5 gg di vacanza totale e relativi +2kg... quindi ho lavorato nel range superiore previsto.
Con "contestualizzare" intendi anche -al di là degli adattamenti sul breve periodo (entro il microciclo)- mantenere i medesimi valori di potenza nonostante, avanzando lungo il mesociclo mensile, l'accumulo di affaticamento possa presumibilmente influire sulla risposta cardiaca ad un dato stimolo? Considerando che questa è una situazione abbastanza normale, avrebbe ancora senso spostarsi verso i valori inferiori del range, magari contemporanemante spostando verso il suo limite superiore la durata dell'intervallo di lavoro?
e non sarebbe sufficiente assumere carboidrati in gara (più del normale ovviamente)?
Se il tutto si limitasse esclusivamente ad un bilancio energetico forse sì, ma il consumo di un substrato energetico piuttosto che un altro è conseguenza di differenti comportamenti muscolari in parallelo (metabolico, reclutamento di fibre, ecc), quindi con effetti sulla durata dell'intervallo di lavoro in quelle condizioni.
altra questione: New chiedeva se, per mancanza di tempo poteva eliminare il lungo e fare solo medio. Io invece chiedo (e integro): ma il lungo non si potrebbe fare più in là, quando le giornate si sono allungate? In effetti alcune teorie più recenti ridimensionano il ruolo del fondo lungo ad inizio preparazione a favore di intensità più elevate.
In termini relativi (cioè in rapporto ai volumi di allenamento alle altre intensità), il fondo lungo sarà molto importante quando aumenterà in misura notevole anche il volume a intensità importanti, per limitare l'accumulo di affaticamento a lungo termine.
In termini assoluti, il massimo volume di allenamento (fase in cui una porzione più o meno consistente, anche a seconda del volume complessivo, si svolgerà necessariamente ad intensità relativamente basse: fondo lungo e fondo medio) dovrebbe essere programmato prima dello shift verso intensità crescenti. Quest'ultima fase, considerando come si sviluppa una stagione ciclistica "standard", potrebbe temporalmente coincidere proprio col momento in cui le giornate cominciano ad allungarsi; ma un aumento importante di volume in questo momento, pur se ad una intensità di fondo lento, potrebbe non essere consigliabile (perchè, semplificando, è già in programma l'aumento di intensità).
Ovviamente il tutto dipende -fra le altre cose- da come viene impostata la stagione del singolo, in relazione alla collocazione temporale degli obiettivi stagionali (per definire quando programmare i diversi periodi), e dal numero di anni di allenamento del singolo (per quantificare la necessità di fondo dell'atleta).
 
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canzo

Apprendista Velocista
15 Gennaio 2008
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Orbetello (GR)
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Cannondale r700 Bianchi 603
Ci sono diverse teorie, ti dico, io fino quando correvo, il lungo lo potevo fare solo la domenica durante l'inverno, in quanto lavorando, le uscite infrasettimanali erano al massimo di 40/50 km, poi quando si cambiava l'ora, si poteva iniziare a fare 70/80 km.. il lavoro che facevo in inverno era di potenza, (palestra, spinning, rulli) e nelle uscite del sabato e la domenica SFR.
Ciao.
giusto, questa è la situazione tipica, però stiamo immaginando di avere non più di 2 ore anche nel fine settimana, senza chiederci il perché, se uno non può non può, sono fatti suoi
Se il tutto si limitasse esclusivamente ad un bilancio energetico forse sì, ma il consumo di un substrato energetico piuttosto che un altro è conseguenza di differenti comportamenti muscolari in parallelo (metabolico, reclutamento di fibre, ecc), quindi con effetti sulla durata dell'intervallo di lavoro in quelle condizioni.
cioè a dire che tot joule prodotti attraverso l'utilizzo di grassi determinano un esaurimento muscolare minore dello stesso quantitativo di energia prodotto attraverso i carboidrati?
In termini relativi (cioè in rapporto ai volumi di allenamento alle altre intensità), il fondo lungo sarà molto importante quando aumenterà in misura notevole anche il volume a intensità importanti, per limitare l'accumulo di affaticamento a lungo termine.
scusa l'ignoranza, mi spiegheresti per cortesia i motivi della parte in neretto (che mi pare ricollegarsi a quanto detto sopra)?
 

Genovina

via col vento
31 Dicembre 2010
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Marin da corsa
giusto, questa è la situazione tipica, però stiamo immaginando di avere non più di 2 ore anche nel fine settimana, senza chiederci il perché, se uno non può non può, sono fatti suoi

cioè a dire che tot joule prodotti attraverso l'utilizzo di grassi determinano un esaurimento muscolare minore dello stesso quantitativo di energia prodotto attraverso i carboidrati?

scusa l'ignoranza, mi spiegheresti per cortesia i motivi della parte in neretto (che mi pare ricollegarsi a quanto detto sopra)?

Non ti chiedo il perchè delle solo 2 ore e non mi interessa saperlo, sono fatti tuoi! ;)
In questo caso allora devi fare dei lavori intensi di carico e distribuirli nell'arco della settimana, se ne hai la possibilità facendo anche i rulli.
 
22 Marzo 2007
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cioè a dire che tot joule prodotti attraverso l'utilizzo di grassi determinano un esaurimento muscolare minore dello stesso quantitativo di energia prodotto attraverso i carboidrati?
Ciascuna tipologia di fibra (con reclutamento dipendente dalle "condizioni" di funzionamento) ha un metabolismo orientato preferenzialmente verso un certo substrato. Per alcune tipologie di fibre, questa preferenza può essere in parte variata con l'allenamento: se questa variazione va nella direzione delle fibre di tipo I, si avrà un quantitativo crescente di potenza aerobica prodotta attraverso l'utilizzo di grassi (ovviamente con una velocità di produzione limitata, da cui il concetto di "potenza critica" così come originariamente introdotto in letteratura). Le fibre con caratteristiche aerobiche hanno anche una minore affaticabilità, quindi un esercizio condotto attraverso un loro reclutamento assicura in generale maggiore durata (essendo sicuri di utilizzo principale di queste; ovvero in generale per intensità/potenze non troppo elevate, ma che dipendono comunque dall'adattamento raggiunto, a parità di dotazione di fibre).
E' vero che per certe intensità non si può prescindere dal contributo preponderante delle fibre II (principalmente anaerobiche), quindi non è detto che quella precedentemente descritta sia in assoluto la scelta più vantaggiosa (dipende anche dalle specifiche richieste degli obiettivi). Però, visto che il ciclismo rimane uno sport di endurance, ottimizzare il metabolismo aerobico pare un approccio generalmente utile.
scusa l'ignoranza, mi spiegheresti per cortesia i motivi della parte in neretto (che mi pare ricollegarsi a quanto detto sopra)?
Intendevo che, per non accumulare troppo affaticamento in un periodo in cui la precedenza è data ad un volume importante di esercizi "chiave" a intensità elevata, può essere preferibile limitare il volume di esercizi a intensità media al minimo sufficiente per mantenere gli adattamenti precedentemente acquisiti. Pertanto il resto del volume (che dovrà presumibilmente essere comunque più limitato che in altre fasi) potrà essere condotto al fondo lento, o intensità analoga, ma comunque non troppo "stressante".
 
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canzo

Apprendista Velocista
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Non ti chiedo il perchè delle solo 2 ore e non mi interessa saperlo, sono fatti tuoi! ;)
tranquillo te lo dico nessun segreto: faccio al massimo 2 ore così mi rimane un'ora per tr0mbarmi la moglie di chi ne fa tre:mrgreen:
In questo caso allora devi fare dei lavori intensi di carico e distribuirli nell'arco della settimana, se ne hai la possibilità facendo anche i rulli.
più che lavori intensi parlerei di lavori di qualità, ovvero ben centrati di volta in volta su un obiettivo, massimo due.
comunque noto che hai una Marin "da corsa". "da corsa"... chi l'avrebbe mai detto:mrgreen:o-o
Ciascuna tipologia di fibra (con reclutamento dipendente dalle "condizioni" di funzionamento) ha un metabolismo orientato preferenzialmente verso un certo substrato. Per alcune tipologie di fibre, questa preferenza può essere in parte variata con l'allenamento: se questa variazione va nella direzione delle fibre di tipo I, si avrà un quantitativo crescente di potenza aerobica prodotta attraverso l'utilizzo di grassi (ovviamente con una velocità di produzione limitata, da cui il concetto di "potenza critica" così come originariamente introdotto in letteratura). Le fibre con caratteristiche aerobiche hanno anche una minore affaticabilità, quindi un esercizio condotto attraverso un loro reclutamento assicura in generale maggiore durata (essendo sicuri di utilizzo principale di queste; ovvero in generale per intensità/potenze non troppo elevate, ma che dipendono comunque dall'adattamento raggiunto, a parità di dotazione di fibre).
E' vero che per certe intensità non si può prescindere dal contributo preponderante delle fibre II (principalmente anaerobiche), quindi non è detto che quella precedentemente descritta sia in assoluto la scelta più vantaggiosa (dipende anche dalle specifiche richieste degli obiettivi). Però, visto che il ciclismo rimane uno sport di endurance, ottimizzare il metabolismo aerobico pare un approccio generalmente utile.
allora dovrei dedurre che coloro che tendono a consumare più glicogeno che grassi a parità di intensità (relativamente alle proprie capacità, s'intende), sono più ricchi di fibre tipo II? è essenzialmente la composizione in termini di fibre muscolari la discriminante principale?
Intendevo che, per non accumulare troppo affaticamento in un periodo in cui la precedenza è data ad un volume importante di esercizi "chiave" a intensità elevata, può essere preferibile limitare il volume di esercizi a intensità media al minimo sufficiente per mantenere gli adattamenti precedentemente acquisiti. Pertanto il resto del volume (che dovrà presumibilmente essere comunque più limitato che in altre fasi) potrà essere condotto al fondo lento, o intensità analoga, ma comunque non troppo "stressante".
capito, mi sembra ragionevole. grazie.

PS: ma come fa New a imbastire sempre le discussioni più interessanti?:x
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
14.555
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Bici
Feathery Princess & Dark Mistress
Ragazzi mi diventate troppo complicati... Per quello io subappalto tutto a un preparatore.

A proposito, mi ha appena reso disponibile il programma di massima delle mie 2 settimane a Tenerife...

44 ore, di cui oltre il medio una...

Fortuna che fa' tutto lui :-).