Ciao Clodovico,
non ho capito una cosa... lavori con i watt o con il cardio?
non ho capito una cosa... lavori con i watt o con il cardio?

Mi è venuta in mente una domanda che non so se trova in questo thread una giusta collocazione, ma credo di si...
Preparandosi un po' alla carlona (quindi con tanti lunghi lenti, più quantità che qualità) arriva un certo punto dove si rende necessario fare un po' di ritmo. Ovvero prendere parte a qualche gara (in circuito per esempio) per cercare di arrivare alla prima Gf con il motore già un po' scarburato e con certe andature nelle gambe...
Ora, io mi chiedo, con una metodologia basata più sull'intensità che sulla durata che ruolo ha il "fare ritmo" nella preparazione? Questi lavori intensi sono già un primo tassello?
Ora, io mi chiedo, con una metodologia basata più sull'intensità che sulla durata che ruolo ha il "fare ritmo" nella preparazione? Questi lavori intensi sono già un primo tassello?
Sono IL tassello (sempre nell'ottica di <12-15h/settimana) al pari della distribuzione di carico all'interno del microciclo e del mesociclo (es scarichi pre gara).
All'aumentare dell'intensità prevista aumenta il grado di finezza nell'impostare la distribuzione degli allenamenti, paradossalmente è più facile preparare un atleta con molto tempo a disposizione che viceversa.

So per certo che l'ottimo biker bergamasco Milesi R. si allena con intensità ma relativamente poco rispetto ad atleti come Cattaneo e Celestino e approfitto della tua esperienza x chiederti:no, confermo che è più facile allenare chi ha molto tempo a disposizione
e non sarebbe sufficiente assumere carboidrati in gara (più del normale ovviamente)?Lavorando solo ad alte intensità diventi una macchina divora glicogeno perché lo stimolo che dai a livello energetico è quello di massimizzare la glicolisi che utilizza esclusivamente glucidi come substrato. Quindi se non compensato da un lavoro mirato al metabolismo dei grassi, anche in gare da un'ora la vedo dura....![]()
e non sarebbe sufficiente assumere carboidrati in gara (più del normale ovviamente)?
altra questione: New chiedeva se, per mancanza di tempo poteva eliminare il lungo e fare solo medio. Io invece chiedo (e integro): ma il lungo non si potrebbe fare più in là, quando le giornate si sono allungate? In effetti alcune teorie più recenti ridimensionano il ruolo del fondo lungo ad inizio preparazione a favore di intensità più elevate.
Con "contestualizzare" intendi anche -al di là degli adattamenti sul breve periodo (entro il microciclo)- mantenere i medesimi valori di potenza nonostante, avanzando lungo il mesociclo mensile, l'accumulo di affaticamento possa presumibilmente influire sulla risposta cardiaca ad un dato stimolo? Considerando che questa è una situazione abbastanza normale, avrebbe ancora senso spostarsi verso i valori inferiori del range, magari contemporanemante spostando verso il suo limite superiore la durata dell'intervallo di lavoro?come detto da Clodovico la risposta al carico (cioè FC) va sempre contestualizzata: nel mio caso oggi inaspettatamente bene (linearità tra zone fc e W quasi perfetta) nonostante 5 gg di vacanza totale e relativi +2kg... quindi ho lavorato nel range superiore previsto.
Se il tutto si limitasse esclusivamente ad un bilancio energetico forse sì, ma il consumo di un substrato energetico piuttosto che un altro è conseguenza di differenti comportamenti muscolari in parallelo (metabolico, reclutamento di fibre, ecc), quindi con effetti sulla durata dell'intervallo di lavoro in quelle condizioni.e non sarebbe sufficiente assumere carboidrati in gara (più del normale ovviamente)?
In termini relativi (cioè in rapporto ai volumi di allenamento alle altre intensità), il fondo lungo sarà molto importante quando aumenterà in misura notevole anche il volume a intensità importanti, per limitare l'accumulo di affaticamento a lungo termine.altra questione: New chiedeva se, per mancanza di tempo poteva eliminare il lungo e fare solo medio. Io invece chiedo (e integro): ma il lungo non si potrebbe fare più in là, quando le giornate si sono allungate? In effetti alcune teorie più recenti ridimensionano il ruolo del fondo lungo ad inizio preparazione a favore di intensità più elevate.
giusto, questa è la situazione tipica, però stiamo immaginando di avere non più di 2 ore anche nel fine settimana, senza chiederci il perché, se uno non può non può, sono fatti suoiCi sono diverse teorie, ti dico, io fino quando correvo, il lungo lo potevo fare solo la domenica durante l'inverno, in quanto lavorando, le uscite infrasettimanali erano al massimo di 40/50 km, poi quando si cambiava l'ora, si poteva iniziare a fare 70/80 km.. il lavoro che facevo in inverno era di potenza, (palestra, spinning, rulli) e nelle uscite del sabato e la domenica SFR.
Ciao.
cioè a dire che tot joule prodotti attraverso l'utilizzo di grassi determinano un esaurimento muscolare minore dello stesso quantitativo di energia prodotto attraverso i carboidrati?Se il tutto si limitasse esclusivamente ad un bilancio energetico forse sì, ma il consumo di un substrato energetico piuttosto che un altro è conseguenza di differenti comportamenti muscolari in parallelo (metabolico, reclutamento di fibre, ecc), quindi con effetti sulla durata dell'intervallo di lavoro in quelle condizioni.
scusa l'ignoranza, mi spiegheresti per cortesia i motivi della parte in neretto (che mi pare ricollegarsi a quanto detto sopra)?In termini relativi (cioè in rapporto ai volumi di allenamento alle altre intensità), il fondo lungo sarà molto importante quando aumenterà in misura notevole anche il volume a intensità importanti, per limitare l'accumulo di affaticamento a lungo termine.
giusto, questa è la situazione tipica, però stiamo immaginando di avere non più di 2 ore anche nel fine settimana, senza chiederci il perché, se uno non può non può, sono fatti suoi
cioè a dire che tot joule prodotti attraverso l'utilizzo di grassi determinano un esaurimento muscolare minore dello stesso quantitativo di energia prodotto attraverso i carboidrati?
scusa l'ignoranza, mi spiegheresti per cortesia i motivi della parte in neretto (che mi pare ricollegarsi a quanto detto sopra)?

Ciascuna tipologia di fibra (con reclutamento dipendente dalle "condizioni" di funzionamento) ha un metabolismo orientato preferenzialmente verso un certo substrato. Per alcune tipologie di fibre, questa preferenza può essere in parte variata con l'allenamento: se questa variazione va nella direzione delle fibre di tipo I, si avrà un quantitativo crescente di potenza aerobica prodotta attraverso l'utilizzo di grassi (ovviamente con una velocità di produzione limitata, da cui il concetto di "potenza critica" così come originariamente introdotto in letteratura). Le fibre con caratteristiche aerobiche hanno anche una minore affaticabilità, quindi un esercizio condotto attraverso un loro reclutamento assicura in generale maggiore durata (essendo sicuri di utilizzo principale di queste; ovvero in generale per intensità/potenze non troppo elevate, ma che dipendono comunque dall'adattamento raggiunto, a parità di dotazione di fibre).cioè a dire che tot joule prodotti attraverso l'utilizzo di grassi determinano un esaurimento muscolare minore dello stesso quantitativo di energia prodotto attraverso i carboidrati?
Intendevo che, per non accumulare troppo affaticamento in un periodo in cui la precedenza è data ad un volume importante di esercizi "chiave" a intensità elevata, può essere preferibile limitare il volume di esercizi a intensità media al minimo sufficiente per mantenere gli adattamenti precedentemente acquisiti. Pertanto il resto del volume (che dovrà presumibilmente essere comunque più limitato che in altre fasi) potrà essere condotto al fondo lento, o intensità analoga, ma comunque non troppo "stressante".scusa l'ignoranza, mi spiegheresti per cortesia i motivi della parte in neretto (che mi pare ricollegarsi a quanto detto sopra)?
tranquillo te lo dico nessun segreto: faccio al massimo 2 ore così mi rimane un'ora per tr0mbarmi la moglie di chi ne fa treNon ti chiedo il perchè delle solo 2 ore e non mi interessa saperlo, sono fatti tuoi!![]()
più che lavori intensi parlerei di lavori di qualità, ovvero ben centrati di volta in volta su un obiettivo, massimo due.In questo caso allora devi fare dei lavori intensi di carico e distribuirli nell'arco della settimana, se ne hai la possibilità facendo anche i rulli.

allora dovrei dedurre che coloro che tendono a consumare più glicogeno che grassi a parità di intensità (relativamente alle proprie capacità, s'intende), sono più ricchi di fibre tipo II? è essenzialmente la composizione in termini di fibre muscolari la discriminante principale?Ciascuna tipologia di fibra (con reclutamento dipendente dalle "condizioni" di funzionamento) ha un metabolismo orientato preferenzialmente verso un certo substrato. Per alcune tipologie di fibre, questa preferenza può essere in parte variata con l'allenamento: se questa variazione va nella direzione delle fibre di tipo I, si avrà un quantitativo crescente di potenza aerobica prodotta attraverso l'utilizzo di grassi (ovviamente con una velocità di produzione limitata, da cui il concetto di "potenza critica" così come originariamente introdotto in letteratura). Le fibre con caratteristiche aerobiche hanno anche una minore affaticabilità, quindi un esercizio condotto attraverso un loro reclutamento assicura in generale maggiore durata (essendo sicuri di utilizzo principale di queste; ovvero in generale per intensità/potenze non troppo elevate, ma che dipendono comunque dall'adattamento raggiunto, a parità di dotazione di fibre).
E' vero che per certe intensità non si può prescindere dal contributo preponderante delle fibre II (principalmente anaerobiche), quindi non è detto che quella precedentemente descritta sia in assoluto la scelta più vantaggiosa (dipende anche dalle specifiche richieste degli obiettivi). Però, visto che il ciclismo rimane uno sport di endurance, ottimizzare il metabolismo aerobico pare un approccio generalmente utile.
capito, mi sembra ragionevole. grazie.Intendevo che, per non accumulare troppo affaticamento in un periodo in cui la precedenza è data ad un volume importante di esercizi "chiave" a intensità elevata, può essere preferibile limitare il volume di esercizi a intensità media al minimo sufficiente per mantenere gli adattamenti precedentemente acquisiti. Pertanto il resto del volume (che dovrà presumibilmente essere comunque più limitato che in altre fasi) potrà essere condotto al fondo lento, o intensità analoga, ma comunque non troppo "stressante".