Quanti km oggi? (parte decima)

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martin_galante

Nel Gruppetto
24 Ottobre 2017
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Appena rientrato da tre giorni in bici in solitaria. Partenza da Mosca, verso est: passata la citta', c'e' un'ampia zona di case di campagna (dacha), quindi si apre una delle regioni piu' povere della Russia. In cerca di avventura, solitudine, fatica. Giro deciso e preparato in fretta la sera prima; ho portato con me solo una borsa posteriore topeak con: due camere, cacciaruote, multitool, quick link, due chiavi esagonali, powerbank wireless, chiavi, disinfettante, copia del passaporto, luce anteriore, pantaloncini con fondello, maglietta casual aderente, maglietta per dormire, un paio di mutande, un paio di calzini di ricambio, coprigambe, scarpe leggere senza attacchi per la sera, mantellina. Sulla bici, due borracce da 0.75, telefono sull'attacco manubrio, con dentro soldi, carta di credito, foglio con info emergenze. Avevo indosso: bib+maglia bici, scarpe spd, casco, occhiali, calzini compressione, in tasca mascherina, frutta secca. La bici un po' sbilanciata sul posteriore, ma il resto tutto ben regolato. Coperture slick da 32.

Il piano era di fare circa 150 km al giorno, favorendo le strade bianche e secondarie all'asfalto. L'idea di partire molto presto al mattino, prendere cibo ed acqua lungo il percorso, ed arrivare pure presto, cosi' da poter trovare facilmente dove dormire etc. Purtroppo i software di mappe/gps etc coprono piuttosto male la regione, street view e simili si limitano alle strade principali, ed e' difficile farsi un'idea della qualita' delle strade. Per questo ho preferito il telefono al computer: ci sono app anche non per bici, che danno qualche info in piu'. Ovviamente ho usato la batteria col contagocce.

Il primo giorno e' stato durissimo. Passati gli abitati, mi sono ritrovato in foresta, dove ho una certa abitudine a pedalare, ma con coperture diverse. Tanto fango, percorso tecnico, mai nessuno in vista. A volte, solitudine anche eccessiva. Ad un certo punto, per passare un fiume, ho dovuto arrampicarmi sul ponte del treno (in teoria c'erano delle scale quasi verticali, in pratica dissestate e coperte di vegetazione), la discesa e' stata davvero difficile, avrei voluto cambiare scarpe ma il ponte era cosi' piccolo che non volevo sperimentare se potessi starci insieme al treno. In seguito, tanti km su ghiaia molto grossa, davvero impegnativi. Pressione a 80 psi che ho deciso di non cambiare, sbagliando. La carta digitale che seguivo, indicava strade costantemente migliori/diverse dalla realta'. Ad un certo punto passo in un villaggio in cui faccio rifornimento, e mi inoltro di nuovo in una foresta di betulle. A circa 90 km dalla partenza (non so con esattezza, niente strava per risparmiare batteria), la strada e' interrotta: accesso solo con licenza caccia, assolutamente vietato e pericoloso per gli altri. Visto che nessuno va in bici nella zona, mi vedo gia' impallinato e faccio dietrofront, decidendo di prendere una strada asfaltata -riuscissi a trovarne una. Segue un'ora di passione per fare un giro del lago molto 'gravel', quindi arrivo finalmente su strada con le mani a pezzi. Mi mancano 65 km al punto di primo pernotto, ho ancora tanto tempo ma mi servono acqua e cibo. I primi tre 'produkty' seguenti segnati sulla carta sono chiusi, il vento e' contrario, l'asfalto rovinatissimo. La bici sembra non si muova :), ma quando finalmente svolto a destra, la strada diventa un biliardo, il vento scende, e decido di spingere al max fino al prossimo sperato rifornimento. Che fortunatamente e' aperto, trovo solo acqua e biscotti fatti in casa. Ne acquisto un pacco che va dalla tasca fino quasi al collo, ma che dura poco piu' di 10 km. Per strada volo, complice il poco dislivello, divoro gli ultimi 50 km. Unico fastidio il vento laterale sul borsone, ed un tir che mi stringe su un marciapiede col bordo alto. Quando con la coda dell'occhio capisco che ha pure il rimorchio, me la faccio sotto. L'idiota mi ha passato davvero vicinissimo, poi stretto, per fermarsi al semaforo cento metri dopo. Uno dei piu' grossi spaventi della vita in bici. Lungo la strada, con mia enorme sorpresa, trovo un altro bikepacker, che pero' ha un setup meno aggressivo del mio, e non riesce o forse non vuole prendere la ruota. Passo la prima notte in un campeggio hippie autogestito. Mi danno una zuppa calda, dell'orzo in abbondanza, tutto rigorosamente vegano e non raffinato. Prendo una doccia (cioe' una colatina di acqua gelata), si dorme in tenda, qualche chiacchiera. Un gruppo di sei bambini mi obbliga a giocare al leone e le antilopi, non so con che forza tiro alcuni dei miei scatti migliori (da giovine facevo comunque mezzofondo con sprint come punto di forza). Vado a dormire in tenda alle 8.30, secco dieci ore di fila. Con le mani distrutte, riesco a fatica a scrivere un sms alla famiglia per dire tutto ok. Il posto non e' un hotel, bisogna lavare quel che si usa etc, ma cena, pernotto e colazione mi costano meno di 5 euro :)

Gli altri due giorni molto piu' vicini al previsto. Al mattino mi consigliano di andare a vedere un villaggio di Vecchi Credenti vicino al campeggio, ma li c'e' anche un Nuovo Supermercato (discount) dove faccio scorta. Nel percorso non mi allontano mai troppo da una ferrovia in cui viaggiano due treni passeggeri al giorni (mattino e sera), mentre durante il giorno passano dei treni cargo con centinaia di vagoni, locomotive intermedie, lunghi km e lentissimi. Unica nota inusuale: ad un certo punto, devo attraversare la ferrovia, ma uno di questi giganti buoni si ferma nel mezzo. Percorrere per lungo e' impossibile, gli passo sotto :). La notte pernotto nella casa di conoscenti, finalmente doccia e caffe al mattino. Quindi ultima fatica per il ritorno, le mani stanno gia' meglio, gambe un po' stanche ma resto tutto ok. Comunque un piacere rivedere la civilta'.
 

Kaiser Jan

Recordman
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colnago eps
Oggi uscita veloce di solo 1 ora post lavoro/pranzo, erano circa 15gg che non uscivo, ma oggi al lavoro è stata una giornata talmente di m***da che avevo bisogno di staccare, e nonostante il caldo sono uscito lo stesso... e ho fatto bene!
mi è servito a scaricare un pò di stress...
Ottima scelta, anche io faccio così!o-o
 
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gigio17

Pedivella
20 Agosto 2017
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Colnago C64
Appena rientrato da tre giorni in bici in solitaria. Partenza da Mosca, verso est: passata la citta', c'e' un'ampia zona di case di campagna (dacha), quindi si apre una delle regioni piu' povere della Russia. In cerca di avventura, solitudine, fatica. Giro deciso e preparato in fretta la sera prima; ho portato con me solo una borsa posteriore topeak con: due camere, cacciaruote, multitool, quick link, due chiavi esagonali, powerbank wireless, chiavi, disinfettante, copia del passaporto, luce anteriore, pantaloncini con fondello, maglietta casual aderente, maglietta per dormire, un paio di mutande, un paio di calzini di ricambio, coprigambe, scarpe leggere senza attacchi per la sera, mantellina. Sulla bici, due borracce da 0.75, telefono sull'attacco manubrio, con dentro soldi, carta di credito, foglio con info emergenze. Avevo indosso: bib+maglia bici, scarpe spd, casco, occhiali, calzini compressione, in tasca mascherina, frutta secca. La bici un po' sbilanciata sul posteriore, ma il resto tutto ben regolato. Coperture slick da 32.

Il piano era di fare circa 150 km al giorno, favorendo le strade bianche e secondarie all'asfalto. L'idea di partire molto presto al mattino, prendere cibo ed acqua lungo il percorso, ed arrivare pure presto, cosi' da poter trovare facilmente dove dormire etc. Purtroppo i software di mappe/gps etc coprono piuttosto male la regione, street view e simili si limitano alle strade principali, ed e' difficile farsi un'idea della qualita' delle strade. Per questo ho preferito il telefono al computer: ci sono app anche non per bici, che danno qualche info in piu'. Ovviamente ho usato la batteria col contagocce.

Il primo giorno e' stato durissimo. Passati gli abitati, mi sono ritrovato in foresta, dove ho una certa abitudine a pedalare, ma con coperture diverse. Tanto fango, percorso tecnico, mai nessuno in vista. A volte, solitudine anche eccessiva. Ad un certo punto, per passare un fiume, ho dovuto arrampicarmi sul ponte del treno (in teoria c'erano delle scale quasi verticali, in pratica dissestate e coperte di vegetazione), la discesa e' stata davvero difficile, avrei voluto cambiare scarpe ma il ponte era cosi' piccolo che non volevo sperimentare se potessi starci insieme al treno. In seguito, tanti km su ghiaia molto grossa, davvero impegnativi. Pressione a 80 psi che ho deciso di non cambiare, sbagliando. La carta digitale che seguivo, indicava strade costantemente migliori/diverse dalla realta'. Ad un certo punto passo in un villaggio in cui faccio rifornimento, e mi inoltro di nuovo in una foresta di betulle. A circa 90 km dalla partenza (non so con esattezza, niente strava per risparmiare batteria), la strada e' interrotta: accesso solo con licenza caccia, assolutamente vietato e pericoloso per gli altri. Visto che nessuno va in bici nella zona, mi vedo gia' impallinato e faccio dietrofront, decidendo di prendere una strada asfaltata -riuscissi a trovarne una. Segue un'ora di passione per fare un giro del lago molto 'gravel', quindi arrivo finalmente su strada con le mani a pezzi. Mi mancano 65 km al punto di primo pernotto, ho ancora tanto tempo ma mi servono acqua e cibo. I primi tre 'produkty' seguenti segnati sulla carta sono chiusi, il vento e' contrario, l'asfalto rovinatissimo. La bici sembra non si muova :), ma quando finalmente svolto a destra, la strada diventa un biliardo, il vento scende, e decido di spingere al max fino al prossimo sperato rifornimento. Che fortunatamente e' aperto, trovo solo acqua e biscotti fatti in casa. Ne acquisto un pacco che va dalla tasca fino quasi al collo, ma che dura poco piu' di 10 km. Per strada volo, complice il poco dislivello, divoro gli ultimi 50 km. Unico fastidio il vento laterale sul borsone, ed un tir che mi stringe su un marciapiede col bordo alto. Quando con la coda dell'occhio capisco che ha pure il rimorchio, me la faccio sotto. L'idiota mi ha passato davvero vicinissimo, poi stretto, per fermarsi al semaforo cento metri dopo. Uno dei piu' grossi spaventi della vita in bici. Lungo la strada, con mia enorme sorpresa, trovo un altro bikepacker, che pero' ha un setup meno aggressivo del mio, e non riesce o forse non vuole prendere la ruota. Passo la prima notte in un campeggio hippie autogestito. Mi danno una zuppa calda, dell'orzo in abbondanza, tutto rigorosamente vegano e non raffinato. Prendo una doccia (cioe' una colatina di acqua gelata), si dorme in tenda, qualche chiacchiera. Un gruppo di sei bambini mi obbliga a giocare al leone e le antilopi, non so con che forza tiro alcuni dei miei scatti migliori (da giovine facevo comunque mezzofondo con sprint come punto di forza). Vado a dormire in tenda alle 8.30, secco dieci ore di fila. Con le mani distrutte, riesco a fatica a scrivere un sms alla famiglia per dire tutto ok. Il posto non e' un hotel, bisogna lavare quel che si usa etc, ma cena, pernotto e colazione mi costano meno di 5 euro :)

Gli altri due giorni molto piu' vicini al previsto. Al mattino mi consigliano di andare a vedere un villaggio di Vecchi Credenti vicino al campeggio, ma li c'e' anche un Nuovo Supermercato (discount) dove faccio scorta. Nel percorso non mi allontano mai troppo da una ferrovia in cui viaggiano due treni passeggeri al giorni (mattino e sera), mentre durante il giorno passano dei treni cargo con centinaia di vagoni, locomotive intermedie, lunghi km e lentissimi. Unica nota inusuale: ad un certo punto, devo attraversare la ferrovia, ma uno di questi giganti buoni si ferma nel mezzo. Percorrere per lungo e' impossibile, gli passo sotto :). La notte pernotto nella casa di conoscenti, finalmente doccia e caffe al mattino. Quindi ultima fatica per il ritorno, le mani stanno gia' meglio, gambe un po' stanche ma resto tutto ok. Comunque un piacere rivedere la civilta'.
Porca trottola che avventura, sembra la trama di un film.
Spero che tutte le tue uscite in solitaria non siano sempre cosi, altrimenti appenderei la bicicletta al muro.
Complimenti per l'audacia e per il fegato.
:azz :°°(
 

FrancoBikers

Apprendista Velocista
16 Dicembre 2007
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Belluno
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Bici
Wilier Triestina GTR SL; Cannondale CAADX 105; Cannondale synapse
Reggisella nix ks47. La colpa e`mia, lo ho tolto per pulirlo e ingrassarlo e l'ho stretto troppo. Col carbonio bisogna stare attenti.
Meno male che ho il buon vecchio muletto in alluminio ha fatto la guerra, ma e`sempre affidabile
Con il carbonio è indispensabile usare la chiave dinamometrica per non rischiare rotture
 

75Cri

Pedivella
25 Maggio 2018
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Oslo
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Wilier Jaroon
Vedi che esistono! :mrgreen:
Qui il numero di uomini e donne in bici non è molto differente e non parlo di bici da città, parlo di qualsiasi tipo di bici, BDC, Gravel, MTB, etc..

In ogni caso ieri solo un 24km con un 300d+. Invece oggi è tornato il brutto tempo, quindi ebike e abbigliamento adeguato.
 

Redoute

Maglia Amarillo
31 Maggio 2007
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Lazio
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Bici
2
Anche stamattina altra passeggiata in bicicletta nelle zone circostanti la località di vacanza della Bassa Umbria: 2h e 40m di pedalata per 57 km complessivi anche oggi, più o meno il mio standard attuale.
In compenso ho notato un sensibile miglioramento della mia condizione fisico-atletica.
 

martin_galante

Nel Gruppetto
24 Ottobre 2017
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Pianeta Terra
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cletta
Porca trottola che avventura, sembra la trama di un film.
Spero che tutte le tue uscite in solitaria non siano sempre cosi, altrimenti appenderei la bicicletta al muro.
Complimenti per l'audacia e per il fegato.
:azz :°°(
Ma no, vado spesso in luoghi molto isolati ma e' la prima volta che lo faccio da solo. Per questo ho scritto un piccolo resoconto qui.

Prima di dire che ho fegato, devi vedere come vado in discesa (tipo ai 50 entra il limitatore di velocita').
 
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tombazosana

Apprendista Cronoman
31 Dicembre 2010
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veneto
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da corsa
Giretto ieri mattina con amici molto tranquilli , ma va bene così, 107km 1380d+ però senza il mio socio abituale non è lo stesso, spero in un suo completo e rapido recupero, perchè con attività propria e dipendenti ai primi di settembre la faccenda sarà gravida, ma ha già in mente la ebike olympia 900:azz da affiancare alla sl6 per girare in lessinia in posti impraticabili con la bdc e alle auto.
 
Stato
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