Appena rientrato da tre giorni in bici in solitaria. Partenza da Mosca, verso est: passata la citta', c'e' un'ampia zona di case di campagna (dacha), quindi si apre una delle regioni piu' povere della Russia. In cerca di avventura, solitudine, fatica. Giro deciso e preparato in fretta la sera prima; ho portato con me solo una borsa posteriore topeak con: due camere, cacciaruote, multitool, quick link, due chiavi esagonali, powerbank wireless, chiavi, disinfettante, copia del passaporto, luce anteriore, pantaloncini con fondello, maglietta casual aderente, maglietta per dormire, un paio di mutande, un paio di calzini di ricambio, coprigambe, scarpe leggere senza attacchi per la sera, mantellina. Sulla bici, due borracce da 0.75, telefono sull'attacco manubrio, con dentro soldi, carta di credito, foglio con info emergenze. Avevo indosso: bib+maglia bici, scarpe spd, casco, occhiali, calzini compressione, in tasca mascherina, frutta secca. La bici un po' sbilanciata sul posteriore, ma il resto tutto ben regolato. Coperture slick da 32.
Il piano era di fare circa 150 km al giorno, favorendo le strade bianche e secondarie all'asfalto. L'idea di partire molto presto al mattino, prendere cibo ed acqua lungo il percorso, ed arrivare pure presto, cosi' da poter trovare facilmente dove dormire etc. Purtroppo i software di mappe/gps etc coprono piuttosto male la regione, street view e simili si limitano alle strade principali, ed e' difficile farsi un'idea della qualita' delle strade. Per questo ho preferito il telefono al computer: ci sono app anche non per bici, che danno qualche info in piu'. Ovviamente ho usato la batteria col contagocce.
Il primo giorno e' stato durissimo. Passati gli abitati, mi sono ritrovato in foresta, dove ho una certa abitudine a pedalare, ma con coperture diverse. Tanto fango, percorso tecnico, mai nessuno in vista. A volte, solitudine anche eccessiva. Ad un certo punto, per passare un fiume, ho dovuto arrampicarmi sul ponte del treno (in teoria c'erano delle scale quasi verticali, in pratica dissestate e coperte di vegetazione), la discesa e' stata davvero difficile, avrei voluto cambiare scarpe ma il ponte era cosi' piccolo che non volevo sperimentare se potessi starci insieme al treno. In seguito, tanti km su ghiaia molto grossa, davvero impegnativi. Pressione a 80 psi che ho deciso di non cambiare, sbagliando. La carta digitale che seguivo, indicava strade costantemente migliori/diverse dalla realta'. Ad un certo punto passo in un villaggio in cui faccio rifornimento, e mi inoltro di nuovo in una foresta di betulle. A circa 90 km dalla partenza (non so con esattezza, niente strava per risparmiare batteria), la strada e' interrotta: accesso solo con licenza caccia, assolutamente vietato e pericoloso per gli altri. Visto che nessuno va in bici nella zona, mi vedo gia' impallinato e faccio dietrofront, decidendo di prendere una strada asfaltata -riuscissi a trovarne una. Segue un'ora di passione per fare un giro del lago molto 'gravel', quindi arrivo finalmente su strada con le mani a pezzi. Mi mancano 65 km al punto di primo pernotto, ho ancora tanto tempo ma mi servono acqua e cibo. I primi tre 'produkty' seguenti segnati sulla carta sono chiusi, il vento e' contrario, l'asfalto rovinatissimo. La bici sembra non si muova :), ma quando finalmente svolto a destra, la strada diventa un biliardo, il vento scende, e decido di spingere al max fino al prossimo sperato rifornimento. Che fortunatamente e' aperto, trovo solo acqua e biscotti fatti in casa. Ne acquisto un pacco che va dalla tasca fino quasi al collo, ma che dura poco piu' di 10 km. Per strada volo, complice il poco dislivello, divoro gli ultimi 50 km. Unico fastidio il vento laterale sul borsone, ed un tir che mi stringe su un marciapiede col bordo alto. Quando con la coda dell'occhio capisco che ha pure il rimorchio, me la faccio sotto. L'idiota mi ha passato davvero vicinissimo, poi stretto, per fermarsi al semaforo cento metri dopo. Uno dei piu' grossi spaventi della vita in bici. Lungo la strada, con mia enorme sorpresa, trovo un altro bikepacker, che pero' ha un setup meno aggressivo del mio, e non riesce o forse non vuole prendere la ruota. Passo la prima notte in un campeggio hippie autogestito. Mi danno una zuppa calda, dell'orzo in abbondanza, tutto rigorosamente vegano e non raffinato. Prendo una doccia (cioe' una colatina di acqua gelata), si dorme in tenda, qualche chiacchiera. Un gruppo di sei bambini mi obbliga a giocare al leone e le antilopi, non so con che forza tiro alcuni dei miei scatti migliori (da giovine facevo comunque mezzofondo con sprint come punto di forza). Vado a dormire in tenda alle 8.30, secco dieci ore di fila. Con le mani distrutte, riesco a fatica a scrivere un sms alla famiglia per dire tutto ok. Il posto non e' un hotel, bisogna lavare quel che si usa etc, ma cena, pernotto e colazione mi costano meno di 5 euro :)
Gli altri due giorni molto piu' vicini al previsto. Al mattino mi consigliano di andare a vedere un villaggio di Vecchi Credenti vicino al campeggio, ma li c'e' anche un Nuovo Supermercato (discount) dove faccio scorta. Nel percorso non mi allontano mai troppo da una ferrovia in cui viaggiano due treni passeggeri al giorni (mattino e sera), mentre durante il giorno passano dei treni cargo con centinaia di vagoni, locomotive intermedie, lunghi km e lentissimi. Unica nota inusuale: ad un certo punto, devo attraversare la ferrovia, ma uno di questi giganti buoni si ferma nel mezzo. Percorrere per lungo e' impossibile, gli passo sotto :). La notte pernotto nella casa di conoscenti, finalmente doccia e caffe al mattino. Quindi ultima fatica per il ritorno, le mani stanno gia' meglio, gambe un po' stanche ma resto tutto ok. Comunque un piacere rivedere la civilta'.
Il piano era di fare circa 150 km al giorno, favorendo le strade bianche e secondarie all'asfalto. L'idea di partire molto presto al mattino, prendere cibo ed acqua lungo il percorso, ed arrivare pure presto, cosi' da poter trovare facilmente dove dormire etc. Purtroppo i software di mappe/gps etc coprono piuttosto male la regione, street view e simili si limitano alle strade principali, ed e' difficile farsi un'idea della qualita' delle strade. Per questo ho preferito il telefono al computer: ci sono app anche non per bici, che danno qualche info in piu'. Ovviamente ho usato la batteria col contagocce.
Il primo giorno e' stato durissimo. Passati gli abitati, mi sono ritrovato in foresta, dove ho una certa abitudine a pedalare, ma con coperture diverse. Tanto fango, percorso tecnico, mai nessuno in vista. A volte, solitudine anche eccessiva. Ad un certo punto, per passare un fiume, ho dovuto arrampicarmi sul ponte del treno (in teoria c'erano delle scale quasi verticali, in pratica dissestate e coperte di vegetazione), la discesa e' stata davvero difficile, avrei voluto cambiare scarpe ma il ponte era cosi' piccolo che non volevo sperimentare se potessi starci insieme al treno. In seguito, tanti km su ghiaia molto grossa, davvero impegnativi. Pressione a 80 psi che ho deciso di non cambiare, sbagliando. La carta digitale che seguivo, indicava strade costantemente migliori/diverse dalla realta'. Ad un certo punto passo in un villaggio in cui faccio rifornimento, e mi inoltro di nuovo in una foresta di betulle. A circa 90 km dalla partenza (non so con esattezza, niente strava per risparmiare batteria), la strada e' interrotta: accesso solo con licenza caccia, assolutamente vietato e pericoloso per gli altri. Visto che nessuno va in bici nella zona, mi vedo gia' impallinato e faccio dietrofront, decidendo di prendere una strada asfaltata -riuscissi a trovarne una. Segue un'ora di passione per fare un giro del lago molto 'gravel', quindi arrivo finalmente su strada con le mani a pezzi. Mi mancano 65 km al punto di primo pernotto, ho ancora tanto tempo ma mi servono acqua e cibo. I primi tre 'produkty' seguenti segnati sulla carta sono chiusi, il vento e' contrario, l'asfalto rovinatissimo. La bici sembra non si muova :), ma quando finalmente svolto a destra, la strada diventa un biliardo, il vento scende, e decido di spingere al max fino al prossimo sperato rifornimento. Che fortunatamente e' aperto, trovo solo acqua e biscotti fatti in casa. Ne acquisto un pacco che va dalla tasca fino quasi al collo, ma che dura poco piu' di 10 km. Per strada volo, complice il poco dislivello, divoro gli ultimi 50 km. Unico fastidio il vento laterale sul borsone, ed un tir che mi stringe su un marciapiede col bordo alto. Quando con la coda dell'occhio capisco che ha pure il rimorchio, me la faccio sotto. L'idiota mi ha passato davvero vicinissimo, poi stretto, per fermarsi al semaforo cento metri dopo. Uno dei piu' grossi spaventi della vita in bici. Lungo la strada, con mia enorme sorpresa, trovo un altro bikepacker, che pero' ha un setup meno aggressivo del mio, e non riesce o forse non vuole prendere la ruota. Passo la prima notte in un campeggio hippie autogestito. Mi danno una zuppa calda, dell'orzo in abbondanza, tutto rigorosamente vegano e non raffinato. Prendo una doccia (cioe' una colatina di acqua gelata), si dorme in tenda, qualche chiacchiera. Un gruppo di sei bambini mi obbliga a giocare al leone e le antilopi, non so con che forza tiro alcuni dei miei scatti migliori (da giovine facevo comunque mezzofondo con sprint come punto di forza). Vado a dormire in tenda alle 8.30, secco dieci ore di fila. Con le mani distrutte, riesco a fatica a scrivere un sms alla famiglia per dire tutto ok. Il posto non e' un hotel, bisogna lavare quel che si usa etc, ma cena, pernotto e colazione mi costano meno di 5 euro :)
Gli altri due giorni molto piu' vicini al previsto. Al mattino mi consigliano di andare a vedere un villaggio di Vecchi Credenti vicino al campeggio, ma li c'e' anche un Nuovo Supermercato (discount) dove faccio scorta. Nel percorso non mi allontano mai troppo da una ferrovia in cui viaggiano due treni passeggeri al giorni (mattino e sera), mentre durante il giorno passano dei treni cargo con centinaia di vagoni, locomotive intermedie, lunghi km e lentissimi. Unica nota inusuale: ad un certo punto, devo attraversare la ferrovia, ma uno di questi giganti buoni si ferma nel mezzo. Percorrere per lungo e' impossibile, gli passo sotto :). La notte pernotto nella casa di conoscenti, finalmente doccia e caffe al mattino. Quindi ultima fatica per il ritorno, le mani stanno gia' meglio, gambe un po' stanche ma resto tutto ok. Comunque un piacere rivedere la civilta'.



