Riflessioni su agilità,consumo energetico, efficienza di pedalata

#34

Maglia Gialla
25 Luglio 2005
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Atlantide
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Bici
In garage, appoggiate una sull'altra, con le ruote a terra..
dirò una cavolata, ma secondo me fare dei tratti a cadenza molto elevata come progressioni a 120 pedalate mi consente di curare e rendere più armonica la pedalatae renderla più efficiente...

Tecnicamente dovrebbe essere il contrario,la pedalata più controllata è sicuramente a cadenze medio basse,più agilizzi il gesto e più si pecca in coordinazione.Se avessi le PC te ne renderesti conto subito,se ai primi giri ti fissi di andare agili non arrivi manco a casa :asd:
 

Redoute

Maglia Amarillo
31 Maggio 2007
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Lazio
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Bici
2
infatti la mia osservazione non è:

non tenete alti gli rpm, che non serve a nulla.

è piuttosto:

voi che curate così tanto l'agilità, avete notato che vi scomponete più agili andate? qual è il vostro atteggiamento? continuate ad andare agili noncuranti del problema? condividete la necessità di pedalare con una coordinazione migliore (ovvio che più uno va agile, minore è la coordinazione)?

il ragionamento che estrapolo dalla mia esperienza è che migliore dell'agilità fine a se stessa, è l'ottimizzazione del gesto e della coordinazione neuromuscolare.

chi dice che si diventa coordinati ad alte rpm anche solo facendo agilità, non ha mai provato a fare altro.

Sono scomposto di mio ma anch'io quando vado sopra le 100-105 rpm inizio a scompormi di brutto e allora mi accontento di rimanere su cadenze minori che però riesco a mantenere anche con rapporti più duri.
A me devo dire che ha giovato molto seguire agli inizi dell'attività ciclistica amatoriale (venti anni fa...) i consigli di un mio amico che mi ha fatto iniziare curando soprattutto l'agilità, poi una volta che avevo preso la cadenza giusta aumentare il rapporto e salire in scioltezza su tutte le asperità è stato automatico.
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Bici
Colnago 50 Anniversary
Ultimamente siamo andati un po' fuori argomento. New aveva posto questo problema.

Terza riflessione: si ha così tanta paura di intossicare la gamba, come mai non si ha paura dello sfinimento per stanchezza? In fondo il consumo calorico è molto alto andando ad alte rpm.

Per quanto mi riguarda non so dire con esattezza quanto mi costi andare agile. Però mi sono talmente abituato ad andare così, che quando mi capita di andare con persone che mi costringono ad andare a basse rotazioni, specie in salita, quando arrivo a casa sono distrutto e con una fame da lupo. Ho provato a mangiare di più, ma arrivo sempre con la fame.
 

passistone

Pedivella
13 Aprile 2008
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Pescara
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Bici
Bici, quella coi pedali.
voi che curate così tanto l'agilità, avete notato che vi scomponete più agili andate? qual è il vostro atteggiamento? continuate ad andare agili noncuranti del problema? condividete la necessità di pedalare con una coordinazione migliore (ovvio che più uno va agile, minore è la coordinazione)?

è tutta una questione di volontà e di abitudine,se uno lo vuole veramente si sforza di stare fermo su quella cavolo di sella anche a 140 rpm e se ci riesci sai che differenza c'è quando scendi a 100 rpm?enorme... io 2 anni fa appena iniziai saltellavo anche a 100rpm ora le rpm medie delle uscite in questo periodo si aggirano dalle 105 alle 110 rpm,qualche giorno fa ho fatto 20km di soglia a 122rpm di media(è tutto scaricato sul computer) in pianura e ti assicuro che il busto era fermissimo....per non parlare del dietro motore a 140-150rpm...ah,non mi sentivo affatto un deficente....
il ciclismo è secondo me tra tutti gli sport quello dove la testa fa più differenza,chiunque può stare con il busto fermo a 130rpm,basta volerlo... soltanto i risultati delle gare diranno se sto sbagliando tutto o no...

dirò una cavolata, ma secondo me fare dei tratti a cadenza molto elevata come progressioni a 120 pedalate mi consente di curare e rendere più armonica la pedalatae renderla più efficiente...

Q8
 

gio89

Maglia Rosa
14 Settembre 2005
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verona/milano
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Bici
alu
è tutta una questione di volontà e di abitudine,se uno lo vuole veramente si sforza di stare fermo su quella cavolo di sella anche a 140 rpm e se ci riesci sai che differenza c'è quando scendi a 100 rpm?enorme... io 2 anni fa appena iniziai saltellavo anche a 100rpm ora le rpm medie delle uscite in questo periodo si aggirano dalle 105 alle 110 rpm,qualche giorno fa ho fatto 20km di soglia a 122rpm di media(è tutto scaricato sul computer) in pianura e ti assicuro che il busto era fermissimo....per non parlare del dietro motore a 140-150rpm...ah,non mi sentivo affatto un deficente....
il ciclismo è secondo me tra tutti gli sport quello dove la testa fa più differenza,chiunque può stare con il busto fermo a 130rpm,basta volerlo... soltanto i risultati delle gare diranno se sto sbagliando tutto o no...
Non è proprio così, tu dici che tutti sono in grado di star fermi a 130rpm solo perchè ci riesci te. Anche io sto fermissimo a 120rpm e quindi se mi concentro un po' riesco a stare composto anche a 160, ma c'è gente che a 100 saltella già perchè non fa un gesto corretto e non ha una grande coordinazione, questi magari se vanno a 70 riescono a curare la pedalata e quindi anche la posizione in sella, per arrivare a pedalare veramente bene sopra i 110 serve o allenamento, o una dote naturale, o aver iniziato da molto piccoli a pedalare
 

gio89

Maglia Rosa
14 Settembre 2005
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Bici
alu
dirò una cavolata, ma secondo me fare dei tratti a cadenza molto elevata come progressioni a 120 pedalate mi consente di curare e rendere più armonica la pedalatae renderla più efficiente...
Certo, finchè sei in spinta è tutto molto più semplice, perchè dovendo sempre spingere per aumentare ti viene più naturale richiamare la gamba, il problema è quando si va tranquilli a 120rpm senza forzare
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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Pampas Lacustre.
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Per capire i benefici e i limiti dettati dalle caratteristiche fisiche del cosidetto andare agile. Non so se avete mai osservato alla MilanoSanremo i velocisti con ambizione di vittoria quando scollinano sulla Cipressa di slito vanno molto agili, poi quando fanno la volata dopo quasi 300km non è che usino un 39x15..... Quasi tutti un 53x11-12.
Ecco gli stessi velocisti osservati su un tappone dolomitico al giro o al Tour, bene i rapporti da loro usati sono molto lunghi vanno tutti molto duro come si dice in gergo.
L'agilità serve a salvare la gamba, se riesci ad andare con un rapporto in meno quando sei in gruppo o quando sei a ruota in salita quando si ne trae sicuramente un vantaggio.

Come ha scritto qualcuno fare delle progressioni o meglio delle volate al massimo della propia frequenza i pedalata sopratutto i questo periodo, quello iniziale per intenderci, serve serve molto ma non certo ad avere la pedalta piu' tonda.
 

cipitoz

Gregario
3 Dicembre 2004
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Sono andato a vedermi le rpm medie dei record dell'ora in pista...

Moser 104 rpm
Borman(o come diavolo si scrive) 101 rpm

Fonte "dilettanti e professionisti di Massimo Massagrande"

Ora, non tutti siamo come Moser, ma è cmq un'indicazione valida credo.:wacko:

Forse non è riportato nel libro ma in pista usavano il fisso.
Con il pignone fisso è "leggermente" più "economico" usare quelle frequenze che con la ruota libera su strada.

Aldo Sassi, Dalla parte del ciclismo:
....Moser utilizzò le SFR per allenarsi ad azionare un lungo rapporto nel Record dell'ora, ma pur sempre a 103 pedalate al minuto....
...a parità di potenza sviluppata, la cadenza di pedalata sarebbe stata influenzata dall'energia cinetica accumulata dal complesso atleta-bicicletta, a sua volta in funzione della velocità di avanzamento acquisita.

Cioè: si può allenare una certa agilità anche allenando la potenza (più sono potente, meglio riesco a spingere ad alta frequenza lunghi rapporti).
Ma anche: ad oltre 50 km all'ora, e con il fisso, è facile andare agili (se si ha la necessaria potenza) perché è notevole l'energia cinetica accumulata dal complesso uomo-bicicletta.
In salita e con la ruota libera è tutto un altro discorso.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Cioè: si può allenare una certa agilità anche allenando la potenza (più sono potente, meglio riesco a spingere ad alta frequenza lunghi rapporti).
Ma anche: ad oltre 50 km all'ora, e con il fisso, è facile andare agili (se si ha la necessaria potenza) perché è notevole l'energia cinetica accumulata dal complesso uomo-bicicletta.
In salita e con la ruota libera è tutto un altro discorso.

Infatti, le SFR sono alla base dell'allenamento della resistenza, la resistenza alla potenza si esprime attraverso la capacità di azionare o un rapporto +lungo o uno stesso rapporto a velocità (rpm) superiore.
Quindi l'allenamento della resistenza è la base, mentre la resistenza alla velocità diventa un lavoro specifico, entrambi si possono fare con metodi continui o ad intervalli.
Lo sviluppo delle capacità è proporzionale a tutti gli intervalli di lavoro, cioè se ad esempio facendo allenamento solamente con intervalli di 30" si migliora la potenza critica (e quindi la velocità) su questo intervallo, per ipotesi passando da 400 a 500watts, le proprie capacità saranno comunque migliorate su tutti gli intervalli di tempo in modo proporzionale, intesa come potenza critica, è ovvio però che l'interval training breve, medio e lungo assolve a diversi obiettivi in relazione alle capacità che si vogliono sviluppare.
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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Per capire i benefici e i limiti dettati dalle caratteristiche fisiche del cosidetto andare agile. Non so se avete mai osservato alla MilanoSanremo i velocisti con ambizione di vittoria quando scollinano sulla Cipressa di slito vanno molto agili, poi quando fanno la volata dopo quasi 300km non è che usino un 39x15..... Quasi tutti un 53x11-12.
Ecco gli stessi velocisti osservati su un tappone dolomitico al giro o al Tour, bene i rapporti da loro usati sono molto lunghi vanno tutti molto duro come si dice in gergo.
L'agilità serve a salvare la gamba, se riesci ad andare con un rapporto in meno quando sei in gruppo o quando sei a ruota in salita quando si ne trae sicuramente un vantaggio.

Come ha scritto qualcuno fare delle progressioni o meglio delle volate al massimo della propia frequenza i pedalata sopratutto i questo periodo, quello iniziale per intenderci, serve serve molto ma non certo ad avere la pedalta piu' tonda.
innanzitutto le salite dei grandi giri non sono certo quelle della sanremo.poi in un grande giro i velocisti nelle tappe di montagna devono solo arrivare entro il tempo max,non li vedremo mai salire col ritmo degli uomini di classifica.inoltre il recupero di un velocista tappa dopo tappa e' sicuramente piu' difficoltoso,vederli andare duro sara' perche' non ne hanno proprio piu'..
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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Pampas Lacustre.
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innanzitutto le salite dei grandi giri non sono certo quelle della sanremo.poi in un grande giro i velocisti nelle tappe di montagna devono solo arrivare entro il tempo max,non li vedremo mai salire col ritmo degli uomini di classifica.inoltre il recupero di un velocista tappa dopo tappa e' sicuramente piu' difficoltoso,vederli andare duro sara' perche' non ne hanno proprio piu'..

O hai letto male o mi sono espresso male io, ma di quello che ho scritto non hai capito propio cippa.
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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vi dico la mia sul concetto di agilita'.a seconda che piaccia andare duri o agili,in pianura una pedalata agile va da circa 85 a 100rpm,in salita da 70 a 85,a seconda della pendenza(parlo x noi amatori)andare sopra le 100 pedalate,110,addirittura 120 ha senso solo quando si fa alta velocita' con rapporti lunghi,45/50kmh e oltre:quello che avviene negli scatti,nelle lunghe discese o nelle fasi iniziali di una gf.usare queste cadenze con rapporti corti ,come osservano giustamente in tanti,fa solo saltellare sulla sella con una pedalata poco efficace.a questo punto non ha senso ridurre le rpm ma allungare il rapporto in modo da rimanere sempre composti nella spinta.in mezzo al gruppo che viaggia a velocita' non altissime non penso sia molto comodo girare le gambe a 120 pedalate..con questo volevo dire che un buon ritmo di pedalata e' sicuramente vantaggioso che andare duro,ma va tutto proporzionato alla velocita' .la gamba anche quando gira agile deve essere almeno un po' "in tiro" altrimenti l'efficacia della pedalata va a farsi benedire
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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O hai letto male o mi sono espresso male io, ma di quello che ho scritto non hai capito propio cippa.
ho capito.mi spiego.nel ciclismo d'elite oggi andare forte in salita necessita di alte frequenze.in una corsa come la sanremo il velocista per tenere il ritmo di chi attacca in salita e per mantenere la gamba pronta all'eventuale volata,deve x forza andare su agile.nella salita di una corsa a tappe invece l'obbiettivo e' salire con la velocita' minima possibile x arrivare al traguardo, che unito al fatto del minor recupero sulla successione di salite(rispetto agli uomini di classifica)fa si che noi li vediamo andare duri o piano o scomposti.se qualcuno ha la possibilita' di vederli dal vivo puo' capire bene la loro immane fatica..