Benedette queste SFR, quanto scompiglio continuano a causare! Premetto che non esiste un modo alternativo alla loro esecuzione. Le SFR si fanno così come le ha ideate Sassi punto e basta. Ogni altra interpretazione o modifica ci portano a un'altra cosa che è diversa con altre implicazioni fisiologiche, muscolari ecc. Le SFR hanno lo scopo di allenare il tipo di forza che serve al ciclista stradista: la forza resistente e proprio per questo aerobica (per il pistard serve di più quella esplosiva, sottomassimale, di tipo anaerobico ecc) indispensabile per spingere i rapporti per lungo tempo, quindi non massimale (questa ne ha più un pesista che un ciclista e per questo può fare anche 30" lasciandosi dietro Contador, ma dopo 1' si ferma con i muscoli intossicati ecc.) quindi sfruttando un percentuale sotto il 50% della sua forza massima (per questo motivo le sfr sono molto gradite da tutti perchè non si fatica granchè e sono molto comode) ma producono un ottimale adattamento alla contrazione prolungata, in una situazione di perfusione di ossigeno limitata dalla vasocostrizione, facendo superare al muscolo stesso lo stress di endurance cui è sottoposto. Dunque i paletti sono: la quantità di forza (rapportata alla propria potenza in watt), il numero di rpm (ideali 40), l'impegno metabolico aerobico (medio-veloce al massimo) da cui deriva la pendenza della salita, il rapporto e la velocità da sostenere. Detto questo si deve sapere se allenandosi in tal modo sulla forza il problema è risolto. La risposta è NO. E' solo il primo passo per andare più forte in bici perchè, facendo riferimento al pesista, la forza è efficace solo se è in grado di far aumentare la velocità di "crocera" della progressione cioè la potenza che è costituita dalla forza x la velocità (di esecuzione del gesto vale a dire le rpm). Ecco allora che occorre trasformare la forza in potenza, aumentando le rpm e l'impegno metabolico in modo progressivo fino ad arrivare allo sviluppo della maggior velocità di progressione possibile compatibilmente con la potenza a disposizione in quel momento. Tutto qui. Il procedimento è tale che a partire da una alta percentuale di forza applicata ai pedali a una potenza pari al 75-78% della propria MPA, nelle SFR, si passi alla Salita di Potenza (SP) pari al 85-88% della MPA, fino alle RINT (ripetute intermittenti) pari al 98-100% della MPA. Il rapporto forza/potenza è inversamente proporzionale: alta forza=bassa velocità, bassa forza=alta velocità che si realizza con maggior potenza. Da qui si evince che se ho 300 watt alla MPA le SFR le devo fare a 40 rpm perché spingo 72 kg, se invece le faccio in modo alternativo a 60 rpm faccio 48 kg di forza: quale sarà il modo più efficace per sviluppare forza? Per concludere le SFR da sole non bastano, anzi, possono essere controproducenti e per EVITARE di imballarsi e non andare più avanti (vedi lerrore originale dellamico Sassi che aveva allenato la sua squadra per il giro dItalia a suon di SFR ed è andata a picco) e non avere la potenza necessaria ad affrontare variazioni di ritmo, maggior velocità sia in salita che in pianura (crono) non basta nemmeno velocizzare con l AGILITA perche anchessa non è sufficiente se non è a sua volta supportata da una adeguata potenza (non ha senso fare 120 rpm a 100 watt ma è efficace farne 110 a 200-250 watt, ad esempio)
gianni tendola

,quindi non riesco a fare un volume di lavoro sufficiente causa esaurimento fisico,dall'altra parte ho il dubbio che se alleggerissi ulteriormente il rapporto (ho usato il 50x18-17 ) il lavoro non sarebbe lo stesso ,