Tradizionale o compact?

paolo769

Gregario
18 Marzo 2008
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Bici
Canyon Ultimate cf slx, Battaglin C12
da novembre sto usando il muletto che monta il 53/39 13/26 ma mi trovo senz'altro meglio con l'altra che ha compact 11V 50/34 12/25:eek:
se devo spingere non trovo differenze rispetto al 53 come alcuni dicono
quando ho bisogno di rapporti leggeri ne ho di più, con il 50 mi ritrovo maggiori combinazioni e quel 50/19 terzultimo pignone troppo comodo:mrgreen:
e poi generalmente mi ritrovo ad andare più agile


quindi rispondendo al titolo del post compact senz'altro:asd2:
 

skadilab

Novellino
26 Dicembre 2009
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salve anche ho cominciato da poco e ho un dura ace 9v con guarnitura tradizionale 50/38 e un pacco 11/23 la fatica la sento :wacko: ora ho ordinato sotto consiglio di mio cognato un pacco 13/29 miche compatibile shimano pensiate che ci puo' andare o struscerà mi e' venuto questo dubbio ;nonzo%;nonzo%;nonzo%
 

gabriele.degiorgi

Novellino
17 Settembre 2008
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Sud Milano - piena campagna
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Bici
la più bella
guarda, stamattina ho fatto un po' di discese e ti dico che con il 50-13 a 60km/h sentivo ancora bene la catena, la cadenza sarà stata sulle 110-115 rpm, percui se sei un umano come me, vai tranquillo che ne hai da vendere


guarda proprio un paio di settimane fa ho fatto la discesa del ghisallo da onno (dopo aver fatto la salita da bellagio) e quello che tu dici non è assolutamente vero... a 64 all'ora nel drittone della prima parte della discesa le gambe con il 50-12 giravano a supervuoto... quasi come se la catena fosse caduta (anzi ho guarda due o tre volte per sincerarmi che fosse ancora su)... se mi dici che con il 50-11 funziona è un conto, ma con il 50-13, come dici tu, è davvero impossibile!
 
S

sante pollastri

Guest
non ho letto tutto,ma posso dire che se hai un 11v la compact ha piu' senso,con 11/23 sei a posto dovunque.
 

advanced58

Apprendista Passista
1 Agosto 2008
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Specialized Allez Comp,Campagnolo Veloce,Campagnolo Eurus.Radon ZR Team 7.0
Ciao a tutti. Premesso che vado in bdc da circa 1 mese e con pretese da cicloturista (uscite da 70/80 km con qualche discreta salita), mi può andar bene il 50/34 che mi hanno montato oppure sarebbe meglio sostituirlo con il 53/39? Con il compact ho notato che in velocità faccio fatica a stare a ruota...

Ma scusa,se dopo 1 mese di bdc hai già problemi di non riuscire a stare a ruota perchè con la compact i rapporti sono troppo corti,significa che sei un talento naturale.A questo punto prova col 53x39,magari ti trovi meglio.
Valerio.o-o
 

magicady

Passista
15 Agosto 2009
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FM 028 Horse with no name Nome Ady
guarda proprio un paio di settimane fa ho fatto la discesa del ghisallo da onno (dopo aver fatto la salita da bellagio) e quello che tu dici non è assolutamente vero... a 64 all'ora nel drittone della prima parte della discesa le gambe con il 50-12 giravano a supervuoto... quasi come se la catena fosse caduta (anzi ho guarda due o tre volte per sincerarmi che fosse ancora su)... se mi dici che con il 50-11 funziona è un conto, ma con il 50-13, come dici tu, è davvero impossibile!
con il 50/11 la catena la senti fino a quasi 70 all'ora
 
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garghoyl

Gregario
16 Settembre 2010
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l'isola più bella del mondo....la Sicilia
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Colnago C64 DISC
sono in procinto di fare il passaggio sopracitato....peso 78/79 kg e mi considero un passista che si difende in salita....secondo voi per non avere un passaggio traumatico da uno all'altro ci sono accorgimenti che posso utilizzare? premetto che mi piace pedalare con alti rpm e che atualmente monto una cassetta 9v 12-27 mentre quella nuova sarà 12-25 10v.
grazie anticipatamente a tutti
 

Mini4wdking

via col vento
22 Novembre 2006
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Piacenza
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Canyon Ultimate CF Dura Ace
Ciao, vedo che parti con il piede giusto, ossia studi i rapporti della bici nel loro complesso, non soffermandosi solo sulla guarnitura che da sola non dice niente.
Allora, per rispondere alla tua domanda, che sostanzialmente consiste in: "Che pignone massimo devo montare per non rischiare di avere rapporti troppo agili che non utilizzerò mai in salita?", ti chiedo alcuni dettagli.

  1. Dici che ti piace pedalare agile, anche in salita?
  2. Se sì, allora vuol dire che tieni agile anche il 42/27 su salite ripide?
  3. Oppure su salite ripide sforzi un poco con il 42/27 alzandoti sui pedali?
Inoltre, per sapere che pignone minimo usare:

  1. In pianura, usi spesso, ora con il 52, il pignone 12?
Ciao
 

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
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7 Tour de France consecutivi!
Tattiche di gara
TUTTI PIÙ COMPETITIVI CON LE COMPACT
articolo pubblicato su "Il Giornale delle Gran Fondo, dicembre 2004
di Maurizio Coccia

Cicloturisti, amatori o agonisti. Sempre più numerosi sono i gran-fondisti che scelgono le guarniture “compact”, rivelatesi ideali per migliorare il gesto pedalato e ottimizzare il consumo di energia. E in termini tattici? Cosa cambia se si usa la 50-34?

Luglio 2003: nel nostro spazio dedicato alla tattica pubblicammo un servizio sulla guarnitura tripla e parlammo del suo corretto utilizzo e del suo campo di applicazione privilegiato, che sembrava proprio essere quello delle granfondo. Dicembre 2004: a distanza di soli quindici mesi, la realtà dei fatti ci obbliga a tornare sul tema “tattica e pedaliere”, ma questa volta ci concentriamo sulle “compact”, ossia le guarniture con doppio “plateau” da 50 e 34 denti. Queste sono comparse sul mercato da pochi anni, ma nell’ultima stagione è stato un vero e proprio “boom”, soprattutto tra i granfondisti, i quali sembrano quasi aver relegato nel dimenticatoio la tripla. E al successo delle “compact” è corrisposta un’offerta delle case produttrici sempre più ricca e variegata e, oggi, la maggior parte delle aziende di settore ha in catalogo tali guarniture: ne esistono per tutte le tasche, di diversi materiali e in diverse lunghezze. Ma quanto le “compact” hanno effettivamente modificato la condotta tattica delle nostre granfondo?

Componente “trasversale”
C’è modo e modo di approfondire il tema guarniture “compact”. Prima di tutto, trattandosi di un componente di recente apparizione nel ciclismo, lo si può fare scandagliando tutto il loro patrimonio di novità da un punto di vista strettamente tecnico. E si parlerà allora di scala dei rapporti utili, di sviluppo metrico, di pesi complessivi e di dati dimensionali, in merito ai quali consigliamo di consultare la nostra rivista sorella “La Bicicletta”, all’interno della quale trattiamo spesso il tema. Interessante, però, può essere indagare quanto e come tale originale soluzione tecnologica abbia effettivamente modificato il modo di correre dei suoi più convinti utilizzatori: i granfondisti, appunto. Uno scarto di pochi denti sulle corone anteriori comporta infatti una grossa differenza nello stile di pedalata. Pensate, ad esempio, a quando, tra i professionisti, sul finire degli anni Ottanta, si passò dal 52-42 al 53-39: questo significò allargare la scala dei rapporti utili e si cominciarono a vedere i primi atleti spingere “rapportoni” impossibili (tipo 53-11), ma si iniziò anche a scoprire l’agilità in salita, rivelatasi poi gesto tecnico inappuntabile per gli sforzi di lunga durata. Proprio per questo, a distanza di tre lustri da quel periodo, l’innovazione apportata dalle “compact” appare, ciclisticamente parlando, ancora più epocale rispetto alla 53-39, che si caratterizza per una decisa contrazione nella dentatura di entrambe le corone, con ripercussioni significative in termini biomeccanici e di esecuzione del gesto pedalato. Componente per un ciclismo più rilassato? Tutt’altro, il dato più immediatamente tangibile, dal giorno dell’introduzione della “compact”, è stato proprio il suo guadagnare consensi all’interno delle fasce più disparate del pubblico del pedale: cicloturisti, cicloamatori, agonisti. Così, con “il plateau” da 50 e 34 denti alle granfondo vediamo pedalare sia chi si iscrive in gara semplicemente per “far numero”, sia chi si schiera al via con l’obiettivo di ottenere un risultato.

Cosa ci sarà, dunque, di così conveniente nel montare questo componente? Pedalata agile?
Già, la pedalata con la “compact” è più agile. È questa l’indiscutibile conclusione che si evince consultando la tabellina dello sviluppo metrico di una “compact” rispetto alla sua “collega” 53-39. Dunque, sia considerando i rapporti massimi potenzialmente sviluppati sia quelli minimi, un giro di pedale con la “compact” produce sicuramente una distanza inferiore a quella di una 53-39. Per questo, a parità di velocità, il numero di rpm sarà necessariamente più alto ed è esattamente questa la ricetta che gli esperti di scienza dello sport e di fisiologia dell’allenamento hanno individuato come via obbligata per “salvare la gamba”, migliorando così resistenza di lungo, medio, ma anche breve periodo.

Ma di che gamba stiamo parlando, di quella di un agonista o quella di un cicloturista?
Per atleti di buon livello... Percorrono tra i 7000 e i 15.000 kilometri l’anno, escono in bici almeno tre volte a settimana e hanno un patrimonio di potenza nelle gambe che varia tra i 300 e i 350 watt “in soglia”. Chi sono? Sono la fetta più nutrita dei partecipanti delle granfondo, atleti di livello atletico discreto, nei confronti dei quali la “compact” ci sembra la soluzione migliore per assecondare il loro carattere guizzante e corsaiolo. Col 50-34, infatti, si possono affrontare bene tutte le situazioni altimetriche offerte dai variegati percorsi delle nostre granfondo. In salita, ad esempio, oltre alla già citata agilità, gli ingranaggi di una “compact” producono una gamma di rapporti utili più ampia rispetto alla soluzione tradizionale, riducendo al minimo la possibilità di combinazioni doppie (stesso o molto simile sviluppo metrico). A dimostrazione di tutto questo sta la maggiore differenza di denti tra ingranaggi massimo e minimo che si verifica su una “compact” rispetto alla 53-39. A onor del vero, comunque, bisogna dire che questo ampio scarto significa anche un “salto” più sensibile quando, ad esempio, all’inizio di salita, si passa dall’ingranaggio grande al piccolo. Dunque, se contemporaneamente al cambio di corona non corrisponde un’adeguata scelta del pignone posteriore, si rischierà di perdere il giusto ritmo e la cadenza di pedalata ottimale. Crediamo, però, che un atleta di medio livello sia abbastanza esperto da evitare questo pericolo, mentre per uno alle prime armi tale questione neanche si pone.

Dalla salita passiamo adesso alla pianura, sempre con una “compact”
Dalla salita passiamo adesso alla pianura, sempre con una “compact”: rimanendo in gruppo, un buon atleta non avrà certamente problemi a “mulinare” un 50x12 (8.67 metri sviluppati) mantenendo le 90-100 pedalate al minuto e riuscendo così a “salvare la gamba” in vista di salite più impegnative. Con un 53-39, invece, la tentazione in agguato, quando si è in gruppo e ad alta velocità, è inserire subito il massimo rapporto, traditi dal piacevole “risucchio” che genera questo tipo di andatura, affaticando però le gambe anzitempo. Discesa: alcuni affermano che se c’è un limite delle “compact” nelle granfondo, questo è individuabile nelle discese veloci, dato che difficilmente si reggono velocità superiori ai 65 orari con un rapporto massimo che sviluppa 8.90 metri (50x12). Giusto, giustissimo, ma ecco la prima obiezione: in quanti casi, durante una granfondo, si riesce effettivamente a toccare per lunghi tratti tali velocità? Decisamente pochi, perché le discese si sviluppano generalmente su strade tortuose e piene di curve, dove più che la velocità serve la tecnica di guida. Seconda obiezione: gli agonisti più incalliti possono tranquillamente decidere di montare un pacco pignoni con un ingranaggio minimo di 11 denti, che assieme al 50 produce ben 9.71 metri e rappresenta una soluzione senza dubbio migliore di un 53x11 (10.29 metri sviluppati), decisamente più adatto alle gambe di un professionista.

... e per cicloturisti
Se da un punto di vista agonistico la possibilità di montare una “compact” si valuta guardando prima di tutto la corona grande (50 denti) e la sua effettiva conciliabilità coi ritmi corsaioli, da una prospettiva più prettamente cicloturistica il discorso si sposta decisamente sull’ingranaggio piccolo, da 34 denti. Cinque denti in meno, rispetto al tradizionale 39, producono infatti moltipliche cortissime, con la possibilità di superare agevolmente qualsiasi tipo di pendenza. Proprio da questo è nata l’idea della “compact” come componente ideale per cicloturisti. A rigor di logica, però, se così fosse, dovremmo aspettarci di vedere nelle retrovie delle granfondo concorrenti equipaggiati con pedaliere triple più che con le 50-34. Invece, uno dei punti forti delle “compact” è stato proprio il loro essere ideale soluzione di compromesso tra i 39 denti della tradizionale e i 30 denti della tripla... Non va dimenticato, infine, che tali vantaggi sono compresi in una sistema a doppio ingranaggio, che implica una minore complessità di utilizzo rispetto alle pedaliere a tre corone.

faticare meglio!
Insomma, sia per gli agonisti che per i cicloturisti, pedalare le granfondo con le “compact” non significa certo faticare meno, ma faticare meglio!
 

Mini4wdking

via col vento
22 Novembre 2006
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Allora in salita 42-25 seduto solo se la salita è durissima 42-27 ma quasi mai in piedi
Per la pianura 52-12 mai che io ricordi, in leggera discesa si, ma in pianura mai

Ok, quindi in salita vai bene, se per le salite dure ti basta un 42-27.
Questo rapporto corrisponde ad un 34/21,8, quindi direi che se monti una cassetta 12-25 non userai quasi mai il 34/25.
Ti consiglio addirittura di optare per una 12-23.
La 11-23 te la sconsiglio perché il 50-11 è sensibilmente più lungo del 52-12.
Se prevedi di migliorare la tua condizione o di fare gare dove spingi tanto in pianura allora metti la 11-23, altrimenti prendi la 12-23 per avere in più il 18, che è molto utile per le andature intermedie in salita (con il 34) o in pianura (con il 50).

Alcuni suggerimenti per il cambiamento
Ti dico subito che ti cambierà completamente la modalità di usare il cambio, perché ora hai una guarnitura con le corone molto ravvicinate (solo 10 denti di differenza) ed un pacco pignoni molto "spaziato" (ben 15 denti di differenza fra 9 rapporti).
Con la configurazione che ti consiglio avrai invece 16 denti fra le due corone ed i pignoni molto ravvicinati (solo 11 denti di differenza, per giunta fra 10 rapporti).
Dato per scontato che i due pignoni grandi non li usi con la corona grande ed i due piccoli non li usi con la piccola, cosa implica questo?

  1. Ad ogni cambio di corona sentirai uno stacco nettissimo fra i rapporti, che dovrai recuperare come già fai ora muovendo i pignoni in direzione opposta (mettendo pignone più agile quando sali dalla corona piccola alla grande, e mettendo pignone più duro quando scendi dalla corona grande alla piccola).
    Se ora probabilmente ti muovi di un paio di pignoni, con la configurazione 50-34 e 12-23 dovrai muoverti di 4 pignoni tutte le volte che cambi corona per recuperare un rapporto simile. Nulla di male, basta saperlo.
  2. La differenza di 16 denti fra le corone inoltre ha due risvolti:
    1. pochissimi rapporti "doppioni" fra quelli utilizzabili, solo il 50-19 è molto simile al 34-14, poi tutto il resto è unico.
    2. tutti i restanti rapporti sono quindi molto vicini fra loro (pensaci bene, è logica questa conclusione: se gli estremi sono simili, dato che abbiamo preso una cassetta apposta più compatta per avere estensione simile, ed abbiamo meno doppioni... i restanti rapporti utilizzabili tutti diversi per forza di cose sono molto più ravvicinati, e ti troverai ad avere praticamente tutti i rapporti a un dente di differenza l'uno dall'altro! :mrgreen:
  3. Rapporti di circa 5m di sviluppo: la questione dell'agilità in pianura:
    sicuramente sai bene che per tenere le 110rpm a basso impegno in pianura (come si fa nella fase di preparazione invernale) servono rapporti con circa questo sviluppo metrico. Se ora usi senza dubbio il 42 abbinato ad un 17, che si trova praticamente a metà cassetta, con la compact la corona piccola è tanto più piccola che per avere lo stesso sviluppo dovrai usare il 34-14 (quindi con il pignone più piccolo utilizzabile con la corona piccola) oppure il 50-19 (quindi con il pignone più grande utilizzabile con la corona 50). La catena ti va via un pò più incrociata, ma nessun problema. Finchè lasci i due pignoni liberi a destra o a sinistra rispettivamente per la corona sinistra e destra, puoi farci tutti i km che vuoi.
    Mi raccomando: se per te il 34-14 è troppo corto per fare agilità in pianura, passa senza indugio al 50-19 o 50-18. Nessuno obbliga a fare agilità in pianura con la corona piccola, l'agilità in pianura si fa con un rapporto tale per cui tieni 110 rpm allo sforzo del fondo lungo. Stop. Non importano corone e pignoni, importa solo lo sviluppo metrico.
Se hai domande o dubbi dimmi pure.
 
S

stefano59

Guest
Concordo in toto con l'intervento di Mini4...., che merita senz'altro una notifica positiva...

Premesso che io non faccio agonismo e quindi la mia gamba e le mie considerazioni sono quelle di un semplice ciclosportivo, consiglierei senz'altro di montare un pacco pignoni senza buchi.

Il "18", a volte assente con troppa facilità in alcuni pacchi preconfezionati, è uno splendido rapporto che ho riscoperto l'anno scorso, proprio dopo aver montato la compact.
Permette di pedalare agevolmente sui 31 km/h, quando si è da soli e magari la presenza di un pochino di brezza contraria o un po' di stanchezza, rendono già un po' troppo duro il "17".

E' davvero un peccato rinunciarci.
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
3.216
323
varese
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Tattiche di gara
TUTTI PIÙ COMPETITIVI CON LE COMPACT
articolo pubblicato su "Il Giornale delle Gran Fondo, dicembre 2004
di Maurizio Coccia

Cicloturisti, amatori o agonisti. Sempre più numerosi sono i gran-fondisti che scelgono le guarniture “compact”, rivelatesi ideali per migliorare il gesto pedalato e ottimizzare il consumo di energia. E in termini tattici? Cosa cambia se si usa la 50-34?

Luglio 2003: nel nostro spazio dedicato alla tattica pubblicammo un servizio sulla guarnitura tripla e parlammo del suo corretto utilizzo e del suo campo di applicazione privilegiato, che sembrava proprio essere quello delle granfondo. Dicembre 2004: a distanza di soli quindici mesi, la realtà dei fatti ci obbliga a tornare sul tema “tattica e pedaliere”, ma questa volta ci concentriamo sulle “compact”, ossia le guarniture con doppio “plateau” da 50 e 34 denti. Queste sono comparse sul mercato da pochi anni, ma nell’ultima stagione è stato un vero e proprio “boom”, soprattutto tra i granfondisti, i quali sembrano quasi aver relegato nel dimenticatoio la tripla. E al successo delle “compact” è corrisposta un’offerta delle case produttrici sempre più ricca e variegata e, oggi, la maggior parte delle aziende di settore ha in catalogo tali guarniture: ne esistono per tutte le tasche, di diversi materiali e in diverse lunghezze. Ma quanto le “compact” hanno effettivamente modificato la condotta tattica delle nostre granfondo?

Componente “trasversale”
C’è modo e modo di approfondire il tema guarniture “compact”. Prima di tutto, trattandosi di un componente di recente apparizione nel ciclismo, lo si può fare scandagliando tutto il loro patrimonio di novità da un punto di vista strettamente tecnico. E si parlerà allora di scala dei rapporti utili, di sviluppo metrico, di pesi complessivi e di dati dimensionali, in merito ai quali consigliamo di consultare la nostra rivista sorella “La Bicicletta”, all’interno della quale trattiamo spesso il tema. Interessante, però, può essere indagare quanto e come tale originale soluzione tecnologica abbia effettivamente modificato il modo di correre dei suoi più convinti utilizzatori: i granfondisti, appunto. Uno scarto di pochi denti sulle corone anteriori comporta infatti una grossa differenza nello stile di pedalata. Pensate, ad esempio, a quando, tra i professionisti, sul finire degli anni Ottanta, si passò dal 52-42 al 53-39: questo significò allargare la scala dei rapporti utili e si cominciarono a vedere i primi atleti spingere “rapportoni” impossibili (tipo 53-11), ma si iniziò anche a scoprire l’agilità in salita, rivelatasi poi gesto tecnico inappuntabile per gli sforzi di lunga durata. Proprio per questo, a distanza di tre lustri da quel periodo, l’innovazione apportata dalle “compact” appare, ciclisticamente parlando, ancora più epocale rispetto alla 53-39, che si caratterizza per una decisa contrazione nella dentatura di entrambe le corone, con ripercussioni significative in termini biomeccanici e di esecuzione del gesto pedalato. Componente per un ciclismo più rilassato? Tutt’altro, il dato più immediatamente tangibile, dal giorno dell’introduzione della “compact”, è stato proprio il suo guadagnare consensi all’interno delle fasce più disparate del pubblico del pedale: cicloturisti, cicloamatori, agonisti. Così, con “il plateau” da 50 e 34 denti alle granfondo vediamo pedalare sia chi si iscrive in gara semplicemente per “far numero”, sia chi si schiera al via con l’obiettivo di ottenere un risultato.

Cosa ci sarà, dunque, di così conveniente nel montare questo componente? Pedalata agile?
Già, la pedalata con la “compact” è più agile. È questa l’indiscutibile conclusione che si evince consultando la tabellina dello sviluppo metrico di una “compact” rispetto alla sua “collega” 53-39. Dunque, sia considerando i rapporti massimi potenzialmente sviluppati sia quelli minimi, un giro di pedale con la “compact” produce sicuramente una distanza inferiore a quella di una 53-39. Per questo, a parità di velocità, il numero di rpm sarà necessariamente più alto ed è esattamente questa la ricetta che gli esperti di scienza dello sport e di fisiologia dell’allenamento hanno individuato come via obbligata per “salvare la gamba”, migliorando così resistenza di lungo, medio, ma anche breve periodo.

Ma di che gamba stiamo parlando, di quella di un agonista o quella di un cicloturista?
Per atleti di buon livello... Percorrono tra i 7000 e i 15.000 kilometri l’anno, escono in bici almeno tre volte a settimana e hanno un patrimonio di potenza nelle gambe che varia tra i 300 e i 350 watt “in soglia”. Chi sono? Sono la fetta più nutrita dei partecipanti delle granfondo, atleti di livello atletico discreto, nei confronti dei quali la “compact” ci sembra la soluzione migliore per assecondare il loro carattere guizzante e corsaiolo. Col 50-34, infatti, si possono affrontare bene tutte le situazioni altimetriche offerte dai variegati percorsi delle nostre granfondo. In salita, ad esempio, oltre alla già citata agilità, gli ingranaggi di una “compact” producono una gamma di rapporti utili più ampia rispetto alla soluzione tradizionale, riducendo al minimo la possibilità di combinazioni doppie (stesso o molto simile sviluppo metrico). A dimostrazione di tutto questo sta la maggiore differenza di denti tra ingranaggi massimo e minimo che si verifica su una “compact” rispetto alla 53-39. A onor del vero, comunque, bisogna dire che questo ampio scarto significa anche un “salto” più sensibile quando, ad esempio, all’inizio di salita, si passa dall’ingranaggio grande al piccolo. Dunque, se contemporaneamente al cambio di corona non corrisponde un’adeguata scelta del pignone posteriore, si rischierà di perdere il giusto ritmo e la cadenza di pedalata ottimale. Crediamo, però, che un atleta di medio livello sia abbastanza esperto da evitare questo pericolo, mentre per uno alle prime armi tale questione neanche si pone.

Dalla salita passiamo adesso alla pianura, sempre con una “compact”
Dalla salita passiamo adesso alla pianura, sempre con una “compact”: rimanendo in gruppo, un buon atleta non avrà certamente problemi a “mulinare” un 50x12 (8.67 metri sviluppati) mantenendo le 90-100 pedalate al minuto e riuscendo così a “salvare la gamba” in vista di salite più impegnative. Con un 53-39, invece, la tentazione in agguato, quando si è in gruppo e ad alta velocità, è inserire subito il massimo rapporto, traditi dal piacevole “risucchio” che genera questo tipo di andatura, affaticando però le gambe anzitempo. Discesa: alcuni affermano che se c’è un limite delle “compact” nelle granfondo, questo è individuabile nelle discese veloci, dato che difficilmente si reggono velocità superiori ai 65 orari con un rapporto massimo che sviluppa 8.90 metri (50x12). Giusto, giustissimo, ma ecco la prima obiezione: in quanti casi, durante una granfondo, si riesce effettivamente a toccare per lunghi tratti tali velocità? Decisamente pochi, perché le discese si sviluppano generalmente su strade tortuose e piene di curve, dove più che la velocità serve la tecnica di guida. Seconda obiezione: gli agonisti più incalliti possono tranquillamente decidere di montare un pacco pignoni con un ingranaggio minimo di 11 denti, che assieme al 50 produce ben 9.71 metri e rappresenta una soluzione senza dubbio migliore di un 53x11 (10.29 metri sviluppati), decisamente più adatto alle gambe di un professionista.

... e per cicloturisti
Se da un punto di vista agonistico la possibilità di montare una “compact” si valuta guardando prima di tutto la corona grande (50 denti) e la sua effettiva conciliabilità coi ritmi corsaioli, da una prospettiva più prettamente cicloturistica il discorso si sposta decisamente sull’ingranaggio piccolo, da 34 denti. Cinque denti in meno, rispetto al tradizionale 39, producono infatti moltipliche cortissime, con la possibilità di superare agevolmente qualsiasi tipo di pendenza. Proprio da questo è nata l’idea della “compact” come componente ideale per cicloturisti. A rigor di logica, però, se così fosse, dovremmo aspettarci di vedere nelle retrovie delle granfondo concorrenti equipaggiati con pedaliere triple più che con le 50-34. Invece, uno dei punti forti delle “compact” è stato proprio il loro essere ideale soluzione di compromesso tra i 39 denti della tradizionale e i 30 denti della tripla... Non va dimenticato, infine, che tali vantaggi sono compresi in una sistema a doppio ingranaggio, che implica una minore complessità di utilizzo rispetto alle pedaliere a tre corone.

faticare meglio!
Insomma, sia per gli agonisti che per i cicloturisti, pedalare le granfondo con le “compact” non significa certo faticare meno, ma faticare meglio!
dato che difficilmente si reggono velocità superiori ai 65 orari con un rapporto massimo che sviluppa 8.90 metri (50x12). Giusto, giustissimo, ma ecco la prima obiezione: in quanti casi, durante una granfondo, si riesce effettivamente a toccare per lunghi tratti tali velocità?quando capita,e x chi fa agonismo capita,frullare le gambe in discesa e' altamente stancante,come andare duro,anche perche' non e' possibile simulare tali velocita' in allenamento e quindi abituarcisi.con un ingranaggio minimo di 11 denti, che assieme al 50 produce ben 9.71 metri e rappresenta una soluzione senza dubbio migliore di un 53x11 (10.29 metri sviluppati), decisamente più adatto alle gambe di un professionista. oltre i 65 orari anche col 50/11 le gambe frullano a vuoto,non si fa piu' velocita',x chi sa fare girare le gambe,x chi non ne e' capace la situazione e' peggiore.Già, la pedalata con la “compact” è più agile.non sempre vero:se si e' abituati a tenere certe velocita' con determinati rapporti,si scoprira' che con il 50 piu' si calano i pignoni e piu' aumenta lo sviluppo metrico rispetto al rapporto simile col 53,basta guardare le tabelle con gli sviluppi.questo puo' essere vero x il 34 rispetto al 39.x avere uno sviluppo simile,col 34 bisogna calare due denti e nonostante questo lo sviluppo e' sempre piu' corto.bisogna quindi adattarsi a fare velocita' con maggiore agilita',cosa che non tutti sono in grado di fare.altrimenti:stesse rpm con rapporti piu' corti=meno velocita'.senza dubbio x l'alta gamma di rapporti corti che offre,la compact e' fondamentale x chi va piano..
 

bicimix

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Bici
7 Tour de France consecutivi!
dato che difficilmente si reggono velocità superiori ai 65 orari con un rapporto massimo che sviluppa 8.90 metri (50x12). Giusto, giustissimo, ma ecco la prima obiezione: in quanti casi, durante una granfondo, si riesce effettivamente a toccare per lunghi tratti tali velocità?quando capita,e x chi fa agonismo capita,frullare le gambe in discesa e' altamente stancante,come andare duro,anche perche' non e' possibile simulare tali velocita' in allenamento e quindi abituarcisi.con un ingranaggio minimo di 11 denti, che assieme al 50 produce ben 9.71 metri e rappresenta una soluzione senza dubbio migliore di un 53x11 (10.29 metri sviluppati), decisamente più adatto alle gambe di un professionista. oltre i 65 orari anche col 50/11 le gambe frullano a vuoto,non si fa piu' velocita',x chi sa fare girare le gambe,x chi non ne e' capace la situazione e' peggiore.Già, la pedalata con la “compact” è più agile.non sempre vero:se si e' abituati a tenere certe velocita' con determinati rapporti,si scoprira' che con il 50 piu' si calano i pignoni e piu' aumenta lo sviluppo metrico rispetto al rapporto simile col 53,basta guardare le tabelle con gli sviluppi.questo puo' essere vero x il 34 rispetto al 39.x avere uno sviluppo simile,col 34 bisogna calare due denti e nonostante questo lo sviluppo e' sempre piu' corto.bisogna quindi adattarsi a fare velocita' con maggiore agilita',cosa che non tutti sono in grado di fare.altrimenti:stesse rpm con rapporti piu' corti=meno velocita'.senza dubbio x l'alta gamma di rapporti corti che offre,la compact e' fondamentale x chi va piano..

le tue obbiezioni possono essere in parte condivisibili, anche se mi piacerebbe sapere quante volte ci si trova nelle situazioni da te indicate e se queste tot volte giustificano alla fine avere una 53/39 che poi in altri frangenti per i più diventa penalizzante, anche perchè quì parliamo solo di discesa ma esiste anche la salita e pianura!!!
Poi sull'afermazione che la compact è fondamentale per chi và piano mi vine da sorridere, ad oggi non ho incontrato tutti questi amatori che mi sverniciano con la standard, se sono allenato con c'è guarnitura standard che tenga, ovviamente nel mio terreno la salita, non sono un velocista e neanche un passita, però tu mettiti a 40 allora in pianura con il tuo 53 e io ti vengo dietro con il 50....personalmente la vera differenza la fà la preparazione atletica poi il resto conta poco!!!
ma l'articolo di cui sotto parlava di come una guarnitura si potesse adattere meglio a molti tipi di ciclisti dagli amatori fino ai professionisti, intesi quelli che fanno delle granfondo con velleità di classifica....
 
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