Tattiche di gara
TUTTI PIÙ COMPETITIVI CON LE COMPACT
articolo pubblicato su "Il Giornale delle Gran Fondo, dicembre 2004
di Maurizio Coccia
Cicloturisti, amatori o agonisti. Sempre più numerosi sono i gran-fondisti che scelgono le guarniture compact, rivelatesi ideali per migliorare il gesto pedalato e ottimizzare il consumo di energia. E in termini tattici? Cosa cambia se si usa la 50-34?
Luglio 2003: nel nostro spazio dedicato alla tattica pubblicammo un servizio sulla guarnitura tripla e parlammo del suo corretto utilizzo e del suo campo di applicazione privilegiato, che sembrava proprio essere quello delle granfondo. Dicembre 2004: a distanza di soli quindici mesi, la realtà dei fatti ci obbliga a tornare sul tema tattica e pedaliere, ma questa volta ci concentriamo sulle compact, ossia le guarniture con doppio plateau da 50 e 34 denti. Queste sono comparse sul mercato da pochi anni, ma nellultima stagione è stato un vero e proprio boom, soprattutto tra i granfondisti, i quali sembrano quasi aver relegato nel dimenticatoio la tripla. E al successo delle compact è corrisposta unofferta delle case produttrici sempre più ricca e variegata e, oggi, la maggior parte delle aziende di settore ha in catalogo tali guarniture: ne esistono per tutte le tasche, di diversi materiali e in diverse lunghezze. Ma quanto le compact hanno effettivamente modificato la condotta tattica delle nostre granfondo?
Componente trasversale
Cè modo e modo di approfondire il tema guarniture compact. Prima di tutto, trattandosi di un componente di recente apparizione nel ciclismo, lo si può fare scandagliando tutto il loro patrimonio di novità da un punto di vista strettamente tecnico. E si parlerà allora di scala dei rapporti utili, di sviluppo metrico, di pesi complessivi e di dati dimensionali, in merito ai quali consigliamo di consultare la nostra rivista sorella La Bicicletta, allinterno della quale trattiamo spesso il tema. Interessante, però, può essere indagare quanto e come tale originale soluzione tecnologica abbia effettivamente modificato il modo di correre dei suoi più convinti utilizzatori: i granfondisti, appunto. Uno scarto di pochi denti sulle corone anteriori comporta infatti una grossa differenza nello stile di pedalata. Pensate, ad esempio, a quando, tra i professionisti, sul finire degli anni Ottanta, si passò dal 52-42 al 53-39: questo significò allargare la scala dei rapporti utili e si cominciarono a vedere i primi atleti spingere rapportoni impossibili (tipo 53-11), ma si iniziò anche a scoprire lagilità in salita, rivelatasi poi gesto tecnico inappuntabile per gli sforzi di lunga durata. Proprio per questo, a distanza di tre lustri da quel periodo, linnovazione apportata dalle compact appare, ciclisticamente parlando, ancora più epocale rispetto alla 53-39, che si caratterizza per una decisa contrazione nella dentatura di entrambe le corone, con ripercussioni significative in termini biomeccanici e di esecuzione del gesto pedalato. Componente per un ciclismo più rilassato? Tuttaltro, il dato più immediatamente tangibile, dal giorno dellintroduzione della compact, è stato proprio il suo guadagnare consensi allinterno delle fasce più disparate del pubblico del pedale: cicloturisti, cicloamatori, agonisti. Così, con il plateau da 50 e 34 denti alle granfondo vediamo pedalare sia chi si iscrive in gara semplicemente per far numero, sia chi si schiera al via con lobiettivo di ottenere un risultato.
Cosa ci sarà, dunque, di così conveniente nel montare questo componente? Pedalata agile?
Già, la pedalata con la compact è più agile. È questa lindiscutibile conclusione che si evince consultando la tabellina dello sviluppo metrico di una compact rispetto alla sua collega 53-39. Dunque, sia considerando i rapporti massimi potenzialmente sviluppati sia quelli minimi, un giro di pedale con la compact produce sicuramente una distanza inferiore a quella di una 53-39. Per questo, a parità di velocità, il numero di rpm sarà necessariamente più alto ed è esattamente questa la ricetta che gli esperti di scienza dello sport e di fisiologia dellallenamento hanno individuato come via obbligata per salvare la gamba, migliorando così resistenza di lungo, medio, ma anche breve periodo.
Ma di che gamba stiamo parlando, di quella di un agonista o quella di un cicloturista?
Per atleti di buon livello... Percorrono tra i 7000 e i 15.000 kilometri lanno, escono in bici almeno tre volte a settimana e hanno un patrimonio di potenza nelle gambe che varia tra i 300 e i 350 watt in soglia. Chi sono? Sono la fetta più nutrita dei partecipanti delle granfondo, atleti di livello atletico discreto, nei confronti dei quali la compact ci sembra la soluzione migliore per assecondare il loro carattere guizzante e corsaiolo. Col 50-34, infatti, si possono affrontare bene tutte le situazioni altimetriche offerte dai variegati percorsi delle nostre granfondo. In salita, ad esempio, oltre alla già citata agilità, gli ingranaggi di una compact producono una gamma di rapporti utili più ampia rispetto alla soluzione tradizionale, riducendo al minimo la possibilità di combinazioni doppie (stesso o molto simile sviluppo metrico). A dimostrazione di tutto questo sta la maggiore differenza di denti tra ingranaggi massimo e minimo che si verifica su una compact rispetto alla 53-39. A onor del vero, comunque, bisogna dire che questo ampio scarto significa anche un salto più sensibile quando, ad esempio, allinizio di salita, si passa dallingranaggio grande al piccolo. Dunque, se contemporaneamente al cambio di corona non corrisponde unadeguata scelta del pignone posteriore, si rischierà di perdere il giusto ritmo e la cadenza di pedalata ottimale. Crediamo, però, che un atleta di medio livello sia abbastanza esperto da evitare questo pericolo, mentre per uno alle prime armi tale questione neanche si pone.
Dalla salita passiamo adesso alla pianura, sempre con una compact
Dalla salita passiamo adesso alla pianura, sempre con una compact: rimanendo in gruppo, un buon atleta non avrà certamente problemi a mulinare un 50x12 (8.67 metri sviluppati) mantenendo le 90-100 pedalate al minuto e riuscendo così a salvare la gamba in vista di salite più impegnative. Con un 53-39, invece, la tentazione in agguato, quando si è in gruppo e ad alta velocità, è inserire subito il massimo rapporto, traditi dal piacevole risucchio che genera questo tipo di andatura, affaticando però le gambe anzitempo. Discesa: alcuni affermano che se cè un limite delle compact nelle granfondo, questo è individuabile nelle discese veloci, dato che difficilmente si reggono velocità superiori ai 65 orari con un rapporto massimo che sviluppa 8.90 metri (50x12). Giusto, giustissimo, ma ecco la prima obiezione: in quanti casi, durante una granfondo, si riesce effettivamente a toccare per lunghi tratti tali velocità? Decisamente pochi, perché le discese si sviluppano generalmente su strade tortuose e piene di curve, dove più che la velocità serve la tecnica di guida. Seconda obiezione: gli agonisti più incalliti possono tranquillamente decidere di montare un pacco pignoni con un ingranaggio minimo di 11 denti, che assieme al 50 produce ben 9.71 metri e rappresenta una soluzione senza dubbio migliore di un 53x11 (10.29 metri sviluppati), decisamente più adatto alle gambe di un professionista.
... e per cicloturisti
Se da un punto di vista agonistico la possibilità di montare una compact si valuta guardando prima di tutto la corona grande (50 denti) e la sua effettiva conciliabilità coi ritmi corsaioli, da una prospettiva più prettamente cicloturistica il discorso si sposta decisamente sullingranaggio piccolo, da 34 denti. Cinque denti in meno, rispetto al tradizionale 39, producono infatti moltipliche cortissime, con la possibilità di superare agevolmente qualsiasi tipo di pendenza. Proprio da questo è nata lidea della compact come componente ideale per cicloturisti. A rigor di logica, però, se così fosse, dovremmo aspettarci di vedere nelle retrovie delle granfondo concorrenti equipaggiati con pedaliere triple più che con le 50-34. Invece, uno dei punti forti delle compact è stato proprio il loro essere ideale soluzione di compromesso tra i 39 denti della tradizionale e i 30 denti della tripla... Non va dimenticato, infine, che tali vantaggi sono compresi in una sistema a doppio ingranaggio, che implica una minore complessità di utilizzo rispetto alle pedaliere a tre corone.
faticare meglio!
Insomma, sia per gli agonisti che per i cicloturisti, pedalare le granfondo con le compact non significa certo faticare meno, ma faticare meglio!