Training and Racing with a Power Meter

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Ghila

Passista
18 Giugno 2009
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Specialized Tarmac SL4 S-Works
Non scherziamo, il mio prossimo livello sarà quello di cicloturista, ma per ora mi tengo quello di buon amatore. Nel 2010 ho vinto tre percorsi medi, tra il quale spicca sicuramente la vittoria alla nove colli, e un lungo o-o
Nel 2011 metterei la firma per ripetere l'annata precedente :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

hai quasi 6 watt/kg di ftp simo, direi che in salita sei veramente prossimo ai valori di molti prof. poi naturalmente nelle gare non c'è solo la salita, ma comunque gli dai una bella botta! complimenti!
 
22 Marzo 2007
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Bici
human-powered
io penso che sia meglio abituare il fisico ad una certa variabilità nell'erogazione della potenza, proprio perchè è l'ambiente reale dove si esprime lo sforzo che lo richiede.
Sono d'accordo, ma quale è la variabilità effettivamente utile?
Quella che interviene nell'intorno di un certo valore, a simulare situazioni (molto specifiche in relazione al tipo di gara) in cui sono richieste variazioni di potenza a partire da un certa "andatura di crociera" (come potrebbero essere delle accelerazioni lungo una salita, o i passaggi in testa a un gruppetto in cui i componenti si danno cambi regolari, ecc.).
Se ci pensi la specificità di una gara è dettata più dalle situazioni particolari che intervengono al suo interno piuttosto che dalla sola statistica complessiva della distribuzione delle potenze. Quindi, a mio parere, se da un lato è imprescindibile stimolare le intensità "elevate" (cioè con vario intervento del sistema anaerobico) in modo fisiologicamente corretto (repetizioni, frequenza, recuperi), dall'altro è altrettanto necessario abituarsi a gestire periodi prolungati all'andatura di base in modo che, specializzando progressivamente l'allenamento, si abbia la capacità di gestire le "situazioni più specifiche" di cui sopra.
Interessante, in quest'ottica, il seguente passaggio (tratto da http://www.pezcyclingnews.com/?pg=fullstory&id=9025&status=True&catname=Toolbox):[url]http://www.pezcyclingnews.com/?pg=fullstory&id=9025&status=True&catname=Toolbox):[/URL]
"True volume riding is done in the correct endurance zone [...], with good focus, limited stopping and steady intensity. Spiky intensities are often the outcome of larger group rides, and this tends to be less productive when you are trying to effectively increase your volume."
 

Ghila

Passista
18 Giugno 2009
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non ho capito una cosa. per allenare la capacità di esprimere una ftp maggiore, il modo migliore sono le ripetute da 6' a 120%? sto punto del libro non l'ho capito.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Non scherziamo, il mio prossimo livello sarà quello di cicloturista, ma per ora mi tengo quello di buon amatore. Nel 2010 ho vinto tre percorsi medi, tra il quale spicca sicuramente la vittoria alla nove colli, e un lungo o-o
Nel 2011 metterei la firma per ripetere l'annata precedente :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Complimenti, la Nove Colli è probabilmente la competizione regina nel panorama amatoriale classico, a parte il fatto che vincere in campo amatoriale non è per nulla semplice.
Io mi sono fatto un'idea, cioè che il massimo rapporto peso/potenza umanamente possibile in modo naturale sia alla portata di atleti intorno ai 68kg, chi pesa troppo di più è penalizzato troppo in salita, mentre chi pesa troppo di meno difficilmente va oltre certi valori di potenza.
Cosa ne pensi?
 

o.simo

Moderatore corsaiolo
24 Settembre 2007
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Rose XEON CRS
Complimenti, la Nove Colli è probabilmente la competizione regina nel panorama amatoriale classico, a parte il fatto che vincere in campo amatoriale non è per nulla semplice.
Io mi sono fatto un'idea, cioè che il massimo rapporto peso/potenza umanamente possibile in modo naturale sia alla portata di atleti intorno ai 68kg, chi pesa troppo di più è penalizzato troppo in salita, mentre chi pesa troppo di meno difficilmente va oltre certi valori di potenza.
Cosa ne pensi?
Sinceramente non saprei, probabilmente c'è un range di peso all'interno del quale è possibile pedalare bene, magari in ambiti differenti. Io personalmente vorrei arrivare ad un peso forma di un paio di kg sopra il mio peso forma attuale, ma faccio fatica a mettere massa o-o
 

Ghila

Passista
18 Giugno 2009
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faccio fatica a mettere massa o-o

la prendo in ridere. io 183 x 72 kg.....se mi azzardo a mangiare una brioches la mattina dopo sono 77. io devo essere l'unico essere vivente che se mangia un dolce del peso di 20 gr ingrassa di 2 kg. c'era Gesù che moltiplicava il pane e il pesce, io moltiplico i dolci!:mrgreen:
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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Interessante, in quest'ottica, il seguente passaggio (tratto da [URL="http://www.pezcyclingnews.com/?pg=fullstory&id=9025&status=True&catname=Toolbox):"][url]http://www.pezcyclingnews.com/?pg=fullstory&id=9025&status=True&catname=Toolbox):[/URL][/URL]
"True volume riding is done in the correct endurance zone [...], with good focus, limited stopping and steady intensity. Spiky intensities are often the outcome of larger group rides, and this tends to be less productive when you are trying to effectively increase your volume."

Infatti il prosieguo dell'articolo mette appunto in guardia l'atleta che tenta di incrementare il volume del training senza un effettivo alto indice di variabilità che poi fa la reale differenza.
Chiaramente la combinazione dei lavori che garantiscono questa variabilità, non solo all'interno del singolo allenamento, ma all'interno di ogni periodo, e poi di ogni mesociclo, deve essere studiata in relazione agli obiettivi personali, anche in relazione alla necessità di colmare eventuali lacune.
Ma solo la variabilità estrema garantisce il progresso, variabilità intesa in tutti i sensi.
 

o.simo

Moderatore corsaiolo
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Rose XEON CRS
Infatti il prosieguo dell'articolo mette appunto in guardia l'atleta che tenta di incrementare il volume del training senza un effettivo alto indice di variabilità che poi fa la reale differenza.
Chiaramente la combinazione dei lavori che garantiscono questa variabilità, non solo all'interno del singolo allenamento, ma all'interno di ogni periodo, e poi di ogni mesociclo, deve essere studiata in relazione agli obiettivi personali, anche in relazione alla necessità di colmare eventuali lacune.
Ma solo la variabilità estrema garantisce il progresso, variabilità intesa in tutti i sensi.
su questo sono pienamente d'accordo
 
22 Marzo 2007
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Bici
human-powered
Infatti il prosieguo dell'articolo mette appunto in guardia l'atleta che tenta di incrementare il volume del training senza un effettivo alto indice di variabilità che poi fa la reale differenza.
Più o meno, non tirare acqua al tuo mulino ;) il discorso è molto più ampio e variegato.
Ma solo la variabilità estrema garantisce il progresso, variabilità intesa in tutti i sensi.
Io direi che solo la variabilità "ragionata" garantisce il progresso.
Perchè la variabilità è nulla senza controllo. :mrgreen:
 

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
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NCC-1701
Io mi sono fatto un'idea, cioè che il massimo rapporto peso/potenza umanamente possibile in modo naturale sia alla portata di atleti intorno ai 68kg, chi pesa troppo di più è penalizzato troppo in salita, mentre chi pesa troppo di meno difficilmente va oltre certi valori di potenza

Pantani pesava 58 kg, Contador 62 kg, Armstrong 74 kg, Indurain e Cancellara 80 kg...
Tutti campioni.
Non basta qualche numero per definire un campione.

Massimo
 

o.simo

Moderatore corsaiolo
24 Settembre 2007
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Bici
Rose XEON CRS
Io ho scritto "in modo naturale", fammi altri esempi che forse è meglio.
Evitiamo di andare a finire nel discorso "questo si dopa" anche perchè se è ovvio che il doping stravolge la prestazione è però estremamente scivoloso come terrendo e non è affatto facile individuare i corridori puliti dagli altri, fa fatica l'antidoping figuriamoci se possiamo farlo noi a sensazione (casi conclamati a parte e che comunque sono una minoranza rispetto a chi sfugge ai controlli).

In ogni modo che anche la mia sensazione è che non sia possibile andare ad individuare un valore così preciso, a meno che non si voglia un corridore il più possibile completo, in quel caso probabilmente il range si può ridurre
 
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looping

Scalatore
7 Settembre 2007
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Bici
in costruzione ...
Pantani pesava 58 kg, Contador 62 kg, Armstrong 74 kg, Indurain e Cancellara 80 kg...
Tutti campioni.
Non basta qualche numero per definire un campione.

Massimo

giusto , i numeri possono essere la base per partire...il resto lo ha fatto madre natura quando uno nasce e la testa che uno ha sulle spalle che rimane in ogni caso la cosa piu' importante per qualsiasi atleta professionista (vedi motivazioni, costanza, ambizione, ecc ecc )
 

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
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Bici
NCC-1701
Io ho scritto "in modo naturale", fammi altri esempi che forse è meglio.

Ce ne sono centinaia, ma è inutile che io metta altri esempi se il presupposto è che un professionista vincente è "per definizione" sempre dopato.

In ogni caso se son "tutti dopati" allora vuol dire che partono tutti alla pari, ovvero le conclusioni sul peso o la potenza non cambiano, si può essere vincenti in una corsa a tappe o in gare in linea pesando 55 kg così come si può essere vincenti pesando 80 kg. Un campione non lo si valuta da 2 numeri.

Massimo
 
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