il domandone: tutti ciò si puo allenare? se si come?
faccio un controesempio: nel nuoto uno puo far riferimento al movimento della bracciata e da cio ottenere miglioramenti, nello sci ti dicono di tenere il busto a valle ecc.
quando si dice ..ottimizzare i passaggi morti.. ecc come è inteso in sostanza?
butto giu delle sensazioni personali base..
ho notato che quando do degli spintoni a ore 3-4 la potenza aumenta notevolmente (ma non ho la prova che questo sia alla lunga l'ottimo) -
il recupero di pedalata: è meglio tirare il pedale o cercare che scioglierlo (in modo che non produca una forza negativa?). sui punti morti cerchiamo di "calciare" il pedale (di dare come un calcio)?
si può fare, sicuramente partendo però da una buona impostazione ANCHE (e non solo) biomeccanica e su una visione quanto più ampia possibile delle possibile implicazioni e modalità/esercizi di intervento.
L'ottimizzazione dei passaggi morti secondo il mio parere e prove è possibile con allenamenti tecnici e specifici (GbSystem, monopodalico) NON focalizzati solamente al raggiungimento di potenze o cadenze superiori.
Così come produrre un maggior picco di potenza è un fattore ANCHE tecnico: provate a farci caso, se forzate la fase di spinta, a parità di rapporto utilizzato cosa accade? Molto probabilmente un'innalzamento della cadenza associata però ad una maggior sensazione di fatica e necessaria maggior "concentrazione", ma questa è una pura speculazione empirica che però tutti possono provare.
Nella casistica opposta, ossia quando muscolarmente affaticati cosa viene a mancare (mancanza misurata oggettivamente come riduzione di potenza media)= coordinazione nella spinta? riduzione di cadenza con ampliamento della sensazione di una minor differenza tra fasi di spinta e trazione (minor picco nella fase attiva), per intenderci salire in "modalità tipo" sfr? entrambe gli esempi?
La questione non è per nulla semplice e non esiste un unico strumento o intervento specifico per migliorare 3 aspetti= riduzione p.ti morti, aumento picco/angolo efficace di spinta, riduzione componenti vettoriali negative nella fase di ritorno; è necessaria invece una sinergia di lavori che spesso vengono trascurati per dare priorità all'aspetto di pura "forza".
La forza (nelle accezioni massimale e rapida) non è un elemento vincolante o limitante la prestazione ciclistica, ma la sua applicazione e capacità di ripetibilità nel tempo (=vincolata quindi ad aspetti condizionali di resistenza) inevitabilmente sì.