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La Israel chiede 30 milioni di danni a Derek Gee

Derek Gee, 28enne canadese, 4° all’ultimo Giro d’Italia, aveva comunicato una settimana fa di aver risolto unilateralmente il contratto con la propria squadra, la Israel-PremierTech motivando la scelta per i “rapporti irrimediabilmente compromessi con la dirigenza” e preoccupazioni per la propria sicurezza. Dirigenza della Israel che ora pare minacci una causa di risarcimento danni per 30 milioni di euro.

Gee era legato alla squadra israeliana fino al 2028, e rappresentandone l’uomo di punta, questa non voleva certo vederlo partire anzitempo, e soprattutto per le ragioni addotte dal corridore, che mettono ulteriormente in cattiva luce la squadra.

Il canadese chiaramente non voleva più rimanere nella Israel per convinzioni proprie, vista la situazione politica, ma chiaramente per poter sciogliere il contratto ha dovuto citare delle cause che ne impediscono il “lavoro sotto le circostanze esistenti”, principalmente ragioni di sicurezza.

 

Non ultimo cita le proprie “convinzioni personali” ed il fatto che i cambiamenti prospettati dalla Israel per l’immediato futuro, cambiamento di “identità” e nome, siano solo “cosmetici”.

Respinge invece le accuse di aver sfruttato la situazione solo per un cambio di squadra in ottica di un maggior guadagno, dichiarando che lasciare anzitempo la squadra lo ha esposto al rischio di di non avere coperture in caso di incidente senza un contratto, né la garanzia di poter trovare subito una squadra (non molto realistica invero).

Lato Israel ovviamente questa decisione di Gee è stata l’ennesima tegola in testa su una situazione già complicata, con tutta la propria strategia comunicativa e di immagine compromessa dalla situazione politica tra Gaza ed Israele, con svariati organizzatori che hanno cercato di estrometterla dalle proprie corse per non vedersi oggetto di proteste e dover tagliare o accorciare le gare come nel caso dell’ultima Vuelta. Non ultime le classiche autunnali italiane, come il Giro dell’Emilia o la 3 Valli Varesine e persino il Lombardia, che hanno lasciato a casa la squadra israeliana per ragioni di sicurezza appunto.

Agli inizi di agosto la squadra ed il corridore canadese stavano lavorando sulla ristrutturazione del suo contratto, che era già stato rinnovato nel 2023 per 5 anni, ma che, visti gli ottimi recenti risultati, poteva essere aggiornato al rialzo.

Per la Israel perdere di colpo uno dei propri corridori migliori (Matthew Riccitello dal prossimo anno sarà alla Decathlon) per ragioni politiche è un duro colpo, che ne mette in discussione tutta la strategia, oltre che deteriorarne ancora l’immagine. Ora però toccherà a Gee dimostrare la giusta causa della rescissione, in particolare riguardo le minacce alla propria sicurezza nel caso fosse rimasto. Considerando anche che al contrario dei suoi compagni di squadra lui non corre da giugno.

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa

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