Categorie: Storie

L’entomologo Paolo Magretti

“Volete sapere chi furono i 4 fortunati velocipedisti che guadagnarono i 4 premi del Veloce-Club di Milano per la corsa di giovedì scorso? Ve lo diciamo subito”.

Cosi si apriva l’articolo del 29 maggio 1876 su La Stampa di Torino in merito alla classica che oggi compie i suoi 150 anni, la Milano-Torino.

“Ebbene, il primo premio fu riportato dal socio signor Paolo Magretti, che percorso lo stadio (misura equivalente a 150km)  in ore 10,9, con una velocità quindi di minuti 4,3 per chilometro, quasi 15 km all’ora”

Paolo Magretti vinse la più antica corsa ciclistica ancora organizzata (anche se la 2^edizione fu organizzata solo 18 anni dopo), la Milano-Torino, il 25 maggio 1876, all’età di 21 anni, appena iscritto alla facoltà di zoologia dell’università di Pavia.

Magretti fu esploratore, prima della ancora non totalmente conosciuta Sardegna, nel 1877 e 1878, quindi di Sudan, Eritrea e Tunisia, in viaggi finalizzati alla raccolta di materiale zoologico per studio e catalogazione.

Di evidente spirito pionieristico Magretti nel primo anno di università si appassionò alle primissime gare di velocipedi (la bicicletta con la ruota di diametro più grande all’anteriore), partecipando pochi mesi prima della Milano-Torino alla Milano-Lecco, che vinse, ed il successivo 9 aprile alla Milano-Vercelli di 72 km (2°).

Rodolfo Muller, il primo italiano a partecipare al Tour de France, su Grand-Bi a Parigi. Muller stabili il record su un altro tracciato con arrivo a Torino: Parigi-Torino (57h) nel 1899.

Alla prima Milano-Torino partirono in 8, alle 4 del mattino, affrontando in parte il percorso della strada Padana-Superiore (oggi statale 11) per arrivare in corso Giulio Cesare a Torino accolti da una folla numerosa. Arrivarono in 4.

“Tutti i velocipedisti furono di ritorno in Milano il giorno seguente nel migliore stato di salute e contenti tutti come pasque sia del brillante esito della corsa, come dell’accoglienza cordiale dei torinesi” è la nota a chiusura della cronaca riportata sempre da La Stampa.

Paolo Magretti fu membro della Società Italiana di Scienze Naturali, della Società Entomologica Italiana, ma non divenne mai un accademico, preferendo occuparsi delle attività economiche di famiglia che possedevano dei terreni a Cassina Amata presso Paderno Dugnano, ed una residenza di vacanza a Canonica d’Adda.  Fu curatore al museo di storia naturale di Milano.

Pochi anni prima di morire Magretti divenne cittadino di Paderno Dugnano e le sue collezioni entomologiche furono donate al Museo di Storia Naturale di Genova e di Milano, che ancora oggi le custodiscono.

 

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa

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