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Luca Colnaghi (Vf Group Bardiani) aggredito per strada

Brutte nuove dal mondo per i ciclisti: Luca Colnaghi (VF Group Bardiani CSF Faizané), 26 enne di Mandello del Lario, è stato aggredito ieri mentre si  allenava sulle strade di casa lungo il lago di Como, tra Varenna e Lierna, assieme al fratello, professionista del team continental Karcag Cycling Épkar.

La dinamica è assurda: un motociclista li ha incrociati, ha iniziato ad insultarli e poi li ha costretti a fermarsi. Il resto lo descrive Colnaghi al sito Tuttobiciweb:

“Quando me lo sono ritrovato faccia a faccia – ha raccontato Colnaghi – abbiamo cercato di calmarlo, di evitare il litigio, ma mi ha spinto e fatto cadere. Mi ha aggredito, prendendomi per il collo; per fortuna con mio fratello siamo riusciti a bloccarlo e a farlo andare via”.

E già questo sarebbe sufficiente, ma in realtà non doveva finire li. Tornato a casa, Colnaghi si è accorto di aver perso le cuffie che teneva in tasca ed è tornato sul posto da solo per recuperarle: l’aggressore, però, era ancora lì, questa volta in compagnia di un altro motociclista.

Prima mi hanno sfiorato per farmi cadere – dice Colnaghi – poi quando stavo scappando il passeggero ha preso un masso dalla strada e me l’ha lanciato sulla ruota posteriore. Non contenti mi sono venuti addosso con la moto, bloccandomi sul parapetto che dà direttamente sul lago”.“I due hanno lasciato la moto per attaccarmi alle spalle e prendermi a pugni in faccia. Quando sono riuscito a liberarmi, l’allarme del contachilometri aveva già allertato mio papà, che mi ha raggiunto seguito dai soccorsi e dai carabinieri, che ero riuscito a chiamare nonostante l’aggressione”.

Colnaghi ha ottenuto una prognosi di 10 giorni per una spalla lussata e una microfrattura alle costole, oltre ai lividi delle botte. Nonostante i due aggressori avessero tentato di coprire le targhe delle moto Colnaghi è riuscito a fotografarle ed in questo modo le forze dell’ordine li hanno potuti identificare.

Colnaghi è ora assistito dall’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani e sul piano legale dall’ente di tutela dei ciclisti Zerosbatti, che ha sottolineato come gli aggressori dovranno rispondere dei reati di “lesioni volontarie, aggressione, minaccia, con l’aggravante dei futili motivi e del concorso“.

Come riportato, Colnaghi si è detto particolarmente scoraggiato, soprattutto perché durante l’aggressione nessuno dei passanti lo ha aiutato o soccorso: “Mi alleno su queste strade da quando sono un bambino; oggi il ciclismo è il mio lavoro e per me sarà molto probabile ritrovare individui del genere. Uscirò in bici con 25 occhi aperti in più, ma spero non facciano più nulla né a me né a nessun altro”.

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa

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