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L’UCI delega le procedure legali all’ITA

Già responsabile dei controlli antidoping e del monitoraggio dei passaporti biologici dal 2021, l’International Testing Agency (ITA) da ieri ha assunto la responsabilità delle procedure legali. Un compito delegato dall’UCI per “rafforzare ulteriormente l’indipendenza del suo programma antidoping”.

Si tratta di una tappa definita “decisiva” dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) nella promozione della lotta al doping nel ciclismo. L’organismo guidato da David Lappartient ha annunciato di aver delegato all’International Testing Agency (ITA) le sue “attività di perseguimento delle violazioni delle norme antidoping e delle inadempienze agli obblighi di localizzazione “.

Dal 2021, l’Unità Ciclismo dell’ITA si occupava già delle attività operative, ovvero della pianificazione e dell’esecuzione dei controlli, dell’esame delle autorizzazioni per uso terapeutico, del monitoraggio dei passaporti biologici, della raccolta di informazioni e delle indagini. In una seconda fase, tuttavia, era ancora l’UCI a occuparsi della gestione dei risultati delle indagini e delle eventuali sanzioni.

Ora, in seguito a una decisione adottata all’unanimità dal comitato direttivo dell’UCI durante la riunione tenutasi a Beveren (Belgio) il 29 e 30 gennaio, l’ITA assume la responsabilità di tali procedure legali.

Da quando nel 2021 ha delegato gli aspetti operativi del suo programma antidoping all’ITA, l’UCI e la comunità ciclistica hanno potuto apprezzare appieno la professionalità dell’agenzia antidoping internazionale indipendente”, spiega Lappartient. “È quindi con piena fiducia che oggi affidiamo la gestione dei risultati all’ITA. Continuiamo così a progredire verso uno sport più integro“.

“Il ciclismo dispone del più ampio programma antidoping attuato da una federazione internazionale al mondo e la scelta dell’UCI di affidare completamente la gestione dei suoi risultati all’ITA riflette sia la profonda competenza dei nostri team legali e operativi, sia la maturità della nostra partnership”, aggiunge Benjamin Cohen, direttore generale dell’ITA. “Ci congratuliamo vivamente con l’UCI per la chiarezza e la coerenza del suo percorso verso l’indipendenza, nonché per la sua costante leadership nella protezione dello sport pulito“.

 

 

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa
Tags: dopingITAuci

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