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“Paga per correre”: 5 anni a Scinto e Citracca

Ci sono voluti ben 10 anni, ma alla fine è arrivata l’inibizione per 5 anni per Luca Scinto e Angelo Citracca, rispettivamente direttore sportivo e team manager della Vini Zabù Brado KTM, per varie violazioni disciplinari. Oggi Scinto è direttore sportivo del Team Franco Ballerini Lucchini Energy.

Il tutto deriva da un’inchiesta del 2016 del Corriere della Sera, denominata “Paga per correre”, da cui ha preso il via anche un’indagine giudiziaria. Dopo il classico lunghissimo iter italico, il Tribunale Federale ha rilevato la violazione dei seguenti articoli:

– art. 4, comma 2, Statuto Federale (lealtà sportiva);
– art. 4, comma 11, Statuto Federale (osservanza del Codice di Comportamento Etico Sportivo del CONI);
– artt. 1, comma 3, 6, commi 2 e 3, 7, commi 2 e 6, Codice Etico Federale (rispetto delle leggi dello Stato, lealtà, integrità, onestà, rigore morale anche al fine della tutela dell’immagine della Federazione);
– art.1 Regolamento di Giustizia Federale (rettitudine e correttezza morale);

sanzionandoli quindi con l’inibizione per 5 anni oltre a 5000eu di ammenda, con decorrenza dal 5 giugno 2026 sino al 5 giugno 2031.

L’indagine sulla Vini Zabù è iniziata nel 2021 dopo che il corridore Matteo De Bonis è risultato positivo all’EPO, il che ha comportato una sospensione di 30 giorni, trattandosi del secondo caso di doping per la squadra in dodici mesi dopo il controllo positivo di Matteo Spreafico, risultato positivo all’Enobosarm in due controlli tenuti durante il Giro d’Italia il 15 ed il 16 ottobre 2020.
La Vini Zabù ha quindi revocato l’invito al Giro d’Italia e ha lanciato una campagna di crowdfunding per finanziare nuovi protocolli antidoping non specificati per la squadra. La raccolta fondi ha raggiunto un totale di 339 euro.

La squadra si è sciolta al termine di quella stagione, dopo 13 anni nel ciclismo professionistico. Precedentemente nota come Vini Fantini, Neri Sottoli e Wilier Triestina, ha partecipato al Giro d’Italia dieci volte durante la sua esistenza.

L’indagine dei NAS si è inizialmente concentrata sui reati di doping, ma il campo d’inchiesta è stato ampliato per includere l’estorsione quando alcuni corridori hanno denunciato di essere stati costretti a restituire parte del loro stipendio alla dirigenza per poter correre con la squadra: “Secondo gli inquirenti, esisteva un vero sistema criminoso organizzato dal team per reclutare atleti di minor valore solo dopo che gli stessi avevano pagato grosse somme di denaro, o in altri casi dopo che si erano impegnati alla restituzione totale e parziale degli stipendi”, come recitava l’imputazione della procura di Pistoia.
Citracca aveva già scontato una squalifica di tre mesi nel 2017 quando la FCI lo aveva giudicato colpevole di aver chiesto denaro ai corridori per poter correre con la sua squadra. Lui aveva negato ogni addebito.

Chiusa la pratica di giustizia sportiva, durante questa estate si svolgerà il processo che li vede imputati per estorsione.

 

 

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa

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