Con la battaglia per la retrocessione-promozione del triennio 2023-2026 che ormai si gioca sul filo del punto, c’è una squadra che ha problemi ancora più gravi: la Arkéa-B&B, per la mancanza di sponsor.
Emmanuel Hubert, in un’intervista al quotidiano francese Le Parisien, va dritto al punto: “Tutti i nostri contratti di sponsorizzazione terminano a fine 2025. Se non avrò alcuna garanzia che questi accordi saranno estesi non so su chi potrò contare per il futuro. Abbiamo bisogno di 25 milioni di euro, e senza nuovi partner è finita. La squadra sparirà“.
Hubert prosegue:”È una situazione che mi spezza il cuore. C’è un vero senso di ingiustizia e frustrazione. Sono in questo settore da vent’anni. Conosco il ciclismo come le mie tasche e ho costruito questa squadra con le mie mani. A volte la gente ci ha preso in giro, ma noi abbiamo sempre corso in modo corretto, senza mai prendere scorciatoie“.
La squadra bretone al momento non entrerebbe nel WT il prossimo anno, in quanto è 21^per punti UCI nel triennio, 1600 punti dietro la Uno-X e quasi 2000 dietro la XDS-Astana. Le prospettive poi non sono particolarmente buone. Quest’anno la Arkéa ha ottenuto 6 vittorie, di cui 5 grazie a Kevin Vauquelin, tutte in gare 2.1: due tappe e la generale a Étoile du Bessège e Pays de la Loire, per un totale di 280 punti…
All’appello mancano punti portati dai corridori da cui ci si aspetterebbe di più: Luca Mozzato, Florian Sénéchal (fuori dalla Paris-Nice per frattura alla clavicola), Ewen Costiou (fuori per scafoide rotto) e soprattutto Arnaud Démare, il più pagato in squadra, ma che sembra in netta fase discendente.
La stagione è ancora lunga, e la Arkéa partecipa di diritto a tutti gli eventi WT, quindi margine per fare punti importanti ce n’è, ma chiaramente le prospettive non daranno una carica particolare ai corridori, cosa che anche lo stesso Hubert realizza:
“Sanno tutto. Non voglio nascondere loro nulla. Se hanno un’opportunità altrove dico loro di sfruttarla. Non sono qui per trattenere nessuno, tutt’altro. Non sono legati alla squadra. Abbiamo offerto loro un ambiente professionale e umano di vera qualità. Voglio che abbiano la possibilità di scegliere. Anche se, come manager, non è mai facile vedere un corridore che hai aiutato a crescere andarsene“.
Quindi la realtà è che vari corridori si staranno guardando attorno e cerchino più di mettersi in mostra personalmente per far salire le proprie quotazioni che altro.
Un altro aspetto un po’ penalizzante per la Arkéa è che gestita come la classica squadra francese “vecchia scuola”, quindi con un calendario fortemente incentrato in patria (anche per far contenti sponsor con un respiro non proprio globale) e quindi poco inclini a cercare punti in corse “esotiche”, anche se quest’anno potrebbero fare uno sforzo in questo senso.
Ad ogni modo questa situazione potrebbe rivelarsi molto interessante per la questione retrocessioni/promozioni aldilà dei meri punti.
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