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Ennesima squalifica per Jan-Willem van Schip

Jan-Willem van Schip, 31enne corridore olandese della Azerion/Villa Valkenburg, è noto non tanto per le 3 vittorie in carriera (la prima tappa del giro del Belgio nel 2019 la più prestigiosa davanti Tim Merlier), ma per la continua ricerca nel cercare di trarre vantaggi aerodinamici cercando di forzare i regolamenti.

Il primo episodio si è avuto nel 2018, quando il corridore di 194cm di altezza si è presentato in corsa con un manubrio largo 32cm, tra i primi a cavalcare il trend dei manubri stretti.

Trend che chiaramente è stato da li a poco regolamentato con misure minime, visto che il controllo della bici, in discesa in particolare, non è certo il migliore in particolare con misure cosi estreme. Il secondo round si è avuto poi quando nel 2020 è stata proibita la posizione con gli avambracci sul manubrio, sempre utilizzata per mimare quella da cronometro ed avere una posizione più aerodinamica. Vien da se che non tenere la mani sui comandi, ma controllare la bici con la porzione inferiore degli avambracci non è certo il modo migliore per avere controllo della bici. Tant’è che gli stessi corridori avevano proposto che venisse proibita questa posizione, in quanto veniva utilizzata in particolare da loro colleghi che tiravano davanti al gruppo. Van Schip però ha prontamente trovato l’inganno, grazie ad un manubrio apposito costruito dal fabbricante olandese Speeco, con una forma che consentiva di appoggiare gli avambracci e contemporaneamente tenere le mani sui comandi:

Anche qui, manubrio perfetto per mimare la posizione da cronometro e tentare fughe da lontano, ma immaginatevi in discesa, o in salita in piedi sui pedali a controllare la bici con questo manubrio…poco sensato e prontamente proibito. Si passa quindi ad una nuova puntata, con van Schip squalificato per un reggisella non conforme ed un manubrio che raggirava la regola della misura minima grazie ad un flare particolarmente accentuato

 

Si arriva quindi all’anno scorso quando è stato squalificato al giro dei Paesi Bassi per la stessa bici leggermente, ma non abbastanza, modificata. Quest’anno è stato ancora squalificato al giro di Grecia per la posizione non regolamentare

 

E si arriva finalmente a ieri, alla Ronde de l’Oise, dove van Schip, dopo aver ricevuto una multa iniziale di 200 franchi svizzeri (€217,66) e la detrazione di cinque punti UCI durante la seconda tappa per “aver utilizzato una posizione o un punto di appoggio non conforme sulla bicicletta che rappresenta un pericolo per il ciclista o i suoi avversari”.

Per la 4^tappa però, van Schip però ha avuto una nuova illuminazione, ed ha utilizzato un nuovo sistema di idratazione sotto la maglia.

I commissari di gara non hanno fatto altro che applicare l’articolo di regolamento che prevede la proibizione di usare “abbigliamento non conforme”, in particolare se altera permanentemente la morfologia del corridore (quindi non le classiche borraccia portate per pochi km sotto la maglia dai gregari ai compagni). Ma il corridore dell’Azerion/Villa Valkenburg si è rifiutato di ottemperare agli ordini dei funzionari e ha deciso di continuare. Fino anche gli è stato intimato dalla polizia di fermarsi.

Le foto che circolano in rete (in particolare quella piccola qui sopra) ora mostrano un gendarme francese che sarebbe intento a “placcare” o “arrestare” van Schip. Lo stesso corridore ha spiegato che non è stato il caso. La sua squadra ha spiegato che per un momento dopo la squalifica in corsa il corridore “l’ha persa” (la calma, la testa, non si sa precisamente) ed il gendarme pare lo abbia calmato/aiutato.

Fino alla prossima puntata della aero-saga.

 

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa

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