Eurobike 2015: Considerazioni finali

IMG_2612

Quali considerazioni dopo la più calda (climaticamente) Eurobike degli ultimi anni?

Ogni edizione é sempre contraddistinta dal lancio di novità che pare debbano rappresentare un trend futuro. Questa pareva dovesse essere l’edizione del Gravel. Questa trovata d’oltreoceano che dovrebbe essere l’anello di congiunzione tra la Mtb e la Bdc. Bici simil-CX, ma con geometrie più rilassate e passaggi copertoni abbondanti per ospitare gomme simil-Mtb se non proprio.

Bici che invocano “libertà!” (o Freedom! –urlato alla Braveheart-) di lasciare i sentieri battuti per avventurarsi dove si vuole, magari seguendo i trail infiniti del Continental Divide. In Europa pero’ é un po’ meno bucolico il tutto, e lasciare una ordinata ciclabile tedesca o infilarsi in qualche strada sterrata laterale in Italia può voler dire beccarsi una multa o farsi impallinare da qualcuno…scherzi a parte le bici Gravel in fiera erano pochette, principalmente di marchi americani e gli altri marchi europei pare abbiano tolto semplicemente dalle retrovie le bici da Cx per metterle in vetrina.

Va da se che anche i gruppi monocorona non facessero la parte del leone, figurarsi sulle Bdc. Tanto che si orecchiava di utilizzi alla prossima Paris-Roubaix per rilanciarne l’immagine. Vedremo.

IMG_2617

Tutte le case presentano bici con freni a disco. La cosa non é nemmeno forzata come l’anno scorso o particolarmente messa in evidenza. E’ più una cosa data ormai per scontata, o quantomeno inevitabile. D’altronde la categoria di bici più venduta al mondo é quella endurance, che si sposa bene coi dischi, ed il cui target di clienti presumibilmente é poco interessato a cosa fanno i Pro.

Proprio dal mondo racing infatti si percepisce una certa freddezza, dimostrata anche dal fatto che Campagnolo sembra fare tutto tranne che affannarsi a sfornare dei freni a disco strada, il cui lancio pare comunque imminente.

Freddezza che continuano a dimostrare anche i produttori di componenti. Già tutti attrezzati, ma probabilmente ancora alla finestra in attesa di vedere quali standard (battute mozzi, diametri dischi, etc.) avranno più fortuna.

Fortuna che sembra sorridere agli audaci, che in questo caso si chiamano SRAM. Il Red eTap é probabilmente il reginetto della fiera (anche se totalmente assente sui montaggi), e se si dimostrerà alla prova dei consumatori un prodotto funzionale e durevole sarà sicuramente un bel asso calato da SRAM. Anche in prospettiva dei futuri Force eTap & c. Di colpo tutti i vecchi gruppi, anche elettronici, con fili, (che oltretutto oggi si fanno passare internamente ai telai), sembreranno vecchi. E già vecchi in questo senso sembrano gruppi neonati come il Rotor e l’eterna promessa FSA.

IMG_2615

Ebbene si, invidiamo i giornalisti spagnoli

Per il resto si sono più che altro visti raffinamenti di prodotti già conosciuti, ed una tendenza a sviluppare anche gli accessori e l’abbigliamento in modo sempre più tecnico ed evoluto. In questo senso il “ciclismo come nuovo golf” é una tendenza che si vede più nel mondo degli accessori e gadget che non sulle bici nude e crude, che oltretutto, a dispetto della percezione di parte del pubblico, non diventano poi sempre più care (in particolare per chi ha la memoria dei prezzi in milioni di lire o unità-stipendi delle bici top di gamma di anche 20 o più anni fa).

Altra sensazione é che non si ricerchi nemmeno più un trend da promuovere, in particolare in un momento in cui gran parte dei prodotti hanno raggiunto un ottimo livello prestazionale e di affidabilità, ma si spinga verso una frammentazione del mercato in tante nicchie con cui accontentare tutti. Buon esempio la spinta di quest’anno del settore delle 27,5+ in ambito Mtb. Spinta relativa, dato che i produttori ben sanno che si tratta di nicchia di un già preciso segmento (Trail/Enduro).

Non resta che attendere, rinfrescarsi le idee con questa fine di estate caliente, e vedere che consigli porterà l’autunno e l’ipnotico rumore dei rulli.

IMG_2618

Schwimmzeit

12 risposte a Eurobike 2015: Considerazioni finali

  1. matte28 28 agosto 2015 at 22:03 #

    la bici più bella la nuova cipollini….l’accessorio più bello il nuovo cambio sram…

  2. gabes 29 agosto 2015 at 07:44 #

    Grazie , come sempre, del servizio e anche per questo sintetico ma esaustivo riepilogo.

    A questo punto non ci resta che risalire sulle nostre amate bici e concentrarci a godercele e pedalare, senza ansie da rinnovamento o stress da novità continue..

  3. bis 29 agosto 2015 at 08:37 #

    Mi pare che anche tu giustifichi i prezzi che circolano – vedere che le top di gamma vengono proposte a prezzi stra-gonfiati rispetto al contenuto tecnologico mi ha da tempo convinto che il paragone non vada fatto col golf ma con l’acquisto di beni voluttari.
    Ai tempi della lira c’erano poche bici inarrivabili e infatti non le comprava nessuno … e parlo di anni in cui l’economia, rispetto ad ora, andava a gonfie vele.

    • Piergiorgio Sbrissa 29 agosto 2015 at 09:00 #

      Le bici dei tempi della lira valevano il loro prezzo in rapporto ai contenuti tecnologici? Forse possiamo tirare in ballo l’artigianalità, etc…ma i contenuti tecnologici…
      Detto questo “giustificare” é dargli un taglio polemico. Ha semplicemente detto che secondo me non crescono in modo esponenziale come tanti dicono. Al contrario degli accessori e abbigliamento (ormai non é raro trovare magliette da 150eu). Mi pare diverso.

      • Valentino 29 agosto 2015 at 09:55 #

        Giudizio poco lusinghiero su i nuovi gruppi Rotor ed FSA… Come mai? Approfondiamo un po’?

        • Piergiorgio Sbrissa 29 agosto 2015 at 15:24 #

          Il nuovo gruppo FSA lo si è visto di sfuggita, di fatto non é nemmeno presentato. Il mio commento non è poco lusinghiero, è solo una mia opinione che un gruppo wireless sia un deciso salto in avanti rispetto ai gruppi con ancora i fili o addirittura un gruppo idraulico.
          Penso che la cosa sarà confermata se anche gli altri competitor andranno verso le soluzioni wireless.

      • bis 29 agosto 2015 at 14:52 #

        Vent’anni fa i tubi columbus in acciaio erano gia’ a sezione differenziata, e un telaio fatto col genius costava uno stipendio non quattro o cinque come ora perche’ ti spacciano le caratteristiche di certo carbonio superiori.
        E’ evidente che far confronti e’ sempre difficile ma resto convinto che il mercato attuale sia gonfiato ad arte … Quantomeno quello nostrano, visto che all’estero le bici top rimangono sugli scaffali piu’ a lungo. 😉

        • Piergiorgio Sbrissa 29 agosto 2015 at 15:16 #

          25 anni fa un De Rosa Primato costava 3.500.000lire. Con tutti i dovuti parametri da considerare credo che si sia perfettamente in linea con i costi attuali di un top di gamma.
          Idem le bici in alu che ora te le tirano dietro e negli anni ’90 costavano 3-4 milioni complete…e forse ti ricordi le caratteristiche superiori della lega con l’1% di zirconio o lo 0,5% di Strabilium…

          E’ un fatto invece che tra un telaio fatto coi tubi del gas ed uno in Columbus Spirit ci passino quanto? 3hg?
          Un telaio in carbonio odierno pesa quasi la metà di uno di 15 anni fa.

          • bis 29 agosto 2015 at 19:15 #

            Se pesasse la meta’ e fosse ancora fatto in acciaio ti darei ragione sull’evoluzione tecnologica ma essendo fatto di un altro materiale, il livello di esasperazione e’ paragonabile ai tubi d’acciaio di vent’anni fa … quando peraltro i sistemi di progettazione dei materiali non erano evoluti come oggi.
            3.500.000 lire sono circa 1.800 euro – oggi una trek emonda slr 10 costa 15.399 euro … cioe’ 8.5 volte la De Rosa.

          • Piergiorgio Sbrissa 29 agosto 2015 at 20:22 #

            Ma non si possono paragonare i prezzi cosi’…senza indici di inflazione, etc…su…
            Il miglior acciaio non é mai pesato la metà del peggiore.
            Poi libero di credere che trafilare un tubo sia tecnologicamente avanzato come un telaio da 600gr in carbonio.
            Mi stupiscono queste cose dette da te.

        • jokerout 1 settembre 2015 at 10:03 #

          Quoto alla grande…quello che piu si è evoluto in proporzione è stato il marketing che riesce a divaricare cosi tanto i prezzi.
          comprendo anche che l’intero processo delle aziende ha portato maggior costi in fase di progettazione mentre prima era a favore della produzione/artigianalità.
          detto ciò le marginalità delle top di gamma su una scala così taiewanese è esagerata….o qualcuno mi vuol far credere che 10.000€ giustificano brand?prestazioni?innovazione?…cosa?

  4. ChristianR 29 agosto 2015 at 10:54 #

    Come hai detto in fondo Ser, il vero trend è stato il B-plus, dopo l’abbuffata di fatbike dell’anno scorso la cosa si è ripetuta con questo nuovo formato quest’anno.
    Sul gravel anche io mi aspettavo molta più roba, come forse anche tutti gli hipsterici che ho visto girare con barbetta d’ordinanza, maglia vintage e cappellino con visiera all’insu…ma per favore…

Lascia una risposta

Single Sign On provided by vBSSO