[Test] Scarpe Bont Vaypor + e Vaypor S

Questo test riguarda un marchio di scarpe, Bont, che conosco molto bene, essendo quello di cui utilizzo i prodotti più spesso. In questo caso si tratta di due modelli nuovi: le Bont Vaypor+ e le Bont Vaypor S. Purtroppo non ho foto delle Vaypor+, in quanto mi sono state rubate dall’auto (assieme a svariata altra roba) prima che potessi fotografarle.

IMG_9173-1

La costruzione delle scarpe Bont è votata al massimo rapporto leggerezza-rigidità. Per fare questo la costruzione si basa su una suola monoscocca in carbonio unidirezionale che avvolge il piede anche lungo il bordo. Questa monoscocca è termoformabile all’infinito. Per fare questo il carbonio Toray è lavorato con una resina epossidica sviluppata da Bont che rende malleabile la scocca già a 60°. Basta mettere le scarpe in forno a 70° per circa 15-20min. e poi calzarle stringendole e modellandole con le dita o qualcosa di duro (tipo una spatola) lungo il bordo superiore, in modo da fargli prendere la forma del piede e di eventuali “rilievi” che questo può avere. Una volta raffreddata ed indurita sarà rigida e stabile nel tempo. Questo si può fare anche con altre scarpe, ma solo in parte, perché spesso la suola non è in un unico pezzo (Shimano ad esempio) o è realmente termoformabile solo la parte posteriore (Lake ad es.).

IMG_9203-1

P1060041P1060039

Questa particolarità delle Bont di avere una scocca in cui il piede sta come dentro una “vasca”, e non solo appoggiato sulla suola per poi essere contenuto dalla tomaia si riflette nel design della pianta, la quale segue la forma del piede senza costringerlo, in particolare sulla punta. Cosa evidente dalla forma squadrata di quest’ultima vista dall’alto.

IMG_9194-22 IMG_9186-14

Questa particolarità si riflette nel vantaggio di non avere le dita dei piedi compresse tra di loro, e di avere maggior spazio nel caso, non raro, che il secondo dito dei piedi sia lungo uguale, o più, dell’alluce (piede greco). Sempre questo design permette di avere il piede ben fermo della scocca, anche nella parte posteriore, che infatti ha una talloniera bassa, senza necessitare di ausili antiscalzamento (tipo tessuti particolari sul calcagno all’interno della scarpa). Questa cosa si rivela molto comoda in quanto si evitano sfregamenti o pressioni sul tendine d’Achille. Cosa che può insorgere in uscite particolarmente lunghe.

IMG_9179-7

La suola come detto è in carbonio unidirezionale, ed è rigidissima. La prendo sempre come metro di paragone per la massima rigidità possibile nel valutare le altre scarpe. Forse solo le Shimano S-Phyre sono altrettanto rigide tra le scarpe da me provate. L’attacco è a 3 fori Look classico. Su ordinazione si può avere 4 fori Speedplay. Dove si attacca la tacchetta la suola è zigrinata per impedire alla stessa di muoversi. Pratici i cerchi concentrici per il posizionamento.

IMG_9174-2

La suola è quella che consente la minor distanza tra piede e perno del pedale sul mercato.

IMG_9180-8

Schermata 2017-07-28 alle 15.33.49

Curati anche dettagli spesso trascurati, come gli inserti antiscivolo. Quello sulla punta, in gomma morbida con molto grip, copre tutta stessa, impedendo di rigare la tomaia delle scarpe anche nel classico appoggio da semaforo.

IMG_9175-3

Mentre quella sul tallone, della stessa tipologia di gomma, è sostituibile tramite vite. Cosa pratica visto la tendenza all’usura di questa parte.

IMG_9176-4

La differenza tra le Vaypor+ e le Vaypor S è la tomaia. Le Vaypor S hanno tomaia in similpelle Durolite, Oltre ad avere una parte della tomaia che va a “coprire” quella sottostante.

fea1

Le Vaypor +, hanno una tomaia più classica come chiusura, ed è realizzata interamente in pelle di canguro.

IMG_9184-12

IMG_9178-6

La chiusura per entrambe è la doppia rotella BOA IP1. All’atto pratico la differenza è una leggera maggior morbidezza delle Vaypor +, che risultano meno “estreme” delle Vaypor S. Per il resto la costruzione è la stessa, cosi come l’interno in pelle che riveste una schiuma che prende la forma del piede (Memory Foam).

La qualità delle finiture è eccellente. Queste scarpe sono realizzate in modo artigianale, seppur in Cina.

IMG_9182-10 IMG_9183-11

Nel complesso delle scarpe ottime. Molto curate nei materiali e nella concezione. Allo stesso tempo scarpe non per tutti, perlomeno ad un primo utilizzo, in quanto molto diverse nella sensazione di calzata rispetto la concorrenza. L’avere il piede “avvolto” dalla scocca e praticamente a contatto con una suola rigidissima può farle sembrare scomode. Pertanto va prestata attenzione alla termoformazione ed al corretto posizionamento delle tacchette. Cosa ovvia anche con le altre scarpe, ma che sulle Bont si fa notare maggiormente per mia esperienza. Idem l’altezza sella, visto che la differenza in mm rispetto altri modelli non è impercettibile. Anche la taglia va scelta con attenzione, in base ai mm di lunghezza, senza fidarsi del numero. Generalmente calzano 1 e 1/2 numero più delle scarpe “borghesi”.

Essendo scarpe top di gamma il prezzo è conseguente, in particolare per il modello Vaypor+ in pelle di canguro. La qualità però, per esperienza, le rende molto longeve ed un ottimo investimento. Le Vaypor+ sono anche personalizzabili nei colori.

IMG_9202-30

Prezzi:

VayporS: 389eu

Vaypor+: 449eu

Sito Bont

 

, , , ,

19 risposte a [Test] Scarpe Bont Vaypor + e Vaypor S

  1. jacknipper 28 luglio 2017 at 17:53 #

    lamentele sul prezzo in 3 … 2 … 1 ….

  2. pilade66 28 luglio 2017 at 18:54 #

    Sono stupende! Non le conoscevo affatto.

  3. primakuota 28 luglio 2017 at 20:36 #

    La scarpa bella. Ma intriga di più il calzino.

  4. Loris199 28 luglio 2017 at 21:35 #

    Molto belle e curate, ma se a 60 gradi già si ammorbidisce la scocca non c’è il rischio che si deformino se lasciate in macchina sotto il sole o direttamente al sole? alla fine magari 60 gradi non si raggiungono, ma 50 sicuramente…

    • Piergiorgio Sbrissa 28 luglio 2017 at 22:22 #

      Dopo 20′ in forno a 70° per deformarle devi spingere forte con le dita in alcuni punti o aiutarti con qualcosa di duro. Non è che si sciolgono da sole. Quindi anche in auto nessun problema. A meno forse di lasciarle per ore sotto il sole cocente con qualcosa sopra di pesante…

  5. cossar931 29 luglio 2017 at 11:42 #

    Belle

  6. Luca38 29 luglio 2017 at 12:48 #

    Ottima rece come sempre Pier ! Concordo in tutto avendo avuto le vecchie vapor. Me le sogno ancora di notte tanto erano eccezionali, provate anche specy ed ora NW. Le bont sono uniche, rigidissime tanto che quando spingi a tutta hai quasi l’impressione potresti piegare le pedivelle, al confronto per dire le NW con suola di rigidità 5, il massimo, sembrano averla di gomma. Ti spingono a martellare sempre a tutta, ma sono anche comodissime, almeno per me che ho pianta larga, il fatto che dici perfettamente le dita siano libere dentro la specie di vasca e non strette tra loro le rende incredibilmente piu comode di qualsiasi altra scarpa, sembra di avere degli infradito. Nemmeno il prezzo è un difetto per me, li valgono eccome i soldi che costano. Peccato, e mi è dispiaciuto un sacco, abbia dovuto venderle perchè come giustamente dici, zona tallone calzano bassissime, in pratica per me erano troppo basse e mi facevano male a metà altezza tallone per capirsi. Peccato veramente.

  7. zippx53 29 luglio 2017 at 12:56 #

    Sicuramente saranno stravalide, peccato che non le vende praticamente nessuno e prenderle direttamente dal sito seguendo le misurazioni indicate, il rischio di sbagliare taglia è molto elevato.
    Le prenderei subito se fossero più commercializzate nei negozi da provarle.

  8. Devastazione 29 luglio 2017 at 13:09 #

    Sono talmente belle che le le userei come scarpe normali.

  9. gianlub 31 luglio 2017 at 11:46 #

    Andrò in controtendenza, ma a me sembrano brutte da non poterle guardare…poi magari dal punto di vista comfort/performance non avranno eguali…
    Io ho delle Lake che per alcuni aspetti le ricordano (come anche detto nell’articolo), ma dal punto di vista estetico non c’è paragone…

  10. Rone69 6 settembre 2017 at 07:32 #

    Quella che Piergiorgio Sbrissa nella sua recensione definisce “vasca” cioè la suola, fino a che altezza avvolge il piede?
    Per esempio nell’ultima foto, dove il piede è inquadrata lateralmente, si può indicare dove arriva la scocca prendendo come riferimento i pallini/fori?

    • Piergiorgio Sbrissa 6 settembre 2017 at 08:55 #

      A metà scarpa alla prima riga di pallini dal basso, poi subito si alza verso lo punta ed il tallone (sotto la riga bianca).

      • Rone69 6 settembre 2017 at 13:11 #

        Grazie Piergiorgio, sto valutando di acquistare le Vapor + 2016 nella speranza di dare sollievo ai miei piedoni e qualsiasi informazione in merito a queste scarpe è importante, per questo ne approffitto e ti faccio un’altra domanda sperando di non disturbarti troppo.
        Si avverte il contatto la il bordo in carbonio o grazie alla modellazione non ci sono punti di attrito?

        • Piergiorgio Sbrissa 6 settembre 2017 at 13:26 #

          Io non ho mai avuto punti di contatto, poi chiaramente dipende dal tipo di problema. Non mi sento di dare garanzie. Sicuramente queste Bont sono più modellabili di altre. Col 99% delle scarpe in giro non si può fare molto.

          • Rone69 6 settembre 2017 at 17:03 #

            Tu le stringi molto le scarpe? Dicevi che la parte posteriore è più bassa che nelle altre scarpe, mi viene da pensare che se non si stringe molto si possa scalzare la scarpa, è un’idea sbagliata?

          • Michele89 30 settembre 2017 at 12:53 #

            Ciao Piergiorgio, ma ci sono rivenditori in italia?

          • Piergiorgio Sbrissa 30 settembre 2017 at 14:07 #

            Ciao, chiedi al distributore italiano: http://www.charlie-srl.it/chi-siamo.html

Lascia una risposta

Single Sign On provided by vBSSO