Qualcuno ricorderà il primo caso in Francia di doping tecnologico, dove un amatore è stato beccato ad una gara amatoriale con la bici “truccata”.
L’amatore, Cyril Fontayne, è stato colto sul fatto tramite un controllo durante una corsa di 3^categoria in Dordogna il 1° Ottobre 2017. Il controllo è arrivato dopo molti sospetti sollevati dalle precedenti prestazioni eccezionali del 43enne. Controllo effettuato dall’ex-pro Christophe Bassons, diventato agente dell’antidoping francese per la regione Nuova Aquitania.
Fontayne è stato giudicato in tribunale ieri, colpevole di “frode e tentativo di frode”. Il tribunale lo ha condannato a 60 ore di lavori socialmente utili, oltre al versamento di un euro simbolico alla federazione francese di ciclismo e 88eu per danni ed interessi al club Créon-d’Armagnac, club organizzatore di una corsa a cui il carneade aveva partecipato.
Bassons, presente in tribunale, ha commentato che “hanno comminato la sanzione e la colpa è stata riconosciuta. Oggi dimostriamo che barare in una corsa può portare ad una condanna per frode“.
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