Jonas Vingegaard è caduto ieri in allenamento durante uno stage in Spagna. La sua squadra, la Visma-LAB, ha precisato che non ha sostenuto infortuni gravi e sta bene, ma allo stesso tempo ha aggiunto che prega “i tifosi in bici” di lasciare i loro beniamini pro liberi di allenarsi “lasciandogli più spazio possibile”.
Questo invito fa presagire che una dei fattori della caduta di Vingegaard sia da imputare a qualche tifoso che lo seguiva in bici durante l’allenamento. Cosa che ormai pare essere sempre più frequente, visti i numerosi video che poi ne scaturiscono sui vari social.
Nello specifico, a quanto pare, un ciclista spagnolo, Pedro García Fernández, stava seguendo Vingegaard durante un suo allenamento a Malaga, in discesa. Il danese per toglierselo di ruota avrebbe aumentato la velocità finendo però per terra, e rialzandosi sanguinante al volto. Il tutto relazionato dallo stesso Fernandez su Strava.
“Si può essere professionali, ma si può anche essere umili. Jonas è caduto mentre cercava di lasciarmi indietro mentre scendevamo dalla fuenta la reina, e quando mi sono fermato per chiedergli come stava, si è arrabbiato con me perché lo avevo seguito.
Stava scendendo velocemente solo per lasciarmi indietro ed è finito a terra.
Non faccio questo per vivere; sono un dilettante come la maggior parte delle persone, quindi non capisco la sua rabbia da professionista al riguardo.”



Un pro ha molto da perdere se cade, e nessun controllo sul cretino attaccato dietro a 70 km/h in discesa, la paura è giustificata, ma fosse anche solo fastidio sarebbe sufficiente.