Jonas Vingegaard caduto in allenamento

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Jonas Vingegaard è caduto ieri in allenamento durante uno stage in Spagna. La sua squadra, la Visma-LAB, ha precisato che non ha sostenuto infortuni gravi e sta bene, ma allo stesso tempo ha aggiunto che prega “i tifosi in bici” di lasciare i loro beniamini pro liberi di allenarsi “lasciandogli più spazio possibile”.


Questo invito fa presagire che una dei fattori della caduta di Vingegaard sia da imputare a qualche tifoso che lo seguiva in bici durante l’allenamento. Cosa che ormai pare essere sempre più frequente, visti i numerosi video che poi ne scaturiscono sui vari social.

Nello specifico, a quanto pare, un ciclista spagnolo, Pedro García Fernández, stava seguendo Vingegaard durante un suo allenamento a Malaga, in discesa. Il danese per toglierselo di ruota avrebbe aumentato la velocità finendo però per terra, e rialzandosi sanguinante al volto. Il tutto relazionato dallo stesso Fernandez su Strava.

Si può essere professionali, ma si può anche essere umili. Jonas è caduto mentre cercava di lasciarmi indietro mentre scendevamo dalla fuenta la reina, e quando mi sono fermato per chiedergli come stava, si è arrabbiato con me perché lo avevo seguito.
Stava scendendo velocemente solo per lasciarmi indietro ed è finito a terra.
Non faccio questo per vivere; sono un dilettante come la maggior parte delle persone, quindi non capisco la sua rabbia da professionista al riguardo.”

 

Commenti

  1. Lumi:

    Stai parlando delle bici o delle auto?
    Lo ho già scritto.
    Peraltro ai fini della distanza di sicurezza il Codice della strada non distingue. Parla di veicoli. Sono veicoli tutti quelli circolanti sulle strade incluse le biciclette ovviamente.
  2. Puni:

    Va bene che oggi piove ma siamo arrivati al 200° post su quest'argomento....
    anche i prof oramai ripiegano sui rulli quando piove, quindi non c'è nemmeno lo stimolo di uscire con la pioggia per andare a seguirli a ruota :mrgreen:
  3. thornn:

    non credo proprio si possa. pena anche il licenziamento e richiesta danni da parte degli sponsor. tra l'altro credo, credo, che anche il campione del mondo sia obbligato a usare sempre la maglia iridata. queste però sono considerazione mie in base a quanto sentivo tempo fa non ricordo dove. potete smentirmi eventualmente
    una volta era la norma trovare pro in incognito (Paolini raramente visto con la divisa della squadra)
    Ora sentivo che le squadre, prima di prendere un atleta (non un top, quello è un'altra cosa) valutano anche la parte "social", dopotutto anche il ritorno della pubblicità fa parte del lavoro
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