Remco al Fiandre: un successo o un pasticcio mediatico?

117

Nei giorni scorsi ha tenuto banco sull’internet la mossa della RedBull di annunciare a sorpresa la partecipazione di Remco Evenepoel al giro delle Fiandre. La mossa è stata pensata in un’ottica di marketing per stessa ammissione di Evenepoel, con tanto di video girato il 27 dicembre scorso sul Grammont, in tenuta nero-anonima, in cui il campione belga annuncia la futura partecipazione.


Tutti i tifosi sono contenti ovviamente di avere un possibile protagonista in più al sacro giorno del ciclismo belga (di Pasqua per di più), ma la mossa ha portato con se alcune critiche e perplessità. Innanzitutto: questa mossa pubblicitaria ha creato veramente grande entusiasmo? Si potrebbe dire “ni”, nel senso che Remco può essere un protagonista, ma ha veramente senso creare una così elevata Hype per quello che in definitiva è un debutto su un terreno difficile come il pavé delle fiandre? Non c’è il rischio che questo si ritorca contro in caso di non scontato successo? O peggio di non impossibile insuccesso? In particolare per un corridore divisivo, a livello di simpatia, come Remco?

Ma aldilà di questo, la mossa ha anche portato non pochi a chiedersi perché il debutto a questa corsa iconica arrivi soltanto ora. In particolare dopo che l’ex Team Manager della Soudal-Quickstep, Patrick Lefèvere ha dichiarato che era il corridore a non volerlo correre. A cui ha fatto seguito la contro-dichiarazione del “team Remco” che era la Soudal a non volerlo farglielo correre…

Oggi, sulla sua colonna sul Het Nieuwsblad, Lefèvere, col suo solito stile aggressivo, non le manda a dire. “Non voglio essere troppo duro, ma bisogna stare attenti a mentire ai giornalisti. Io non l’ho mai fatto e certamente non in modo così sfacciato come hanno fatto Evenepoel e il suo team negli ultimi mesi, settimane e persino giorni. Un tempo esisteva una sorta di codice d’onore. Mentire è pericoloso. Ci sono giornalisti con una memoria di ferro e la pelle sottile“.

Questo si riferisce in particolare alle dichiarazioni dei mesi, settimane e giorni, appunto, in cui vari giornalisti avevano chiesto alla RedBull, o a lui stesso, se Remco avrebbe partecipato al Fiandre ottenendo come risposta un fermo “no”. Cosa che svariati giornalisti non hanno preso bene, in quanto avere delle bugie come risposte non giova certo alla propria credibilità una volta che vengono riportate al pubblico. Per cui appunto ci si dovrebbe attenere almeno alla regola non scritta di non mentire, ma al massimo limitarsi al vago o ai no-comment. Che certamente danno adito a speculazioni, ma almeno sono eticamente meno dannose per i media.

Lefèvere poi rilancia, dicendo che “per anni gli ho detto che avrebbe dovuto correre il Fiandre, ma allora non voleva“. Mentre Remco stesso invece ha dichiarato che [la cosa] “è sempre stata bloccata“. In particolare dicendo che aveva spinto per partecipare nel suo ultimo anno alla Soudal, ma senza ottenere il via libera.

Lefevère a questo punto da una spiegazione che getta più ombre di quanto faccia luce sulle dinamiche interne alla ex-squadra di entrambi:

“Ho sempre pensato che semplicemente non volesse, ma Remco mi assicura – anche questa settimana tramite un messaggio – che sono stati i nostri allenatori a porre il veto. Non lo metto necessariamente in dubbio. Ma sia chiaro: la decisione finale all’interno della squadra spettava a Remco. Se l’avesse voluto davvero, la Milano-Sanremo o il Giro delle Fiandre sarebbero stati nel suo programma”.

Insomma, qualcosa è andato perso per strada a livello comunicativo tra i due a quanto pare. Senza contare delle opinioni degli allenatori che a quanto pare informavano Lefèvere del veto posto a Remco per il Fiandre, ma senza che i due si confrontassero poi a riguardo. Difficile ad ogni modo pensare che i due non abbiano mai affrontato il discorso calendario in 7 anni di rapporto….

Senza contare che viene naturale chiedersi perché gli allenatori della Soudal avessero addirittura “posto un veto” alla partecipazione del loro maggior talento alla classica più importante della loro nazione.

Lefevère poi si pone la stessa domanda che si fanno molti: “Mi ha un po’ infastidito l’idea che questo rappresenti improvvisamente una sorta di cambio di carriera. Come se correre il Giro delle Fiandre gli sottraesse qualcosa alle ambizioni per il Tour. Sono due cose separate. Credetemi: Evenepoel non aveva bisogno della Volta a Catalunya per capire quanto sarà difficile vincere il Tour contro Pogačar e Vingegaard.”

Allo stesso tempo, ovviamente, non lo da come outsider totale per il Fiandre: “Senza dubbio si [può fare bene -ndr-]. Lo conosco come le mie tasche. All’UAE-Tour era uno-due kili di troppo, ma al Catalunya era in peso forma. Quello era il Remco in forma smagliante, capace di vincere qualsiasi gara alla sua portata“.

Restano però i dubbi che probabilmente hanno anche tutti quelli che non  lo conoscono bene come Lefevère: “Lottare per la posizione e pedalare sul pavé non sarà mai la sua specialità. Il fatto di aver fatto il Koppenberg bagnato durante una ricognizione non ti rende improvvisamente uno specialista della corsa.”

Non ci resta che far parlare la strada, o meglio, il pavé.

 

 

 

Commenti

  1. mauretto:

    Diavolo di un Tadej, ormai fanno più bella figura a non presentarsi alla partenza e a dargliele vinte a tavolino :mrgreen:
    Comunque non manterrà la condizione fino al Giro e al Tour...o no? ;nonzo%
    No, credo che al Giro o al Tour sarà in calo ormai...parlo del giro o tour del 2034...
  2. Ser pecora:

    Il vantaggio di far rientrare Remco sarebbe stato quello di fare i muri al passo con lui? A che pro? Staccarsi in 2 invece che da solo?
    Remco sui piani guadagnava contro 2. Ovvio che poi sui muri perdesse. (oltre che perchè non è allo stesso stellare livello su quelle rampe). E' ragionevole pensare che non dovendo tirare sempre sui muri perdesse quel pò in meno che in due insieme a VDP bastasse a chiudere in pianura. In ogni caso era una variabile rispetto all'identico clichè delle ultime due volte. E infatti Pogacar quella variabile NON la voleva e tanto doveva bastare per volerla da parte di VDP. Poi magari Remco provava a fare banzai in qualche altra parte e sparigliava ancora perchè in una volata con quei 3 è sulla carta 3. E in quel caso si vedeva il da farsi.
    1 vs 1 il risultato era chiaro persino a Magrini il come e dove.
  3. Fill:

    Infatti era una variabile.
    1 contro 1 oggi non c'era partita.
    Altro aspetto che pochi sottolineano è che se Belga prende 10" in pianura diventa dura per chiunque chiudere Taddeo compreso.
    Ma era una variabile che dovevano consigliare dall'ammiraglia, se volevano provare il tutto per tutto per vincere questo Fiandre.
    Da dire che i due non si sono mai presi veramente a cartoni sul muso.
    La famosa crisi di fame VDP alla Tirreno, se voleva Taddeo poteva sverniciarlo, invece non ha infierito.
    Gli episodi hanno un loro senso durate la carriera dei corridori.

    E in ogni caso probabile che stiamo a parlare del sesso degli Angeli, visto che questo mangia saette, caga fulmini e dagli occhi spara palle di fuoco dagli occhi! :mrgreen:
    Quando gli è arrivato vicino tirava praticamente solo Pogacar, che se avesse aperto il gas giusto un pelo dí più in salita, sarebbe rimasto solo.
    Non per niente VDP ha perso 45” in 15 km
Articolo precedente

L’annoso problema delle moto in corsa

Articolo successivo

Pogačar vince il suo terzo Fiandre. Vollering il suo primo

Gli ultimi articoli in Interviste, opinioni

Pagellone Giro 2026

Giro d’Italia 2026 consegnato agli archivi con l’impressione che sia piaciuto a metà del pubblico. E’…