Pogačar vince sempre, ma contro un Mas super

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La notizia non è che Tadej Pogačar abbia vinto la 5^tappa della Vuelta, la terza su 5 tappe corse quest’anno, ma che lo abbia fatto davanti un Enric Mas (Movistar) tornato a grande livello in uno sprint senza grande storia, ma a cui lo sloveno è arrivato anche prendendosi un bel rischio sull’ultima discesa.


Mas è stato infatti il primo a superare l’ultima salita di Puerto El Bartolo, nello sconcerto di Pogačar che i è visto superare nettamente allo scollinamento. Lo shock è stato probabilmente tale che è poi finito fuori strada in un tratto fangoso della seguente discesa, riuscendo comunque a evitare una caduta.

I due hanno guadagnato tempo sugli altri rivali per la classifica generale, con un eccellente Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech) in grande crescita, che ha staccato gli altri inseguitori, portandosi al terzo posto. Mas è ora secondo in classifica generale, mentre Primož Roglič (Red Bull-Bora-Hansgrohe) scivola al terzo posto. Oscar Onley (Netcompany-Ineos) è scivolato dal quinto al settimo posto, arrivando a 1 minuto e 38 secondi da Pogačar.

La dinamica della gara è stata ben spiegata da Pogačar stesso: “Avevamo un piano per lasciare andare la fuga oggi, ma ci sono volute quasi due ore per formare una fuga. Quindi alla fine, abbiamo dovuto tirare meno della metà della tappa per controllare. João [Almeida] e Kevin [Vermaerke] hanno fatto un buon lavoro per tenere, e poi ho potuto andare per la tappa, con Pavel [Sivakov], Jay [Vine] e Pablo [Torres] in testa alla salita e preparandomi per un attacco perfetto.”

Insomma, se la fuga ci mette ore a formarsi non è che Pogačar può star li a imballarsi le gambe…ma non solo, pure l’acqua sembrano avergli remato contro, oltre che un Mas in giornata di grazia:

“Sono rimasto davvero sorpreso in cima, mi ha superato come un razzo. Non me l’aspettavo perché avevo sentito alla radio che ero in testa con 40 secondi di vantaggio sugli inseguitori. Non si era parlato di Enric, quindi quando mi ha superato sono rimasto un po’ scioccato. Ero sicuro che conoscesse la discesa ed ero semplicemente contento di essere con lui negli ultimi 10 km controvento, perché non avevo acqua“.

Infatti lo sloveno per un malinteso con l’ammiraglia è rimasto senz’acqua negli ultimi 23km, dovendo persino chiederla ai passanti, in mancanza di uno Yates a bordo a strada.

“È stato bello avere qualcuno al mio fianco. Sapevo di poterlo battere in volata, ma ho apprezzato il fatto che abbia dato il massimo, e anch’io ho dato il massimo. Tanto di cappello a lui, ed è stata una grande gara.”

E non si può che ringraziare Mas per aver dato una svolta ad una tappa che era segnata per andare sul solito binario.

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