A un anno e mezzo dalla tragica caduta di Muriel Furrer ai Campionati del Mondo di ciclismo 2024 a Zurigo, un incidente che sconvolse il mondo del ciclismo, la procura svizzera che se ne è occupata ha chiuso le indagini. La procura ha dichiarato che non sono state riscontrate violazioni delle norme di sicurezza relative al percorso o ai servizi di emergenza.
La ciclista svizzera diciottenne uscì di strada durante una discesa della gara juniores femminile, precipitando in un’area boschiva dove fu ritrovata solo 85 minuti dopo. Poiché la sua bicicletta non era dotata di localizzatore GPS la sua scomparsa fu segnalata solo al termine della gara. Fu trasportata in elicottero in ospedale a causa di un grave trauma cranico, ma morì il giorno successivo.
Secondo la procura zurighese: “In base alle indagini della polizia sembra trattarsi di un incidente di gara, senza alcuna indicazione di comportamento penalmente riprovevole o di corresponsabilità da parte dell’organizzatore, degli altri partecipanti o di terzi nella caduta del ciclista.”
Secondo l’indagine i soccorritori sono arrivati pochi minuti dopo il ritrovamento della donna e le hanno prestato i primi soccorsi. Gravemente ferita, la ciclista è stata poi trasportata in elicottero all’ospedale Universitario di Zurigo. L’indagine non ha riscontrato alcuna prova di negligenza, né nell’operazione di soccorso, che ha richiesto un tempo considerevole, né nell’assistenza medica prestata in ospedale.
Secondo la famiglia, intervistata dal quotidiano svizzero Le Temps: “È importante che si tragga una buona lezione da questo incidente e che situazioni simili siano evitate in futuro“.
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