Dove sono le aziende di bici?

344

Quando presentiamo delle nuove bici non si fa che parlare di watt, pro e pesi. Sembra che tutto il mondo del ciclismo giri attorno allo scimmiottamento dei professionisti: aerodinamica che porta dei benifici dai 40 km/h in su, tutine super attillate con prezzi da abiti da matrimonio, montaggi da 15k “perché è quello che usa Pogi e se non ce l’hai sei uno sfigato“.

In questo modo ci dimentichiamo bellamente di cosa sia il ciclismo praticato dalla massa degli appassionati, massa che sta voltando le spalle alle gare praticate ma che non per questo pedala di meno, anzi. Lo scorso weekend ero a Bormio e per puro caso mi sono trovato lì durante la chiusura al traffico motorizzato del passo dello Stelvio. L’albergo (e il paese) era pieno e nel bike garage c’erano solo bici da corsa, tranne due mountain bike (la mia e quella di mio figlio), e ho avuto tempo per guardarle un po’.


Mi aspettavo solo modelli di ultimo grido con montaggi pazzeschi ed invece ho trovato bici in gran parte di media gamma, con qualche anno sul groppone, vissute, nel senso che avevano attaccati borselli, borsette e ammenicoli vari tipici di chi in bici ci va veramente e non deve chiamare la moglie se fora una gomma o gli si smolla qualche vite.

A quel punto mi aspettavo un centro città pieno di gazebi di marchi di bici e accessori, vista l’affluenza. Gazebi che non mancano mai alle gare o a qualche discutibile fiera. E invece niente, non ce n’era neanche l’ombra. Al loro posto c’era una bellissima iniziativa olandese per la ricerca contro il cancro: Stelvio for life, che ha anche organizzato la serata di sabato sera in una piazza centrale di Bormio con musica e animazione. La piazza era gremita di ciclisti soddisfatti della loro giornata in sella, tanti avevano una birra in mano e ballavano, alla faccia del recupero e di andare a dormire con le galline.

Basta poi guardare Training Camp del 31 agosto per vedere quanti ciclisti di BDC vi abbiano partecipato, senza grandi proclami o discussioni su iscrizioni e piani di allenamento. Infatti la partecipazione è gratuita e, a giudicare da quanta gente fosse in cima al passo (video qui), è stata altissima, così com’era altissima per il Sella Ronda Bike Day, dove si contavano 20.000 (ventimila) ciclisti. A proposito, il prossimo Sella Ronda Bike Day si tiene il 7 settembre.

Tornando alla domanda del titolo, dove erano le aziende di bici? Sembra che ci sia un grande scollamento fra la realtà e gli uffici marketing, fra quello che i ciclisti fanno veramente e i cuoricini delle immagini patinate di Instagram. Forse la grande crisi del mercato del ciclo ha radici più profonde del post-Covid e non sparirà una volta che i magazzini si saranno svuotati.

Forse sarebbe il caso di mettere giù lo smartphone e di andare a mischiarsi fra chi pedala.

Commenti

  1. WNC2:

    Sì, ma al corso facoltativo ti insegnano più o meno a portarla al limite in pista, cosa ben diversa da quello che farà il 99% dei possessori di una Ferrari ai quali dovrebbero insegnare:
    lezione numero 1: "come entrare in piazza del casinò a Montecarlo con nonchalance".
    lezione numero 2: "come uscire dalla macchina a 65anni con un panza tanta...."
    lezione numero 3: "come uscire da una Ferrari in minigonna e tacco 12 senza far vedere la sorca al posteggiatore"
    Dipende dal corso che segui. Ci sono piu’ step. Ma ti assicuro che la prima volta che ci sali, arrivi puntualmente lungo quando freni e sei convinto che la vettura abbia qualche problema ai freni. In realtà, semplicemente, raggiungi velocità elevate in tempi brevissimi e ti devi abituare agli spazi di frenata, ad esempio. CI sono altre piccole cose che devi sistemare ed è meglio farlo su di un circuito piuttosto che su una strada trafficata.

    1: nei casino’ a Montecarlo la macchina la parcheggiano loro ed hai risolto il problema
    2: non c’e’ scuola per questo. Devi trovare il tuo metodo
    3: tutte coloro le quali ho visto in Ferrari in minigonna e tacco 12 non si facevano problemi in questo senso. Comunque, Lamborghini è piu’ complicata
  2. WNC2:

    Ricordati che questi scaricamenti dalle tasse alla fine dei discorsi, li paghiamo sempre noi eh....

    scarichiamo le bici dalle tasse in cambio di buche ancora più grosse in strada.....
    allora niente: cacciamo i 15K per la Lab71 o per la S Works e lasciamo che le detrazioni vadano a quelli che si comprano il monopattino elettrico.
    Così quelli li paghiamo noi, ci teniamo le strade con le buche e ci siamo anche più leggeri di 15K: praticamete WIN WIN WIN.
  3. jacknipper:

    stavamo parlando di differenza tra bdc base e bdc top
    è evidente che uno non abituato ad una bdc, ai pedali attaccati ecc, possa essere in difficoltà: ma lo sarebbe uguale se le bdc fosse entry level o top
    si parlava di usare una ferrari o un'utilitaria
Articolo precedente

Numero di Pablo Castrillo. Roglic recupera tempo, ma viene penalizzato

Articolo successivo

[Test] Classified Powershift

Gli ultimi articoli in Interviste, opinioni

Pagellone Giro 2026

Giro d’Italia 2026 consegnato agli archivi con l’impressione che sia piaciuto a metà del pubblico. E’…