Training and Racing with a Power Meter (parte seconda)

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mormar02

Apprendista Scalatore
14 Febbraio 2008
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Ci sono studi sulla correlazione tra cadenza e condizione fisica all'interno di uno stesso soggetto? E le vostre esperienze in tal senso quali sono?
Io ho l'impressione di andare mediamente più agile in salita quando ho una buona condizione rispetto ad inizio preparazione (diciamo 80-85rpm contro 75rpm), e anche di trovarmi a pedalare con relativa naturalezza in un range di pedalata molto maggiore rispetto al periodo di preparazione invernale, nel quale ho inizialmente la sensazione di avere una cadenza abbastanza obbligata, cose che non ho quasi per nulla durante la stagione, dove la sensazione è di poter scegliere tra frequenze piuttosto diverse.

stessa cosa per me...fino a che non entro in forma con alcune gare tendo ad andare più duro mentre quando sono in forma,anche negli stessi lavori specifici a cadenza libera preferisco l'agilità!o-o
poi quando scatti te tipo a guamo:mrgreen: prima ho una fase dura, poi finisco la benzina e vado agile ma non tanto veloce!o-o
 

senzasosta

Maglia Amarillo
19 Luglio 2011
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Cervelo r5 Specialized Roubaix
Ci sono studi sulla correlazione tra cadenza e condizione fisica all'interno di uno stesso soggetto? E le vostre esperienze in tal senso quali sono?
Io ho l'impressione di andare mediamente più agile in salita quando ho una buona condizione rispetto ad inizio preparazione (diciamo 80-85rpm contro 75rpm), e anche di trovarmi a pedalare con relativa naturalezza in un range di pedalata molto maggiore rispetto al periodo di preparazione invernale, nel quale ho inizialmente la sensazione di avere una cadenza abbastanza obbligata, cose che non ho quasi per nulla durante la stagione, dove la sensazione è di poter scegliere tra frequenze piuttosto diverse.

E se fosse "fisiologico"? Nel mio caso lavoro molto più di potenza che agilità... Ultimamente cerco tanta agilità proprio per evolvermi verso una pedalata che mi consenta una miglior gestione delle forze.
Tanto per fare un esempio, il fatidico Ghisallo, il mio miglior tempo l'ho fatto con il 53, con il 39 rischio spesso di "imballarmi".
In salita con il 39 la miglior cadenza che riesco a mantenere per tempi prolungati è 75 rpm al massimo 80, purtroppo però non riesco ad avere un dato relativo alla potenza, dato che per adesso le salite sono off visto il freddo.

Aggiungerei un altro particolare, quando corro a piedi in piano sono veramente scarso, in salita specialmente su pendenze importanti riesco ad avere buoni risultati, per questo definivo "fisiologico" il rapporto agilità e potenza.
 

nemorino

Ammiraglia
24 Febbraio 2009
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Trek Emonda SLR
E se fosse "fisiologico"? Nel mio caso lavoro molto più di potenza che agilità... Ultimamente cerco tanta agilità proprio per evolvermi verso una pedalata che mi consenta una miglior gestione delle forze.
Tanto per fare un esempio, il fatidico Ghisallo, il mio miglior tempo l'ho fatto con il 53, con il 39 rischio spesso di "imballarmi".
In salita con il 39 la miglior cadenza che riesco a mantenere per tempi prolungati è 75 rpm al massimo 80, purtroppo però non riesco ad avere un dato relativo alla potenza, dato che per adesso le salite sono off visto il freddo.

Aggiungerei un altro particolare, quando corro a piedi in piano sono veramente scarso, in salita specialmente su pendenze importanti riesco ad avere buoni risultati, per questo definivo "fisiologico" il rapporto l'agilità e potenza.

sta cosa l'ho notata nelle pedalate fatte con te

ricordo quella "passeggiata" tra Bologna e Firenze quando sei partito all'attacco di Coppolillo su quella salita che precedeva i vari passi (poi ti ho perso di vista :mrgreen:) e ho notato che comunque avevi sempre il 53 anche dove la strada stava sopra l'8/9/10% e pedalavi con cadenze piuttosto basse, alzandoti spesso sui pedali....

secondo me se riesci a importi in salita cadenze superiori e a usare un filo meno il fuorisella andrai ancora più forte

o-o
 

nemorino

Ammiraglia
24 Febbraio 2009
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Trek Emonda SLR
comunque oggi ho fatto la visita per l'idoneità agonistica

be' il medico mi ha detto che rispetto alla visita dell'anno scorso (e dei due anni precedenti) a livello di risposta/recupero cardiocircolatorio etc. ho fatto un balzo mostruoso

a pari watt espressi sul cicloergometro le fc sono molto molto più basse e il recupero è istantaneo

già la scorsa stagione, dopo la visita, ho cercato di allenarmi con molto criterio ma credo di dover davvero molto all'allenamento fatto da novembre ad oggi con il power meter e al tanto lavoro in Z2/Z3 e ora SST/Z4 fatto grazie agli insegnamenti del libro in oggetto e ai tanti consigli dispensati qui

speriamo di tradurre sul campo sti miglioramenti "in vitro" :mrgreen:

questo per dire che il power meter è uno strumento magari superfluo ma, come scritto da molti, tremendamente efficace

o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
il cuore, in quanto muscolo, subisce tutti gli adattamenti specifici raggiunti in "periferia".
Che poi gli adattamenti in positivo siano più lenti (da raggiungere) di quelli "in negativo"...questo è un altro aspetto.
 

Pivens

Apprendista Scalatore
11 Dicembre 2004
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Io ho l'impressione di andare mediamente più agile in salita quando ho una buona condizione rispetto ad inizio preparazione (diciamo 80-85rpm contro 75rpm), e anche di trovarmi a pedalare con relativa naturalezza in un range di pedalata molto maggiore rispetto al periodo di preparazione invernale, nel quale ho inizialmente la sensazione di avere una cadenza abbastanza obbligata, cose che non ho quasi per nulla durante la stagione, dove la sensazione è di poter scegliere tra frequenze piuttosto diverse.
Idem. Miglior "forma" = (anche per me) > cadenza a parità di potenza.
E la cosa si verifica anche nel confronto allenamento/gara: da solo, a parità di potenza le RPM calano rispetto alla gara/gruppo, ed il tutto accade "inconsciamente".
 

looping

Scalatore
7 Settembre 2007
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in costruzione ...
Torno sull'argomento affrontato alcuni giorni fa e cioe' sul testare la propria FTP in pianura.
Un test ( in salita ) oggi volevo farlo ma dato che le salite erano impraticabili ho ripiegato su un esercizio in pianura che forse potrebbe essere l'inizio per fare, un domani, un test vero e proprio in pianura . Ho fatto 2 lap x 20' alternando 1' in Z3 alta con 1' in Z5 e break tra i due di 5', al termine di entrambi i lap ho fatto un allungo > Z5. Fatto cosi'non mi e' parso proprio massacrante come mi aspetto da un 2 x 20' fatto "a tutta" in pianura , le difficolta' maggiori,a parte quelle climatiche ( nel secondo 20' nevicava ) , sono state nel percorso, i tratti a favore dovevo veramente strizzarmi per tenere su i watt. Quello che non so se un test FTP ( in pianura ma anche genericamente ) puo' essere "interpretabile" alternando le zone. Rileggendo il libro ,tra i vari metodi, di alternanza di zone non parla se non nel grafico 3.2 ( potenza stazionaria ) , pero' forse intendono lap piu' lunghi e massimali o-o
 
22 Marzo 2007
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human-powered
Quello che non so se un test FTP ( in pianura ma anche genericamente ) puo' essere "interpretabile" alternando le zone. Rileggendo il libro ,tra i vari metodi, di alternanza di zone non parla se non nel grafico 3.2 ( potenza stazionaria ) , pero' forse intendono lap piu' lunghi e massimali o-o
Parere personale: al limite in termini di potenza normalizzata, con la possibilità di usare direttamente il valore se alle intensità scelte le condizioni fisiologiche di "funzionamento" sono realmente simili a quelle in cui avviene l'altro test (e mi sembra di intuire che comunque qualche differenza ci sia, nel tuo caso), ovvero interpretandole avendo a disposizione informazioni di laboratorio (o almeno altri riferimenti osservazionali, tipo evoluzione di ventilazione e sforzo percepito) per individuare in modo attendibile il passaggio fra comportamento in cui si stabilizzano i parametri fisiologici di riferimento (tipico di una permanenza massimale a FTP) e intensità superiori a cui ciò non avviene.
 
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looping

Scalatore
7 Settembre 2007
6.483
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in costruzione ...
Parere personale: al limite in termini di potenza normalizzata, con la possibilità di usare direttamente il valore se alle intensità scelte le condizioni fisiologiche di "funzionamento" sono realmente simili a quelle in cui avviene l'altro test (e mi sembra di intuire che comunque qualche differenza ci sia, nel tuo caso), ovvero interpretandole avendo a disposizione informazioni di laboratorio (o almeno altri riferimenti osservazionali, tipo evoluzione di ventilazione e sforzo percepito) per individuare in modo attendibile il passaggio fra comportamento in cui si stabilizzano i parametri fisiologici di riferimento (tipico di una permanenza massimale a FTP) e intensità superiori a cui ciò non avviene.

grz :)
si ci sono sicuramente delle differenze perlomeno con quella attuale, cmq questa per il momento la considero una tappa di avvicinamento , anche se ho fatto meglio del mio primo test FTP fatto in salita nel lontano 2010... o-o
 

lori

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2008
2.402
23
in quel di zola (BO)
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canyon ultimate cf-merida scultura team
mi metto in coda anch'io ,ovviamente senza fretta, ti mando mp. Che frustazione avere il libro capire il senso generale ma non quello di passaggi tecnici importanti!
 
Stato
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