Dicendo cose che tu sai benissimo, per maggior chiarezza:Io capisco il tuo discorso ma comprendi bene che al di là della fretta, della situazione di emergenza e di mille altre variabili qui mancano le formazioni base. Piu' parlo con addetti ai lavori e piu' mi rendo conto di quanto siano all'oscuro di elementi chiave.
Credimi, spero che si sbaglino e spero di sbagliarmi. Ma i fatti sono oggettivi. Notato il balletto sulle percentuali di risouzione?
Sarei felice di tornare a scrivere fra mesi e cospargermi il capo di cenere. Non trovo detestabile ammettere i propri errori di valutazione. Ma, ti ripeto, al momento i fatti mi inducono a pensare cio'
I numeri vengono SOLO dai comunicati stampa Pfizer. Da lì si capisce che nel gruppo vaccinato sono venutio fuori 16 casi (che poi sono misteriosamente diventati 8) di gente che ha sviluppato sintomi, contro 160 del gruppo di controllo. Siccome è chiaro che gli hanno fatto anche il tampone, se parlano di casi con sintomi e NON di positività, vuol dire che il vaccino protegge (secondo i loro dati: le agenzie del farmaco li esaminano ma non fanno una sperimentazione indipendente, controllano solo che l'analisi dati sia corretta) vuol dire che il vaccino protegge dai sintomi ma non dall'infezione e quindi dall'infettività. In altre parole, a parte tutti i discorsi di non fidarsi del meccanismo, gli effetti a lungo termine etc etc, banalmente è una fregatura per tutti quelli che non sono protetti. SE le cose stanno così (e fino a che non si sa nulla di più preciso si tratta solo di pensar male, non ho argomenti per dire che le cose stiano proprio così; però come diceva quello a pensar male si fa peccato ma....) praticamente i vaccinati diventano una massa di infettivi asintomatici liberi di andare in giro... quindi bisognerà continuare a stare blindati uguale, solo con un filo di sicurezza in più. Dico un filo perché sicuramente uscirà che il vaccino funziona meglio sui giovani, che sono già meglio protetti dal loro sistema immunitario (in media).
