Il che il ragionamento di massima lo conferma. L'offerta cala, non è più pari alla domanda e il prezzo sale. Che poi l'offerta cali per una manovra speculativa o per altre ragioni, non sposta la valenza di come funzionano le dinamiche di domanda, offerta e prezzo.per quanto corretto non è sempre così lineare il ragionamento, ci possono essere manovre ragionate di speculazione che diminuiscono volutamente l'offerta per aumentare il prezzo.
Io non credo, almeno nel caso delle bici che avvenga ciò. Per aumentare i guadagni, conviene aumentare (e ovviamente rendere appetibile) la produzione, almeno sintanto che la domanda abbonda. Il tuo ragionamento è puramente teorico, perchè un raddoppio del prezzo, porterebbe a un calo della domanda e quindi a un nuovo calo del prezzo. Ci sta aumentarlo, ma non lo si può fare troppo, nessuno, nemmeno il grande marchio può farlo troppo, e comunque non in maniera tale da poter diminuire in maniera conveniente la produzione pur guadagnando di più.Parliamo di bici e facciamo due conti della serva: il costruttore stupazzoni vende 100 bici a 5000 euro ed incassa 500mila euro, lo stesso stupazzoni l'anno dopo vende 50 bici a 10000 euro ed incassa 500mila euro ovvero la stessa cifra ma a fronte di costi di materia prima, personale, ecc dimezzati.
Probabilmente la seconda opzione è più redditizia della prima; ora non puoi farlo certamente da un giorno all'altro e men che meno puoi farlo se "non sei nessuno" ma probabilmente i grandi marchi possono permettersi di produrre meno bici e compensare ogni anno la minor produzione con prezzi sempre in crescita.
Vado a memoria, ma per quanto riguarda le bici, la scusa del Covid è stata ipotizzata dai consumatori, non sbandierata dai produttori. Lo stesso comunicato di Giant che abbiamo letto sopra, non fa alcun riferimento al Covid, attribuendo le difficoltà a una domanda molto cresciuta a cui non hanno fatto ancora fronte in termini di offerta.La scusa del covid ormai è abusata per qualsiasi minchiata di cambiamento avvenuto negli ultimi mesi, a partire dalle banche che non ti fanno entrare senza appuntamento e solo al mattino, alle compagnie che non rispondono più al telefono, agli enti che ti devono rimborsare soldi che ci mettono mesi e tante altre nefandezze del genere